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"Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito. Perché la lettura è un'immortalità all'indietro."

La società pornografica, Baronciani.

Pornografia: trattazione o rappresentazione di soggetti o immagini ritenuti osceni, fatta con lo scopo di stimolare eroticamente il lettore o lo spettatore.

Oggi per la maggior parte del nostro tempo siamo degli spettatori. Ogni mattina appena svegli il nostro primo pensiero è allungare la mano, arraffare lo smartphone e aprire facebook, twitter e instagram, scorrendo le home. È così che iniziano e che si concludono le nostre giornate da spettatori, guardando una valanga di contenuti scritti da persone assolutamente comuni e creando spettacolo per gli altri a nostra volta. Siamo ormai così abituati a postare, condividere che neanche ci rendiamo conto di quello che stiamo facendo davvero. Il fine non è vedere, fare o sentire qualcosa, ma fotografarla o trasformarla in qualcosa che possa riempire le nostre bacheche. Ora starete pensando che questo allontanamento forzato dai social e dai blog ci abbia fatto diventare dei noiosi moralisti e forse non vi spiegate quale sia il collegamento tra tutta questa tiritera e la pornografia. È presto detto.

5-237x300Da dicembre abbiamo smesso di leggere libri di piacere per dedicarci ai libri del dovere. Qualche giorno fa abbiamo però preso in mano questo saggio illuminante di Rossano Baronciani, La società pornografica ed è stata una lettura veramente preziosa. È un piccolo scrigno di verità scomodissime, di riflessioni organizzate a mo’ di tesi: tante note, tanti riferimenti, tanta bibliografia, tanta esattezza.

In questo libro si parla di noi come animali sociali si parla prima delle immagini, della nostra percezione e quindi della fotografia: quello strumento che illude l’uomo di possedere un pezzo di eterno, fermandolo in un’immagine immobile. Ma se come diceva il buon Eraclito “panta rei”, questo fermo immagine che ci rimane altro non è che l’illusione dell’illusione di aver fermato il tempo. Inutile provarci, non è una cosa da umani.

Gli spunti in meno di 200 pagine sono talmente tanti che risulta davvero molto difficile parlarvene, vi possiamo dire che Baronciani mescola cinema, filosofia, letteratura per restituire al lettore una visione quanto più organica e ampia possibile su quella che è la realtà in cui viviamo. Così si inizia con Platone e il suo mito della caverna, fa dei giri immensi passando per la Prima Guerra Mondiale, la letteratura giapponese, Pasolini poi ritorna a Platone con il Simposio, scomodando però anche Ovidio che descrive “quanto sia facile cadere nell’illusione di amare, prima di tutto, l’immagine che ognuno di noi costruisce degli altri, un’immagine senza vita, come una statua d’avorio.” Tutto ruota intorno alle illusioni, che provocano in noi eccitazione e a proposito di eccitazioni si parla anche del food porn. La cucina che diventa erotismo, ma una cucina che non si mangia, che si compone, si fotografa e si condivide con tanto di hashtag #foodporn e solo a guardarla provoca piacere, uguale ad un film porno no?

Quante cose riescono a solleticare la mente umana? Davvero si può chiamare pornografia solo la rappresentazione di oggetti e soggetti osceni? No perché il cibo non è osceno! Allora cos’è che ci eccita? La bellezza o ciò che è proibito? E soprattutto chi decida cosa sia o non sia osceno? La mente umana è strana ed è sempre vittima della mente di altri umani che regolano lo spazio e il modo in cui viviamo.

La pagella dell'avvocato Hautecourt (4).jpg

Questo saggio è una chiave importante per capire un po’ noi stessi e cosa siamo diventati. La scrittura cattura e l’argomento è veramente interessante, volevamo impegnarci davvero a parlarvene più profusamente, ma non avremo saputo illustrare così bene i problemi che l’autore solleva. Armatevi di tanta autocritica e immergetevi nella società pornografica!


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Kurdistan: dispacci dal fronte iracheno, Claudio Calia.

Parlare di guerre, violazioni dei diritti, situazioni di enorme complessità non è mai facile e parlare del Kurdistan in questi anni è quantomai delicato. Le notizie che giungono fino a noi sono scarne, molto spesso pilotate, quindi per conoscere davvero la situazione bisognerebbe andare lì ad indagare.

È quello che fa Claudio Calia con il suo ultimo fumetto Kurdistan: dispacci dal fronte iracheno, per Beccogiallo, in cui ci parla tra l’altro di un’area del Kurdistan di cui sentiamo parlare meno del solito, quella irachena. Complice un viaggio di due settimane per realizzare workshop di fumetti insieme all’associazione Un Ponte Per… l’autore ci riporta una realtà molto articolata, grazie al suo documentario a fumetti, in cui racchiude le più variegate testimonianze.

kurdistan-dispacci-dal-fronte-iracheno-e1517945727453.jpgAd affascinarci di più, come forse immaginate, è l’aspetto religioso. In questa zona dove tutto sembra essere scaturito da elementi di contrasto tra confessioni diverse, ma che, come la Storia insegna nascondono motivi economici e politici, questo fumetto dimostra come una convivenza tra culture diverse sia possibile. Nell’intervista che ho avuto il piacere di fare a Claudio Calia, su radiosonar.net e che potete riascoltare qui ci raccontava come nei suoi workshop si mescolavano persone di culture, lingue e religioni diverse, che ovviamente hanno problemi di comunicabilità e anche di creare una visione culturale compatta e comune (mancano ad esempio sceneggiatori, visto che è molto difficile pensare ad un immaginario condiviso), ma che comunque riescono a convivere.

Durante il suo viaggio, ci descrive l’incontro con il Peshinam Ezida, una minoranza religiosa martoriata da sempre. Gli ezidi hanno il loro tempio proprio nel kurdistan iracheno a Lalish, sono monoteisti, ma con alcune differenze rispetto a cristiani ed islamici. Il loro tipo di confessione si basa su Khude il creatore e sui suoi angeli. L’interpretazione di uno essi in particolare, ha fatto scaturire la condanna per questa religione: Melek Tavus, l’angelo – pavone. Melek Tavus è una figura positiva nella loro religione, ma è stato comparato dagli islamici allo jinn (demone) Shaytan che ritualmente si uccide attraverso la lapidazione dopo il pellegrinaggio a Mecca. Insomma, sono sfumature che non dovrebbero far suscitare nessun genocidio e invece, sono 72 i massacri che questa popolazione ha dovuto subire ed è esplicativo l’invito del Peshinam a non diventare ezidi, perché è pericoloso.

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Assolutamente condivisibile, per quanto ci riguarda, è la posizione di padre Jacques Mourad, monaco della comunità di Mar Musa in Siria, il quale afferma che ovviamente la terra su cui viviamo non è di nessuno in particolare ed ognuno deve scegliere liberamente dove stare e in cosa credere. Nonostante il disastro a cui quest’uomo è abituato, le sue parole sono cariche di speranza ed in generale, dalle varie testimonianze che ci vengono restituite in questo fumetto si percepisce un messaggio positivo: una lotta forte e durissima, accompagnata dalla volontà di migliorare la situazione e di appianare le differenze.

Noi comunque, non vorremmo svelarvi altro, questo fumetto dà tanti spunti interessanti per approfondire una situazione di cui non sentiamo mai nulla e di cui credo dovremmo essere più informati. A livello grafico è di una leggibilità estrema, volontà dello stesso autore, per far arrivare la storia chiara ad ogni lettore, non solo a quello abituato a muoversi tra vignette e balloon.

0ae874da-1f8f-41a1-b436-4e211c19d269.jpgDetto questo noi vi aspettiamo questa sera alle 18:30 al Csoa Sans Papiers, viale Carlo Felice, 69 per la prima presentazione romana di Kurdistan: dispacci dal fronte iracheno. Interverranno insieme a Claudio Calia anche Zerocalcare, Ozlem Tanrikulu (Ufficio di Informazione del Kurdistan in Italia) e Martina Pignatti Morano Presidente Un Ponte Per. Durante la presentazione ci saranno delle proiezioni del viaggio di Claudio Calia, per chi non può essere a roma RadioSonar.net trasmetterà la diretta streaming dell’evento. A seguire ci sarà la cena a cura e a sostegno del Centro Ararat, e poi tanta musica. Il resto della serata sarà Serata Benefit per il corteo nazionale del 17 febbraio, pro Kurdistan, comunque sia qui trovate l’evento con tutte le informazioni.

 

NETFLIX BOOK TAG!

Book Tag Febbraio

Ciao carissimi e carissime! Dopo una caterva di studio per degli esami terribili speriamo di aver smesso di trascurare questo nostro bellissimo spazio! In questi giorni ci avete scritto per sostenerci e per dirci quanto vi piace leggerci e noi siamo super contenti! In effetti ci è dispiaciuto molto aver tralasciato sia le letture sia voi lettori, però ora siamo qui e ci facciamo perdonare con un book tag che mette insieme i libri e le serie tv, cioè le nostre droghe. Come sempre noi non vediamo l’ora di conoscere le vostre risposte, quindi ci sentiamo nei commenti!

20170916_1256581. Recently watched: il libro che hai appena finito di leggere: L’ultimo libro che abbiamo letto è Atlante leggendario delle strade d’Islanda, ormai ere fa. Stiamo invece leggendo a piccolissimi passi Gargantua e Pantagruele e ci sta divertendo tantissimo! La nuova edizione è edita da Gorilla Sapiens Edizioni, l’avete ascoltata la nostra intervista a questa splendida casa editrice vero? Se non l’avete fatto la trovate qui.

2. Top picks: un libro che ti è stato consigliato in base ai tuoi gusti letterari: Un libro che ci è stato consigliato è La sposa normanna di Carla Maria Russo, complice ovviamente la nostra immensa passione per i romanzi storici. Il libro ce l’abbiamo e giace insieme ad una marea di altri colleghi sullo scaffale dei libri di prossima lettura.

16715.jpg3. Recently addedd: il tuo acquisto libresco più recente: non possiamo parlarne al singolare, perché in realtà… sarebbero tre! Umberto Eco e il Pci. Arte, cultura di massa e strutturalismo in un saggio dimenticato del 1963 di Claudio e Giandomenico Crapris per rimanere nella leggerezza, Men and Cartoons di Leethem che mi incuriosisce tantissimo, perché parla di supereroi in modo un po’ diverso dal solito. L’ultimo libro è un altro di non fiction, un saggio che ho voluto appena l’ho visto sul profilo ig della mia libraia, è Questo è il mio sangue. Manifesto contro il tabú delle mestruazioni della Thiebaut che non vediamo l’ora di leggere.

4. Popular on Netflix: due libri che tutti conoscono. Uno che hai letto, uno che non hai letto: ehm popolari… in genere non leggiamo cose troppo mainstream, vale zerocalcare? Abbiamo letto recentemente Macerie Prime, poi altri libri popolari potrebbero essere quelli della Ferrante, di cui abbiamo letto la quadrilogia dell’amica geniale, di cui vi abbiamo parlato qui e qui. Per quanto riguarda i popolar che invece non abbiamo letto, ora sta andando tantissimo 4321 di Paul Aster che non abbiamo neanche comprato e in generale siamo un po’ lontani dalla letteratura americana, abbiamo letto pochissimo anche di Philip Roth, ma questo voi lo sapete già.

5. Comedies: un libro divertente: per i libri divertenti vi devo rimandare di nuovo a Gorilla Sapiens Edizioni, in particolare il loro ultimo libro ironico e irriverente è L’interpretazione dei sogni di Freud Astaire di A. Zabaglio o A. Coffami! Che vi consigliamo assolutamente.

6: Dramas: il/la drama king/queen di un libro che hai letto: allora, ora scomodiamo un grande libro, un bel classico che abbiamo letto tempo fa. Si tratta di Villette di Charlotte Bronte e della sua protagonista, Lucy che veramente ne passa di cotte e di crude ed è un po’ una drama queen. Un personaggio di enorme mestizia e tristezza, ecco. Le ragioni per essere così malinconica ce le ha, però dai Lucy, ritrova la speranza, siamo con te!

7: Animation: un libro con dei cartoni in copertina: pesco ancora qualche titolo dallo scaffale delle prossime letture e vi dico Non siamo che alberi. Saggio alla scoperta del bosco degli uomini altro libro di non fiction che analizza il rapporto tra uomini e natura, corredato da fotografie alla fine del volume. Come avete capito ci stiamo dando dentro con la non fiction, quindi le prossime recensioni saranno principalmente su questi massimi sistemi.

75d3990b8ee975a10169fede97a122f4.jpg8. Watch it again: un libro o una serie che desideri rileggere: ritorniamo alla cara Charlotte, perché non molto tempo fa presi da non so che cosa, volevamo rileggere Jane Eyre, poi volevamo rileggere Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, ma non abbiamo riletto proprio niente. Questo è il grande problema di avere librerie dislocate a 274 km di distanza, non possiamo accarezzare e rileggere i nostri libri preferiti, quindi inevitabilmente ne accumuliamo di nuovi.

9. Documentaries: Un libro non-fiction che consiglieresti a chiunque: vi abbiamo già nominato tanti libri di non fiction, ma uno che ci piace tanto tanto tanto, è Sei passeggiate nei boschi narrativi, un bellissimo saggio sulla letteratura di Umberto Eco. Non ci dite che siete sorpresi! Siamo arrivati al 9 quesito senza consigliarvi nulla di suo.

10. Action and adventure: un libro pieno di avventura: un libro abbastanza avventuroso, con vari colpi di scena e peripezie è sicuramente Un lungo cammino di Daveti , Palloni, Rossi. Un fumetto che ci è piaciuto veramente tantissimo e che vi consigliamo. I disegni sono stupendi e la storia è una distopia che sembra fin troppo vicina.

11. New releases: un libro appena uscito (o che uscirà a breve!) che non vedi l’ora di leggere: a marzo uscirà Kids with guns di Capitan Artiglio, per Bao Publishing. Noi adoriamo il suo stile e poi ci sono dinosauri, colori sgargianti e… ci aspettiamo tantissimo da questo fumetto! Non vediamo l’ora di metterlo sullo scaffale delle prossime letture.


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Tararabundidee feat. Tra le righe ep. 4: FURTI.

Per rivedere le puntate precedenti: Tararabundidee feat. Tra le righe ep. 3: NATALETararabundidee feat. Tra le righe ep. 2: L’ATTESATararabundidee feat. Tra le righe, ep. 1: LA LIBRERIA.

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Come ogni mese si rinnova l’appuntamento con le mie libraie preferite. Gennaio è stato un mese durato 45 anni, ma ormai è finito. Siamo stati poco presenti, ma speriamo che a febbraio possiamo ritornare a devastarvi con i nostri articoli. Prima però vi lasciamo alle parole di Valentina, per cui abbiamo scelto il tema del furto. Perché penserete voi ingenuamente, perché un anno fa siamo stati derubati e volevamo ironizzare su questo drammatico fatto!

 

Non è stato facile, da non lettrice di trame rocambolesche, pensare ad un libro sul furto. E così, da copione del caso, mi è giunta una soffiata, da un esperto lettore.

“Un libro sul furto? Ma non puoi che parlare della Grande rapina al treno!”

Vedo che il libro è di Crichton, e non solo scopro che la storia è realmente accaduta, ma scopro che è accaduta nella Londra di fine Ottocento. Oh bella, un romanzo storico, la Londra che segue a quella dell’amato Dickens. E allora la faccenda assume toni tutti diversi. E non delude le premesse, in alcun momento.

grandefurtoSu questo sfondo che si divide tra la Londra bene, quella della ricca borghesia, i banchieri, le persone apparentemente rispettabili e la Londra della miseria, della sporcizia, del marciume; si muove con perfetto equilibrio Edward Pierce, trentenne affascinante e facoltoso, ideatore di quello che è stato considerato uno dei più grandi furti di tutti i tempi. Il furto di 12.000 sterline in lingotti d’oro destinate alla Crimea, e custodite in casse a prova di tutto. Eppure.

Il piano è dettagliato e lunghissimo, prevede l’impiego di tutta una serie di maestranze che manco la costruzione delle cattedrali di Follett, con l’utilizzo della terminologia dei tempi. L’armatore (il basista), il ferramenta (lo scassinatore), il biscia (colui che sa sgusciare con abilità tra i pertugi), far neve (rubare la biancheria stesa per rivenderla) sono solo alcuni dei coloratissimi termini che vengono utilizzati per descrivere il folto cast di questa tragedia/commedia storica. Tra colpi di scena, evasioni dal carcere, impiccagioni, rimedi fasulli alle malattie veneree, uso e abuso di ragazzini e ragazzine come se fosse la cosa più normale del mondo, lotte clandestine di cani, di uomini, in cui si muove con nonchalance la rispettabilità come la delinquenza, tradimenti, corruzione, il tutto descritto con tono quasi storiografico ma pieno di suspense e spesso di ironia, arriviamo fino alla fine dei fatti storicamente accaduti. Un furto che viene messo su, con grande perizia dal geniale Pierce perché, come direbbe il protagonista di un grandissimo film invece sul furto, Inside Man di Spike Lee, “Riguardo al Perché: a parte le ovvie motivazioni economiche, è estremamente semplice: perché lo so fare”.

Valentina

Con questo consiglio ironico e particolare, adatto secondo noi ad allietare il clima pesante con cui è arrivato gennaio, vi lasciamo e vi diamo appuntamento al prossimo mese. Il tema è già stato scelto, è un po’ la croce degli studenti…


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Atlante leggendario delle strade d’Islanda.

332.529 abitanti popolano la ghiacciata terra islandese e questo piccolo volume, corredato da una mappa del Paese, ci presenta quasi altrettante storielle: come se ogni famiglia avesse il suo troll o elfo di fiducia.

29cfa40b100f4f25e24eac37a32242dbAtlante leggendario delle strade d’Islanda è curato da Jón R. Hjálmarsson, esperto in storia e cultura islandese e fa specie la quantità di aneddoti, tradizioni e storie che ha questa piccola isoletta ai confini del Nord. Aprendo questo libro, nelle magnifiche ed originali edizioni Iperboreasubito ci scuote il freddo. I singoli racconti sono brevissimi, ognuno corredato dalla sua posizione sulla cartina, che ci mostra fiordi, vulcani, geyser e da una piccola introduzione, in cui ci viene riportata la storia del luogo da che se ne ha memoria storica ad oggi. Piccoli nuclei sparsi, a macchia di leopardo (come si dice in gergo) si basano su una forte tradizione di folklore e magia. Il libro è quasi un itinerarium: ad ogni località, ci si ferma e si legge una storia che in molti casi rappresenta il mito di fondazione dei luoghi che percorre la Statale 1 o dei particolari fenomeni che avvengono in Islanda, come l’aurora boreale.

Tante figure popolano la mitologia islandese: troll ed elfi su tutti, ma anche giganti e selkie, la cosa però che più ci ha colpiti di queste storie è il cristianesimo magico ampiamente diffuso. Forse cercavate un motivo diverso per prendere questo libro, ma più che raccontarvi delle singole storie e svelarvi troppo, abbiamo voluto soffermarci su questo aspetto marginale, ma secondo noi molto interessante. L’Islanda è un paese che aderisce al cristianesimo luterano, una forma di cristianesimo abbastanza rigido, basato sulla fede totale delle Scritture, prese come guida a ogni livello e il fatto che siano presenti preti/pastori con qualità magiche è molto strano. Insieme ai personaggi cardine della mitologia nordica non manca mai la figura di una figura religiosa cristiano che grazie ai suoi magici poteri sconfigge o scaccia esseri provenienti dal male. Siamo già nel pieno cristianesimo, anzi la maggior parte delle storie sono ambientate nell’età moderna. Mentre la mitologia mediterranea si esaurisce già nell’a.C. qui è prolifica anche dopo l’avvento della nuova religione, in realtà si sa molto poco sulla storia islandese, ma pare che i primi colonizzatori siano stati proprio dei monaci provenienti dall’Irlanda, nel IV d.C. A quel tempo era pratica comune tra i monaci, mettere alla prova la propria fede intraprendendo viaggi pericolosi o creando monasteri e luoghi di preghiera sulle isole, che per la loro conformazione fisica, circondate dalle acque erano luoghi puri, lontani dai peccati delle città. Queste prime comunità hanno sicuramente diffuso la religione cristiana, ma tra IX e X s. le ondate norvegesi, hanno riportato il paganesimo, scacciando i monaci ed instaurando un tipo di amministrazione legata a figure di capi religiosi e politici insieme: i góðar. Vi risparmiamo tutti i successivi avvenimenti, con il ritorno del cattolicesimo e poi con la diffusione del luteranesimo, è chiaro però che una realtà così lontana dal centro della chiesa (Roma) e così isolata, ma che ha comunque avuto molteplici influenze culturali e religiose, abbia sviluppato un tipo di professione molto particolare. Molti dei santi, degli arcivescovi citati non sono in realtà riconosciuti dalla Chiesa, forse proprio perché i miracoli e le storie che li riguardavano sono intrise di magia e superstizione, cosa che si è cercato di rifuggire fin dal primo cristianesimo. Una curiosità interessante è che ancora oggi, una piccola percentuale della popolazione professi la religione dell’Ásatrúarfélagið, ovvero degli dei Asi. Questo fa pensare al fatto che ci sono ancora degli stralci di paganesimo ed essendo l’Islanda una nazione poco urbanizzata, ma ricca di agglomerati rurali, alcune tradizioni siano rimaste praticamente immutate e neanche l’avvento di un cristianesimo, nella sua variante meno tollerante come appunto il luteranesimo, abbia potuto qualcosa.

20170916_125658Come dicevamo prima, i racconti sono ambientati nell’età moderna, alcuni praticamente a l’altro ieri (XVIII sec.). Questo tipo di storie seppure molto diverse per protagonisti e soprattutto per l’ambientazione, mi ha fatto ricordare le storie che mio nonno mi raccontava. Dove abito io quando non sono a Roma, siamo nella ruralità più assoluta, altro che Islanda! E infatti, le persone più anziane ancora hanno (oggi, proprio ora, nell’immediata continradicate dentro credenze particolari: lupi mannari, janare (specie di streghe dalle particolari doti), l’ombra (forza oscura e malvagia che faceva perdere l’orientamento) e tantissimi altri personaggi malefici o anche benevoli. Ogni mondo è paese dunque.

Non vi resta che accoccolarvi in una morbida coperta e godere delle bellissime ambientazioni fredde e aguzze di questo volume, ma popolate da figure accoglienti e magiche che sapranno farvi sentire a casa.


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Be ironic con Hop Edizioni!

Il 2018 ha portato una nuova meravigliosa e sbrilluccicante edizione dell’Indie BBB Cafè, il collettivo di blogger che vi fa entrare nel mondo dell’editoria indipendente italiana, attraverso interviste, recensioni ed articoli dedicati a tante piccole e validissime case editrici. Gennaio inizia in compagnia di Hop Edizioni che ha sei collane, che propongono varie graphic novel, strisce e libri illustrati con un occhio particolare al pubblico femminile e noi siamo felicissimi di parlarvene.

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La vie en rose: contiene le fantastiche avventure di Joséphine di P. Bagieu, Carote e cannella di Elena Zirolo, ma il titolo che più ci ha incuriosito è Soy de Pueblo di Raquel Corcoles e Marta Rabadan, che parla di una fuorisede a Madrid, di trovare il proprio posto nel mondo e del passaggio da una vita provinciale ad una caotica e cittadina.

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Glam glam è la collana delle guide glamour, da quella erotica Pop porno di Elena Triolo e Valentina Ferri a quella meravigliosamente rosa di Fifi Lapin Cosa mi metto oggi? Segreti di stile di una coniglietta fashionista. Ora chi mi conosce sa quanto io ami follemente abbinare, mescolare stili e questo libro che contiene spunti e idee nuove, ma anche interviste ad importanti designer farebbe proprio per me!

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Ça va sans dire: collana che parla di amore in varie declinazioni, da quello tutto da costruire di Elizabeth Bennet in Lost in Austen (Emma Campbell Webster) a quello più malinconico dei tantissimi autori che hanno illustrato La fine dell’amore di Ilaria Bernardini, che ha curato le sceneggiature di queste tredici storie che finiscono.

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La collana La vie en noir, comprende volumi di denuncia come 7º piano di Asa Grennvall che attraverso questa graphic novel autobiografica, parla delle violenze subite dal suo compagno e Sotto di Leela Corman che invece parla della difficile condizione delle comunità ebraiche immigrate in America, attraverso la vita di due sorelle che si trovano ad affrontare vite e idee completamente diverse.

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Bonheur è invece la collana dedicata allo star bene con sé stessi, come dimostrano i titoli che ne fanno parte: Felicità perduta di Anne Percin, che parla con delicatezza dell’omosessualità e di una felicità che sembra inarrivabile e Campionario per una vita migliore il bestiario moderno di stranezze comportamentali, del belga Thomas Gunzig.

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Per aspera ed astra è dedicata ad importanti donne che nel loro ambito hanno compiuto una rivoluzione: abbiamo la vita della regina del pop Madonna illustrata da Sylvia K e rimanendo nella musica, la vita de La Callas è invece illustrata da Amalia Mora.

Tra le novità che invece vedremo nei prossimi mesi per questa casa editrice, ci sarà l’entrata in scena di un’altra collana, quella dedicata ai più piccoli! Con la pubblicazione di un libro di Ilaria Bernardini. Ma le novità non sono finite, perché c’è anche la neonata collana dedicata all’arte, dall’evocativo nome di Cahier che ha debuttato con il libro di Iacopo Vecchio, Casa Tellier.

Ci sono quindi storie per tutti i gusti e per tutte le età, si passa infatti da libri ironici e leggeri a libri più seri e importanti per le tematiche delicate di cui parlano. Quelle che vi abbiamo citato sono solo alcune delle produzioni di Hop Edizioni, infatti vi invitiamo a seguirci ancora per scoprirne tante altre e ovviamente, continuate a tenere d’occhio la Hop!


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