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"Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito. Perché la lettura è un'immortalità all'indietro."

Il papà di Dio, Maicol & Mirco

Oggi vi consigliamo una lettura che dovreste fare necessariamente: Il papà di Dio di Maicol&Mirco edito da Bao Publishing è meraviglioso, cercheremo di parlarvene senza svelarvi troppo, voi però compratelo immediatamente perché la vostra libreria lo reclama.

Maicol e pure Mirco ovvio, ci hanno abituati al loro segno; un tratto distintivo, veloce, uno schizzo, uno scarabocchio appunto con cui sono in grado di far ridere e riflettere. Pochi segni e poche parole a loro bastano per creare le migliori vignette in circolazione. E se in una sola vignetta possono dare tanto è normale che in 900 pagine rivelino tutti i segreti della Terra.

In un mondo, anzi in uno dei mondi creati dal Dio Senior vivono il signor papà di Dio e Dio. Il papà di Dio è perfetto ovviamente, è un cerchio, un meraviglioso cerchio senza spigoli, senza difetti che crea mondi, cose, animali, assolutamente perfetti, però durante il suo infinito processo creativo ha creato anche Dio e insomma… poteva andargli meglio. Dio è un po’ pasticcione, ancora non ha fatto sua l’arte della creazione, è un grazioso triangolo, un po’ imperfetto, ribelle, insomma è un ragazzino normale con un fantastico amico immaginario: Satana.

Nel fumetto seguiamo le vicende di Dio e di suo padre svolgersi nell’eternità, la lentezza dell’eterno è intelligentemente data da pagine che si susseguono tutte uguali: il lettore gira pagina ed è notte, ancora notte, di nuovo notte. Il tempo è dilatatissimo, stiamo sempre parlando di Dio. Attraverso queste pagine tutte uguali, l’autore si diverte a prendere in giro il lettore (come sempre) che avanza tra le pagine in cerca di Dio, mai spazientendosi: il susseguirsi del tempo eterno ed immutabile è il minimo per seguire le vicende di divinità immortali!

Dio ha creato cose terribili a differenza del padre, come la morte, la malattia, perché è un artista, guardiamoci intorno: il mondo che abbiamo è variegato, diverso, assolutamente disgraziato però è accattivante, interessante… non ci sarebbe troppo da divertirsi in uno dei mondi perfetti creati da un Dio perfetto no? E poi non ci sarebbero i fumetti perché quelli li ha inventati Dio, quindi questo mondo è il migliore per forza.

In questo libro oltre a essere svelate verità cosmiche e segreti creativi, viene soprattutto messo in scena il rapporto padre/figlio. Il signor papà di Dio è un “normale” padre apprensivo, preoccupato per il futuro di suo figlio Dio che non vede ancora pronto per essere lasciato andare. Dio è sempre il “piccolo di casa” pur essendo ormai in grado di cavarsela da solo, d’altro canto appare comunque un po’ impacciato, sensibile e si sente giustamente inappropriato perché in fondo deve dimostrare di essere all’altezza di un Dio così perfetto come suo padre. In questa intima storia familiare sono nascosti i segreti del mondo: ad esempio come è nato Satana, il personaggio più affascinante, l’amico che solo Dio può vedere e che dialoga con i lettori, facendoli entrare fisicamente nel libro per sbirciare le sovrumane vicende delle divinità.

Questo è un fumetto geniale, spettacolare, che riesce a parlare delle celestissime e inavvicinabili eteree divinità. Attraverso un umorismo intelligente, con una storia tra le più originali che abbiamo mai letto, Maicol&Mirco ci accompagnano a scoprire le verità sul nostro mondo, rispondendo alle domande che tutti ci siamo sempre posti.

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Women&Blood: Rurru Mipanochia.

Salve a tutti, oggi abbiamo il piacere e l’onore di presentarvi Almendra in arte Rurru Mipanochia, che abbiamo conosciuto al Crack! festival del fumetto indipendente di Roma. Almendra è una meravigliosa artista di Città del Messico che nelle sue illustrazioni porta la donna e le sue problematiche in primo piano, mescolando il femminismo alla mitologia messicana creando così soggetti e temi originali disegnati in un modo particolarissimo che potete vedere qui. Essendo Almendra un’artista internazionale abbiamo fatto l’intervista in inglese, la traduzione in italiano la trovate scrollando in fondo! Buona lettura.

Hi! We have the great pleasure to present this interview to an amazing artists of City of Mexico: Rurru Mipanochia. Rurru mixed myths of ancient Mexico with contemporary problems of women. Her art is really very interesting, and here we have ask her some questions about her life and work. I hope you like this talk!

schermata-del-2017-07-14-19-48-56.png1. We’ve admired your works at Crack! And we are very fascinated by them. Your illustrations are graphically original and have strange subjects. Your draws have principally a sexual meaning, which is your relation with sexuality and how you live it as a woman?

Thank you! You are such a sweet hearts! Yes, it is about gender and sexual issues mixed with some pre-columbian myths, legends and deities about it. Also, it is about to achieve the audience could recognize itself in the face, body and sexuality of what is mostly called “the other”. This bond is to be created through my work. My work focused towards a public whose cultural background is same or different from the Mexican context, so that it could have an approach to the conception of sexuality in ancient times through the iconographic, symbolic and mythological motifs I work with, giving an innovative colorful twist that welcomes the spectator in a playful and even childlike manner.

I try to live my sexuality as the way I think, I am open to all ways of sexuality, mostly the ones who have to be with fluids and abject stuff of course if it is always consensual. I am more in to erotized other parts of the body or outside the body, for me having sex is not just “get in to, get out”, it is more than penetration.

2. Women usually have shame or fear to talk about their sexual experiences and to live freely their sexualitiy, as if women can’t feel pleasure for love. For you there is or there will be a universal way to free the woman by this stereotypes and prejudice?

I think all of us should be open to talk freely about our sexuality and about what we like or dislike, and handle and understanding our sexuality in an individual way. All of us have different likes, there is not a “correct” or universal way.

3. Now, what about the relation with love?

I have always fucked people I love (most of the time), it does not matter if I dont meet them long time. This is gonna sound such a hippie stuff, but I move with vibes, I could feel love or affinity in few minutes or not. I just flow with it, I am going to fuck with people I like in any way, most of the time in a mental and energy-vibe way.

4. On your instagram profile, we have seen strong images about menses. The blood and the period is really current in your works, but for the great part of people this is a tabù. For example we think at women that hide the absorbents or that are embarassed about menses. Why a natural feature like period is so demonized? And what it does mean be a woman in our society?

The hetero- patriarcal institution wanted and wants women outside certains action fields.

Our corporal fluids are as exciting as our outside bodies, I think. There are erotisism all around them. Why do vampires never feed with menses instead of neck blood? I do not get it, would be easier! xD hahaha

5. Your illustrations regain Mexican myths and legend. What’s the first myths that you have illustrated and what is the myths that you love more? And why you have chosen to represent mexican myths?

Because I like them and it is important to me to get them back, coz’ neither lots of mexicans knows about them.

The first one it was about the bat beating the goddess of flower’s pussy, so she started bleeding and that is why Mayas Keekchies believed women got their menstruation. This one I love it, and I love also others around menstruation, like the rabbit had sex with the moon and she started bleeding; or the one with Ixchel: when the dad punished her for having sex with a guy and send the owls to kill her, but she conviced them not to do it and send the father a pumpkin with menstruo inside to say it was her heart, and lots more.

6. What about the “traditional religions” that put always women on a minor role?

Bull shit.

Schermata del 2017-07-14 19-49-37.png7. We are in love by your illustrations! The signs, the draw but also the use of the colour is original and personal. There are some artists or some works that ispired you?

Thanks again, well, in fact, yes, there are a lots, like Gerda Wegener, Aubrey Beardsley, Tomy Ungerer, Egon Schiele, Alphonse Mucha, Klimt, Quentin Blake, Toshio Saeki, Mike Diana, Suehiro Maruo, Jan Toorop,  etc, etc, etc…

8. Now, the last question: What is your favourite comic and your favourite book?

Peanuts of  Charles Schulz and  The Smile of a Vampire of Suehiro Maruo.

Thank you Almendra for your time and for your sweetness! We hope to see you next year at Crack!

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Amici, ecco invece la parte in italiano!

1. Abbiamo ammirato il tuo lavoro al Crack e ne siamo davvero impressionati. Le tue illustrazioni sono originali sia a livello grafico che nei contenuti. Tu disegni principalmente soggetti a sfondo sessuale, qual è il tuo rapporto con la sessualità? E come la vivi essendo donna?

Grazie! Siete molto gentili! Sì, il mio lavoro si concentra specialmente sui sessi e sui problemi sessuali legati ad alcuni miti, leggende e divinità che si concentrano proprio su questi temi. Attraverso il mio lavoro faccio in modo che il pubblico possa riconoscersi nei miei soggetti che sono spesso definiti come “altri/estranei”. Il mio lavoro si rivolge sia ad un pubblico che conosce il contesto messicano, sia ad un pubblico estraneo ad esso, che in questo modo si approccia alla concezione della sessualità nei tempi antichi attraverso i motivi iconografici, mitologici e simbolici che io rinnovo con nuovi colori e nuovi motivi per introdurre lo spettatore a questi temi in modo giocoso e infantile.

Vivo la mia sessualità nel modo in cui penso dovrebbe essere vissuta. Sono aperta ad ogni modo di vivere la sessualità, anche con il ciclo ad esempio, purché sia sempre vissuto consenzientemente. Per me fare sesso è molto più della sola penetrazione, è giocare, erotizzare.

2. Le donne spesso hanno vergogna o paura di parlare delle loro esperienze e di vivere liberamente la loro sessualità, quasi non potessero provare piacere per amore. Secondo te c’è un modo per liberare le donne da questi stereotipi e pregiudizi?

Credo che ognuna di noi dovrebbe essere libera di parlare della sua sessualità nel modo in cui ritiene opportuno. Ognuna dovrebbe trovare il modo di capire e di gestire la sua sessualità, perché abbiamo gusti ed esigenze differenti per cui non ci può essere un modo corretto o universale.

3. E invece cosa ci dici sull’amore?

Ho sempre fatto l’amore con persone che amo, e non è un problema il conoscere una persona da poco o da molto tempo. Potrebbe suonare come un pensiero un po’ hippie, ma io sento le vibrazioni, tutte le energie, riesco quindi a capire se una persona può davvero interessarmi in pochi minuti. Queste vibrazioni fluiscono in me e così posso fare l’amore con persone che mi piacciono in ogni modo, specialmente mentalmente, con una connessione di energie e vibrazioni.

4. Dal tuo profilo instagram abbiamo visto forti immagini sulle mestruazioni. Il sangue e il ciclo mestruale sono soggetti ricorrenti nei tuoi lavori, ma per la maggior parte delle persone il ciclo rimane un tabù. Pensiamo per esempio alle donne che nascondono gli assorbenti o che si sentono imbarazzate nell’avere il ciclo. Perché una cosa così naturale è demonizzata e cosa vuol dire essere una donna nella nostra società?

Le istituzioni etero – patriarcali hanno voluto e vogliono le donne lontano da determinati campi d’azione. I nostri fluidi sono eccitanti nello stesso modo dei nostri corpi stessi, penso. C’è erotismo tutto intorno a loro. Perché i vampiri non si nutrono con le mestruazioni invece di succhiare il sangue dal collo? Non capisco, dovrebbe essere più facile!

Schermata del 2017-07-14 19-49-50.png5. Le tue illustrazioni riguardano ai miti e alle leggende Messicane. Qual è il primo mito che hai disegnato e quale quello a cui sei più legata? E perché tu hai scelto di rappresentare i miti messicani?

Perchè mi piacciono ed’è importante per me cercare di guardare indietro e di riportarle in vita, perché molti messicani non li conoscono.

Il primo mito in cui mi sono imbattuta è stato quello del pipistrello che colpisce la vagina della dea dei fiori, così lei ha inizia a sanguinare ed’è con questo mito che i Maya Keekchi spiegano l’origine delle mestruazioni. Questo è anche uno dei miti che amo di più, in generale adoro tutto ciò che ruota intorno alle mestruazioni, come il coniglio che fa sesso con la luna e lei inizia a sanguinare o quella con Ixchel (la dea giaguaro, protettrice dell’ostetricia e della medicina) quando il padre, perché aveva avuto un rapporto con un ragazzo, la punisce mandando dei gufi ad ucciderla, lei riesce a convincerli a risparmiarli e così manda al padre una zucca con del sangue mestruale facendogli credere che fosse il suo cuore.

6. Cosa ne pensi invece delle religioni tradizionali che mettono sempre la donna in secondo piano?

Vi invitiamo ad andare a vedere la risposta originale che ci sembrava perdere senso se tradotta.

7. Noi adoriamo le tue illustrazioni! Il segno, la forma grafica e l’uso dei colori è così originale e personale. Ci sono alcuni artisti o lavori a cui ti sei ispirata? 

Grazie ancora, sono molti in effetti, come: Gerda Wegener, Aubrey Beardsley, Tomy Ungerer, Egon Schiele, Alphonse Mucha, Klimt, Quentin Blake, Toshio Saeki, Mike Diana, Suehiro Maruo, Jan Toorop,  etc, etc, etc…

8. Ora l’ultima domanda: quali sono i tuoi libri preferiti?

I Peanuts di Charles Schulz e Il vampiro che sorride di Suehiro Maruo.

Noi ringraziamo tantissimo Almendra per il tempo che ci ha dedicato, oltre ad essere una bravissima artista è anche una persona piacevolissima e molto dolce, speriamo di rivederla il prossimo anno!

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Noi invece ci rivediamo su  facebook e instagram ❤

 

 

Pensi che ci saremmo potuti conoscere in un bar?

A parte la grande madre Russia che ha sfornato nei secoli passati grandissimi autori, che tutti conosciamo o almeno dovremmo, ci troviamo molto impreparati sulla letteratura dell’Est europeo, sia passata che contemporanea. Siamo informatissimi sugli inglesi, abbastanza sui francesi, hanno preso piede anche scandinavi e spagnoli, ma l’Est europeo proprio no.

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Pensi che ci saremmo potuti conoscere in un bar? È una raccolta di racconti, di vari autori, edita da Caravan Edizioni che invece ci porta proprio lì, ci fa viaggiare tra Zagabria, Budapest, Salonicco, Brno e nella vita di ci abita, parlandoci di quotidianità, di sentimenti, di morte, di guerra.

Proprio della guerra parla uno dei racconti che più ci è piaciuto: Le Volpi di Roman Simic Bodrozic. Siamo a Zagabria e poi trasferiti insieme ai prigionieri in altri luoghi sulla costa. I protagonisti sono due: chi narra, che avrebbe voluto proteggere, fare di più, di cui ogni pagina trasuda il rimpianto e l’altra, colei che andava protetta, ma che sembra la più forte perché è riuscita a cavarsela meravigliosamente. Una storia di guerra e di fragilità, ma anche di riscatto.

Spostandoci poi a Bucarest con George D. Dumitro abbiamo Opulenza, un racconto particolarissimo, segnalato subito al lettore già dalla prefazione. Rispetto a Le Volpi ed anche al prossimo racconto di cui vi parleremo è volgare, cattivo, sporco, crudo, ma ci racconta la verità da un punto di vista che non abbiamo mai preso in considerazione. L’opulenza, il lusso, la ricchezza, chi li disprezzerebbe? Un senzatetto.

Molto più delicato e malinconico è Casa davanti alla statale di Basil Karadais. A Salonicco un anziano signore vive nei pressi di una strada trafficatissima, dove gli incidenti stradali sono comunissimi. Il protagonista si trova sempre così vicino alla morte, anzi è lui che muore ogni volta, ad ogni incidente. Muore se stesso giovane, muore se stesso dopo aver fatto il militare, muore se stesso ora. Ogni volta qualsiasi incidente provoca la morte di un pezzo di sé. È vero? È immaginazione? Potrebbe scappare, andarsene in un posto tranquillo, dove la presenza della morte non sia una costante, potrebbe salvare i suoi pezzi, oppure no.

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Salonicco

I racconti di questa raccolta sono sopra le righe, rispetto a quelli a cui siamo abituati, anche perché sapete che a noi i racconti non piacciono proprio tantissimo. Questi ci sono piaciuti molto e ve li consigliamo per questo: attraverso questi piccoli flash conosciamo un mondo vicino, ma distante. I personaggi sono particolari, le azioni ed anche il modo di compierle vi farà entrare in un mondo surreale come in Shopping e Ci vuole un fiore. Succedono cose strane, in modo strano, cose che accadono a chiunque sia chiaro, ma che per pudore non vengono mai messe nero su bianco. Invece qui sì, siamo davanti a racconti coraggiosi che ci portano in altre vite. Insomma se un libro non vi fa viaggiare nelle emozioni ed in nuovi mondi, che lo comprate a fare?

 


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Maria Accanto, Matteo B. Bianchi

Noi non sappiamo se voi siete credenti o meno, abbiamo ampiamente affrontato l’argomento Chiesa/religione in un altro articolo che trovate qui, però questo libro nella sua leggerezza ci ha fatto ripensare un po’ a questo argomento.

mariaaccanto.jpgMaria accanto di Matteo B. Bianchi edito da Fandango Libri ci porta a Milano, nella vita di Betty una ragazza normale, che lavora in uno studio dentistico, ha un fidanzato, delle amiche. Insomma una ragazza tranquilla che esce a fare shopping, va in giro per i localini fighetti, una che non si fa troppe domande, non di tipo filosofico – esistenziale almeno. Ad un certo punto però alcuni baluginii, luminescenze, riflessi le iniziano a cambiare la vita, sì perché è arrivata Maria. Sì, proprio quella, la Santa Vergine.

Come procede la vita dopo questo incontro? Dopo che Maria dichiara di voler passare del tempo con Betty e diventare sua amica?Necessariamente le cose cambiano, cambia il linguaggio perché insomma si è davanti ad un’autorità, cambia il modo di fare, di relazionarsi, cambia la stessa relazione con Diego perché Maria ti guarda, sempre.

Maria Accanto è un libro scorrevolissimo, di grande leggerezza, lo stile è semplice ed estremamente colloquiale, perfetto per non uccidersi con dei mattonazzi nella calura estiva; però ha anche il merito di presentare al lettore una storia molto originale, riuscendo a trasformare una cosa inconcepibile e straordinaria in qualcosa di normale. Il lettore può sì abituarsi alla presenza di Maria che cammina in jeans e sneakers per Milano, ma di certo non può fare a meno di chiedersi “se fosse successo a me cosa avrei fatto?”. Noi non abbiamo ancora l’infallibilità e l’onniscenza per negare l’esistenza della Vergine e di fatti simili, quindi è inevitabile che questa domanda sia venuta in mente anche a noi. Crediamo che tutti, chi più chi meno, avrebbero almeno inizialmente abbracciato la giustificazione della pazzia per poi magari cercare di razionalizzare l’incontro, anche se crediamo sia quasi impossibile.

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Maria Accanto è un bel modo per guardare verso la fede, in fondo se Maria si materializzasse così dal nulla come ha fatto con Betty, non sarebbe più facile credere?


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Indiscrete domande letterarie Book Tag!

Ciao carissimi! Oggi super lunghissimo book tag con una marea di domande che coinvolgono tutti noi lettori, speriamo vi piaccia e soprattutto fateci sapere quali sono le vostre abitudini letterarie visto che siete come sempre tutti invitati a rispondere a questo tag!

Visto che la lunghezza è già notevole così, apriamo le danze con le domande!

books31. Come scegli i libri da leggere? Ti fai influenzare dalle recensioni?

Mh… come scegliamo i libri da leggere, ci facciamo influenzare molto dalla copertina, ovviamente dalla trama e sì anche dalle recensioni quelle dei nostri bloggers fidati, il cui elenco lo trovate qui!

2. Dove compri i libri? In libreria o online?

Questo già lo dovreste sapere, nel caso in cui vi foste persi il tag dove ne parliamo qui trovate tutto! Comunque compriamo i libri in libreria. Ci piace girare tra i libri, sfogliarli, anche perché così possiamo conoscerne di nuovi e allungare la nostra chilometrica wishlist.

3. Aspetti di finire un libro prima di comprarne un altro? O hai una scorta?

Ehm, la prima domanda praticamente non ha senso! Ovvio che ne abbiamo una scorta, scorta che reclama la nostra attenzione. Ora in coda abbiamo una ventina di libri ecco. In realtà senza sapere cosa leggere dopo non siamo capaci a stare, ci viene l’ansia se non abbiamo una scorta fornita!

4. Di solito quando leggi?

Il momento in cui leggiamo in genere è la mattina o la sera quando stiamo giù a casa, quindi in vacanza. Quando siamo nella capitale e dobbiamo lavorare/studiare in genere leggiamo il pomeriggio subito dopo pranzo perchè tendiamo ad essere produttivi solo la mattina o sui mezzi.

5. Ti fai influenzare dal numero di pagine quando compri un libro?

No, assolutamente. In generale preferiamo libri non lunghissimi, ma non è mai stato un elemento discriminante. La cosa che ci influenza è semmai l’autore, la trama, ma se un libro c’interessa va bene se abbia 3 pagine o 3000 ecco.

6. Genere preferito?

Iniziano le domande scomode, allora no io non penso di avere un genere preferito e l’avvocato annuisce. Ci piacciono tutti i libri purché ci facciano emozionare e ci lasciano qualcosa, forse siamo più attratti da libri ambientati in altre epoche, che fanno viaggiare il lettore anche a livello temporale, quindi possiamo buttarci sui romanzi storici se proprio messi alle strette.

7. Hai un autore preferito?

Questo sì e dovreste ormai saperlo anche voi che l’autore che più amiamo in assoluto è Umberto Eco.

8. Quando è iniziata la tua passione per la lettura?

Non penso ci sia una data precisa, ho ricordi di me che leggo topolino dalla seconda elementare (anche se dalla regia familiare mi ricordano prontamente che sapevo leggere già all’asilo) e poi non mi sono più fermata. Per quanto riguarda l’avvocato ha talmente tanti anni sul groppone che non ce la fa a guardarsi indietro e pensare all’infanzia.

9. Presti i libri?

Non è una cosa che faccio proprio a cuor leggero e comunque dipende dalla persona, presto solo a gente fidata che non rovini i miei bambini.

10. Leggi un libro alla volta o più libri insieme?

Assolutamente un libro alla volta, leggiamo molto velocemente in realtà, ma preferiamo concentrarmi su una sola storia e un solo stile per recepirlo al meglio.

11. I tuoi amici e familiari leggono?

Alcuni dei miei amici sono lettori super forti, altri non aprono un libro neanche sotto tortura. Per quanto riguarda i familiari siamo messi abbastanza bene dai, mio padre per esempio è un grandissimo lettore di fumetti e stiamo contagiando anche la cuginanza.

12. Quanto tempo ci metti mediamente a leggere un libro?

Diciamo che la media è di una cinquantina di pagine ogni mezz’ora, siamo molto veloci, ma tutto dipende dal libro ovviamente. Se è scorrevole e soprattutto se ci conquista magari non ci stacchiamo proprio, diverso è se invece è una palla cosmica.

13. Quando vedi una persona che legge, ti metti a sbirciare il titolo?

Sì, per forza! Qualsiasi lettore lo farebbe e tenderebbe anche a giudicare la persona da quel titolo eh! (So che lo fate anche voi!)

14. Se tutti i libri del mondo fossero distrutti e tu ne potessi salvare solo uno quale sceglieresti?

Oddio questa domanda è difficilissima. All’inizio di comune accordo, pensavamo a qualche romanzo significativo o magari ad opere immense come l’Odissea, la Divina Commedia, The Waste Land, poi però pensandoci se tutti i libri del mondo fossero distrutti io salverei un buon libro di storia.

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15. Perché ti piace leggere?

Innanzitutto perché mi rilassa, perché leggendo mi ritaglio del tempo che è mio soltanto. Poi perché permette di arrivare in posti e in tempi in cui non riusciremmo mai ad andare. Leggere ti mette in contatto con sensibilità e punti di vista nuovi e diversi e perché la lettura arricchisce, sempre.

16. Leggi libri in prestito da amici o biblioteca o solo quelli che compri?

Siamo lettori onnivori, leggiamo sempre e tutto, non ci facciamo davvero problemi a leggere libri in prestito, anzi è solo un modo per leggere e nutrirsi comunque anche se le possibilità economiche non sono rosee.

17. Qual è il libro che non sei mai riuscita a finire?

In realtà sono tre, i miei grandissimi scogli che ho iniziato anche più volte, ma che non sono mai riuscita a terminare ovvero: Ragazzi di vita di Pasolini, Il rosso e il nero di Stendhal e I fratelli Karamazov di Dostoevskij, se li avete letti fino in fondo svelatemi i vostri oscuri segreti.

18. Hai mai comprato un libro solo perchè ti piaceva la copertina? E cosa ti piace della copertina?

Io compro spesso libri solo guardando la copertina. La copertina è il biglietto da visita del libro, se ti colpisce già si è creato un feeling con quel libro. Mi piacciono molto le copertine che riprendono quadri o opere d’arte e quelle con i fiori, ma niente che sia troppo pacchiano. Ci piacciono i libri con edizioni minimal e raffinate.

19. C’è una casa editrice che ami particolarmente e perchè?

Allora se ve le elencassimo tutte questo post sarebbe infinito, ci sono molte case editrici che ci piacciono tantissimo. Possiamo dirvi che ci piacciono molto di più le case editrici indipendenti perché generalmente ognuna di essa si occupa di un ramo ben preciso seguendo una direttrice definita e perché da parte delle case indipendenti c’è una cura diversa per l’oggetto libro e per il lettore stesso.

20. Porti i libri dappertutto? O li tieni al sicuro in casa?

Dipende dal libro, se è un’edizione resistente lo portiamo dovunque, altrimenti lo teniamo al sicuro. Quello che non portiamo mai in giro sono i fumetti, ci teniamo troppo per rischiare anche solo di graffiarli.

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21. Qual è stato il libro che ti hanno regalato che hai gradito maggiormente?

Beh non sono molte le persone che mi regalano libri, molti hanno sempre temuto di comprare libri che già avevo. Chi mi ha spesso regalato libri è stata mia zia che ha sempre incontrato i miei gusti e tra i suoi doni i più graditi sono stati Harry Potter e Il mondo di Sofia di Jostein Gardeer, insomma libri meravigliosi.

22. Come scegli un libro da regalare?

Beh ovviamente cerco di prendere libri che possano piacere al festeggiato. Regalo libri molto, molto spesso. Leggendo tanto, spesso mi capita di leggere qualcosa e pensare “Mh questo libro potrebbe piacere moltissimo a …” quindi mi porto avanti.

23. La tua libreria è ordinata secondo un criterio o in ordine sparso?

La mia libreria, quando è ordinata, è ordinata per editore in modo da avere le edizioni e quindi nella maggior parte dei casi formati uguali vicini ed anche per creare una certa continuità di colori grazie alle costine che sono sempre simili tra le varie c. e.

24. Quando leggi un libro che ha le note le leggi?

Sì, specialmente per i libri esteri che hanno note che spiegano magari significati di termini particolari o danno indicazioni geografiche/storiche.

25. Leggi le prefazioni, postfazioni, introduzioni?

In genere leggo solo le postfazioni, per quanto riguarda le introduzioni ho sempre paura di qualche spoiler e poi vedo l’introduzione come qualcosa che mi allontana dal fulcro del libro!

Bene giovini questo super tag è finito, noi speriamo di avervi tenuto in buon compagnia e non dimenticateci di farvi avere le vostre risposte eh! Come al solito ci trovate anche  su facebook e instagram ❤

Memoria di ragazza, A. Ernaux.

Abbiamo avuto l’onore di essere presenti all’incontro con Annie Ernaux al Salone Internazionale del Libro di Torino quest’anno in occasione dell’uscita in Italia grazie a L’orma di Memoria di ragazza, sentirla parlare prima di leggere il suo libro ci ha in qualche modo preparati ed aiutati a capire meglio il significato che questo romanzo ha per l’autrice stessa.

Della Ernaux avevamo già letto Gli Anni e in Memoria di Ragazza ritroviamo la stessa voglia di spersonalizzazione dell’autrice. Nel romanzo premio Strega europeo 2016 non c’è un io, ma un noi, una memoria collettiva, vagliata da alcune foto che ritraggono l’autrice: unico momento di personalizzazione ed individualità. Anche qui abbiamo delle foto che mostrano al lettore una ragazza vissuta a cavallo tra il ’58 e il ’62, anche qui le foto ritraggono l’autrice ed ugualmente non c’è un io.

“Non costruisco un personaggio di finzione. Decostruisco la ragazza che sono stata.”

Chi viene descritta in questo romanzo è una lei, un’altra, un’estranea da cui l’autrice si dissocia. Mentre ne Gli anni l’io scompariva per la necessità di narrare la storia di una popolazione intera e la spersonalizzazione era volta a far sì che tutti si potessero meglio immedesimare nel racconto; in Memoria di ragazza l’io scompare per motivi più intimi. L’autrice di oggi rinnega quella ragazza, si vergogna di lei, si vergogna di non essersi vergognata in tempo e la scrittura diventa allora veicolo di redenzione, è l’unico modo per raccontare di quella ragazza, per dar vita e voce a quella vergogna accumulata per anni. Annie è una diciottenne alla prima esperienza lontano dai genitori, vorrebbe conquistare il mondo e gli uomini in particolare. Si ritroverà a scoprire un mondo nuovo: quello della sessualità, ad avere libertà e conoscenze che la vita di provincia non poteva darle. Si troverà terribilmente male. Chi è Annie in fondo? Nessuna. Una ragazza banale e ridicola su cui gli altri focalizzeranno la propria attenzione solo per offese ed insulti. Chi è Annie in fondo? Un bersaglio, anzi il bersaglio della comitiva della colonia. Chi è Annie? La puttana della domenica.

Ma lei davvero sembra non accorgersi di ciò che le succede, tutto le va bene, ogni cosa sembra perfetta e meravigliosa, niente può distoglierla dal suo obbiettivo principale: conquistare H, diventare la ragazza perfetta per lui, farsi desiderare da lui. Le offese e le umiliazioni sono un giusto prezzo da pagare per il tanto ambito premio. Il futuro di Annie dopo la colonia è quello di perseguire questo obbiettivo, compie una metamorfosi, cambia completamente perché deve diventare la ragazza che potrebbe conquistare H. Ma questi cambiamenti a cosa porteranno? Annie sarà soddisfatta delle sue scelte?

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L’Annie di oggi, l’Annie Ernaux che scrive rinnega quella ragazza, vede le sue azioni dell’epoca come un peso, un’onta che si porta dietro da tanto, troppo tempo.

Memoria di ragazza è un diario di gioventù, ma soprattutto è una catarsi. Tutti gli atti della ragazza del ’58 e ciò che da essi ne è scaturito sono mesi al bando, sono dati in pasto ai lettori. L’autrice sente il bisogno bruciante di raccontare di quella ragazza, delle sue umiliazioni, della sua stupidità, delle conseguenze delle sue azioni ma nonostante sviscerarsi così non è facile per nessuno, solo in questo modo l’autrice può finalmente liberarsi dai segreti, da quella vergogna che si porta dietro.

Memoria di ragazza è un libro pesante, non in senso negativo: è un libro che pesa, che ha un grande valore. Il lettore sente la liberazione che la scrittura ha dato all’autrice, ma ancora di più ne percepisce la vergogna e allora si guarda intorno, si guarda dentro: scorge i suoi scheletri nell’armadio, la sua di vergogna. Per un motivo o per un altro siamo tutti la ragazza del ’58 e Annie Ernaux riesce a tirare fuori da ognuno di noi i segreti più reconditi.

Leggete Annie Ernaux per riscoprirvi e liberarvi.

 


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