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"Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito. Perché la lettura è un'immortalità all'indietro."

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Grafic Novel/Fumetti

Darwin II: intervista, varie ed eventuali.

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Il nostro entusiasmo per Darwin che fa parte del progetto Seasons di Uno studio in rosso, ve lo dovreste ricordare dalla recensione della stagione uno. Con la stagione 2 si conclude purtroppo l’appassionante vicenda ambientata nella Preistoria, quando noi (homini sapiens sapiens) non eravamo l’unica specie di homo presente sulla terra. La lotta per l’affermazione continua ad essere dura e spietata e porterà alla definitiva scomparsa delle altre due specie: l’Homo Floresiensis e l’Homo Neanderthalensis [quest’ultimo non può dirsi completamente scomparso, visto che recenti ricerche (di cui vi lascio i link qui e qui) hanno dimostrato che nel nostro DNA conserviamo qualche gene dei Neanderthal].

darwin11.jpgComunque, avevamo lasciato i nostri cari tre personaggi davanti ad un inaspettato scenario ed ora li ritroviamo pronti a lottare di nuovo, insomma: scorreranno fiumi di sangue anche in questa stagione. Pur rimanendo un fumetto silenzioso la seconda stagione a differenza della prima, vedrà l’entrata in scena anche della parola, utilizzata ovviamente solo dai Sapiens Sapiens; ci sarà inoltre qualche comparsata del gentil sesso, assente nella prima stagione. Rimarrà invariata la struttura del fumetto, diviso in capitoli brevi, introdotti da citazioni che rimandano all’essere realmente umani. La storia è sempre caratterizzata da un’azione incalzante e si svolge alla massima velocità, i disegni di Alessio Moroni sono come sempre pazzeschi, mentre i colori rispetto al primo volume sono più aperti e chiari. Gli sfondi tra un capitolo e l’altro sono affidati a Federico Butticè, cosa che crea un intervallo anche visivo tra un capitolo e l’altro.

Detto questo non vogliamo più rivelarvi oltre, vi rimandiamo alla recensione della prima stagione di Darwin, ma soprattutto vi lasciamo alle parole degli autori: Giulio Antonio Gualtieri, Alessio Moroni e Federico Butticè che abbiamo incontrato ed intervistato all’Arf!

  • Com’è nato il soggetto di Darwin?

Giulio: Ho sempre avuto l’idea di ambientare qualcosa nella Preistoria e da una cena con Michele Monteleone, dove si parlava di tutt’altro è nata l’idea di tirarne fuori un fumetto. Mi ha sempre incuriosito il fatto che c’è stato un momento in cui c’erano più uomini, quando abbiamo avuto di fronte a noi più sfumature di noi e non abbiamo fatto altro che massacrare le altre specie.

  • Essendo un fumetto silenzioso, senza dialoghi, in cui sono le immagini a parlare, come si è svolto il tuo lavoro? Ed è più facile lavorare quando sono presenti i dialoghi o no?

Alessio: È sicuramente più difficile lavorare senza dialoghi perché il disegno deve lavorare anche per i dialoghi. Deve esserci ancora più equilibrio e sinergia tra disegni e parole in questo caso e, c’è la necessità che il disegno sia più chiaro ed immediato perché deve sopperire alla mancanza di testo.

  • Invece dal punto di vista della sceneggiatura, com’è stato lavorare senza parole?

Giulio: In realtà questo tipo di narrazione senza dialoghi ha avuto bisogno di più scrittura del normale. È sicuramente stato difficile adattare una storia senza poi poterla raccontare attraverso i dialoghi, ma alla fine devo ammettere che Darwin è stata una delle cose che mi è riuscita più facilmente.

  • Come si è svolta la ricerca per dare forma ai personaggi?

Alessio: Inizialmente mi sono affidato a documentari, ricostruzioni che poi ho reinterpretato in maniera più particolare e libera. Facendo i primi studi molto realistici abbiamo visto che i personaggi non funzionavano, abbiamo quindi cercato di rimarcare le differenze tra le varie specie e dargli dei tratti distintivi: l’Homo Sapiens è moderno ed è l’eroe, il Floresiensis invece è diventato più simile ad un folletto e l’Homo di Neanderthal si avvicina ad un orco. Questo anche perché l’idea originaria era quella di una storia fantasy ambientata nella Preistoria.

  • Qual è la vostra parte preferita di tutto il fumetto?

Giulio: Invece la parte migliore per me è l’inizio che ha un potere narrativo importante e da lì parte tutta la sintesi di una storia narrata solo per immagini.

Alessio: Sicuramente l’ultima sequenza della seconda stagione.

Federico: La parte conclusiva è sicuramente di grandissimo impatto, ma l’inizio della prima stagione di Darwin brilla per la narrazione.

  • Ci saranno nuovi progetti in comune?

Giulio: Sì io ed Alessio stiamo lavorando insieme a qualcosa che non possiamo ancora dire. Darwin è invece concluso, ma con la Preistoria non è finita.

  • (Ed ora la domanda della domande che in generale mette in crisi tutti) Qual è il vostro fumetto e il vostro libro preferito?

Giulio: I preferiti in assoluto non saprei sceglierli, ma sicuramente ci sono stati due libri che mi hanno ispirato ed aiutato nell’ideare Darwin e sono Ken Parker “Il respiro e il sogno” che è un fumetto completamente muto e mi ha fatto capire che fosse possibile raccontare anche solo per immagini. Mentre il libro è Le Benevole  di J. Littel (Einaudi) che è la storia dell’avanzata nazista, raccontata proprio da uno di loro: un SS che rappresenta il peggio dell’umanità che si mette in contrasto al meglio e questo mi ha aiutato con Darwin dove in fondo il protagonista è anche l’antagonista.

Alessio: Il mio fumetto preferito è Il Cadavere di Mignola (racconto breve con capitoli di due pagine, pubblicato sui numeri dal 75 all’82 sulla rivista Advence Comics del 1995), le sue storie brevissime hanno una soluzione narrativa particolare proprio perché in poche pagine deve esserci inizio, colpo di scena e conclusione. Credo sia l’apice della narrazione a fumetti. Il libro è invece La mano sinistra di Dio di P. Hofmann (Nord Edizioni) è un fantasy di ambientazione medievale, dove c’è una distorsione di fatti successi nel nostro mondo e soprattutto c’è violenza da chi non ti aspetteresti.

Federico: Il mio fumetto è La Saga di Paperon de’ Paperoni di Don Rosa (Panini) che oltre ad essere disegnato da Dio ha fatto sì che un personaggio fantastico e particolare come Paperone diventasse veramente umano. Il mio libro preferito è Dance dance dance di H. Murakami (Einaudi) che è un libro silenzioso, che parla molto per immagini. Si avvicina all’idea narrativa di Darwin che ha per protagonista il silenzio.


 

Noi ringraziamo ancora i gentilissimi autori e vi invitiamo, nuovamente, a recuperare Darwin!

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Residenza Arcadia, D. Cuello.

Aspettarsi una storia divertente, viste le vignette che Daniel Cuello pubblica sui suoi profili è facile, quindi ecco che si guarda a Residenza Arcadia, graphic novel appena uscita per Bao Publishing, come qualcosa di umoristico.

– RESET –

Residenza Arcadia è profondo: scava nel nostro tempo mostrando pregiudizi e luoghi comuni, ironizzando sulle strane abitudini che stanno prendendo piede nella società, ma soprattutto mettendo in scena una storia che si muove grazie alla presenza di spettacolari personaggi e che fa leva su una cosa che prescinde ogni epoca ed ogni spazio: il senso di colpa.
18812870_1896202114002339_1885108824646352896_n(1).jpgIn una palazzina a prima vista normale, dove si muovono le vite di donne e uomini che litigano per cose assurde (come in ogni condominio) si nascondono storie pazzesche. La narrazione non è fissata a livello temporale, ci muoviamo probabilmente in un futuro prossimissimo in cui è presente un governo opprimente e (parrebbe) dittatoriale. Non si hanno molte informazioni sulla società, su questo governo, ma dai pochi indizi lasciati nel testo il lettore riesce ad immedesimarsi e ad entrare in un ambiente dove vige la paura.

In questo clima si muovono le vite degli abitanti di Residenza Arcadia. A livello grafico con il suo particolarissimo tratto Cuello crea dei tipi, che il lettore si ricorda. Le espressioni dei protagonisti rimangono come i loro vestiti, i loro modi di fare. Emilio e la sua musica, sua zia che si toglie le scarpe appena torna a casa, Mirta e gli uccellini. Tra i personaggi che più mi hanno colpito c’è sicuramente Dimitri. La sua storia d’amore è splendida e avrebbe dovuto renderlo un personaggio elastico, amorevole, comprensivo, invece niente. Nonostante proprio questo governo abbia distrutto l’amore della sua vita, lui lo serve. Anche le sue ingiustizie private sono subordinate alla grandezza del governo. In un palazzo di anziani fedeli ed obbedienti, l’unico giovane è Ettore ed è anche l’unico che non si conforma, che fa un gesto sconsiderato. Lui se ne frega del governo e dell’obbedienza, vuole essere quello che è. Con coraggio correrà contro il regime e dimostrerà di essere l’unico che seguendo la sua testa, non dovrà fare i conti con i sensi di colpa. Gli altri invece saranno investiti dall’onta. La paura di rapportarsi all’estraneo, allo straniero, il razzismo farà commettere agli abitanti di Residenza Arcadia un delitto tremendo con cui dovranno fare i conti per tutta la vita.

Attraverso una situazione accennata ed una serie di non detti, Cuello riesce a raccontare la paura e la meschinità che coinvolge oggi una grande fetta della popolazione. Attraverso gli anziani di Residenza Arcadia che dovrebbe essere un luogo ameno ed idilliaco, Cuello ci sbatte in faccia la realtà di un mondo senza tolleranze. La Residenza Arcadia, il tranquillo paradiso è solo una facciata, una presa in giro al cui interno si nascondono uomini senza scrupoli che appoggiano un governo di fanatici.

Mettere in scena la dura realtà con una storia complessa, ma non pesante, che attraverso l’ironia riesce a mettere in ridicolo l’uomo di oggi è complicato, ma Cuello lo fa con quest’opera eccezionale che deve necessariamente essere presente in ogni libreria.


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Frantumi, G. Masi – R. Petruccioli.

Frantumi è un fumetto scritto da Giovanni Masi e disegnato da Rita Petruccioli, edito da Bao Publishing, uscito ieri.

Il dolore si può davvero condividere? Quando il nostro tutto, le nostre certezze crollano, chi rimane a raccogliere i pezzi?

c09fe1da-85e9-4bad-ac93-bb2438a7df66.jpgUn crack, anzi, un ka-crack manda in crisi il mondo di Mattia che dimentica tutto e viene catapultato in un mondo nuovo. Un mondo estemporaneo, dove ci sono solo uomini a pezzi, distrutti, feriti, scheggiati dalle sofferenze; ma che come nel caso di Mattia vogliono tornare indietro a quella vita che li ha mandati in frantumi. Il mondo in cui ci porta Giovanni Masi e che ci fa vedere Rita Petruccioli è un mondo di pezzi, di resti, dove nessuno s’interessa agli altri e l’unico modo per tornare indietro è ricomporre il puzzle, ma come fare a trovare i pezzi in un mondo dove niente è intero?

“Nessuno ti cerca e tu non cerchi nessuno. Puoi cercare te stesso, se vuoi, ma ti rivelo un segreto… più cerchi, più perderai.”

Il dolore non è mai condivisibile e per cercare quel pezzo Mattia deve cavarsela da solo. Nessuno vuole conoscere la sua storia, perché il dolore di ognuno è troppo grande per farsi carico anche di quello degli altri. Mattia quindi inizialmente spiazzato dal comportamento degli altri, che sembrano accettare passivamente questa situazione con rabbia e grinta cercherà di ritrovare la strada di casa, aiutato da Laila. Mattia sa di doversene andare, di avere qualcosa da cui tornare anche se non si ricorda bene cosa, mentre per Laila la situazione è diversa: non sa se vorrebbe davvero tornare indietro, forse la solitudine del nuovo mondo non è peggio di ciò che aveva prima.

In tutta la storia, anche se si vede molto poco, aleggia la presenza di Sofia che come un fantasma tormenta la memoria di Mattia: è lei il fine ultimo, è lei la casa in cui tornare. I ricordi di Mattia non sono mai chiari ed il lettore si sente ugualmente confuso, non ha una visione privilegiata della storia. Quando sta per scoprire cosa tormenta Sofia, tutto si squarcia ed inizia il viaggio con Mattia, condividendone le paure, la rabbia, senza mai venire a sapere quali sono i problemi della coppia.

frantumi.jpgIl personaggio che più ci ha colpiti è Laila, la sua storia viene solo accennata, ma la sua disperazione è palpabile. Il lettore ancora una volta rimane con molti dubbi: cosa aspetta Laila nel nostro mondo di così spaventoso? Qual è la sua storia? Anche figurativamente Laila è schiva. I suoi occhi sono sempre coperti da grandissimi occhiali da sole, che la schermano dalla squallida realtà che la circonda e sembrerebbe l’unica intera in un mondo di pezzi, ma le apparenze ingannano.

Frantumi è una storia in cui il dolore si sente, il lettore è coinvolto in ogni piccolo movimento, è una storia universale che riesce a far pensare alla condizione di ognuno di noi. Come fare a dimenticare i volti così caratterizzati, i paesaggi decadenti e il mare rosso che tutto muove, in cui sguazzano coscienze? È tutto perfetto, ogni particolare è studiato per dare al lettore una storia intensissima.

Lasciatevi trasportare anche voi dal mare rosso in questo mondo di frantumi.


 

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Silverwood Lake, Simona Binni.

Avete mai pensato di abbandonare tutto e tutto e correre via? Lasciare la famiglia, gli amici, la casa e rintanarsi in un luogo dove poter stare soli con sé stessi?

silverwood.jpgSulle rive del Silverwood Lake in California, c’è una comunità dove le persone sole si stabiliscono, forse per ritrovare l’equilibrio perso, per trovare la pace o per motivi ancora più grandi: tutti a Silverwood Lake hanno una storia da raccontare, tranne il protagonista, Diego. Diego va a Silverwood Lake per trovare spiegazioni, ma ha una tale rabbia dentro di lui che lo rende cieco. Accanto a sé non vede persone fragili, vite spezzate, ma solo inetti, codardi, gente incapace di affrontare la vita che scappa dal mondo, dal lavoro e dalle responsabilità e si rifugia lì dove non c’è niente da fare. Ben presto però si renderà conto però che non ci sono inetti solo persone con difficoltà, persone per cui staccarsi da tutto è stata una costrizione ed una sofferenza, non una scelta, persone che cercano risposte, che cercano altre persone. Allora gli sarà tutto più chiaro, perché attraverso la conoscenza con queste persone e le loro storie, capisce e comprende il loro bisogno di solitudine ed inizia a farsi spazio dentro di lui un briciolo di comprensione per la scelta del padre, che ha abbandonato tutto e ricompare dopo 17 anni di assenza.

“Chi arriva qui fugge da qualcosa e non importa se a crollare sia stato il mondo fuori o quello che ha dentro.”

silverwood1.jpgSimona Binni ha un tratto particolarissimo, a cui abbina una scrittura di grande impatto. Le sue parole sono spettacolari e riusciamo ad entrare nella mente e nell’interiorità di Diego perchè l’autrice ci fa sbirciare nel suo diario. Le sue parole pesano, sono come macigni, sono i pensieri di un uomo arrabbiato, deluso, la cui vita è stata messa sottosopra, ma che poi alla fine si trasformano in pensieri di consapevolezza. Dopo aver toccato con mano la sofferenza altrui, dopo aver ascoltato altre storie la sua rabbia si affievolisce e si fa spazio una forza nuova, quella del perdono.

Attraverso disegni dai colori cupi e opachi e con una grande potenza narrativa, Simona Binni ci regala una storia meravigliosa che se non l’avete fatto, è ora di leggere.

Silverwood lake di Simona Binni è edito da Tunuè nella collana Prospero’s Books.


 

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Paperi, Marco e Giulio Rincione.

Noi abbiamo un problema: non sappiamo davvero da dove cominciare. Questo fumetto ci ha sconvolti. Paperi (edito da Shockdom) di Marco e Giulio Rincione è un capovolgimento delle felici e spensierate storie dei paperi disneyani è un capovolgimento disturbante, che ti spacca lo stomaco, ti lacera.

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È crudele. Dalla prima parola il lettore viene preso a schiaffi e messo di fronte alle sofferenze, alle manie, ai problemi. I paperi li conosciamo già, grosso modo, cambiano nome ma sono estremamente riconoscibili, dunque Ciccio diventa PaperFranco, Paperoga PaperUgo, Paperino Paperpaolo e Zio Paperone è One$. A parte il richiamo ai felici e divertenti paperi della Disney non c’è niente.

Qui abbiamo personaggi distrutti, tormentati, schiavi delle loro manie, depressi, in un mondo che per loro non ha nulla. Tutto è controllato dai topi: esseri arroganti, prepotenti, perfidi, viscidi e bramosi di potere che hanno conquistato il mondo calpestando una loro parte, i paperi appunto. Questi ultimi sono infatti costretti a muoversi come marionette, controllati, in spettacoli ridicoli orchestrati dai topi. I paperi sono tutti attori, mettendo in scena i loro corpi diversi e la loro inferiorità assicurano il divertimento ai topi.

I paperi diventano l’ultima ruota del carro e una volta allontanatisi dal set devono far fronte alle loro vite: insulse, inutili, terribilmente brutte che li spingono ad allontanarsi dalla tremenda esistenza, a ripararsi nei vizi. Ecco che c’è allora chi non trovando più la giusta motivazione per cambiare, spinto da una madre protettiva fino all’eccesso ha fatto della sua poltrona la sua casa diventando un tutt’uno con essa senza più cercare di essere indipendente e dando solo retta alla pancia; c’è chi pur essendo consapevole della sua condizione, pur avendo dentro una rabbia immensa non riesce a far altro che cercare di darsi piacere: in una vita tremenda quel momento brevissimo di eccitazione diventa necessario, diventa dipendenza. C’è anche chi per cercare di sfuggire a questa vita di sottomissione tradisce la sua gente, per cercare di elevarsi capendo però troppo tardi che la vera libertà non l’ha mai assaporata. E poi c’è lui: PaperUgo il nostro preferito, il più sensibile, il più delicato, colui che si prende le colpe di tutto quello che succede. Calpestato dal sistema, dal padre, dal fratello, incapace di reagire, con l’unica volontà di eliminarsi per far sì che gli altri non debbano sopportare la sua bruttezza.

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Le storie di questi paperi sono intrecciate tra loro, ognuno cerca di sopravvivere. La vita li ha resi nullità, li ha uccisi prima ancora che potessero vivere davvero. La crudeltà di queste brevi storie si fa spazio nella nostra quotidianità e ci lacera attraverso disegni cupi, crudeli come le storie, paesaggi piovosi, case malandate, c’è una corrispondenza perfetta tra la storia e il disegno. Paperi è una delle nostre letture più significative, se non leggete questo fumetto fate solo un torto a voi stessi.


 

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Giardino d’inverno, R. Dillies – G. La Padula.

Giardino d’inverno è una graphic novel di Renaud Dillies, disegnata da Grazia La Padula edita in Italia da Tunuè nella collana Prospero’s Books Extra.

Già dalla copertina possiamo intuire quanto freddo e quanta solitudine ci sia in questo fumetto, inoltrandoci nella lettura conosciamo Sam, uno di noi, un ragazzo che vive da solo, con i genitori lontani con cui non ha un bel rapporto, uno che lavora tutto il giorno e che alla fine si ritrova sempre solo (tranne quando c’è Lily, ma anche con lei, il rapporto non è così definito).

È una storia di quotidianità, fatta di rapine, brutti sogni, disavventure, morti, ma soprattutto è fatta di solitudine. Sam ha un bisogno immenso di dialogare e di sentirsi a casa e cerca in ogni modo di stare in compagnia, di allontanare la solitudine. La situazione non sembra migliorare, anzi sembra andare sempre peggio e questo è anche sottolineato da una palette di colori freddi e chiari. Il cielo è sempre plumbeo, le giornate piovose, i personaggi con cui Sam ha a che fare sono sempre arrabbiati, cupi ed anche quando Sam si chiude in casa c’è sempre qualcosa che non va, come ad esempio un gocciolare continuo, costante, che gli scandisce il tempo e non lo lascia dormire. giardinoSembrerebbe che non ci sia via d’uscita, fino a che non girate pagina e non vi trovate davanti ad uno scenario che non solo cambia il corso della storia, ma che è un piacere per gli occhi e vi scalda il cuore: la tristezza e la freddezza delle pagine precedenti è spazzata via da colori vivaci ed avvolgenti, c’è il sole in casa, Sam sorride, qualcosa è cambiato.

 
Siamo di fronte ad una produzione delicata, elegante, ma soprattutto emozionante. È una storia che parla di ognuno di noi e lo fa toccando le corde giuste. È un fumetto breve, ma che ci ha tanto emozionati. Nella vita tutto può succedere e da qualcosa d’insignificante può nascere qualcosa di nuovo, di bello: il cambiamento che ci aspettava. Abbiamo cercato di non rivelarvi troppo, perchè ci teniamo al fatto che questa storia ve la gustiate da soli, pagina dopo pagina!


 

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