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"Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito. Perché la lettura è un'immortalità all'indietro."

Famiglie Ombra, Mia Alvar

I racconti non ci entusiasmano moltissimo, sapete quanto amiamo le descrizioni particolareggiate, i dettagli più intimi di ogni personaggio, una caratterizzazione perfetta e nei racconti per tutto questo surplus narrativo, non sempre c’è spazio. Ma quando il BBB chiama Tararabundidee risponde e se la casa editrice è Racconti, racconti siano.

Famiglie ombra è uno dei libri più belli che abbiamo letto quest’anno. Ci è stato consigliato proprio perché i suoi racconti sono abbastanza lunghi, legati da una cornice narrativa forte, insomma si avvicina ad un romanzo, ma non è bello solo per questo motivo. La scrittrice ci porta nelle Filippine, o meglio ci porta a conoscere un pezzo della cultura filippina, dei suoi attori e dei suoi migranti sparsi tra il Medio Oriente e gli Usa. Le storie che racconta l’autrice sono così reali e i suoi personaggi così ben costruiti che diventano tangibili. C’è tanta intimità in questa raccolta, ogni protagonista si spoglia davanti al lettore mettendo a nudo le sue paure, i suoi rimorsi, i suoi rimpianti e l’autrice sembra quasi scomparire dietro di essi. La scrittura è asciutta, diretta, ma pare cambiare adattata alle forme e alle personalità di chi racconta, in modo che ad ogni racconto oltre a corrispondere una nuova voce corrisponde anche una nuova penna.

20180605_180153 (1).jpgI racconti che più ci hanno colpiti sono Kontrabida e La donna dei miracoli, due storie preziose e potenti di riscatto e rassegnazione, quasi agli antipodi. Ma in ogni racconto la tensione narrativa è alta, i personaggi ti conquistano e ti accompagnano fino ad un’epifania con cui poi conclude la narrazione. La cosa che più ci è piaciuta di questo libro sono sicuramente i suoi protagonisti o per meglio dire le sue protagoniste. Donne forti, che non si fermano davanti a nulla, con una volontà fenomenale, studiose, ma anche fragili, dolci: l’autrice attraverso queste donne riesce perfettamente a riportare varietà e complessità, restituendo le mille sfaccettature di cui sono fatti gli esseri umani.

Non ci si sofferma mai troppo, neanche in questo periodo, sulle cause che spingono le persone ad allontanarsi da casa. Quello che accomuna i personaggi della Alvar è la loro voglia di migliorarsi, di migliorare le condizioni in cui vivono, di aumentare il benessere e provvedere alle proprie famiglie. Non crediamo debbano essere motivi di cui preoccuparsi, né c’è bisogno di vedere dietro a spostamenti dietrologie ridicole. Tutti abbiamo diritto ad una vita dignitosa, alla migliore vita possibile ed è giusto perseguire questo diritto, senza fermarsi davanti a nessuna frontiera, nessun limite o confine. I personaggi di Famiglie Ombra sono assolutamente umani: non lasciamo la possibilità di riscatto relegata nelle pagine di un libro. Che la letteratura ci aiuti sempre a conoscere, capire ed affrontare il mondo che ci circonda.

Lasciate tutto come si trova, scendete in strada, sorridete, andate in libreria e comprate Famiglie Ombra. Poi vi mettete comodi e vi fate catturare dalla splendida scrittura di Mia Alvar e dalle sue meravigliose storie.


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Tararabundidee feat. Tra le righe, ep. 7: ANNIVERSARIO.

Il tema di maggio è confluito nei primi di giugno, ma questo e altro per i consigli libreschi delle nostre libraie. Maggio è un mese festoso: si apre con il mio compleanno e nel suo corso tante persone a cui tengo compiono gli anni o hanno avuto tappe da festeggiare e allora ecco servito il tema. L’anniversario, il compleanno insomma un motivo per festeggiare la crescita, la resistenza, l’amore…

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Lascio allora la parola per questo mese a Tiziana:

L’appuntamento con Tarabundidee con la recensione di un libro per il mese di maggio arriva ma, con un po’ di ritardo… però, eccoci, stoici, a raccontarvi una storia che mi ha emozionato.
Ho pensato e ripensato, neanche troppo, perché dato l’argomento mi è venuto subito alla mente un libro letto qualche anno addietro ma, che fa proprio al nostro caso, trattasi di “Un giorno” di David Nicholls, edito da Neri Pozza nel 2011.
7f3e6c7be225e0a2b24e094a45ea4a78Siamo ad Edimburgo, alla fine degli anni ’80, protagonisti due ragazzi, Emma e Dexter che si sono appena laureati.
Dopo una serata di festeggiamenti e di grandi bevute, si ritrovano ubriachi, in partenza per il mondo degli adulti con una laurea appena conseguita e un bagaglio pieno di dubbi e speranze.
Quel giorno è il 15 luglio del 1988. I due si amano, fanno avvicinare due mondi paralleli, forse un giorno potranno incontrarsi ma decidono per il momento di rimanere solo amici.
Il 15 luglio diventa il giorno in cui si ricorderanno sempre l’uno dell’altra, con una cartolina, una lettera, un pensiero, celebreranno questa sorta di compleanno di un amore mai nato.
Lei, è una ragazza impegnata politicamente, intelligente, col sogno di diventare scrittrice ma, con poche possibilità’ economiche, tant’è che è costretta a lavorare in uno squallido ristorante per mantenersi, mentre lui è un ragazzo fascinoso e facoltoso con tante possibilità’ che lo porteranno a viaggiare e, a viversi la vita all’insegna di belle ragazze, droghe e alcool.
Alcool che gli riempe le notti ma che la mattina dopo gli lascia l’amaro in bocca.
È proprio in questi momenti che Dexter si sente vuoto dentro, sente il bisogno di Emma, di quella figura a volte ammirata a volte detestata.
Lei che non bada mai a come si veste e che fa di tutto per mortificare la bellezza di un corpo e di un viso con i quali non sembra mai sentirsi a suo agio. Le loro vite scorreranno così per molto tempo in un alternarsi di avvenimenti con il passare degli anni che offre un quadro realistico del cambiare dei tempi e, come questo influenzi la mentalità delle persone.
6ac1c1a3327c11b58207af60de9cfea1È un romanzo che parla di amore e di amicizia, un amore giovane che non ha il coraggio né la maturità d’affermarsi per quello che è.
Emma e Dexter, due giovani del tempo attuale spaventati dal futuro e dalle responsabilità’ dell’età adulta.
Avranno bisogno di percorrere le loro personalissime strade e di perdersi, ciascuno a modo suo, prima di ritrovarsi e scegliersi profondamente, finalmente capaci di vivere la vita pienamente e consapevolmente.
Una piacevole lettura, assolutamente godibile, la narrazione acquista ritmo ed ironia soprattutto nella descrizione dei personaggi.
Uno stile originale, divertente e vivace.
Inoltre, il bello di questo libro è che nonostante sia un romanzo d’amore; non scade nel sentimentalismo.
Insomma, lo consiglio perché è coinvolgente e dinamico ma, soprattutto insegna a vivere con coraggio.
Anche questo mese un libro che non conoscevamo e che speriamo vi abbia incuriosito. Per le puntate precedenti cliccate qui per le puntate successive… dovete aspettare un mesetto almeno, ma stiamo già lavorando sul tema!

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Questo è il mio sangue, E. Thiebaut

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Dal sito Tumblr Womanstruation

Era ferragosto, giorno festoso, caldo, pronti per la solita scampagnata quando… Menarca.
Sicuramente non provai gioia. Non che avessi capito subito la portata del cambiamento, ma non mi sembrava così allettante, poi proprio quel giorno ne avrei fatto molto volentieri a meno. Mi sentivo innanzitutto sporca, soprattutto scomoda e anche un po’ dolorante. Dopo un solo secondo da quando la prima goccia di sangue scorse, già mi sentivo diversa, poi mettici pure quel coso ingombrante e limitante tra le gambe. Era l’inizio di un incubo? Mentre scrivo ora stesso ingombro, dolore centuplicato ma sta iniziando a subentrare l’abitudine e soprattutto non sento più quella opprimente sensazione di sporcizia e quasi di colpa. È un meccanismo naturale, normale, anche se misterioso sia per noi che lo viviamo in prima persona sia per il resto del mondo. All’inizio era realmente imbarazzante, specialmente per il terrore di sporcarsi, ora però non ci faccio più neanche caso. Vedo però l’imbarazzo legato alle mestruazioni tutto intono a me: nelle commesse che quando vai a comprare gli assorbenti li posizionano nelle buste in modo che non siamo troppo visibili o quando addirittura incartano il pacco, mai sia che qualcuno sappia che è arrivato il marchese. L’assorbente poi, che oggetto misterioso. Contiene tutta la nostra sporcizia, la nostra vergogna, le nostre nefandezze oppure… contiene l’elisir di lunga vita?

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Elise Thiebaut con una narrazione precisa, fortemente ironica e spudoratamente anticlericale, ci presenta miti e leggende legate alle mestruazioni, tabù, credenze ma anche importantissime ricerche che stanno cercando di portare chiarezza in uno dei misteri più grandi del corpo femminile. Tra cui la scoperta che nel sangue mestruale ci sono delle cellule staminali: le cellule rigenerative endometriali che potrebbero curare malattie come il diabete, la cerrosi epatica, la fibrosi cistica o la sclerosi a placche… Insomma non proprio qualcosa da schifare. Oltre a tutta una serie di ricerche che scoprirete da soli, questo saggio è godibilissimo. Non solo l’argomento è innovativo ed estremamente interessante, ma è presentato con grande lucidità. L’essere donne non ci rende automaticamente l’essere esperte di ciò che succede al nostro corpo e la Thiebaut sottolinea in varie occasioni le limitazioni a livello scientifico che riguardano sia il perché del sanguinamento, sia la sindrome premestruale, i dolori durante il ciclo che seppur riconosciuti da 2000 anni non sono mai stati indagati più di tanto, sempre rimandati alla debolezza solita della donna.

“Nonostante la sua banalità, il ciclo resta oggi un fenomeno misterioso, circondato da leggende, superstizioni, reticenza e stereotipi la cui persistenza non può che stupire.”

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Dal sito Tumblr Womanstruation

 

Siamo più di 3 milioni al mondo, tutte abbiamo avuto il ciclo, lo stiamo avendo o lo avremo e davvero non sappiamo cosa e perché succede; e la verità è che a nessuno pare interessare più di tanto. Succede perché così deve essere, ma pur essendo una cosa così banale e normale è ancora sussurrata, disprezzata e mal vista. Se sei nervosa “hai le tue cose”, tutto cambia, manco vale la pena di parlare con te quasi come se in quella settimana diventassi incapace di intendere e di volere. Già siamo sempre un gradino sotto, nella scala d’importanza, ma se siamo pure mestruate cadiamo proprio dalla scala.

 

 

Si può parlare di “diseguaglianza mestruale” poiché le donne hanno le mestruazioni e le mestruazioni sono oggetto di tabù, le donne subiscono una forma di oppressione che nessun uomo conoscerà mai.

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Dal sito Tumblr Womastruation

Le mestruazioni sono gli umori che escono fuori dai nostri corpi, sono ciò che espelliamo per purificarci, perché siamo inferiori e siamo state punite con questo meraviglioso processo che ci fa perdere sangue una volta al mese. Ma la Thiebaut ci dice che il ciclo è stato anche invidiato: in varie tribù gli uomini si praticavano dei tagli genitali per imitare le mestruazioni. Il sangue mestruale era parte di riti importanti perché in molte culture rappresentava il magma che dà la vita e la fertilità. Poi è arrivato l’ebraismo, che condanna il sangue in ogni suo aspetto, che si basa sul concetto di purità e impurità ed ovviamente la donna mestruata è impura, va tenuta lontana, può contaminare. E insomma… dall’ebraismo sono venute fuori cristianesimo e islamismo, il resto lo sappiamo.

Oggi con una nuova consapevolezza, con i progressi che sta facendo il movimento femminista e cerchiamo di fare tutte noi auspichiamo di approdare alla rivoluzione mestruale. Eliminare il tabù, eliminare l’aliquota come bene di lusso sugli assorbenti, eliminare ogni discriminazione legato ad un fatto assolutamente naturale. Che siate donne o uomini questo è un libro che dovete leggere. Le mestruazioni non sono un culto misterico e devono essere considerate come parte integrante e vitale della vita di tutte e tutti.


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Sharaz – de, S. Toppi.

sherazade.jpgLe mille e una notte sono spesso ed erroneamente associate a racconti magici ma semplici, anche adatti ai bambini. In realtà la raccolta delle innumerevoli novelle è molto più complessa. La magia c’è ma i racconti sono amari, filosofici, moraleggianti. È una delle prime raccolte ad avere una cornice narrativa che contiene e lega tutti i racconti, come poi farà il nostro più familiare Decameron.

La cornice de Le mille e una notte, è tessuta da Sherazade che volontariamente giace con il re, pur sapendo che il giorno successivo sarebbe stata uccisa. Il re infatti non ha più alcuna speranza nel genere femminile. Dopo il tradimento della moglie ogni notte sta con una ragazza diversa per poi ucciderla l’indomani, godendo così dei piaceri della carne e della vendetta contro le donne, di giorno in giorno. Ma con Sharazde le cose non sono così semplici, lei riuscirà a fermare questa catena, grazie al potere delle storie. Attraverso i suoi racconti non solo si salva la vita, ma inizia a recuperare la fiducia del re.

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Le mille e una notte fanno pensare anche alla sensualità, al lusso e il lusso di leggere la versione di Sergio Toppi dovreste proprio concedervelo. L’artista milanese scomparso nel 2012, lasciando parlare Sharazde mette in scena alcuni dei racconti della famosa raccolta orientale. Tra storie di barbarie, misericordia, benevolenza e magia il lettore viene catturato dalla voce e dalla potenza narrativa di Sharazde, la cui vita è appesa al filo del racconto; ma anche e soprattutto dall’arte di uno dei più grandi maestri del fumetto.

Ogni pagina, ogni singolo tratto è un’opera d’arte, alcune sono così innovative, originali e preziose da mettere i brividi. Reinventa la costruzione delle pagine: quasi totalmente senza una griglia. Le figure si muovono lungo le pagine sinuosamente, adattandosi le une alle altre, confondendosi con i personaggi, con le altre figuri. I volti dettagliatissimi, i drappi ricchi di particolari sono disegnati con un fantasioso lavoro quasi di miniatura. Toppi ci regala pagine intarsiate, damascate che ricordano le preziose fantasie delle terre orientali e anche in molti casi i particolari ricami dei quadri dei Klimt.

Sharazde di Toppi non è stata una semplice lettura, è stata un’esperienza, un’immersione nell’arte di questo enorme fumettista. Quindi vi invitiamo, per il vostro bene e per i vostri occhi a conoscere questo artista e le sue opere.

 

 

Carle vs Tsunami.

Sono passati 10 anni da quando Tsunami ha messo tende nel mondo dell’editoria. Per festeggiarli, insieme all’omonima Carla di Una banda di cefali abbiamo pensato a questa insolita intervista doppia. Dopo aver coattamente occupato stand e sedie di Tsunami a Più libri più liberi, abbiamo cercato di carpire i segreti di questa casa editrice, praticamente unica nel panorama editoriale italiano. Le due Carle vs i tipi di Tsunami: Eugenio Monti e Max Baroni; stesse domande, risposte e playlist diverse con 10 canzoni, una per ogni anno di Tsunami. Noi con grande onore ospitiamo Eugenio che ci ha fornito una playlist spettacolare, mentre per conoscere le risposte di Max dovete correre sul blog dell’altra Carla. Vi lascio all’intervista dunque, che vi farà conoscere la rockeggiante casa editrice!

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  1.  Prima domanda di rito…

18622344_10154814352624094_8708465870858585474_nPerché Tsunami Edizioni?

…..

 

Ci eravate cascati eh?

In realtà ci interessa piuttosto sapere come vi siete incontrati e come è nata l’idea di colmare questo grave vuoto editoriale e fondare una casa editrice dedicata esclusivamente alla musica (ma quella seria).

Anche se conosco Max da quando era un ragazzino, perché sono amico di suo fratello da molti anni, non ho avuto con lui che qualche sporadico e superficiale contatto fino a quando, mi sembra fosse il 2005, non ha cominciato a collaborare con me in un altro progetto editoriale. Ci siamo conosciuti meglio e abbiamo scoperto di avere gusti musicali abbastanza simili per certi aspetti e complementari per altri, così è capitato che andassimo insieme a qualche concerto. Proprio durante una trasferta a Londra per vedere gli Iron Maiden (o i Dream Theater, la mia memoria ogni tanto zoppica), girando per librerie e negozi di dischi, davanti a un’offerta di libri sul rock che in Italia non erano che un miraggio abbiamo deciso di provare a farli noi. Ci abbiamo messo quasi due anni dall’idea al primo libro, poi non ci siamo più fermati.

  1. Se all’inizio Tsunami era specializzata esclusivamente in musica hard-rock, heavy metal, avete ampliato i vostri orizzonti trattando anche altri generi. Basti pensare che tra le ultime pubblicazioni c’è il primo volume di un’antologia sulla storia del rap. È stato un passaggio naturale, siete stati obbligati dalle leggi del mercato oppure avete scelto di ampliare i vostri orizzonti per scrollarvi di dosso l’etichetta dei metallari?

Mah, potrei dirti che si è trattato di un insieme di tutte e tre, meno della terza, a onor del vero, l’etichetta dei metallari ormai non ce la leveremo mai e nemmeno ci dispiace, tutto sommato, ma siamo dei metallari onnivori, con gusti che abbracciano orizzonti molto più ampi del solo metal, per cui una volta consolidata la nostra piccola realtà è stato un processo quasi naturale quello di aprirci ad altro.

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  1. Quali sono le caratteristiche che deve avere un libro per entrare nel catalogo Tsunami? Vi trovate sempre d’accordo tra voi?

La caratteristica principale è che deve piacerci. Ma non basta, ovviamente, deve anche avere un minimo di potenziale commerciale, purtroppo non possiamo permetterci di investire su libri che piacerebbero solo a noi e ad altre 15 persone. Qualche volta lo facciamo, in realtà, pur consapevoli del rischio, e puntualmente ci prendiamo una sonora sberla.

Per quanto concerne l’essere d’accordo dipende, ci sono state situazioni in cui non eravamo proprio sulla stessa linea, ma in linea di massima sì, dai.

  1. Se non fossero mai esistiti rock e metal, quale genere musicale in assoluto nello spazio – tempo, avrebbe trattato Tsunami?

Bella domanda. La prima cosa che mi verrebbe da dirti è che probabilmente non ci sarebbe stata una Tsunami. Per quello che mi riguarda avrei potuto, magari, pensare di pubblicare libri sul folk, o sulla musica classica – di rock star, a livello di attitudine, ce ne sono stati parecchie, ma probabilmente avremmo fatto altro.

Che poi, a voler ben guardare, una delle quattro uscite del primo anno Tsunami è stata la biografia di Amy Winehouse, che proprio rock non era…

  1. C’è un artista al di fuori del canone Tsunami di cui vi piacerebbe leggere e pubblicare una biografia?

Adesso ti stupirò, ma se potessi vorrei poter fare, insieme a lui, la biografia di Angelo Branduardi, da sempre uno dei miei artisti preferiti.

  1.  Qual è secondo te il libro
  • che avrebbe meritato più attenzione

La biografia di Phil Lynott, un libro bellissimo su un personaggio importantissimo, ma che è passato praticamente inosservato.

  • a cui sei più legato

WASNon ho un titolo a cui sono legato più di altri, sono tutti figli nostri. Se però dovessi sceglierne uno per le soddisfazioni che ci ha dato a livello editoriale ti direi Come lupi tra le pecore, un libro nato già come dannato, ma che ha portato Tsunami letteralmente in tutto il mondo.

  • il  più difficile da vendere

Ahahah, uno dei pochi titoli NON musicali che abbiamo fatto, un esperimento folle ma che da teste calde quali siamo abbiamo fatto lo stesso, cioè quello sul Cosplay italiano. Davvero un flop pazzesco.

  • quello dal successo inaspettato

I 100 migliori dischi del Progressive Italiano. Ok, lo so che è abbastanza popolare, ma è anche vero che di pubblicazioni sull’argomento ce ne sono davvero tantissime, ma nonostante questo è andato davvero oltre ogni mia più ottimistica aspettativa.

  1. C’è un genere musicale, o un artista, di cui non pubblicheresti nulla neppure sotto tortura?

Hai voglia. Il problema è che sono tutte cose che poi venderebbero a pacchi, molto più di quello che facciamo noi, per cui non ti faccio nomi che ho ancora anni di mutuo da pagare e non vorrei dovermi smentire in futuro.

  1. Per un genere particolare come il vostro, qual è la differenza tra il pubblico delle fiere dell’editoria e quello dei concerti?

Sono lo lo yin e lo yang. Alle fiere dell’editoria abbiamo un target potenziale del 5 percento del pubblico, la maggioranza semplicemente non è interessata a quello che facciamo. Qualche curioso viene a guardarci, magari con un po’ di ironia, ma la maggior parte tira dritto. Ai concerti il discorso è quasi l’opposto, ormai ci conoscono, si fermano a parlare, ci riempiono di opinioni, consigli, suggerimenti e, dai, anche qualche complimento (quelli, in realtà, ce li fanno anche alle fiere, ogni tanto). Essendo appassionati non mancano nemmeno le critiche, ogni tanto, ma anche quelle ci stanno, dai.

  1. I commenti più strani ricevuti dagli aspiranti lettori o da chi si ferma allo stand.

Beh, alle fiere capita spesso di avere un pubblico che non ha idea di cosa parlino i nostri libri, per cui certe volte se ne escono con delle cose esilaranti. Ma i peggiori (o i migliori, dipende dal punto di vista) sono i “finti rockettari”, quelli che magari arrivano con la maglietta dei Metallica e non hanno idea di chi sia Cliff Burton.

  1. Avete collaborato per copertine ed altri prodotti con fumettisti e illustratori, potrebbe esistere prima o poi un libro Tsunami interamente a fumetti?

Potrebbe. Non sappiamo come, cosa o quando, ma è un’ipotesi assolutamente plausibile.

  1. In un’intervista con gli amici comuni di Neo edizioni, abbiamo sperimentato il gioco di se fosse della Carrà, nel quale bisognava descrivere un personaggio attraverso delle similitudini. Ve lo riproponiamo: se Tsunami fosse

71f5cff4501c364806982c112cb50603una bevanda alcolica: Coca e Rum. Forte e frizzante

un fenomeno meteorologico: eh, basta la parola!

un reato perseguibile penalmente: ubriachezza molesta e atti osceni

un fumetto: mmm, ci penso e te lo dico alla prossima

un genere cinematografico: Uno non basta. Si passa con nonchalance dalla commedia alla Verdone dei primi tempi alla tensione alla Alien…

un periodo storico: gli anni ’70. O almeno mi piacerebbe fosse così

un criminale famoso: Butch Cassidy

una parola o un espressione poco politically correct: non posso, ci arrestano…

 

PLAY LIST (cliccate qui per la playlist su YT)

e59b5a83be016f84a396de7cc889f7c6.jpgMotörhead – Born To Raise Hell

Metallica – The Call Of Ktulu

Deep Purple – Burn

Ozzy (con Randy Rhoads) – Crazy Train

Black Sabbath – Wheels of Confusion

Thin Lizzy – Bad Reputation

Pink Floyd – Pigs

Iron Maiden – Revelations

Guns N’ Roses – Nightrain

Led Zeppelin – Thank You

Ora non vi resta che comprare uno (o anche di più) dei fantastici libri di Tsunami, accomodarvi e spararvi questa musica grandiosa a palla nelle orecchie mentre leggete. Prima però, non vi dimenticate di passare da Una banda di cefali per vedere cosa ha risposto Max a queste domande e conoscere la sua playlist!

 

Tararabundidee feat. Tra le righe, ep. 6: CRUDELTÀ.

“April is the cruellest month.”

Diceva il caro Eliot in The Waste Land e noi, prendendo in prestito questo famoso, ma veritiero verso, abbiamo proposto alle nostre libraie di parlarci di un libro crudele. La scelta è caduta su un libro che è già in nostro possesso, ma che ancora non abbiamo letto. Abbiamo avuto però il piacere di conoscere la brillante scrittrice proprio nella nostra libreria del cuore, ma vi lasceremo raccontare tutto dalla nostra libraia Paola:

img_742654_17564Alicia Giménez-Bartlett, Mio caro serial killer, (Sellerio editore, 2018).

Che cos’è la crudeltà, di che sostanza è fatta? Alicia Giménez-Bartlett ce lo racconta con un nuovo romanzo poliziesco che conferma il suo talento di scrittrice e la sua capacità di decifrare la realtà contemporanea.

«Ecco come sono le tragedie umane, pensai. Banali, sordide, nascoste e terribili.»

Cosa c’è di più attuale di una serie di delitti in cui le vittime sono tutte donne? Quanta crudeltà c’è nell’infierire sui loro corpi con pugnalate all’addome, e sfigurarne il volto con tagli profondi? Da qui parte l’indagine che l’ispettrice Petra Delicado dovrà condurre con il suo vice Fermín Garzón, ultima di una fortunata serie che ha ormai reso famosa la scrittrice spagnola. E non delude affatto questo nuovo caso, per la capacità di tenere il lettore sempre attento allo sviluppo delle indagini, complicatissime ed estenuanti, raccontandone il metodo di lavoro, gli interrogatori, la ricerca delle prove. Ci sono tutti gli ingredienti essenziali perché un giallo tenga incollati alla poltrona senza potersi alzare fino alla fine. Ma le storie della Bartlett hanno qualcosa in più: ritroviamo ogni volta frizzantissimi dialoghi tra i due stretti collaboratori, in cui emergono i loro caratteri opposti e perfettamente complementari: apparentemente fredda e dura lei, sentimentale e senza freni inibitori lui; entrambi dotati di un’ironia pungente che li accomuna e crea un sodalizio davvero invincibile, una complicità che fa andare avanti le indagini. A Barcellona, però, a seguire il caso c’è anche l’ispettore Roberto Fraile, della polizia autonoma della Catalogna, e inizialmente l’incontro tra i tre ha il sapore di una battaglia e di un modo diverso di lavorare che sfiora l’incomprensione. È solo dopo lunghe ore passate insieme, e forse proprio grazie alla capacità di trovare sempre elementi comici nelle situazioni, che le intuizioni di Petra, l’impegno di Fermín e il rigore operativo di Roberto si intrecceranno dando luogo a una svolta per la soluzione del caso.

20180415_214657L’atto stesso di uccidere, di violare un corpo è crudele. E nell’intrico delle coincidenze e delle scoperte, man mano che il filo si dipana, noi lettori ci ritroviamo sconvolti, preoccupati per la catena ininterrotta di donne assassinate, con una sensazione di impotenza di fronte alla mano che uccide più volte indisturbata: sono donne sole, che cercavano compagnia e amore, e invece si sono trovate di fronte un destino di morte. La Bartlett interviene attraverso la voce schietta di Petra e ci racconta il suo punto di vista sulla solitudine, sui luoghi comuni, sui pregiudizi che riguardano il genere femminile e che continuano ad avviluppare la società in cui viviamo. E oppone una energica reazione proprio creando un personaggio assolutamente originale, inflessibile, deciso, fragile, divertente, sensibile. L’autrice alterna sapientemente il giallo alla riflessione sugli aspetti più vari del nostro contemporaneo – la malattia mentale, l’empatia con chi soffre, lo sfilacciarsi dei rapporti personali – e mescola il tutto con incursioni nella vita privata dei personaggi principali e con il gusto per il cibo, il vino e le cose belle contro il “nero” che dilaga e rischia di soffocare tutto e tutti. Ma l’ingrediente che rende speciale la lettura di questo romanzo è il dialogo effervescente, la battuta brillante, la risata coinvolgente. E noi di Tra le Righe, che abbiamo avuto il piacere di ospitarla in libreria, possiamo affermare che l’ironia appartiene alla scrittrice non meno che ai suoi personaggi!

Rimanendo in tema di crudeltà, il libro che vi consigliamo noi è Mooned di Lorenzo Palloni. Graphic novel meravigliosa, di cui vi abbiamo già parlato molte volte, che in un’ambientazione particolarissima preme molto sulla solitudine, con una vena ironica tagliente e cruda.

Ci sentiamo presto con un nuovo episodio, per recuperarli tutti basta invece andare qui.


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