Il Labirinto degli Spiriti è il nuovo libro di Carlos Ruiz Zafon edito da Mondadori (19,55)

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Quando hanno annunciato il nuovo libro di Zafon ero molto contenta, ma anche molto scettica. Vuoi vedere che è un altro “The coursed child”? Vuoi vedere che l’intensità, la bellezza, tutto ciò che avevo provato leggendo i primi tre capitoli della saga dedicata al cimitero dei libri dimenticati è svanita, che questo è solo un libro per concludere o per attirare nuovi lettori?

Mi sbagliavo, alla grande. Oddio per le prime 100 pagine non ne ero così sicura. Non c’era la famiglia Sempere, non c’era chi aveva accompagnato noi lettori di Zafon nel mondo dei libri e nella bella Barcellona, c’erano altri personaggi ed ho avuto paura che si spostasse l’attenzione, si creasse una nuova storia invece no. Eccolo: un nome, una garanzia Fermìn Romero De Torres appare ed io mi sento catapultata nella Barcellona degli anni ’40 e respiro a pieni polmoni l’odore della carta, sento la campanellina della libreria suonare, vedo i personaggi che durante l’adolescenza mi hanno accompagnato in un bellissimo viaggio, che ora con questo quarto libro è giunto alla conclusione.

Ho sempre adorato il modo di scrivere di Zafòn: cattura il lettore attraverso descrizioni precise e preziose, l’amore verso la sua città la fa apparire la più bella del mondo e l’accuratezza con cui ne parla trasporta il lettore lì. I suoi scenari misteriosi, particolari e con un pizzico di macabro creano grande suspance e l’ansia che riesce a creare fa si che il lettore non voglia mai staccare gli occhi dalle pagine e per capire come va a finire. La genialità e la caratterizzazione dei personaggi di Zafon poi sono senza eguali: riesce a creare dei personaggi che rimangono dentro, si attaccano alla tua anima e non vengono mai dimenticati. I quattro volumi sono stati pubblicati con vari anni di distanza, ma i personaggi che crea il lettore se li porta dietro e li riconosce, vedendoseli davanti, sognando di essere ora Daniel, ora Bea, ora Fermin (nel mio caso di essere specialmente Isaac). Ne Il labirinto degli spiriti Zafon crea nuovi scenari che si ricollegano a vecchie conoscenze, ma dalla sua penna prende vita un nuovo essere meraviglioso: Alicia. Una donna particolare sofferente, ironica, bellissima che all’inizio potrebbe risultare spocchiosa, antipatica, ma che poi attraverso le sue azioni e la sua storia conquista i cuori di tutti.

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Un’altra cosa a cui si deve rendere merito a Zafon è che nella quadrilogia del cimitero dei libri dimenticati lui non scrive un solo libro: le trame di altri libri, di altri scrittori si intersecano con i suoi personaggi ed ecco che oltre al Labirinto degli spiriti voi leggerete anche le opere di Victor Mataix. Quello che c’è in questa quadrilogia è metaletteratura allo stato puro, Zafon crea non solo personaggi, ma altri autori, altre storie nella sua.

Non vi parlo della trama non potrei, dovrei rivelarvi troppo sia di questo romanzo che dei precedenti. Ma posso dirvi che inizialmente temevo che la scrittura di Zafon non avrebbe più soddisfatto le mie esigenze letterarie, in quanto sono cresciuta e ho letto molti altri libri da quando sono usciti i primi tre volumi in cui le storie avevano a che fare con la crescita, con l’amore, con personaggi adolescenti ma mi sono dovuta ricredere, ancora una volta. Non sono cresciuta solo io, sono cresciuti Daniel e Bea ed è cresciuto Zafon: la sua scrittura ora si è impregnata di fervore politico, di denuncia, ma soprattutto ora è matura, ironica, critica. Temevo che avendo scritto sempre libri per ragazzi, questo potesse farmi perdere l’amore verso la saga perché non sono più la lettrice di allora. Zafon con questo libro non vuole solo acciuffare nuovo pubblico, ma vuole anche accompagnare chi come me, è cresciuta con le sue storie con un nuovo libro in grado di soddisfare nuove esigenze letterarie e non. Tra i libri che ho letto ultimamente è senza ombra di dubbio il migliore, non sono per la scrittura fantastica, ma anche perché è un libro estremamente evocativo. Quei nomi, quegli ambienti fanno venire nostalgia dei giorni passati incollata sulle sue pagine e spero che tutti i ragazzi ma anche gli adulti recuperino questo gioiello. Un libro che parla di libri è sempre il migliore.


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