Ci siamo: diamo vita ad una nuova rubrica, che avrà cadenza mensile e porterà un po’ di novità in questo spazio. Abbiamo sempre cercato di variare non solo parlandovi di libri, ma anche di fumetti, facendo qualche intervista, stilando infinite listone su temi enormi, facendovi scoprire nuovi film e serie tv, siamo da poco approdati anche in radio e insomma cerchiamo di portare i libri nella vostra vita a 360°, ma non contenti ora porteremo nella vostra vita anche le nostre libraie.

libreria1Valentina, Paola e Tiziana sono le libraie della Libreria Tra le righe di Roma (Viale Gorizia, 29) che ogni mese vi daranno consigli di lettura su un tema. La libreria Tra le righe è la nostra preferita, è una libreria bistrot che offre ai suoi clienti ottimi dolci, tè, pranzi etc. ma non è solo per questo che è la nostra preferita. La cosa più soddisfacente quando si varca la porta di questa libreria è quella di essere riconosciuti: entriamo e ci chiamano per nome, ci fanno accomodare con gentilezza, sanno già cosa ci piacerebbe mangiare e bere, sanno già quale libro stanno scrutando i nostri occhi, tante attenzioni mirate, tante piccole coccole che anche a 274 km di distanza ci fanno sentire a casa per questo è la nostra preferita. Abbiamo portato genitori, zii, cugini, amici, tutti insomma a far conoscere questo posto magnifico e le sue splendide libraie ed è giusto che anche voi che ci seguite possiate conoscerlo, anche se solo virtualmente. Ora, dopo questo attimo di dolcezza, è giunto il momento di lasciar parlare le nostre libraie.

Quando e come è nata l’idea di una libreria?
(Valentina) Eravamo in due Giulia ed io, dodici anni fa, durante gli allenamenti di pallavolo abbiamo avuto questa idea, quasi dal nulla e poi siamo riuscite a realizzarla. L’idea era quella di una libreria piccola inizialmente, visto che eravamo solo in due, poi però ci siamo ampliati fino ad arrivare agli 8 soci odierni quindi sicuramente la possibilità di gestire uno spazio più grande con più libri. Fin da subito volevamo coniugare anche il bar ai libri ed essendo il primo anno in cui si poteva avere la concessione per il bar in libreria, abbiamo colto l’occasione ed eccoci qui.

Essendo una libreria indipendente, come scegliete i titoli da proporre?
La scelta si basa innanzitutto su quello che ci piace, ovviamente ci sono dei titoli e degli autori che sono obbligati, perché vendono e sono particolarmente richiesti. Dopo tutti questi anni però conosciamo bene anche la nostra clientela, quindi quando ordiniamo dei libri sappiamo già a quale lettore potrebbe piacere, a chi proporlo e molto spesso sono i clienti stessi che ci aiutano a scoprire nuovi autori, nuove letture interessantissime che poi ovviamente portiamo in libreria.

20171020_174601.jpgParlando proprio dei clienti quali sono gli autori che richiedono maggiormente? Invece da parte vostra quali sono quelli che consigliate?
Le richieste vanno per la maggiore su alcuni autori che non sbagliano mai un colpo come Philip Roth, Ian McEwan, Paul Auster; molto è ovviamente andata la Ferrante e con lei altri autori italiani come la Pietrantonio e Cognetti. Sono inoltre molto richiesti i grandi autori di gialli come: Nesbo, la Vargas, Camilleri, Manzini ed altri ancora come ad esempio il sempre richiesto Ken Follett o J. Howard, scrittrice dei Cazalet. Per quanto riguarda quello che consigliamo, su tutti ci sono Kent Haruf e assolutamente Stefansson i cui libri creano dipendenza, poi come abbiamo già detto abbiamo una clientela preparatissima che molto spesso fa conoscere a noi nuovi libri!

E invece le richieste più strane da parte dei clienti?
Come dimenticare chi ci ha chiesto se avessimo il catalogo dell’Ikea o per rimanere in tema di cose per la casa/ ferramenta, se avessimo una brugola.

Qual è la cosa più soddisfacente nel fare la libraia?
Tiziana: quando vedi la soddisfazione sulle facce delle persone dopo che hai consigliato un libro, sapere che gli è piaciuto, che hai letto i suoi desideri.
Valentina: vedere crescere con le tante letture consigliate, una timida ragazzina che è entrata in libreria a dodici anni e che adesso è una giovane donna profonda, sensibile e assolutamente splendida. E, non che me ne voglia prendere il merito, ma i libri sicuramente in qualche modo hanno influito.
Paola: acquisire la stima di una cliente particolarmente difficile e diffidente.

L’ultima: il vostro libro preferito!
Valentina: Eureka Street di R. M. Wilson.
Tiziana: Il giardino perduto di H. Humphreys (che per chi è attento vi avevamo consigliato qui).
Paola: Anna Karenina di Leo Tolstoj (che invece avevamo messo in quest’altra lista).

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Bene, ora vi lasciamo la recensione di Valentina, che ci ha parlato di un libro che parla di… Librerie! Ed è 84, Charing Cross Road di Helene Hanff, che non potete fare a meno di comprare perché le parole di Valentina sono meravigliose e convincerebbero chiunque!

20171020_174653.jpg“Non si può che scrivere, dovendo scrivere di un libro che parli di librerie, di questo assoluto, piccolo, inarrivabile capolavoro. Non amo i libri brevi, eppure questo libro è di appena cento pagine. Non sono in alcun modo un’appassionata di carteggi, eppure questo lo è. Un carteggio sublime. Lei è una scrittrice americana, un po’ ruvida, ci si può immaginare la sua abitazione sempre in disordine, con libri e fogli di carta un po’ ovunque. Si può immaginare il suo frigo sempre un po’ vuoto.  Lui è un libraio londinese. Si riesce ad immaginarne il colletto bianco inamidato dalla moglie, l’allegra confusione casalinga di due figlie ancora bambine e il silenzio immacolato della scrivania da cui risponde alle solerti missive di Miss Hanff. Che chiede libri su libri, di critica letteraria, di poesia, preferibilmente usati, perché ama quando un libro si apre proprio su quella che era stata la pagina preferita del suo precedente proprietario. Inizia una corrispondenza che porta ad un’amicizia che durerà per anni. Miss Hanff si premurerà di spedire cesti ricchi di quel che nella Londra del dopoguerra era un bene di lusso. Frank Doel cercherà per Miss Hanff i testi di difficile reperibilità che lei chiede, rendendola quasi sempre felice. Bellissimi sono i suoi insulti al composto libraio: “Che diavolo fa di se stesso tutto il giorno, se ne sta lì nel retrobottega seduto a leggere? Perché non prova a vendere un libro a qualcuno?”, confessando ad una cara amica che se non ci fossero 3000 miglia di distanza non sarebbe mai in grado di esprimersi con tanta sfacciataggine. Che meraviglia leggere le sue considerazioni, quando definisce il mondo in cui viviamo “misterioso”, poiché le consente di possedere per tutta la vita un oggetto così meraviglioso come un libro al costo di un biglietto per il cinema, e che se i libri avessero un costo legato al loro valore lei non potrebbe mai permetterseli. Un inno d’amore non solo alla lettura (“Ha per caso in libreria il diario di Sam Pepys? Ne ho bisogno per le mie lunghe serate invernali”), non solo alle librerie (“E’ il più delizioso vecchio negozio uscito direttamente dalle pagine di Dickens”) e ai libri, ovviamente, ma ad un modo di vivere, che si apre a legami forti anche con chi, alla fine, non si incontrerà mai per tutta la vita. Un legame nato da una passione comune, e andato avanti per l’incontro di due anime affini, generose e curiose. Forse bisognerebbe tirar via un po’ di polvere dalle nostre anime afflitte da una quotidianità a tratti spaventosa e caotica, e riscoprirci esseri umani, in grado di comunicare noi stessi, in maniera profonda, ad altri essere umani. In grado di accorgersi che magari, tra queste anime impazzite, c’è qualcosa che valga la pena di attenzione. E’ questo che Helene Hanff ci lascia in eredità. Quando era il mondo, appena uscito dalla seconda guerra mondiale, ad essere impazzito, quando anche la sua amata città di New York appariva ai suoi occhi efferata e brutale, lei riesce a trovare un rifugio per la sua anima laddove non avrebbe forse sperato, in una vetusta libreria di Londra, all’84, Charing Cross Road.”

Concludiamo questo super articolo di presentazione, questo esperimento con i nostri titoli sulle librerie: La quadrilogia del Cimitero dei libri dimenticati di Carl Ruiz Zafon, in cui si parla tanto di libri maledetti, librerie, biblioteche meravigliose, in una Barcellona d’altri tempi dal sapore magico. L’ultimo libro dei quattro magici volumi che parlano della famiglia Sempere ve l’abbiamo raccontato qui. Amanti dei libri, per quanto abbiate il pregiudizio che possa essere un autore ostico, difficile, erudito, non potete privarvi della lettura del miglior libro sui libri, sulla loro importanza, sulle biblioteche, sulla cultura (di cui vi abbiamo parlato qui e praticamente in tutti i book tag che abbiamo fatto), insomma fatelo sto sforzo, leggete Il nome della rosa!

Dopo questi moniti, vi diamo appuntamento al mese prossimo, il cui tema della nostra lista di consigli sarà… non possiamo dirvelo! A presto.


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