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"Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito. Perché la lettura è un'immortalità all'indietro."

Recensione: Aqualung, J. Paliaga – F. Carlomagno

Aqualung è una web serie composta da due stagioni sviluppata da Jacopo Paliaga e French Carlomagno che potete trovare qui: http://www.coldcove.com/. La prima stagione Aqualung: 1 è stata fisicamente pubblicata da Bao Publishing (con aggiustamenti e materiale inedito) al prezzo di 16 euro.

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Cold Cove è una cittadina sul mare all’apparenza molto tranquilla, all’apparenza appunto. Qualcosa di terribile minaccia i suoi abitanti, il problema è che non si sa che cos’è, l’unico indizio è che viene dal mare, che è pericoloso. Chi salverà la cittadina? Lo sappiamo che state pensando ad un eroe muscoloso e aitante o ad un’eroina saggia e sinuosa. Vi fermiamo.

L’eroina della storia è Holly Greenberg una ragazzina bionda, con un polmone d’acciaio, sempre munita di inalatore, dai modi rudi e un po’ discola, ma estremamente coraggiosa. Sfrutta il suo handicap in modo da poter aiutare le persone scomparse misteriosamente e cercare di capire cos’è questa inquietante cosa che li rapisce, ma soprattutto si troverà nella situazione di dover aiutare una persona a sé davvero cara, chi rappresenta la sua famiglia: il papà, Andy.

Andy è un sognatore, un po’ distratto, un po’ imbranato, ha fatto vari sbagli, varie stupidaggini, ma sembra così indifeso e tenero da non potergli volere male, sì tutto bello, tutto giusto: fino a che Aqualung non arriva alla seconda stagione. Non vogliamo fare grandi spoiler, ma Andy vi farà lo scarpino. Il nostro personaggio preferito in assoluto è Tessa, compagna di Andy molto sensibile, dolce, simpatica che abbiamo apprezzato per il modo in cui vuole gentilmente entrare nella vita di Holly senza sconvolgerla, senza voler sostituire nessuno, ma con il solo intento di proteggerla e di fare il meglio per lei, è un personaggio molto affabile a cui non si può non voler bene. Altro personaggio molto bello è quello di Beth che arriva nella seconda stagione e di cui ci è piaciuta la storia spin – off, il suo “superpotere” è molto originale e la sua storia struggente e particolare dona ancora più drammaticità alla seconda stagione (che abbiamo trovato già molto più profonda rispetto alla prima che invece è più incentrata sull’azione, sulla lotta e sulla definizione del personaggio di Holly); altro bellissimo personaggio con una fantastica storia è Y09, come avete notato i personaggi sono molti, tutti molto ben caratterizzati.

Sono bellissimi i disegni, ogni personaggio è caratterizzato in modo meraviglioso e ci è piaciuto il fatto che si tratta di personaggi imperfetti: visi dai tratti spigolosi, nasi particolari, lentiggini, personaggi sciatti che però danno l’impressione di realismo. In fondo, non vogliamo leggere e guardare personaggi perfetti, ci servono personaggi normali, reali e sono tutti molto diversi tra di loro; non ci sono fighi assurdi (a parte uno di cui mi sono perdutamente innamorata:)

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Abbiamo adorato anche la scelta dei colori: i colori freddi e tutte le tonalità del blu esistenti al mondo donano un’aria più cupa e misteriosa, ma soprattutto permettono alla mente del lettore di non allontanarsi mai dal centro della storia che non è Holly, non sono i vari cattivi o le sparizioni, ma è l’acqua. Tutto quello che accade, accade in acqua e il male arriva dal mare. Noi ve lo consigliamo perchè è molto bello: c’è azione, mistero, intrighi, colpi di scena, ma non manca di sensibilità e amore! Oltre a leggerlo su http://www.coldcove.com, lo trovate anche su Wilder che è un bellissimo sito di fumetti inediti online gratis, dove ci sono varie serie aggiornate ogni martedì. Di questo sito fantastico vi abbiamo parlato anche sulla nostra pagina

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Recensione: Crocevia, Mario Vargas Llosa

Crocevia di Mario Vargas Llosa è edito da Einaudi al prezzo di 19 euro.

Se dovessimo descrivere cosa è Crocevia di Mario Vargas Llosa faremmo prima a dire cosa non è. Un romanzo in cui c’è qualsiasi cosa si passa dall’erotico, al politico, al giallo, scritto in modo giornalistico quasi chirurgico: con un’esattezza nelle descrizioni, nella narrazione che appena si legge ci si ritrova immediatamente a Lima negli anni ’90. Non è quel tipo di scrittura meravigliosa, con frasi ad effetto che ti rimangono dentro, con epifanie stilistiche, è una scrittura pulita, realistica, distaccata. Le storylines sono 4 che potrebbero essere dei racconti a se stanti, ma che poi s’intersecano per la risoluzione finale pur potendo rimanere indipendenti.

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Il romanzo inizia con Marisa e Chabela che scoprono il piacere proibito e segreto di stare insieme, la loro storia è raccontata con delicatezza e tenerezza, loro rappresentano l’elemento erotico del libro ma non c’è mai volgarità nella scrittura di Vargas Llosa, traspare solo il piacere, la gioia delle due donne, non la lussuria, la foga. Poi viene presentato Quique che viene incastrato in uno scandalo terribile; mi è piaciuta particolarmente la sua vicenda perché è quella di un uomo che sprofonda in un baratro, perde tutto, le sue malefatte sono alla mercè di tutto il Perù ma non si arrende, è infatti anche la storia di un uomo che ha la forza di rialzarsi, che attraverso le amicizie, la famiglia, riesce a superare la vergogna, l’umiliazione. È un’altra storia d’amore, ma stavolta anche verso se stessi, è la storia di chi non si arrende, di chi lotta e di chi pur portandosi addosso un enorme peso riesce a scavalcare tutto. Inutile dire invece che il preferito di George è Luciano: avvocato tutto d’un pezzo che non si scompone mai, ha sempre la situazione sotto controllo, lucido, attento, anche se lo scandalo coinvolge il suo migliore amico non si lascia influenzare dalla situazione. Retto, integerrimo e puritano; alla fine vi sorprenderà.  L’altra storyline è quella di Rolando Garro, della Retaquita e della loro rivista scandalistica Destapes, una vita votata alla professione che nel loro caso non è solo il giornalismo, ma è rovinare la vita altrui. Si nutrono degli scandali, dei peccati di personaggi famosi che sbattono sulle prime pagine, si nutrono della loro umiliazione, della vergogna, ma non hanno saputo fermarsi, l’ambizione era troppa e hanno fallito, ha fallito, lui il direttore Rolando Garro.  Poi c’è la storyline meno avvincente e più malinconica, quella di Juan Peineta che deve affrontare una vita di stenti dopo essersi prima umiliato da solo, tradendo l’arte e il suo amore verso di esso e poi è umiliato dal viscido Garro.

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Crocevia è il titolo perfetto. Tutti questi personaggi, queste storie separate s’incontrano, s’intrecciano uno diventa coprotagonista dell’altro, tutti attori principali in storie diverse. La varietà di questo romanzo inizialmente mi spaventava, ma è tutto così ben costruito che nonostante la diversità di generi non si fa confusione, non si perde il filo principale. L’ho letto in poco tempo perché la storia è avvincente: ad ogni pagina succede qualcosa di particolare, ad ogni capitolo si cambia storia, ma c’è una cosa che lega tutto: la città. Lima è sullo sfondo, ma si sente l’oppressione e la paura dei personaggi che la abitano. Il terrorismo, il coprifuoco, i politici corrotti, persone che spariscono, rapimenti. Si respira l’ansia e la preoccupazione di vivere in un posto non tranquillo, in un posto in cui potrebbe succedere qualcosa da un momento all’altro. Pur essendo ambientato negli anni ’90 a Lima l’aria sembra essere la stessa di oggi: panico, terrore attanagliano le vite di tutti che oltre a combattere nel loro piccolo, nelle loro vite devono combattere contro un nemico oscuro e nascosto che può colpire in qualsiasi momento.


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Recensione: L’amica geniale, Elena Ferrante.

Io parto sempre molto prevenuta quando mi devo approcciare ad un libro che è piaciuto a tutti, non ho molta fiducia nella maggioranza quando si tratta di letteratura, ma stiamo parlando de L’amica geniale di Elena Ferrante (primo libro della quadrilogia de L’amica geniale composto anche da: Storia del nuovo cognomeStoria di chi fugge e di chi restaStoria della bambina perduta  editi tutti da edizioni E/O al prezzo di 19,50) un caso editoriale enorme, un libro che ha fatto scalpore, che ha scalato tutte le classifiche e che anche se con ampio ritardo ho provato a leggere e a sottoporre all’attenzione dell’avvocato.

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Per ora abbiamo letto solo L’amica geniale e solo ora possiamo capire il coinvolgente entusiasmo con cui questo libro è stato accolto. La scrittura della Ferrante è fantastica: attraverso un linguaggio molto semplice e pulito, attraverso il racconto in prima persona di Elena Greco fa entrare il lettore nella vicenda che è stupefacente, nel senso vero del termine. La Ferrante lascia tutto ad Elena, lei ha in mano il lettore, attraverso il suo punto di vista prima di bambina e poi di adolescente il lettore viene catapultato nella Napoli degli anni ’50 si ritrova tra i banchi, si ritrova poi nelle insicurezze, nell’inadeguatezza di Elena, vorrebbe consolarla, aiutarla, poi si diventa grandi, si sente il peso dello studio, si ente tutto. Il lettore vive con Elena perché attraverso la scrittura della Ferrante, Elena vive. Nonostante si parli di una storia di bambine e poi di adolescenti, l’autrice non descrive la storia da donna adulta che racconta cose per bambini e ragazzi, lei racconta la storia esattamente come la racconterebbe una bambina e poi una ragazza. Prima ci approcciamo ad un linguaggio semplificato, con qualche accenno al dialetto, delle volte imperfetto assolutamente proprio dei bambini; poi si raffina, cresce l’istruzione ed il linguaggio è modellato su questa crescita, tutto è graduale, tutto è perfetto, ma estremamente semplice, non siamo in una famiglia ricca e altolocata, siamo tra gente comune, in mezzo alla quotidianità più normale, ma è la capacità di far sembrare tutto straordinario, nuovo, rimanendo però sempre nella genuinità ad essere il pregio della Ferrante. Non ci sono virtuosismi, preziosità, non c’è nulla di superfluo, di magico, è tutto tremendamente reale e la scrittura è così travolgente che non ci si può fermare di leggere. I personaggi sono caratterizzati così bene che è impossibile sfuggire alla compagnia: ti ritrovi ad odiare i Solara, a temere don Achille, a patteggiare per Antonio, a non sopportare Stefano, ad invidiare tremendamente Lila ed il suo rapporto con Elena, a schifare Donato Sarratore, a compatire Melina; ogni personaggio trova posto nella tua mente e nel tuo cuore, non è facile staccarsi e dimenticare la vicenda di Elena e Lila e fortunatamente la Ferrante ci ha regalato altri tre volumi che parlano di loro e che non vediamo l’ora di leggere.

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Se non l’avete letto ancora speriamo vogliate ascoltare il nostro caloroso invito a farlo, non vi abbiamo parlato della trama, non vi abbiamo descritto i personaggi perché noi lo abbiamo letto senza sapere nulla di tutto ciò e lo abbiamo assaporato e gustato davvero tanto (divorato più che altro in pochissime ore, ve lo avevamo anticipato sulla nostra pagina infatti), non vogliamo rovinarvi la sorpresa che la Ferrante è in grado di regalarvi. Se lo avete letto diteci cosa ne pensate e se anche su di voi la scrittura di questa affascinante autrice ha avuto l’effetto calamita che ha colpito noi!

Recensione: Alla corte del Re Cremisi – E. Gonella

Alla corte del re Cremisi è un romanzo di Elia Gonella edito da Las Vegas edizioni casa editrice indipendente torinese nata nel 2007, nella collana Jackpot (narrativa non di genere).

copACDRC.jpgAlla corte del re Cremisi è un libro che si snoda tra realtà e sogno, il protagonista Ermete nome che richiama subito alla mente l’Ermetismo quindi tornando più indietro all’età ellenistica ad Ermete Trismegisto che subito si ricollega al segreto, al criptico, ma possiamo semplicemente del dio Ermes nel suo ruolo di psicopompo, visto che si parla di metempsicosi, di trasmigrazioni di anime e soprattutto di organi. Sì perché Ermete lavora alla Human + un’azienda che si occupa di fabbricare organi sintetici, ma non solo, è un’azienda che fa leva sulla disperazione, sulla malattia e sulla voglia di superarla per vivere: ogni uomo messo di fronte al suo disfacimento sceglierà sempre la strada per la sopravvivenza e quindi in questo caso gli organi della Human +. Ma questi prodotti sono davvero sicuri? Sono una falsa speranza o davvero mantengono le promesse? Riescono a dare nuova vita agli esseri umani malati e dolenti o si trasformeranno in cancro che si attaccherà alle loro carni?

Questo lo dovete scoprire voi, abbandonandovi ad un volume breve, ma per nulla semplice. Un’aria cupa, scura, malata aleggia sulla narrazione di Ermete dove la realtà si mescola indistinta a vividissimi incubi, dove si sente il respiro affannato di Ermete venire su dalle pagine, mentre scappa dal suo passato, dal suo presente, dai suoi sogni.

Quella di Gonella è una scrittura fortemente evocativa, le narici del lettore si riempiono dell’acre odore della sofferenza, della putrescenza, mentre descrizioni vivide e colorate (sì, tutto ha un suo colore preciso ed ogni colore evoca altri ricordi e nuovi incubi) prendono vita davanti ai suoi occhi. È un romanzo particolare, che lascia pensare, è una questione di morale, di dignità di giustizia che si mescola ad interpretazioni freudiane, a citazioni pop, a riflessioni sui sogni, sul cinema.

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I nostri personaggi preferiti sono Dante, da cui parte tutto: la sua presenza breve, ma importante fa partire tutto l’ingranaggio, tutto si complica con la sua apparizione/sparizione; poi c’è Barbara romantica e combattiva, con uno sconfinato amore verso il padre che le farà mettere tutto in discussione e poi Paolo, il misericordioso, fragile ma forte amico ed allenatore di Ermete che soffre in silenzio, nella solitudine e che non sappiamo come ha fatto a non ammazzare Ermete appena l’ha rivisto.

Nonostante la brevità del romanzo, è ben sviluppato, i personaggi ben caratterizzati, è stata una lettura sorprendente e pesante, non in senso negativo, nel senso che è una scrittura che pesa, che lascia il segno, che scava, perché voi cosa avreste fatto nei panni di Ermete?

Stiamo guardando…

Salve giovini! Ci siamo accorti che è da un po’ che non vi aggiorniamo sulle nostre ultime visioni ed eccoci a rimediare. Ultimamente non abbiamo fatto grandi sessioni di binge watching (a proposito vi segnaliamo una bellissima miniserie BingeLove fatta da ScreenWeek, fa morire dal ridere), ma abbiamo comunque qualche nuova serie da proporvi e speriamo anche nei vostri sempre graditi consigli! Per capire cos’è quello che ci attrae di più e se vi siete persi qualche puntata sui nostri commenti alle serie tv, vi rimandiamo qui!

Allora come sempre, guardiamo Vikings, serie della History Channel di cui vi abbiamo già parlato qui, siamo arrivati alla conclusione della quarta stagione e noi ci innamoriamo sempre di più, puntata dopo puntata della mitica Lagherta, chi invece proprio non riusciamo a tollerare è quel figlio della madre di Ivar, sono successe taante cose in questa stagione ed il nostro amore per i Northman è sempre infinito. Se non l’avete ancora vista e vi piace la guerra, il sangue, la ricostruzione storica perfetta e dettagliata e una trama veramente interessante è la serie per voi!

Stiamo poi guardando anche The Crown., serie Netflix composta da 10 puntate che è stata rinnovata per una seconda stagione, di cui vi parleremo più approfonditamente in una recensione apposita, ed è veramente una serie molto bella. È lenta, profondamente realistica, incentrata sulla figura di Elisabetta II: adoriamo la scelta di Claire Foy come protagonista è un’Elisabetta perfetta, anche se il nostro personaggio preferito per ora è la principessa Margaret.

Siamo poi arrivati alla terza stagione di Mozart in the jungle che avevamo già recensito approfonditamente per quanto riguarda le prime due stagioni (Mozart in the jungle) mentre abbiamo iniziato da poco Masters of sex, siamo ancora alla prima stagione ma questa serie ci sta piacendo moltissimo! Masters of sex è una serie statunitense, formata da quattro stagioni che tratta della storia del ginecologo che ha scoperto i segreti della sessualità umana, ci troviamo in America negli anni ’60 e Bill Masters cerca, combattendo contro il bigottismo e il tabù che vigeva sul sesso, di portare avanti le sue ricerche in campo medico avvalendosi di una fantastica assistente, la cara, ironica, brillante Gini, sapremo dirvi di più procedendo con la visione!

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Abbiamo invece finito di vedere Sherlock, inutile dirvi la meraviglia e la sorpresa riguardante la quarta stagione che secondo noi ha avuto un crescendo fenomenale, partendo con una prima puntata non estremamente entusiasmante, la seconda già molto più bella e coinvolgente per poi arrivare alla puntata perfetta che è la terza, con l’arrivo del fantastico personaggio di Euros e una nuova caratterizzazione dello stesso Sherlock, quella puntata merita il suo tempo di ripresa.

Una delle serie che abbiamo iniziato a vedere, ma che non ci ha molto convinti è Lovesick serie pubblicata da Netflix che tratta delle disavventure amorose di Dylan e il problema della serie, dal nostro punto di vista, è proprio Dylan non è un personaggio che ci è piaciuto particolarmente e abbiamo deciso di abbandonare la serie.

Tra le cose che invece vogliamo vedere ci sono due anime: Death Note che io ho già visto, ma non in sequenzialità, lo facevano ad ora di cena su MTV molto tempo fa e ho sempre voluto riprenderlo e Yuri on ice per cui il mio twitter impazzisce letteralmente.

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Visto che poi ci proponiamo di fare un bel rewatch di almeno una serie cult ogni anno e l’anno scorso abbiamo optato per Sex and the City e Desperate Housewife due serie spettacolari e meravigliose, quest’anno iniziamo con il proporci il rewatch della serie che tutti conosciamo e che tutti abbiamo amato, sì signori stiamo parlando di:

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Bene la nostra carrellata con le ultime visioni ed i buoni propositi si è conclusa, fateci sapere se vedete, avete visto, avete intenzione di vedere queste serie oppure consigliateci qualcosa voi, siamo sempre aperti ai suggerimenti e vi invitiamo a seguirci sulla nostra pagina Fb dove piazziamo in diretta le nostre visioni seriali, così dai, un po’ di spam fa sempre bene! Alla prossima!

Recensione Eccomi di J. Safran Foer.

Eccomi di Jonhatan Safran Foer è edito in Italia da Guanda al prezzo di 22 euro. Questo libro è stato osannato, definito come bellissimo, un ritorno da favola dell’autore: Jonathan Safran Foer io sul ritorno non posso dire nulla perché è la prima volta che mi avvicino a questo autore e neanche il signor George si era mai avvicinato, beh sui contemporanei non è tanto ferrato comunque:

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Romanzo familiare ambientato nei nostri giorni, pregno di religiosità ebrea. Tutto ruota intono al bar mitzvah del figlio di Julia e Jacob: Sam che ha scritto o forse non ha scritto delle parolacce a scuola e da quel momento in poi tutto è compromesso dal bar mitzvah al matrimonio di Julia e vengono scoperti tradimenti, e la vita di coppia si fa sempre più distante, più labile. Ma non c’è solo questo nel romanzo, come abbiamo detto c’è tanto ebraismo: la storia del popolo, la diversità tra ebrei “veri” ed americani, le usanze, il cibo diverso e tutto questo si lega alla personalità pesante ed invadente di questo bisnonno che s’insinua nelle conversazioni, nella vita della coppia, poi c’è Israele, il terremoto, la guerra.

Non sappiamo neanche raccontarvi la trama per bene perché la narrazione è frantumata da migliaia di dialoghi tra marito e moglie, con i figli, con i nonni, dialoghi virtuali che avvengono in un gioco: Other Life. Quasi non si capisce bene chi dialoga con chi, ci sono delle volte che abbiamo avuto un attimo di difficoltà perché la narrazione non è estremamente lineare e i dialoghi non si legano bene con tutto il resto, delle volte.

Forse né io né l’avvocato abbiamo saputo cogliere la meraviglia, la potenza, la grandezza della scrittura di Foer, ma a noi questo romanzo non è piaciuto per niente: troppo lento. Più di seicento pagine per descrivere questo bar mitzvah e questa crisi tra Julia e Jacob una cosa lentissima di una pallosità unica. Non c’è nessun personaggio davvero forte, con un bel carrattere a parte Sam il figlio grande: Perspicace, intelligente, dice sempre la sua e dà un pizzico di cattiveria ad una famiglia troppo per bene. Non ci sono colpi di scena è tutto molto lineare. Il problema, secondo noi, sono proprio i personaggi: raccontare l’insoddisfazione non è facile e Foer lo fa attraverso personaggi troppo artificiosi: Jacob non riesce a prendere una decisione, è un pappamolle, ipersensibile, quasi inverosimile; Julia poi inverosimile nell’essere troppo protettiva verso il marito, la vita di coppia non ci sembra essere proprio come la descrive Foer!

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Se vi piacciono le storie tranquille, questa fa per voi. Ma se vi piacciono le storie piene d’azione, di movimento, con grandi colpi di scena forse non è il romanzo giusto.

È una storia un po’ monotona, lineare, tranquilla ma un po’ troppo per i nostri gusti. Per carità non siamo nella posizione di criticare Foer ma a noi è la storia che non ci è piaciuta, lo stile è molto bello, anche se ci sono troppi dialoghi e delle volte sono in interpretabili. Non lo consigliamo a chi ha apprezzato libri più tosti, ma vogliamo assolutamente sapere la vostra opinione.

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