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"Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito. Perché la lettura è un'immortalità all'indietro."

Eventi SalTo2018!

Salve a tutti e a tutte, ieri è uscito il programma della prossima edizione del Salone del Libro di Torino, che si terrà come sempre al Lingotto Fiere, dal 10 al 14 maggio. Quest’anno non ci saremo per tutta la durata della manifestazione perché sia gli esami che la vecchiaia non ci consentono di stare in giro per così tanto tempo. Saremo però iperattivi dal 12 al 14 maggio e di seguito vi elenchiamo quelli che secondo noi sono gli eventi assolutamente imperdibili, dove molto probabilmente ci troverete.

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giovedì 10 maggio

11:30 – L’ora buca: la matematica e l’italiano incontro con Chiara Valerio e Giordano Meacci nell’Arena Bookstock.
15:00 – Italian Indie Book: come cambiare rotta ed essere editori contemporanei metodologie e strategie creative digitali per l’evoluzione dell’editoria indipendente con Filippo Dalla Villa, Simone Merlino, Simone Sbarbati, Vitaliano Alessio Stefanoni, Erica Vagliengo in Sala Arancio.

venerdì 11 maggio

11:30 – Un giorno, tutto questo sarà Fantastico Hoffmann e Lovecraft raccontati da Marco Peano e Matteo Galli nello Spazio Incontri.
12:00 – Il libro della vagina. Meraviglie e misteri del sesso femminile Incontro con Nina Brochmann ed Ellen Støkken Dahl in Sala Azzurra.
14:30 – Quel prezioso scudo di carta Lezione magistrale di Corrado Augias in Sala Gialla.
14:30 – Lucciole per lanterne: visioni del passato – visioni del futuro Incontro con Alessandro Barbero e Maurizio Ferraris nello Spazio Duecento.
16:00 – Petra Delicado indaga sul serial killer di donne sole Incontro con Alicia Giménez-Bartlett, autrice di Mio caro serial killer in Sala Azzurra.
16:30 – I colori delle copertine Lezione di Riccardo Falcinelli in Sala Blu.

sabato 12 maggio

17:30 – Il vagabondo del manga: viaggio alla scoperta dei segreti del Giappone, incontro con Igort al Caffè letterario, in occasione della pubblicazione della nuova edizione dei Quaderni giapponesi.

17:30 – (per chi avesse una giratempo) Maratona Harry Potter con le letture di Francesco Pannofino.
18:30 – I romanzi che hanno fatto la storia delle Edizioni e/o in occasione della presentazione della collana Le Cicogne, nello Spazio Duecento.
18:30 – Divorare il cielo Manuel Agnelli dialoga con Paolo Giordano, in Sala Gialla.

domenica 13 maggio

11:00 – The Bao All Stars Experience Con Zerocalcare, Nova, Alberto Madrigal e Daniel Cuello in Sala Gialla.
11:30 – Fumetti nei musei Presentazione del progetto Mibact – Coconino Press nello Spazio Stock.
12:00 – Incontro con Piero Angela In occasione della presentazione di Viaggio nel mondo del paranormale e in Sala Gialla.
14:30 – Un giorno, tutto questo.. sarà a fumetti! incontro con Paolo Mottura, Federico Taddia, Fausto Vitaliano e Silvia Ziche allo Spazio Book.
15:00 – L’arte italiana in quindici weekend e mezzo Lectio magistralis di Flavio Caroli in Arena Piemonte.
15:30 – Scrittori prestati al fumetto, con Pierdomenico Baccalario, Giacomo Manfredi e
Lucia Vaccarino in Arena Bookstock.
16:30 – Autori di fumetti oggi incontro con Paolo Bacilieri, Francesco Cattani e Martoz nello Spazio Stock.

lunedì 14 maggio

16:00 – Siamo Long John Silver, come tutti Björn Larsson dialoga con Giordano Meacci in Sala Azzurra.
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Da animali a dei, Harari.

Sapiens. Da animali a dèi: Breve storia dell’umanità consta di 516 pagine. Questo è stato inizialmente il dato che ci aveva lasciati perplessi: come si possono sintetizzare milioni di anni di evoluzione in 500 pagine?

harariL’approccio di Harari, storico israeliano, è però abbastanza settoriale: non ha la pretesa di analizzare tutta la storia dell’uomo, ma la esamina in base alle rivoluzioni più importanti che lo hanno riguardato: cognitiva, agricola, unificazione dell’umanità e rivoluzione scientifica. Harari rapporta ogni cambiamento dei Sapiens alla loro prima esperienza, quella di cacciatori – raccoglitori. Il pensiero cardine su cui si basa tutto il saggio è che il progresso a cui oggi l’uomo è arrivato non equivale al vero benessere del Sapiens. Su basa scientifica (varietà della dieta, apporto calorico, consumo di energie etc.) i cacciatori – raccoglitori vivevano molto più serenamente di noi, pur essendo lontanissimi dai comfort che l’uomo ha costruito successivamente. Partendo da questa semplice affermazione, Harari propone al lettore infiniti esempi che rivelano la negatività delle rivoluzioni che di volta in volta hanno portato i Sapiens a migliorarsi e nello stesso tempo a peggiorarsi. Pur avendo una formazione storica, Harari in questo saggio dialoga con tutte le discipline: biologia, archeologia, psicologia, antropologia, fisica, statistica. È difficile parlare di un argomento così complesso, ma Harari attraverso questo continuo rimbalzo a differenti ricerche, costruendo esempi molto chiari e scrivendo anche in modo ironico, è riuscito a catturarci.

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Molti lettori hanno trovato difficoltà a confrontarsi con le idee di Harari. Alcune volte infatti perde completamente l’oggettività, il suo pensiero entra prepotentemente nel saggio e non è facile condividere in pieno le sue posizioni. È anche vero però che un argomento come quello della storia dell’umanità non può essere trattato in modo pienamente oggettivo. Come molti lettori prima di noi, siamo d’accordo sul fatto che l’ultima parte che analizza la rivoluzione scientifica sia meno originale delle altre, anche molto più frettolosa e catastrofista. Le prime parti però che sono anche quelle più vicine agli studi di Harari (oltre che ai nostri) sono state veramente illuminanti. Siamo d’accordo con varie sue teorie, come quella del lusso:

“Una delle ferree leggi della storia è che i lussi tendono a diventare necessità e a produrre nuovi obblighi.”

Interessante è anche la sua posizione relativa alla differenza di genere:

“Se c’è una verità in questi stereotipi, le donne avrebbero potuto essere politici eccellenti e costruttori d’imperi […] si sa però che questo è avvenuto assai di rado nel mondo reale, e non si capisce perché sia stato così.”

Crediamo che il libro di Harari sia una lettura che deve essere fatta, perché condivisibili o meno, le idee esposte danno comunque modo di pensare e di sviluppare il nostro senso critico, dando anche l’input per fare ricerche, per approfondire alcuni aspetti di cui non eravamo a conoscenza. Harari scrive in modo molto scorrevole e anche gli elementi più specifici sono trattati in maniera chiara e semplice, per questo ne consigliamo vivamente la lettura, perché pro o contro Harari, ha comunque il merito di aver raccolto in questo saggio anche risultati di ricerche (quindi dati abbastanza oggettivi) che non si conoscevano e aver parlato di studi che magari sono stati non troppo “pubblicizzati”. È un prodotto molto interessante che può aiutarci a farci un’idea di quello che la nostra specie ha costruito fino ad ora, che sia vicina o lontana dalla conclusione a cui giunge Harari.


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Tararabundidee feat. Tra Le Righe, ep. 5: CAMBIAMENTI IMPROVVISI.

rainyday.jpgLe vacanze pasquali sono appena finite e noi vi facciamo leggere il frutto della nostra collaborazione con le libraie di Tra Le Righe. Per il mese di marzo ho scelto il tema del cambiamento, non uno lento, progressivo, ma quei cambiamenti repentini, improvvisi. Questo perché il mese di marzo è caratterizzato da terribili e noiosi cambi climatici, nel giro di pochissimo tempo. Il fenomeno nel mio paese viene definito con il verbo marzeà, quando c’è un sole bellissimo e caldo ed insospettatamente viene a piovere, marzea. Per questo volevamo essere in pendant con l’atmosfera e vi proponiamo un racconto di cambiamenti, anzi ce lo propone la nostra libraia Valentina.

Non siamo più noi stessi, Matthew Thomas.

Dopo aver finito di leggere Non siamo più noi stessi (titolo originale We Are Not Ourselves, citazione dal Re Lear), si ha la sensazione di aver letto più di un romanzo, di aver vissuto una vita intera. Quella di Eileen Tumulty, newyorkese di origine irlandese, con un padre imponente, Big Mike, di quegli uomini che tutti rispettano nel quartiere, che tutti stanno ad ascoltare, ed una madre che soccombe ad un evento tragico, provando nel tempo a risollevare la testa. Eileen cercherà di farsi strada nella vita, di riscattarsi dalle origini umili, e lo farà anche sposando Ed, neurobiologo con una promettente carriera, di cui lei si innamora e dal quale avrà un figlio, Connell. Le ambizioni di Eileen si infrangono però nella mancanza di quelle di Ed, lui rifiuterà un incarico prestigioso per rimanere nella sua università, con i suoi studenti, e sarà lei, con il suo impiego da capoinfermiera, a mettere da parte quel denaro per andare a vivere in un quartiere più ricco, in una dimora più sontuosa.

copertinatralerigheMa la tragedia, come è preannunciata dalla citazione shakespeariana (“…non siamo più noi stessi, allorché la natura, oppressa, impone all’animo di soffrire col corpo”), incombe.
E qui c’è la ferocia della vita vera, quella che ti piomba addosso mentre tu progetti, sogni, c’è il caos in cui si precipita quando arriva ciò a cui non avevi mai pensato, che non avevi programmato. Ed si ammala, precocemente, di Alzheimer. Ma Ed è stato, nonostante i contrasti, un buon marito e un ottimo padre, e così Eileen ha un nuovo progetto, che non è più l’ascesa sociale, ma l’aiutare suo marito, l’essergli vicina, il sostenerlo in un viaggio così faticoso, così disperato, così annientante. Raramente una vita matrimoniale è stata così ben rappresentata, raramente la letteratura ha visto un padre degno di Edmund Leary, da cui molti padri (ma anche molte madri), possono trovare un esempio. All’interno del caos, i punti fermi restano, l’eredità, quella buona, dei genitori consente di galleggiare nelle tempeste,  è questo quello che riceve Connell, che gli consentirà di percorrere la sua strada. Un romanzo bellissimo, ben scritto, profondo, commovente. Non possiamo che aspettare ormai con una certa impazienza il prossimo, Matthew Thomas.

Un libro che ha al centro un cambiamento, che però non porterà a nulla di buono è Gilgi, una di noi, libro in cui la protagonista rimarrà praticamente fulminata da un incontro e da allora cambieranno non solo la sua vita, ma anche le sue aspettative, is uoi sogni e bisogni. Noi ci rivediamo con un nuovo episodio a fine mese! (Per recuperare gli episodi precedenti, cliccate qui.)  Buone letture.


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Letteratitudine 3, M. Maugeri

Letteratitudine: 3 edito da LiberAria di Massimo Maugeri, ideatore e curatore tra le tante letteratitudinecose, del blog Letteratitudine è presentato come “un manuale sulla lettura, uno scrigno zeppo di consigli di scrittura […] un manuale che si legge come un romanzo.” È un manuale, ma soprattutto un contenitore di esperienze. Il libro si compone di quattro parti:

Lettura e scrittura: 10 domande a 10 scrittori

Tra i nomi degli interrogati ci sono ad esempio Nicola Lagioia, Dacia Maraini, Maurizio De Giovanni e tutti devono rispondere alle stesse domande che vertono sulla lettura e sul romanzo in senso molto ampio. Nei piccoli spazi che mi sono ritagliata in rete e in radio, ho sempre fatto domande del genere. Avere la possibilità di ricevere dei consigli di lettura, di scoprire nuovi libri da voci autorevoli e soprattutto da chi il mondo del libro lo vive da protagonista, è assolutamente fantastico. Attraverso queste 10 domande scopriamo che il campione degli autori nostrani ama i classici francesi. La maggior parte di loro sottolinea la crescita che si ha con la lettura, con il viaggiare non solo attraverso lo spazio – tempo, ma anche attraverso emozioni, sentimenti, persone. La scrittura poi è un’esigenza, un bisogno, mai solo un devertissement e sono tutti d’accordo col dire che per scrivere l’unico consiglio che vale sia leggere!

lettura

Racconti d’autore: scrittori raccontano i propri romanzi

È la parte più cospicua del volume, dove gli autori stessi in poche pagine devono raccontare le loro creature. Senza spoiler, devono riuscire a trasmettere il fulcro di quello che c’è stato dopo mesi o anni di lavoro e ricerca. Sicuramente poche battute non renderanno mai l’intensità di alcuni libri, ma riescono invece a incuriosire chi legge. Tra i tanti titoli raccontati, quelli che più ci hanno colpito sono: Mi ricordo, La mappa, La regina scalza, Il sosia di Hitler, Le sultane.

Lettere a personaggi letterari e autori scomparsi

Qui sono raccolte lettere immaginarie a colonne portanti della letteratura. Ad autori come Sciascia, Salgari, Pasolini o a indimenticabili personaggi come Gregor Samsa, Poirot (e quelle secondo noi più belle) a Dracula e Chtulu. LE lettere hanno tutte uno stampo completamente diverso: ci sono lettere di ringraziamento, per sottolineare quanto determinati autori abbiano segnato il mondo con la loro scrittura; lettere accorate; lettere d’amore e anche lettere di smarrimento perché nel mondo strano e chtulu.jpgcaotico in cui viviamo alcuni personaggi avrebbero potuto indicarci la via. Pensando a chi scriverei una lettera del genere mi è venuto in mente che tra i probabili candidati ci sarebbe stato sicuramente Petrarca, che avrei ringraziato soprattutto per aver pensato e prodotto qualcosa di così meraviglioso come L’Ascesa al Monte Ventoso. Lo avrei anche scomodato per fare un po’ di gossip, per sapere come vanno le cose con Laura ad esempio. Per quanto riguarda il personaggio a cui scriverei, senza ritegno alcuno, una lettera pregna d’amore e sentimento… si tratta di Sirius Black.

Il libro si conclude con un omaggio a Vincenzo Consolo, scomparso nel 2012 con una serie di articoli e contributi per celebrare lo scrittore siciliano.

In Letteratitudine 3 Maugeri scompare, a parte il suo alone d’intervistatore nella prima parte del libro, ci lascia completamente nelle mani degli autori con cui ha collaborato. Tra nomi più e meno noti il lettore scopre non solo tantissimi titoli interessanti, ma anche un mondo magmatico e in continuo fervore che è quello della letteratura italiana. È un bel viaggio che dà tanti consigli e che ci fa fare tante scoperte. Non è assolutamente un libro pesante, è un continuo e fluido raccontare e raccontarsi. Un libro scorrevole, che si può leggere tutto d’un fiato, ma che si può anche consultare a poco a poco, per conoscere un libro, un autore alla volta e per conoscere qualcosa di nuovo sempre.


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Stiamo guardando #5

Risale a tempi ormai lontanissimi l’ultimo aggiornamento sulle serie che stiamo guardando. Era settembre, gli impegni universitari ancora non si erano manifestati con la loro sconfortante pesantezza e tanti impegni successivi non li avremmo neanche mai previsti. Avevamo sicuramente più tempo per guardare serie su serie, però ora dopo un bel po’ di mesi qualcosa l’abbiamo vista e possiamo consigliarvi qualcosa di interessante.

strangerthings.jpgStranger Things

(Netflix, 2017) Lo abbiamo visto in un giorno, un binge watching folle ma necessario. A parte la criticatissima puntata numero 7, lenta e assolutamente slegata dai filoni principali di questa stagione, ma che sicuramente ha aiutato a caricare l’hype per le ultime due puntate, è stata il top. Finalmente è venuto fuori il personaggio che già nella prima stagione mi era piaciuto moltissimo: il super tenerello Will Byers. Non sto qua a parlarvene più di tanto comunque, tanto so che l’avete vista tutti.

The Crownthecrown

(Netflix, 2017) Con un po’ di ritardo abbiamo anche recuperato la seconda stagione di The Crown, anche questa vista in pochissimo tempo. La serie parla della vita della Regina Elisabetta II e della sua famiglia, non romanzando troppo. Sicuramente la serie si prende delle libertà, ma è anche storicamente molto accurata. La fotografia è qualcosa di fantastico ed il livello di recitazione degli attori è altissimo. Grandissima cura ci sono poi per i costumi, che riprendono quelli realmente indossati dalle altezze reali. Come anche nella prima stagione, io sono assolutamente ammaliata dalla personalità e dalla storia della principessa Margareth. Nella terza stagione che vedremo prossimamente, ci sarà un completo cambio di cast, si parlerà infatti della maturità di Elisabetta e sono stati scelti attori più in là con gli anni. Sarà dura salutare Clare Foy, ma Olivia Colman sarà sicuramente all’altezza di questo importantissimo ruolo!

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(Netflix, 2018) Se in Stranger Things abbiamo il tripudio della cultura degli anni ’80, Everything Sukcs ci porta in una scolaresca americana degli anni ’90. Non siamo assolutamente al livello della serie dei fratelli Duffer, ma è comunque una serie godibile. Non c’è nulla di soprannaturale, solo normali sfighe tra liceali che cercano di fare un colossal fantascientifico. Il protagonista è Luke che cerca di conquistare Kate, ragazza più grande di lui e figlia del preside. Il preside poi, il signor Messer è un personaggio meraviglioso, convive con il pensiero della moglie e deve crescere sua figlia da solo. Alle varie difficoltà che ha come preside e padre, deve aggiungere ben presto una cotta allucinante. Il nostro personaggio preferito però è McQuaid, perché McQuaid sono io.

Big Mouth

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(Netflix, 2017) Lo abbiamo iniziato da poco e già ci piace tantissimo. È un cartone che parla dei problemi degli adolescenti, ma non i problemi quelli carini come le cotte, l’imbarazzo, i primi baci etc, no parla dei problemi quelli veri. Tra eiaculazioni notturne e spontanee e l’arrivo delle mestruazioni con pantaloncini bianchi, i protagonisti devono cercare di sopravvivere e far fronte all’età più meschina di ogni essere umano: la pubertà. Jingle e canzoncine divertentissime, insieme ai numerosi spiriti/mostri guida accompagnano i nostri eroi nei terribili cambiamenti adolescenziali, in una serie ironica e spietata che dovete vedere assolutamente.

605eb1d6c491dbaeab41da2c409be393.jpgBig Little Lies

(HBO, 2017) Big Little Lies è una serie tratta dall’omonimo libro di Lian Moriarty. Il cast è stellare, le protagoniste sono infatti Nicole Kidman, Reese Whiterspoon, Sheilene Woodley e (la meravigliosafantasticastupenda) Zoe Kravitz. Sette episodi pienissimi, una fotografia spettacolare, ambientazione ricca e preziosa. Quella che viene raccontata è la storia di tre donne, che viene svelata pian piano. La meraviglia di questa serie è nella narrazione dei personaggi, viene smontata a poco a poco l’aura di perfezione iniziale che hanno. Le loro vite che sembrano invidiabili all’esterno, vengono finalmente viste dall’interno e cadono a pezzi: tradimenti, violenze, soprusi, stupri. In Big Little Lies c’è un concentrato di quello che le donne subiscono ancora oggi. È una serie di denuncia, ma anche di consapevolezza: c’è ancora tanto da lavorare per rendere le donne davvero libere di vivere come vogliono e lontane dalla violenza. È una serie assolutamente da vedere, non solo per il prodotto cinematografico meraviglioso, ma anche e soprattutto per il grande messaggio che comunica.

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In lacrime e con una malinconia immane ho salutato pochi giorni fa Friends. La serie è su Netflix e mi ha accompagnato praticamente per un anno. È la seconda volta che la vedo, la prima volta ero più piccola e mi sono persa qualche puntata, stavolta invece ho visto tutto. È una serie ancora attualissima e quasi all’avanguardia su alcuni temi, ma è soprattutto una delle commedie più brillanti che siano mai state create. I personaggi sono magnifici e scegliere un preferito è difficilissimo. Ci piacerebbe molto essere Rachel, ma dobbiamo ammettere che siamo molto, molto più vicini a Monica. Tutti sono però dei personaggi assolutamente indimenticabili e sicuramente lo riguarderemo prima o poi.

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Tra le prossime serie che cercheremo di vedere c’è Orphan Black che ci è stata vivamente consigliata, come anche Peaky Blinders! Aspettiamo poi con ansia la seconda stagione di The Handmaid’s Tale. Dobbiamo poi recuperare l’ultima stagione di Vikings e di Mozart in the Jungle e scegliere di quale serie fare il rewatch… stavamo pensano a Ugly Betty o Una mamma per amica, però attendiamo anche i vostri consigli! E fateci sapere cosa state guardando e cosa dovremmo guardare!

Il cacciatore Gracco, Martoz

Il cacciatore Gracco è un racconto incompiuto di Franz Kafka. Narra di un cacciatore che ritorna dall’aldilà, non sa per quale motivo questo sia successo proprio a lui, ma la sua barca fa una deviazione che lo riporta nel mondo dei vivi. Kafka lascia così un incipit molto interessante e Martoz (Alessandro Martorelli) è immensamente bravo nel coglierlo e svilupparlo.

WhatsApp Image 2018-03-13 at 17.53.22 (1).jpegLa trama

Nella graphic novel creata da Martoz, Gracco ritorna nella Foresta Nera con un unico obbiettivo: trovare ed uccidere il camoscio bianco, l’animale che ha causato la sua morte. È una vendetta quella che Gracco vuole compiere a tutti i costi e per farlo sconvolgerà tutti i sistemi. Non è chiaro in quale tempo si svolge la vicenda, né precisamente dove; siamo nella Foresta Nera, ma ci troveremo anche in uno sterminato campo da golf e a Venezia ad esempio. Siamo in un non luogo ed in un non tempo e anche Gracco fatica ad ambientarsi. Il protagonista torna dall’aldilà in un mondo che non riconosce come pienamente suo, sono cambiate tante cose dall’ultima volta che c’è stato e Martoz crea attraverso un paesaggio ed un linguaggio particolare questo smarrimento. In una insolita ambientazione seguiamo la recherche di Gracco, che come un altro Ulisse peregrinerà, incontrerà strani personaggi, farà traslochi e s’innamorerà di Calypso per 7 minuti. Sarà dura per lui raggiungere la sua tanto agognata preda, anche perché non è solo un cacciatore. Tornando dall’aldilà ha infranto la regola base che regge il mondo e scombussolato l’ordine cosmico, sarà per questo vittima di una spietata caccia all’uomo.

I disegni

Non vogliamo svelarvi altro anche perché non sapremo come fare; già il fatto che riprenda un racconto di Kafka dovrebbe darvi l’idea della complessità, ma c’è tanto altro: riferimenti bibliografici, cinematografici, error 404 e anche mitologici. Questa trama intricata si accompagna a dei disegni molto particolari. Il tratto di Martoz è assolutamente distinguibile ed originale: figure grottesche e sinuose si alternano a momenti di rigido geometrismo. La lettura delle sue graphic novel non è immediata. Non solo per il suo tratto, ma anche perché la pagina è totalmente scomposta; non abbiamo una squadratura standard e spesso la sequenzialità delle vignette non è scontata. A questo si aggiungono balloon e lettering del tutto insoliti, conditi da un linguaggio nuovo e inusuale. La palette di colori si compone principalmente di toni caldi e di verde; non mancano però pagine in cui il lettore può avere una crisi epilettica, grazie a toni molticolor e fluo.

http://radiosonar.net/bande-dessinee-3-18-intervista-a-martoz/Il cacciatore Gracco ha sia a livello grafico che narrativo una grandissima complessità, non è intuitivo, ma è una lettura estremamente appagante. I risvolti della trama, i colpi di scena, di tanto in tanto degli sprazzi di nonsense rendono non solo questo fumetto interessante, ma anche avvincente ed ironico. Non è una storia solo di avventura, ma ha vari livelli di lettura, c’è la ricerca di se stessi, l’amore, il senso di colpa, in un fluire narrativo scomposto ma geniale. È la messa in scena della complessità dell’uomo e dell’universo di cui fa parte, incorniciato da un apparato grafico sorprendente. È marzo 2018 e questa è per certo una delle migliori letture dell’anno.

Per saperne di più su questo fumetto (oltre a comprarlo praticamente ora) e sul suo autore, potete ascoltare qui l’intervista andata in onda ieri su radiosonar.net, in cui ho avuto il piacere di fare qualche domanda a Martoz sui suoi lavori!

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