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"Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito. Perché la lettura è un'immortalità all'indietro."

2ª Tappa Blogtour “La sfolgorante luce di due stelle rosse” di Davide Morosinotto: i protagonisti.

Dopo la prima tappa a cura di Emozioni di una musa, vi parlo de La sfolgorante luce di due stelle rosse di Davide Morosinotto, è un romanzo sotto forma di diario. Non un diario normale, ma un racconto particolare, senza date in alcuni casi, scritto su quadernini rossi a cadenza irregolare, è scritto da due tredicenni, ma non in una situazione normale.

Viktor e Nadia sono i due protagonisti di questo romanzo. Gemelli, che si trovano a dover lasciare la loro amata Leningrado. Partono per non si sa dove, le truppe tedesche avanzano, Hitler è una minaccia troppo grande, Leningrado è in pericolo ed anche loro. Proprio per questo iniziano a riportare la loro storia su dei quadernini, per non dimenticare nulla, da quando devono lasciare i genitori, alla loro separazione, al lavoro che sono costretti a fare per aiutare l’Armata Rossa.

Viktor Nikolayevich Danilov è il protagonista maschile: intelligente, ma soprattutto devotissimo al partito comunista. Lui incarna, rispecchia e cerca di diffondere i principi dell’essere comunista, un giovane comunista modello, che però si troverà a dover fare delle scelte: rimanere fedele ai suoi ideali o tradirli per ricongiungersi alla famiglia? Viktor è molto più maturo dei suoi 13 anni, rigido, tenace, rispettoso. Anche dal punto di vista stilistico quando è Viktor che scrive sul diario con il suo lapis rosso, ha uno stile asciutto, preciso, che designa una certa maturità, non si perde in chiacchiere, non divaga, è esatto.

Nadya Nikolayevna Danilova è la protagonista femminile, gemella di Viktor, che sembra dai suoi comportamenti e in relazione al carattere del fratello, la più piccola. Molto più sensibile, dolce, ma anche meno rigida del fratello nelle sue scelte rispetto al comunismo. Lei critica di più i principi del partito, le sue leggi, il suo obbiettivo non è essere una ottima comunista, vuole ritrovare il fratello, ricongiungersi alla sua famiglia. Ovviamente vuole che l’Armata vinca la guerra, ma non capisce alcune leggi restrittive, opprimenti, le definisce stupide. Dal punto di vista stilistico Nadya si dilunga molto di più in dettagli, particolari, descrive molto di più i suoi sentimenti, è molto più dettagliata, ma anche meno precisa! Si perde infatti fra storie e piccoli avvenimenti perdendo in alcuni casi il punto della situazione.

Anche se sono i gemelli le due stelle rosse, in realtà i protagonisti sono tre. Vari personaggi minori si muovono nelle vicende di Victor e Nadya, compagni, adulti, soldati, ma c’è una presenza che aleggia lungo tutti i quaderni: il partito. I quadernini dei due gemelli finiscono infatti in mano al partito, che li analizzano, sottolineando tutti i punti in cui i due gemelli o altri personaggi hanno violato le leggi vigenti durante l’analisi o anche abolite. Il partito è una presenza costante, le sue note separano i vari quaderni, ricordando di volta in volta gli sbagli dei personaggi e rendendo Victor e Nadya soprattutto, ma anche gli altri personaggi, nemici del partito.

La storia di questi due gemelli è singolare, ma è anche esplicativa del periodo storico della Seconda Guerra Mondiale nella grande Russia. Attraverso gli occhi dei protagonisti adolescenti, in modo semplice e fresco, l’autore racconta la guerra in modo nuovo, descrivendo allo stesso tempo il punto di vista di chi rimane vittima dell’evento e di chi la combatte, ma di questo vi parleranno meglio i miei colleghi blogger nelle prossime tappe del blogtour, su:

La Fenice Book

Everpop

Walks with Gio

Mi raccomando, seguite questo blogtour per scoprire questo fantastico libro, uscito il 31 ottobre per Mondadori!

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Viaggiare con i libri, Book Tag!

Nuovo mese, nuovo book tag, stavolta preso fresco fresco dal canale youtube di Ilenia Zodiaco, come sempre invitiamo tutti a rispondere a queste domande che non sono proprio facilissime. Speriamo di portarvi in viaggio tra pagine e luoghi nuovi o almeno di divertirvi per due minuti! Bando alle ciance, iniziamo:

Un libro ambientato in un luogo che non hai ancora visitato ma che ti piacerebbe visitare.

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tumblr_ox2hnklb6u1s3xy1oo1_540Vi serviamo subito una banalità, ma scusate c’è davvero qualcuno che non vorrebbe visitare l’Islanda? E che non la vorrebbe visitare dopo aver letto Atlante leggendario delle strade d’Islanda? Noi siamo estremamente affascinati dalla Scandinavia a livello storico, naturalistico e infatti vorremmo recuperare tanti, tanti Iperborea per leggere di più di queste terre splendide.
Altro luogo che ci piacerebbe visitare è la Cina, scoperta a livello letterario grazie ai romanzi di Lisa See, che anche se ambientati in epoche lontane dalla nostra (ad esempio Fiore di Neve e il ventaglio segreto nella Cina imperiale, Le perle del drago verde nella Cina di Mao), raccontano una Cina estremamente reale ed autentica e pur non parlandone bene, il paese che la See rappresenta è tutto meno che idilliaco, è un posto che ci piacerebbe molto scoprire!

Un libro ambientato in un luogo che non hai visitato e dove non ti piacerebbe andare.

Proprio non ci piacerebbe andare nella provincia americana in cui sono ambientati i racconti di Mary Miller in Happy Hour, lo scenario è scarno, degradante, diciamo che la nostra provincia ci va più che bene. Un’altra zona che non ci piacerebbe proprio visitare è la Colombia, l’abbiamo letta nei libri di Gabriel Garcia Marquez, in particolare in Dell’amore e di altri demoni e abbiamo avuto durante la lettura la sensazione di sporco, appiccicoso, umido e non abbiamo avuto proprio il desiderio di salpare nel sudiciume!

Una meta che hai visitato e di cui vorresti leggere qualcosa.

Abbiamo sempre visitato posti a cui la letteratura ha fatto onore in realtà, ma se ci piacerebbe leggere qualcosa su un posto che è stato tralasciato dagli scrittori, sarebbe casa. Non proprio l’edificio rosso in cui abitiamo, ma ci piacerebbe leggere qualcosa ambientato nell’entroterra Campano o nell’entroterra dell’Italia Meridionale in generale. Sì c’è Cristo si è fermato a Eboli , ma le cose sono leggermente cambiate da quando Carlo Levi ha scritto il suo libro, pochino eh, non v’immaginate chissà quali rivoluzioni!

Un posto che hai visitato perché ti eri lasciata affascinare da un libro che avevi letto, ambientato in quel luogo, ma ne sei rimasta delusa.

Nessuno dei posti che abbiamo visitato ci ha deluso, anzi, siamo sempre tornati soddisfatti dai nostri viaggi, quindi non c’è nessun libro che ha reso le nostre aspettative altissime. Chissà se quando andremo in Russia, tutte le aspettative dei libri di cui vi abbiamo parlato qui verranno soddisfatte!

Vai al mare che libro ti porti? E in montagna? E in città?

tumblr_ox399n8Iah1s4oj39o1_540Allora, non abbiamo un genere fisso, in questo caso contano più… le dimensioni! Al mare non ci andiamo poi così spesso, però prediligiamo libri brevi, piccoli, forse più fumetti (da edicola) che così li compriamo direttamente lì e neanche li dobbiamo portare in valigia, si leggono in poco tempo, sono leggeri, funzionali per il mare!
In montagna ci viviamo le vacanze e prediligiamo i mattonazzi, per dirvi, l’ultima volta che ci siamo stati per un po’ di tempo abbiamo letto: Blankets (Craig Thompson), Eccomi (Safran Foer) e Il labirinto degli spiriti (Zafon); chissà magari quest’anno leggeremo Anna Karenina.
In città invece non ci portiamo libri dietro, quando viaggiamo per visitare una città mettiamo da parte la lettura e cerchiamo di immergerci nelle novità di quello che vediamo, ci prepariamo però al viaggio leggendo libri ambientati in quel posto. Quando siamo andati a Madrid per esempio, abbiamo recuperato un po’ di libri di Marìas che sono ambientati proprio nella capitale spagnola (leggete assolutamente Domani nella battaglia pensa a me)!

Il libro più “straniero” che tu abbia mai letto, quello che hai sentito più distante dalle tue abitudini culturali.

Ve l’avevamo già descritto come un libro particolare, interessante, ma che racconta una realtà a cui siamo poco abituati ed è Gli insetti preferiscono le ortiche di J. Tanizaki, siamo in Giappone, nella quotidianità di un matrimonio giapponese, in cui però sono davvero poche le cose che ci sono familiari. In generale la cultura dell’estremo Oriente è molto diversa dalla nostra ed è normale che questo si rispecchi anche nella letteratura, ma questa essenza straniera di questi libri c’incuriosiscono molto, infatti vorremmo recuperare un po’ di scrittori orientali, aspettiamo i vostri consigli.

Viaggiare nel passato. Un libro ambientato in un’epoca storica e in un luogo che visiteresti subito!

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Ovviamente, chi ci legge sempre, sa benissimo verso quale periodo storico, verso quali luoghi e anche verso quale autore ci porterà questa domanda. Potevamo tranquillamente non rispondere, perché sicuramente avreste azzeccato il titolo, ma può darsi anche che passi di qui qualche nuovo lettore, che non conosce i nostri gusti e quindi…
Andremo nel Medioevo ovviamente, che domanda! E in particolare andremo nel regno del Prete Giovanni insieme a Baudolino, facendo anche tappa a Costantinopoli. Ovviamente nel tempo noi viaggiamo solo con Umberto Eco e Baudolino è il nostro libro preferito.

Book Tag breve, ma intenso! Aspettiamo le vostre risposte, così potete farci conoscere posti nuovi, libri nuovi, tutto nuovo!


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La madre di Eva, Silvia Ferreri.

Non ci siamo mai approcciati prima d’ora ad un libro che parlasse in modo così profondo ed accurato del cambiamento di sesso. Silvia Ferreri ne parla in La madre di Eva facendolo da un punto di vista nuovo che colpisce il lettore. A parlare è la madre di Eva, una madre dolce, gentile, attenta, ma che non riesce a spiegarsi perché qualcosa di così terribile possa essere accaduto alla sua famiglia. La madre narra la sua storia facendo entrare il lettore a piccoli passi, guidandolo in uno slalom tra presente e passato in cui conosciamo anche Eva.

9788896176511Eva ha 18 anni ed un solo e unico desiderio: diventare anche esternamente ciò che è sempre stata, un uomo. Eva aveva fin da subito le idee chiare, non voleva essere una femmina, non voleva gonne, bracciali, bambole in realtà non voleva nulla che non fosse il pisellino. Anche da bambina il più grande sogno era quello di essere un maschietto o meglio, un maschietto lo era già, voleva diventarlo anche fuori, voleva che tutti gli altri guardandola avessero potuto vedere com’era davvero. Eva è sicura di quello che desidera, sicura di quello che è, ma i suoi genitori… Pur assecondandola, mettendo il suo benessere e la sua felicità prima di tutto, facendo finta di niente, sono spezzati. Hanno messo al mondo una femmina e presto si ritroveranno ad avere un maschio, qualcosa che non hanno prodotto, qualcosa che non è propriamente loro, ma soprattutto qualcosa che non gli è riuscito bene. Perché Eva è un maschio nel corpo di una femmina, è qualcosa di strano, anomalo ed ogni volta che i genitori la guardano toccando il suo dolore, capiscono che è stato un loro sbaglio farla nascere femmina. Sono genitori attenti quelli di Eva, ma sono distrutti, piegati sotto le loro stesse scelte di cui non possono valutare i risultati. Eva sarà felice? È davvero questo quello che vuole? Gli interrogativi rimangono mentre Eva si lascia plasmare dal chirurgo, ogni suo connotato viene raschiato via. Nuovi pezzi faranno parte di lei, nuovi pezzi senza una storia, senza una crescita le daranno un’identità diversa. Tolto il seno abbondante che portava con sé umiliazioni, tolte le ovaie e l’utero che le imprimevano quel marchio di sangue che mensilmente ricordava a Eva cos’era realmente, tolto tutto inizia una nuova costruzione.

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Quello che Eva pensa, quello che Eva ha fatto il lettore lo conosce da sua madre. La posizione della protagonista di questo libro è a livello umano perfetta, un modello a cui tendere. Non si definisce una buona madre, ma per noi è una delle madri migliori che la letteratura abbia mai visto. La madre non solo asseconda Eva, la assiste, non lasciandola mai, anche se in un primo momento non riusciva ad accettare perché sua figlia fosse diversa, perché non fosse contenta di ciò che era. La felicità di Eva è l’unica cosa che importa e se questo significa lasciare che Eva si trasformi, va bene.

Non smetteremo mai di ringraziare Neo Edizioni per averci proposto questo libro, che è una delle migliori letture di quest’anno. Soprattutto ringraziamo Silvia Ferreri per l’audacia, per il coraggio, per aver fatto letteratura con un tabù, per aver parlato di qualcosa di fronte a cui tutti storcono il naso attraverso un filtro infallibile, quello di una madre. L’autrice ha creato un libro in cui la diversità viene superata, in cui non è il vero problema. Il fine ultimo non è la normalità, ma l’essere felici. La madre di Eva è la storia di una madre e del suo percorso, di una figlia e del suo cambiamento, di un padre troppo buono, di una famiglia che invece di vergognarsi e ricacciare le turpi volontà della propria creatura, le permettono di sbocciare. È un romanzo pregno ed intenso che prende le distanze dalla bellezza, dall’esteriorità, dall’apparenza per toccare l’essere e l’interiorità di ogni lettore.

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Gli Stonati, a cura di Alessio Romano.

Gli stonati è una raccolta di racconti curata da Alessio Romano e dedicata a Marco Pannella (che tra l’altro ebbi modo di ascoltare nel mio glorioso liceo), il sottotitolo della raccolta è Manifesto letterario per la legalizzazione della cannabis e i diritti saranno destinati all’Associazione Luca Coscioni per la campagna “Legalizziamo!”Edito da Neo Edizioni con esperienze, racconti di tanti autori che hanno a cuore la questione, questo manifesto è sicuramente originale. Non c’è esplicitamente scritto il perché la cannabis deve essere legalizzata, non in tutti i racconti si ha la necessità di far sapere al lettore il pensiero di chi scrive sulla legalizzazione, è un gioco che s’instaura tra gli scrittori e il lettore. I primi danno degli stimoli, degli input mostrano la situazione al lettore, gli mettono davanti ventagli di possibilità, gli fanno capire com’era, com’è e come potrebbe essere, ma non facendo la voce grossa, senza sbattergli in faccia nulla, lo accompagnano facendolo ragionare.

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Alcuni dei racconti sono forti, parlano di esperienze negative, di situazioni squallide, altri sono divertenti, sognanti, positivi, tutti però si focalizzano su un punto, c’è un unico messaggio che il lettore deve recepire: la cannabis non ha lo stesso impatto sul corpo umano delle droghe pesanti, certamente non si porta via tutti i mali, ma non è neanche qualcosa che porta alla degenerazione totale (si parla sempre di assunzioni controllate, non 24/7 perché comunque il troppo storpia sempre). Insomma questi racconti testimoniano che chi fuma cannabis non è morto, non ha problemi psico – fisici e anzi ha perfino la capacità di scrivere della sua esperienza! Oltre all’esprimere la propria posizione sulla questione legalizzazione, Gli Stonati è una valida raccolta di racconti, varia sia a livello stilistico che a livello narrativo. Tante voci, tanti modi di scrivere, tante storie più o meno belle e godibili. Da chi parla del papavero da oppio, da chi ha fumato una sola volta per caso e basta, da chi la vende, da chi lotta per la sua legalizzazione. C’è chi non ha avuto alcune reazioni, chi ha intrapreso bellissimi viaggi, c’è chi si rilassa e chi vede cani neri (immaginati come Sirius Black sotto forma di Felpato, da noi eh, non da chi l’ha scritto).

C’è chi racconta la sua esperienza e chi dalle sue idee racconta una storia universale, come quella di Yasmine Incretolli, con le bellissime illustrazioni di Simona Binni, che racconta di come la cannabis possa generare fratellanza e possa guarire essendo una pianta magica nata da una fata. Ci sono storie per tutti i gusti, cosa che può far avvicinare a questo argomento lettori che credono che la legalizzazione della cannabis non rientri nel loro raggio d’azione. Lo diciamo perché su questa lettura ci siamo andati con i piedi di piombo, non avendo mai intrapreso i mirabolanti viaggi che la fatata pianta offre, pensavamo di non riuscire a cogliere bene i contenuti di questo libro, invece no, abbiamo trovato racconti piacevoli da leggere, ma ci abbiamo anche ritrovato esperienze di persone a noi vicine e soprattutto abbiamo affinato il nostro punto di vista sulla questione. Una lettura del genere non può lasciare la mente libera, la questione è: legalizzare o no? E perché? Non siamo esperti di niente, meno che di questo campo, ma in questa raccolta è descritto, riportato in modo sorprendentemente esatto il nostro punto di vista. Ringraziamo Alessandro Berselli per aver dato le parole ai nostri pensieri:

“Sai cosa penso che dovrebbe essere illegale? L’infelicità. L’indolenza. La gente che smette di raccontarsi le cose, di essere curiosa. Chi non legge. Chi non ascolta musica. Chi va al ristorante e non parla. La maleducazione dovrebbe essere illegale. Chi parla forte al cellulare. Chi non rispetta la fila e ti sorpassa a destra in tangenziale. Il razzismo e l’arroganza, la prepotenza, gli insulti negli stadi. Chi maltratta le donne, i bambini, i cani. Queste sono le cose che ti dovrebbero inquietare, santo Dio. La cannabis non è un valore morale.”

Alla fine di tutto questo saremmo molto felici di conoscere la vostra posizione a riguardo, se volete saperne di più su questo manifesto, visto che siamo inseriti in un piccolo blogtour che abbiamo creato su Books Bloggers Blabbering, vi lasciamo gli altri articoli su Gli Stonati:

Intervista ad Alessio Romano su Una banda di Cefali.

Recensione de Gli Stonati su Paper Moon.


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Tararabundidee feat. Tra le righe, ep. 1: LA LIBRERIA.

Ci siamo: diamo vita ad una nuova rubrica, che avrà cadenza mensile e porterà un po’ di novità in questo spazio. Abbiamo sempre cercato di variare non solo parlandovi di libri, ma anche di fumetti, facendo qualche intervista, stilando infinite listone su temi enormi, facendovi scoprire nuovi film e serie tv, siamo da poco approdati anche in radio e insomma cerchiamo di portare i libri nella vostra vita a 360°, ma non contenti ora porteremo nella vostra vita anche le nostre libraie.

libreria1Valentina, Paola e Tiziana sono le libraie della Libreria Tra le righe di Roma (Viale Gorizia, 29) che ogni mese vi daranno consigli di lettura su un tema. La libreria Tra le righe è la nostra preferita, è una libreria bistrot che offre ai suoi clienti ottimi dolci, tè, pranzi etc. ma non è solo per questo che è la nostra preferita. La cosa più soddisfacente quando si varca la porta di questa libreria è quella di essere riconosciuti: entriamo e ci chiamano per nome, ci fanno accomodare con gentilezza, sanno già cosa ci piacerebbe mangiare e bere, sanno già quale libro stanno scrutando i nostri occhi, tante attenzioni mirate, tante piccole coccole che anche a 274 km di distanza ci fanno sentire a casa per questo è la nostra preferita. Abbiamo portato genitori, zii, cugini, amici, tutti insomma a far conoscere questo posto magnifico e le sue splendide libraie ed è giusto che anche voi che ci seguite possiate conoscerlo, anche se solo virtualmente. Ora, dopo questo attimo di dolcezza, è giunto il momento di lasciar parlare le nostre libraie.

Quando e come è nata l’idea di una libreria?
(Valentina) Eravamo in due Giulia ed io, dodici anni fa, durante gli allenamenti di pallavolo abbiamo avuto questa idea, quasi dal nulla e poi siamo riuscite a realizzarla. L’idea era quella di una libreria piccola inizialmente, visto che eravamo solo in due, poi però ci siamo ampliati fino ad arrivare agli 8 soci odierni quindi sicuramente la possibilità di gestire uno spazio più grande con più libri. Fin da subito volevamo coniugare anche il bar ai libri ed essendo il primo anno in cui si poteva avere la concessione per il bar in libreria, abbiamo colto l’occasione ed eccoci qui.

Essendo una libreria indipendente, come scegliete i titoli da proporre?
La scelta si basa innanzitutto su quello che ci piace, ovviamente ci sono dei titoli e degli autori che sono obbligati, perché vendono e sono particolarmente richiesti. Dopo tutti questi anni però conosciamo bene anche la nostra clientela, quindi quando ordiniamo dei libri sappiamo già a quale lettore potrebbe piacere, a chi proporlo e molto spesso sono i clienti stessi che ci aiutano a scoprire nuovi autori, nuove letture interessantissime che poi ovviamente portiamo in libreria.

20171020_174601.jpgParlando proprio dei clienti quali sono gli autori che richiedono maggiormente? Invece da parte vostra quali sono quelli che consigliate?
Le richieste vanno per la maggiore su alcuni autori che non sbagliano mai un colpo come Philip Roth, Ian McEwan, Paul Auster; molto è ovviamente andata la Ferrante e con lei altri autori italiani come la Pietrantonio e Cognetti. Sono inoltre molto richiesti i grandi autori di gialli come: Nesbo, la Vargas, Camilleri, Manzini ed altri ancora come ad esempio il sempre richiesto Ken Follett o J. Howard, scrittrice dei Cazalet. Per quanto riguarda quello che consigliamo, su tutti ci sono Kent Haruf e assolutamente Stefansson i cui libri creano dipendenza, poi come abbiamo già detto abbiamo una clientela preparatissima che molto spesso fa conoscere a noi nuovi libri!

E invece le richieste più strane da parte dei clienti?
Come dimenticare chi ci ha chiesto se avessimo il catalogo dell’Ikea o per rimanere in tema di cose per la casa/ ferramenta, se avessimo una brugola.

Qual è la cosa più soddisfacente nel fare la libraia?
Tiziana: quando vedi la soddisfazione sulle facce delle persone dopo che hai consigliato un libro, sapere che gli è piaciuto, che hai letto i suoi desideri.
Valentina: vedere crescere con le tante letture consigliate, una timida ragazzina che è entrata in libreria a dodici anni e che adesso è una giovane donna profonda, sensibile e assolutamente splendida. E, non che me ne voglia prendere il merito, ma i libri sicuramente in qualche modo hanno influito.
Paola: acquisire la stima di una cliente particolarmente difficile e diffidente.

L’ultima: il vostro libro preferito!
Valentina: Eureka Street di R. M. Wilson.
Tiziana: Il giardino perduto di H. Humphreys (che per chi è attento vi avevamo consigliato qui).
Paola: Anna Karenina di Leo Tolstoj (che invece avevamo messo in quest’altra lista).

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Bene, ora vi lasciamo la recensione di Valentina, che ci ha parlato di un libro che parla di… Librerie! Ed è 84, Charing Cross Road di Helene Hanff, che non potete fare a meno di comprare perché le parole di Valentina sono meravigliose e convincerebbero chiunque!

20171020_174653.jpg“Non si può che scrivere, dovendo scrivere di un libro che parli di librerie, di questo assoluto, piccolo, inarrivabile capolavoro. Non amo i libri brevi, eppure questo libro è di appena cento pagine. Non sono in alcun modo un’appassionata di carteggi, eppure questo lo è. Un carteggio sublime. Lei è una scrittrice americana, un po’ ruvida, ci si può immaginare la sua abitazione sempre in disordine, con libri e fogli di carta un po’ ovunque. Si può immaginare il suo frigo sempre un po’ vuoto.  Lui è un libraio londinese. Si riesce ad immaginarne il colletto bianco inamidato dalla moglie, l’allegra confusione casalinga di due figlie ancora bambine e il silenzio immacolato della scrivania da cui risponde alle solerti missive di Miss Hanff. Che chiede libri su libri, di critica letteraria, di poesia, preferibilmente usati, perché ama quando un libro si apre proprio su quella che era stata la pagina preferita del suo precedente proprietario. Inizia una corrispondenza che porta ad un’amicizia che durerà per anni. Miss Hanff si premurerà di spedire cesti ricchi di quel che nella Londra del dopoguerra era un bene di lusso. Frank Doel cercherà per Miss Hanff i testi di difficile reperibilità che lei chiede, rendendola quasi sempre felice. Bellissimi sono i suoi insulti al composto libraio: “Che diavolo fa di se stesso tutto il giorno, se ne sta lì nel retrobottega seduto a leggere? Perché non prova a vendere un libro a qualcuno?”, confessando ad una cara amica che se non ci fossero 3000 miglia di distanza non sarebbe mai in grado di esprimersi con tanta sfacciataggine. Che meraviglia leggere le sue considerazioni, quando definisce il mondo in cui viviamo “misterioso”, poiché le consente di possedere per tutta la vita un oggetto così meraviglioso come un libro al costo di un biglietto per il cinema, e che se i libri avessero un costo legato al loro valore lei non potrebbe mai permetterseli. Un inno d’amore non solo alla lettura (“Ha per caso in libreria il diario di Sam Pepys? Ne ho bisogno per le mie lunghe serate invernali”), non solo alle librerie (“E’ il più delizioso vecchio negozio uscito direttamente dalle pagine di Dickens”) e ai libri, ovviamente, ma ad un modo di vivere, che si apre a legami forti anche con chi, alla fine, non si incontrerà mai per tutta la vita. Un legame nato da una passione comune, e andato avanti per l’incontro di due anime affini, generose e curiose. Forse bisognerebbe tirar via un po’ di polvere dalle nostre anime afflitte da una quotidianità a tratti spaventosa e caotica, e riscoprirci esseri umani, in grado di comunicare noi stessi, in maniera profonda, ad altri essere umani. In grado di accorgersi che magari, tra queste anime impazzite, c’è qualcosa che valga la pena di attenzione. E’ questo che Helene Hanff ci lascia in eredità. Quando era il mondo, appena uscito dalla seconda guerra mondiale, ad essere impazzito, quando anche la sua amata città di New York appariva ai suoi occhi efferata e brutale, lei riesce a trovare un rifugio per la sua anima laddove non avrebbe forse sperato, in una vetusta libreria di Londra, all’84, Charing Cross Road.”

Concludiamo questo super articolo di presentazione, questo esperimento con i nostri titoli sulle librerie: La quadrilogia del Cimitero dei libri dimenticati di Carl Ruiz Zafon, in cui si parla tanto di libri maledetti, librerie, biblioteche meravigliose, in una Barcellona d’altri tempi dal sapore magico. L’ultimo libro dei quattro magici volumi che parlano della famiglia Sempere ve l’abbiamo raccontato qui. Amanti dei libri, per quanto abbiate il pregiudizio che possa essere un autore ostico, difficile, erudito, non potete privarvi della lettura del miglior libro sui libri, sulla loro importanza, sulle biblioteche, sulla cultura (di cui vi abbiamo parlato qui e praticamente in tutti i book tag che abbiamo fatto), insomma fatelo sto sforzo, leggete Il nome della rosa!

Dopo questi moniti, vi diamo appuntamento al mese prossimo, il cui tema della nostra lista di consigli sarà… non possiamo dirvelo! A presto.


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L’interpretazione dei sogni di Freud Astaire, A. Zabaglio o A. Coffami.

L’interpretazione dei sogni di Freud Astaire è una raccolta di lampi, di confessioni, di lavori assurdi, di piccole manie; un mosaico di tante personalità che in pochi attimi si presentano al lettore, lo stupiscono e poi scappano via.

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C’è chi vende giocattoli monchi, chi gira in metro per pubblicizzare libri, chi parla con gli specchi, chi si è riprodotto con un cane, c’è anche chi suda troppo e chi vende peti. Questo libro è un catalogo di casi umani, una specie di bestiario, dove sono messi in scena gli eventi più assurdi, con uno stile ed una tecnica narrativa che fanno sembrare queste particolarità cose normalissime. In alcuni casi, di questi personaggi sopra le righe, non sappiamo nulla o quasi, in altri c’è una presentazione che ricorda la canzone di Venditti che ricorda a sua volta ai lettori, che fantastica storia è la vita (mai aggettivo fu più appropriato per definire le vite in questione)!

In queste brevi irruzioni nella quotidianità altrui, tra sorprendenti realtà e storie disturbanti, c’è un risolino che non abbandona mai il lettore, che si trova a dover scegliere tra l’accettare le situazioni anomale che sta leggendo o chiedersi se l’autore è impazzito oppure ha bevuto, per partorire tutto questo disagio. Ma alla fine il povero lettore che ci può fare? Sguscia tra le pagine di questo libro oscillando tra lo sbracarsi dalle risate e riflettere amaramente, su temi anche delicati che Angelo Zabaglio o Andrea Coffami? gli lanciano a bellebbuono mentre sta ridendo di gusto, spiazzandolo.

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Insomma, il lettore che s’immerge nelle stranezze di questi sogni interpretati, gioca a perdere: sarà preso in giro dalle storie, dai personaggi, dall’autore, dalle editrici, tutti attenti a immaginarci mentre mettiamo il naso nelle essenze di Teodoro. Cari amici da questo confronto ne uscirete sconfitti, però riderete un sacco. Vi ricordo che questo libro è edito da Gorilla Sapiens Edizioni, piccola ma stupenda casa editrice indipendente che pubblica sempre libri sorprendenti, ironici, mordaci che non potete non conoscere. Ogni libro è imprevedibile ed intelligente, proprio come questo di cui vi abbiamo appena parlato, quindi mettete mano al portafogli!


 

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