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tararabundidee

"Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito. Perché la lettura è un'immortalità all'indietro."

Tararabundidee feat. Tra le righe: LIBRI DI NATALE.

Natale è qui, le lucine, i babbi natale, il rosso, l’oro il cibo: siamo tutti prontissimi a festeggiare anche quest’anno il periodo più luccicante che ci sia. Per concludere al meglio quest’anno ho lasciato alle mie magiche libraie che ogni mese da un bel po’ ci fanno compagnia, la libertà di proporre un consiglio di Natale per tutti voi, fedelissimi lettori.

Quindi se siete in alto mare con i regali o volete proprio gustarvi un buon libro in queste feste, ecco due consigli per voi:

Il consiglio di Claudia:

Cari lettori, per questo Natale non posso fare altro che consigliarvi un libro meravigliosamente dolce, che mi ha lasciato un senso di speranza e mi ha fatto sentire davvero felice: Quel che si vede da qui di Mariana Leky, edito da Keller.
Un libro che parla di morte, di amore e di vita. Non sembra molto originale, vero? E invece l’autrice riesce a trattare questi temi triti e ritriti con una voce fresca, senza mai risultare banale né perdere profondità. È la storia di Selma, che può predire la morte anche se non sa dire con precisione a chi toccherà, di sua nipote Louise e del suo divenire donna, ma è anche la storia di tutti gli altri abitanti di questo fiabesco paesino della Germania, dell’ottico da sempre innamorato di Selma e della superstiziosa Elsbeth che ha un rimedio per ogni male. Questo bellissimo libro parla soprattutto di cosa ci rende umani. È una fiaba per adulti delicata ed ironica e io ve la consiglio con tutto il cuore.

Il consiglio di Paola:

Sylvie Schenk, Veloce la vita, Keller editore.
Cosa rende un libro prezioso, a tal punto che vorresti consigliarlo a tutti? Il romanzo che sto per proporvi risponde a questa caratteristica: non vi si raccontano storie straordinarie e mirabolanti avventure, ma una vita di ragazza e poi di donna che, come leggiamo nel titolo, scorre veloce, eppure densa. Lieve e dolente, sempre interessante nella sua semplicità, bella perché umana, forte e intensa. Siamo negli anni del dopoguerra, e da un piccolo paese in mezzo alle montagne la nostra ragazza si trasferisce a Lione per studiare: ha inizio così per lei l’apertura al mondo, alle idee che rendono una persona libera e unica, a una emancipazione prima di tutto interiore, alla conoscenza di amici e agli amori. Ce ne saranno di importanti, e la porteranno lontano. Ma senza svelare nulla del filo di un racconto lungo una vita, mi soffermo sulla scrittura bellissima di Sylvie Schenk, che riesce ad essere sempre intima, contenuta, profonda e coinvolgente… cosa aggiungere per convincervi a leggerlo?

Noi libraie di Tra le Righe abbiamo scelto per questo mese di dicembre due romanzi pubblicati dalla Keller editore, con l’idea di suggerire un legame nel lavoro di selezione accurata di una casa editrice e di una libreria indipendenti. Buone letture!

E con questo ultimo post del 2019, Tararabundidee e le libraie vi danno appuntamento a tanti nuovi consigli, polemiche, liste etc. etc. nel 2020!

Il meglio degli anni '10, Indie Edition.

Ci risiamo.
Una lista sola non bastava per sintetizzare le migliori letture di questo decennio, quindi eccoci qui, dopo ore e ore di ripensamenti, discussioni, litigi tra me e l’avvocato, abbiamo finalmente i titoli che ci hanno più entusiasmato, che a distanza di mesi, anni, dalla loro lettura ancora ci portiamo dentro, tutti editi da brillantissime case editrici indipendenti.
Se volete sapere la mia top ten personalissima è qui; ma visto che George si è sentito escluso, ho dovuto subito ritrattare e farne un’altra, stavolta a quattro mani.

Signore e signori:

Gli Anni, A. Ernaux, 2015, L’Orma Editore.

Iniziamo benissimo, con questo titolo che ha portato la grandissima autrice francese ad essere conosciuta qui in Italia. Un libro autobiografico, che racconta gli anni del dopoguerra, il ’68, la globalizzazione, l’11 settembre dalla lente di una ragazza, poi donna, che vive in prima persona i cambiamenti epocali del mondo occidentale. Guarda il mondo che corre, un mutare incessante e guarda il suo corpo che cambia, il suo continuo divenire altro, le sue continue trasformazioni, psicologiche, lavorative, fisiche; guarda le facce, i volti, di tutti quelli che passano nella sua vita. Racconta sé stessa, ma racconta collettivamente una generazione lanciata nel folle flipper che ha portato l’Occidente ad essere così come lo conosciamo.

La saggezza delle pietre, T. Gilbert, 2017, Diabolo Edizioni.

Primo fumetto di questa lunga lista, Gilbert ci ha colpito tantissimo con la sua storia in cui uomo e natura s’intrecciano, in un’avventura corporale e drammatica. In tinte bianche, nere e rosse, Gilbert racconta il progressivo avvicinarsi di una donna alla crudele natura, fino quasi a sovrapporsi ad essa, esperienza che la porterà a capire cosa si porta dentro. Un finale assolutamente d’effetto, che lascia spazio a numerose interpretazioni vi farà capire quanto può essere polivalente questo fumetto. Seguite la volpe e poi sappiateci dire di cosa si parla davvero.

Amore di lontano, Martoz, 2016, Canicola.

Un continuo andirivieni nel tempo: Medioevo – Contemporaneità, circonda la storia del cavaliere Antares e di Jaf e delle loro ricerche. Un santo Graal particolare, una profonda e inarrivabile storia d’amore è ciò che racconta Martoz in questo fumetto, dove cambia il tempo in continuazione, ma gli obbiettivi degli uomini rimangono immutati e l’unica cosa che conta alla fine è raggiungere Lei.

Il peso del legno, A. Tarabbia, 2018, NN edizioni.

Ogni vita è un po’ una croce, ma quanti significati e soprattutto come si è evoluto nel tempo il significato di croce? Un po’ saggio, un po’ romanzo, questo libro spiega proprio l’evoluzione del termine croce, partendo ovviamente dal Vangelo fino ad arrivare a Bulgakov, Camus, Weil e tantissimi altri autori. Spunti bibliografici, curiosità linguistiche e una scrittura chiara ed eccellente, hanno messo subito d’accordo me e l’avvocato, assolutamente uno dei best del nostro decennio.

Storia della Santa Russia, G. Dorè, 2019, Eris Edizioni.

Un’edizione raffinatissima, riporta ai lettori un classico dell’illustrazione: la Storia pittoresca, drammatica e caricaturale della Santa Russia. Un francese (e che francese) illustra e descrive la storia della Russia dagli albori fino a che lui può, ovvero la Guerra di Crimea. Tra rivoluzioni, zar che muoiono di problemi ai reni, corti scapestrate e lussuriose, un meraviglioso e ironico spaccato della Russia di qualche tempo fa, corredato da illustrazioni che di certo non vi dobbiamo dire noi quanto siano pazzesche.

Verso il mare in ogni caso

Verso il mare in ogni caso, C. Zambotti, 2017, Gorilla Sapiens Edizioni.

Brevissimi racconti evanescenti, ci portano a conoscere la vicenda dei protagonisti, un bambino e una bambina, poi adolescenti, poi adulti che ad ogni episodio si incontrano, delle volte parlano, delle volte si guardano, delle volte si sfiorano, più che altro ricordano, immaginano, inventano. Un libro delicatissimo che preme proprio sulla capacità infinita di immaginare.

Famiglie ombra, M. Alvar, 2017, Racconti Edizioni.

Da quando è entrata nelle nostre vite, rimane tuttora la migliore raccolta di racconti che abbiamo letto. L’autrice filippina racconta in modo magistrale, nove famiglie, diversissime, nove esperienze di integrazione e di distanza. Tutti suoi connazionali i protagonisti e le protagoniste dei racconti, ma tutti sparsi per il mondo, nella continua ricerca di ricongiungersi con i propri affetti e di conquistare un posto nei nuovi spazi in cui sono dovuti arrivare. Una Storia delle Filippine filtrata dalle vicende di chi le Filippine se l’è portate dietro nella propria diaspora personale.

Da quassù la Terra è bellissima, T. Bruno, 2016, Bao Publishing.

Guerra Fredda, URSS – USA. Ispirata da Gagarin e dalle sue spaziali vicende, Da quassù la Terra è bellissima racconta di Akim Smirnov, l’eroe, che deve mantenere questo status di eroe a tutti i costi: rappresenta l’avanguardia, il progresso, la tecnologia, rappresenta tutta la Russia, ma questo ruolo è estremamente difficile da ricoprire, dopo un terribile trauma che forse, solo un americano fuggito in Russia per evitare il servizio militare, tale Frank Jones, può aiutare a superare.

Led Zeppelin ’71, Giovanni Rossi, 2014, Tsunami Edizioni.

Amori musicali, incontrano libri spettacolari. Giovanni Rossi racconta in questo libro non solo la notte del Vigorelli di quel lontano 5 luglio 1971, quando i Led Zeppelin in Italia per chiudere l’edizione di quell’anno del Cantagiro, avrebbero dovuto fare un concerto, ma…
Ma posiziona in maniera impeccabile gli eventi del Vigorelli e cosa rappresentano i Led Zeppelin nella temperie politica e culturale di quegli anni in Italia. Un racconto storico completo, degli anni dal ’68 al ’71, che culminano con il racconto di quella drammatica notte, dopo cui i Led Zeppelin hanno dichiarato guerra all’Italia.

King Kong Theory, Despentes, 2019, Fandango Editore.

Ve ne parleremo approfonditamente in seguito, è stata una lettura illuminante, luminosa, assolutamente necessaria per decodificare alcune delle pratiche patriarcali che ancora oggi cerchiamo di combattere. La Despentes riesce a mutuare dalla sua esperienza e dalle sue vicende il racconto del femminismo di questi anni, le conquiste, ma soprattutto le sconfitte di chi è o si sente donna. In assoluto uno dei libri migliori, che è finalmente arrivato in Italia, che racconta senza edulcorazioni quello che vive ogni giorno una donna.

I consigli sono conclusi, buona fine decennio e speriamo che nella prossima decade ci accompagnino libri altrettanto meravigliosi.

Il meglio degli anni '10.

Ormai dovunque si tirano un po’ le somme di quest’anno che non solo rappresenta la fine di 365 giorni, ma la fine di un decennio.
Cosa posso dire di questo decennio? Che sicuramente è proprio in questi anni che ho maturato la propensione alla lettura e sono diventata una lettrice forte, che ha iniziato a raccontare un po’ di quello che legge qui sopra.
Quale momento migliore dunque di fare il punto della situazione libraria e cercare di capire quali sono state le letture migliori che mi hanno accompagnata in questi dieci anni, che posso dire siano state (fino ad ora) le letture migliori della mia vita, perché prima dei 15 anni non è che io leggessi chissà quale capolavoro. Tengo traccia delle mie letture su Goodreads da 3-4 anni, e dice che ho letto 450 libri circa, con mia madre questa estate abbiamo fatto il conto dei libri letti in tutta la mia vita e paiono essere almeno il doppio, quindi ho abbastanza materiale in cui pescare per proporvi, ovviamente non si tratta dei dieci libri più belli usciti in questi dieci anni, ma di quelli che io ho letto in questi anni e che sono diventati i libri del mio cuoricino:

Posizione 10: L’amica geniale, Elena Ferrante. Tutta, tutta la quadrilogia, in ogni secondo mi ha tenuta incollata alle pagine. La storia di Lila e Lenù è stata travolgente, entusiasmante e soprattutto la scrittura della Ferrante ha avuto su di me un effetto calamita che non mi faceva staccare dalle due amiche, praticamente mai. A Napoli dagli anni ’50 in poi succedono tantissime cose, le storie dei vari personaggi intrecciate a quelle delle protagoniste mostrano un’Italia particolare, poco indagata in letteratura, vista dagli occhi di bambine, adolescenti, poi donne e raccontata in modo assolutamente magistrale. È stata una lettura potentissima che mi ha coinvolto, come ha coinvolto moltissimi lettori in tutto il mondo, quindi se non l’avete fatto recuperatela. Anche a mia madre, che non è piaciuto, ha fatto comunque piacere leggere la saga e ha dovuto ammettere che è scritta molto bene, quindi qualcosa di positivo alla fine la troverete anche voi, poi così vi preparate meglio per l’uscita della nuova stagione della serie!

Posizione 9: L’Ombra del Vento, Carlos Ruiz Zafon. Peschiamo un titolo meno recente, ma che mi ha ugualmente travolta ed emozionata, letto agli inizi di questo decennio, è una quadrilogia anch’esso. Siamo a Barcellona, immersi tra i libri, nella libreria di famiglia dei Sempere, ma Daniel dovrà superare moltissime avversità per mantenere la sua libreria intatta e anche sé stesso e la sua famiglia. Insieme a Daniel cresciamo tutti, tra misteri fittissimi, scenari macabri, rapimenti, apparizioni. È un bellissimo thriller per ragazzi, con una trama interessantissima e che vi farà amare Barcellona, le sue strade e soprattutto Daniele, Beatrice e Fermin. Da qualche anno l’autore ha fatto uscire l’ultimo capitolo della saga, che ho prontamente recuperato: Il labirinto degli spiriti, quindi voi li avete tutti e quattro a disposizione subito, senza bisogno di aspettare anni di uscite: recuperateli!


Posizione 8: Se una notte d’inverno un viaggiatore, Italo Calvino. Un classico, meraviglioso, non c’è bisogno che vi dica niente. Il lettore diventa protagonista, sceglie, ricostruisce, è lui a tenere un po’ i fili della trama, metaletteratura purissima. A questo libro il caro Sting, dedica anche un album If on a winter’s night, che è perfetto se decidete di leggere questo libro durante le feste natalizie.

Posizione 7: L’eternauta, Héctor Oesterheld – Francisco Solano López. Un altro classico, del fumetto però, recuperato solamente (per mia grandissima colpa) la scorsa estate. Che è bellissimo non ve lo devo dire certo io, che è una pietra miliare del fumetto neanche, però vi posso dire che se non l’avete letto è proprio arrivato il momento.

Posizione 6: Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, J. K. Rowling. Pure qua andiamo sullo scontatissimo, la saga di Harry Potter più o meno tra libri e film ce l’abbiamo in mente tutti, però se proprio volete leggere la chicca, secondo me il terzo numero è il migliore. Perché?
S I R I U S B L A CK.

Posizione 5: La guardia, l’investigatore, il poeta, Lee, Jung-Myung. Bello, ma proprio bellissimo ed emotivamente molto pesante, questo libro racconta la storia vera del poeta coreano Yun Dong-ju e della sua esperienza in un campo di prigionia giapponese nel 1944. È un libro in cui nonostante le terribili condizioni dei prigionieri, il razzismo imperante contro i coreani, la guerra ancora in atto, c’è una speranza e un desiderio di rivalsa enorme, supportato dall’amore per la cultura e in particolare dalla poesia. Leggetelo con i fazzoletti alla mano, perché si tratta di una storia estremamente commovente.


Posizione 4: Sharaz – De, Sergio Toppi. Altro classico, di una bellezza allucinante. Tralasciando la storia di Sharaz – De, Le mille e una notte, l’atmosfera esotica, io ogni volta che prendo in mano questo fumetto resto scioccata dalla meraviglia dei disegni, uno spettacolo indicibile, che è meglio che vediate con i vostri occhi.




Posizione 3: Corto Maltese, Una ballata del mare salato, Hugo Pratt. Il mio fumetto preferito, il mio personaggio letterario preferito, il mio tutto preferito. Sto ancora recuperando tutte le storie di Corto, tutte le riviste, tutto quello che gli ruota intorno, ma ha già il mio cuore da moltissimo tempo, quindi dategli anche il vostro.


Posizione 2: Martin Eden, Jack London. Altro recuperone, fatto colpevolmente solo questa estate ma che ad ogni pagina mi ha lasciata esterrefatta. Un libro dalla prosa così magnifica io non l’ho mai letto. La storia di Martin, la sua tenacia, il suo successo, mi hanno proprio stesa, spero per voi che l’abbiate letto.



Posizione 1: Baudolino, Umberto Eco. Non so che dirvi, è sempre lui, meglio ancora non ho trovato. Niente mi coinvolge come il Medioevo, il fantastico, la penna di Eco, niente ancora. Datemi consigli così forse riusciamo a scalfire la sicurezza che questa prima posizione si porta dietro da… sempre!

Siamo giunti alla fine, ora mi aspetto i vostri libri per 10 anni, quindi mandateci le liste!

Rock Tombstones – L. Fassina

“I’m the day, I’m the day
I can show you the way
And look, I’m right beside you

I’m the night, I’m the night
I’m the dark and the light
With eyes that see inside you.

Come down with fire
Lift my spirit higher
Someone’s screaming my name
Come and make me holy again.”

https://www.youtube.com/watch?v=ORnvO1VyYMk

“Due urne sono decorate con il simbolo delle corna, il gesto che Ronnie aveva adottato da nonna Erminia a protezione dal malocchio, che dopo di lui è diventato una sorta di marchio di fabbrica del rock.”

Si parla di tombe, in particolare del sarcofago che si trova al Forest Lawn Memorial Park (Hollywood Hills) 6300, a Los Angeles; N 34° 8′ 58.567″ W 118° 10′ 10.718″ ed è il sarcofago di Dio, non Dio proprio, ma anche: Ronnie James Dio Padavona.


Perché parlarvi della tomba di Dio? Perché è una di quelle citate in Rock Tombstones di Luca Fassina (Tsunami Edizioni), una guida interessantissima sui luoghi di sepoltura di alcune delle più grandi star del Rock. A metà tra un saggio e uno di quegli itineraria medievali che raccontavano brevemente fatti salienti, ricreando percorsi per i pellegrini, Rock Tombstones in 200 pagine vi parla della vita (e della morte) di centinaia di artisti. Poche pagine per musicista con coordinate, precise indicazioni per raggiungere le sepolture e selezionati eventi delle loro vite.

Non c’è posto per santificazioni, macabrismi e altre stranezze, come viene sottolineato nell’introduzione dall’autore:

“Il rispetto del luogo in cui ci troviamo fa parte del concetto di escursione – pellegrinaggio anche se non ne condividiamo il contesto religioso.”

Gli artisti sono collocati in ordine alfabetico, non è un libro di biografie ma ci sono delle chicche sulle vite degli artisti selezionati:
Keith Moon che da grande appassionato di scienza costruisce esplosivi con cui far saltare in aria i gabinetti, Hillel Slovak che da piccolo imitava Jimi Hendrix suonando la chitarra e cose del genere.

Dalla California, all’Iowa, dall’Ohio a Washington, Francia, Inghilterra, Svizzera, arrivando in Australia, passando anche per l’Italia con Demetrio Stratos, Rock Tombstones copre una buona parte di territorio mondiale, sicuramente potete ricavarne un tragitto grandioso per viaggiare e tra una tappa e l’altra rendere omaggio ai grandiosi artisti citati.
È ovvio che vi aiuta a costruire anche la giusta colonna sonora per il viaggio, quindi tenetelo alla mano e iniziate a pianificare il vostro percorso, sia esso realistico o di fantasia, che però con Google Heart diventa più realistico.


Insomma è un sapientissimo e minuzioso lavoro, che restituisce al lettore una visione possiamo dire innovativa, perché lo chiama in causa facendogli ricordare canzoni, personaggi, ma soprattutto perché la curiosità lo prende subito e quindi va a controllare le tombe, le coordinate, senza saperlo sta già pianificando il prossimo viaggio.

Maschere di donna – Enchi Fumiko

“Per essere certi che quelli generati dalle donne fossero sicuramente figli loro, per millenni gli uomini hanno fatto cose incredibili: hanno considerato un crimine o un peccato l’adulterio, hanno inventato le cinture di castità, ma alla fine non sono riusciti a carpire neppure uno dei segreti femminili. Anche il sadico malanimo di Buddha o di Cristo verso la donna non è altro che un tentativo di sottomettere un avversario col quale non potevano competere. Per quanto riguarda questo punto io mi sono dato la regola di non andare oltre una certa linea, nel mondo delle donne.”

Dopo la Restaurazione Meiji del 1868 le donne iniziano a riemergere nel panorama letterario giapponese, firmando alcune delle opere più importanti della letteratura. Tra queste ai primi del ‘900 c’è anche Enchi Fumiko, autrice di Maschere di donna, Marsilio Ed. appena letto (e di tanti altri romanzi), che diventa portavoce di una rinascita della letteratura classica di XI secolo. Nata a Tokyo nel 1905, aveva la letteratura nel sangue: il padre Ueda Mamen era filologo e letterato, inoltre c’era una grande passione per il teatro in famiglia che ha interessato anche l’autrice.
Maschere di donna venne pubblicato nel 1958. Non so dirvi bene chi sia la protagonista, se Toganoo Mieko la suocera o Yasuko, la nuora. Le due sono legate da un filo indissolubile e c’entra ben poco la parentela. Ad unirle sembrerebbe esserci un legame saffico, ma poi si scoprirà che è molto più di un’intesa passionale.

Il romanzo è diviso in tre capitoli che si ricollegano alle maschere del teatro nō.
Ryō no onna: donna tormentata da un amore non corrisposto, legata al personaggio di Toganoo.
Masuganni: giovane dalla mente instabile che è legata al personaggio di Harume, che appare poco nella storia ma che è importantissimo ai fini della trama ed è descritto in maniera magistrale. Harume è una ragazza bellissima, ma ha ritardi mentali, è un burattino nelle mani della madre ed è l’unico personaggio del libro a trasmettere un’intensa tenerezza, nonostante le tragedie che invadono le vite di tutti i personaggi.
Fukai: donna afflitta dal dolore per la perdita di un figlio, che equivale a Mieko, che di figli ne perde due alla fine.

Il teatro nō tratta principalmente di fantasmi e di spiriti da placare, elementi molto presenti in Maschere di donna, in cui l’autrice fa riferimento anche al Genji monogatari, uno dei capolavori della letteratura giapponese, scritto nell’XI sec. da Murasaki Shikibu che tratta principalmente degli amori di Genji, della sua storia e delle sue concubine, ma anche qui sono presenti demoni, spiriti e fantasmi che tormentano le vite dei vivi e di donne, delle loro caratteristiche, dei loro sentimenti.
I riferimenti a quest’opera in Maschere di donna sono moltissimi, in particolare è presente una lunga digressione, viene infatti inserito un saggio scritto da Toganoo Mieko sul fenomeno della possessione della concubina Rojukō che appare nel Genji monogatari. Il saggio inserito e perfettamente amalgamato al romanzo, è molto importante sia per capire in parte la storia di Genji e avere chiari alcuni riferimenti all’operam sua anche per interpretare meglio la figura di Mieko.

La studiosa Mieko è sempre rappresentata come elegante e raffinata, ma pare nascondere qualcosa di terribile. Gli altri personaggi: la nuora Yasuko e i suoi pretendenti Ibuki Tsuneo e Mikame Teyoki non sembrano avere una loro coscienza, sono manovrati, spinti da forze sconosciute, pilotate da Mieko.
Il romanzo è un continuo agire e riflettere sulle proprie strane azioni, svelando lentamente il piano di Mieko.
Tutta la narrazione è pervasa da una grandissima sensualità, il legame tra nuora e suocera ha qualcosa di estremamente voluttuoso, l’incantevole Harume che si sottomette totalmente a Mieko, e il continuo e placido corteggiamento di Ibuki e Mikame contribuiscono a caricare il romanzo di erotismo.
La narrazione è anche molto lenta e ovattata, non ci sono grandi colpi di scena, ma lente risoluzioni, la scrittura però è spettacolare e la trama è così seducente che è molto difficile staccarsi da questo libro. È un tipo di scrittura molto diversa, almeno rispetto alle nostre letture solite, che hanno tempi strettissimi, ritmi incalzanti, exploit ed epifanie.

È un libro che si prende tutto il tempo, tanto da poter inserire un saggio al suo interno e comunque non risultare pesante e poco accattivante. I personaggi sono tutti ammalianti ed interessanti, insomma è una lettura che consigliamo tantissimo, perché ci ha molto sorpresi e adesso non vediamo l’ora di recuperare altro di questa autrice, prima però vi lasciamo con la pillola musicale dell’avvocato:

A. A. Autoproduzioni: Storie Brute.

Salve amiche e amici, ben ritrovati nel nuovo appuntamento mensile con le autoproduzioni a fumetti. Dopo il Collettivo Canederli e KumiShire oggi è arrivato il momento di conoscere Storie Brute!

Storie Brute, la compagnia dell’indie è un collettivo formato da Marika Michelazzi, Gianluca Girelli e Nastasia Kirchmayr. Quando li abbiamo incontrati e ci siamo fatti raccontare la loro nascita, avevano appena 7 mesi, la loro prima apparizione pubblica era stata Cartoomics 2019 e noi li abbiamo incontrati all’Arf, attratti tantissimo dai loro titoli.

Chiantishire, Longobardae, Black sand rimandano a tempi passati ed epici e loro appassionati di storia, si propongono con le proprie pubblicazioni proprio di indagare la Storia. Le storie sono appunto brute, perché si parla di barbari:
Longobardae è infatti un’avventurosa storia, muta, dell’arrivo dei longobardi, ma racconta in appendice, la storia di questo meraviglioso popolo (una tesi, quasi due che parlano di longobardi e normanni immaginate la nostra gioia) e i suoi protagonisti, corredati da testi e biografie e dai disegni di 8 artisti “ospiti”.
Black Sand racconta invece il periodo delle razzie vichinghe in Islanda e ci troviamo ancora, davanti ad un bellissimo fumetto muto.
Chiantishire è invece la storia di Valtha, nobildonna etrusca che ha raggiunto l’immortalità grazie ad un patto divino e che racconta la storia di questa donna nei suoi soli, ventisette secoli di vita.

“L’autoproduzione rispecchia ciò che manca nel panorama del fumetto italiano – ci racconta Nastasia – ad esempio quali sono le scuole di fumetto storico in Italia? Non esistono.” (E su questo siamo d’accordo anche noi, infatti per questo eravamo rimasti così entusiasti dei fumetti visti al loro stand, mai visti prima.)
Sopperire a questa mancanza è però quanto mai difficile, ci raccontano infatti che sviluppare fumetti legati alla storia e ai suoi personaggi non attrae particolarmente gli editori: “È difficile trovare qualcuno che creda nel nostro progetto, per questo abbiamo pensato di lanciarci nel mondo delle autoproduzioni, in cui ci sentiamo liberi di osare, di scrivere e di disegnare.”

Il target dei lettori di Storie Brute, è quello di appassionati di storia e di fantasy. L’elemento storico è infatti preponderante nelle loro produzioni, ma non è di certo l’unico tema ed è comunque sviluppato in modo da intrattenere ed interessare, dando comunque nozioni corrette, facendo dell’ottima divulgazione storica.
Siamo molto felici di aver conosciuto Storie Brute, che si occupa del nostro stesso campo, che è effettivamente un campo che nel fumetto non è mai molto sviluppato anche se, le tematiche da affrontare sono varie, interessanti ed avvincenti.


Aspettiamo con ansia i prossimi volumi del collettivo, nel frattempo voi recuperateli tutti.
Sito di Storie Brute: https://storiebrute.wordpress.com/
Marika Michelazzi: https://www.facebook.com/Nightfallpro/
Gianluca Girelli: https://www.facebook.com/gipi.pagano
https://www.instagram.com/gipi_pagano/
Nastasia Kirchmayr: https://www.instagram.com/n.ki_art/
https://www.facebook.com/nastasia.kirchmayr
http://nkiart.altervista.org/

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