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"Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito. Perché la lettura è un'immortalità all'indietro."

Carle vs Tsunami.

Sono passati 10 anni da quando Tsunami ha messo tende nel mondo dell’editoria. Per festeggiarli, insieme all’omonima Carla di Una banda di cefali abbiamo pensato a questa insolita intervista doppia. Dopo aver coattamente occupato stand e sedie di Tsunami a Più libri più liberi, abbiamo cercato di carpire i segreti di questa casa editrice, praticamente unica nel panorama editoriale italiano. Le due Carle vs i tipi di Tsunami: Eugenio Monti e Max Baroni; stesse domande, risposte e playlist diverse con 10 canzoni, una per ogni anno di Tsunami. Noi con grande onore ospitiamo Eugenio che ci ha fornito una playlist spettacolare, mentre per conoscere le risposte di Max dovete correre sul blog dell’altra Carla. Vi lascio all’intervista dunque, che vi farà conoscere la rockeggiante casa editrice!

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  1.  Prima domanda di rito…

18622344_10154814352624094_8708465870858585474_nPerché Tsunami Edizioni?

…..

 

Ci eravate cascati eh?

In realtà ci interessa piuttosto sapere come vi siete incontrati e come è nata l’idea di colmare questo grave vuoto editoriale e fondare una casa editrice dedicata esclusivamente alla musica (ma quella seria).

Anche se conosco Max da quando era un ragazzino, perché sono amico di suo fratello da molti anni, non ho avuto con lui che qualche sporadico e superficiale contatto fino a quando, mi sembra fosse il 2005, non ha cominciato a collaborare con me in un altro progetto editoriale. Ci siamo conosciuti meglio e abbiamo scoperto di avere gusti musicali abbastanza simili per certi aspetti e complementari per altri, così è capitato che andassimo insieme a qualche concerto. Proprio durante una trasferta a Londra per vedere gli Iron Maiden (o i Dream Theater, la mia memoria ogni tanto zoppica), girando per librerie e negozi di dischi, davanti a un’offerta di libri sul rock che in Italia non erano che un miraggio abbiamo deciso di provare a farli noi. Ci abbiamo messo quasi due anni dall’idea al primo libro, poi non ci siamo più fermati.

  1. Se all’inizio Tsunami era specializzata esclusivamente in musica hard-rock, heavy metal, avete ampliato i vostri orizzonti trattando anche altri generi. Basti pensare che tra le ultime pubblicazioni c’è il primo volume di un’antologia sulla storia del rap. È stato un passaggio naturale, siete stati obbligati dalle leggi del mercato oppure avete scelto di ampliare i vostri orizzonti per scrollarvi di dosso l’etichetta dei metallari?

Mah, potrei dirti che si è trattato di un insieme di tutte e tre, meno della terza, a onor del vero, l’etichetta dei metallari ormai non ce la leveremo mai e nemmeno ci dispiace, tutto sommato, ma siamo dei metallari onnivori, con gusti che abbracciano orizzonti molto più ampi del solo metal, per cui una volta consolidata la nostra piccola realtà è stato un processo quasi naturale quello di aprirci ad altro.

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  1. Quali sono le caratteristiche che deve avere un libro per entrare nel catalogo Tsunami? Vi trovate sempre d’accordo tra voi?

La caratteristica principale è che deve piacerci. Ma non basta, ovviamente, deve anche avere un minimo di potenziale commerciale, purtroppo non possiamo permetterci di investire su libri che piacerebbero solo a noi e ad altre 15 persone. Qualche volta lo facciamo, in realtà, pur consapevoli del rischio, e puntualmente ci prendiamo una sonora sberla.

Per quanto concerne l’essere d’accordo dipende, ci sono state situazioni in cui non eravamo proprio sulla stessa linea, ma in linea di massima sì, dai.

  1. Se non fossero mai esistiti rock e metal, quale genere musicale in assoluto nello spazio – tempo, avrebbe trattato Tsunami?

Bella domanda. La prima cosa che mi verrebbe da dirti è che probabilmente non ci sarebbe stata una Tsunami. Per quello che mi riguarda avrei potuto, magari, pensare di pubblicare libri sul folk, o sulla musica classica – di rock star, a livello di attitudine, ce ne sono stati parecchie, ma probabilmente avremmo fatto altro.

Che poi, a voler ben guardare, una delle quattro uscite del primo anno Tsunami è stata la biografia di Amy Winehouse, che proprio rock non era…

  1. C’è un artista al di fuori del canone Tsunami di cui vi piacerebbe leggere e pubblicare una biografia?

Adesso ti stupirò, ma se potessi vorrei poter fare, insieme a lui, la biografia di Angelo Branduardi, da sempre uno dei miei artisti preferiti.

  1.  Qual è secondo te il libro
  • che avrebbe meritato più attenzione

La biografia di Phil Lynott, un libro bellissimo su un personaggio importantissimo, ma che è passato praticamente inosservato.

  • a cui sei più legato

WASNon ho un titolo a cui sono legato più di altri, sono tutti figli nostri. Se però dovessi sceglierne uno per le soddisfazioni che ci ha dato a livello editoriale ti direi Come lupi tra le pecore, un libro nato già come dannato, ma che ha portato Tsunami letteralmente in tutto il mondo.

  • il  più difficile da vendere

Ahahah, uno dei pochi titoli NON musicali che abbiamo fatto, un esperimento folle ma che da teste calde quali siamo abbiamo fatto lo stesso, cioè quello sul Cosplay italiano. Davvero un flop pazzesco.

  • quello dal successo inaspettato

I 100 migliori dischi del Progressive Italiano. Ok, lo so che è abbastanza popolare, ma è anche vero che di pubblicazioni sull’argomento ce ne sono davvero tantissime, ma nonostante questo è andato davvero oltre ogni mia più ottimistica aspettativa.

  1. C’è un genere musicale, o un artista, di cui non pubblicheresti nulla neppure sotto tortura?

Hai voglia. Il problema è che sono tutte cose che poi venderebbero a pacchi, molto più di quello che facciamo noi, per cui non ti faccio nomi che ho ancora anni di mutuo da pagare e non vorrei dovermi smentire in futuro.

  1. Per un genere particolare come il vostro, qual è la differenza tra il pubblico delle fiere dell’editoria e quello dei concerti?

Sono lo lo yin e lo yang. Alle fiere dell’editoria abbiamo un target potenziale del 5 percento del pubblico, la maggioranza semplicemente non è interessata a quello che facciamo. Qualche curioso viene a guardarci, magari con un po’ di ironia, ma la maggior parte tira dritto. Ai concerti il discorso è quasi l’opposto, ormai ci conoscono, si fermano a parlare, ci riempiono di opinioni, consigli, suggerimenti e, dai, anche qualche complimento (quelli, in realtà, ce li fanno anche alle fiere, ogni tanto). Essendo appassionati non mancano nemmeno le critiche, ogni tanto, ma anche quelle ci stanno, dai.

  1. I commenti più strani ricevuti dagli aspiranti lettori o da chi si ferma allo stand.

Beh, alle fiere capita spesso di avere un pubblico che non ha idea di cosa parlino i nostri libri, per cui certe volte se ne escono con delle cose esilaranti. Ma i peggiori (o i migliori, dipende dal punto di vista) sono i “finti rockettari”, quelli che magari arrivano con la maglietta dei Metallica e non hanno idea di chi sia Cliff Burton.

  1. Avete collaborato per copertine ed altri prodotti con fumettisti e illustratori, potrebbe esistere prima o poi un libro Tsunami interamente a fumetti?

Potrebbe. Non sappiamo come, cosa o quando, ma è un’ipotesi assolutamente plausibile.

  1. In un’intervista con gli amici comuni di Neo edizioni, abbiamo sperimentato il gioco di se fosse della Carrà, nel quale bisognava descrivere un personaggio attraverso delle similitudini. Ve lo riproponiamo: se Tsunami fosse

71f5cff4501c364806982c112cb50603una bevanda alcolica: Coca e Rum. Forte e frizzante

un fenomeno meteorologico: eh, basta la parola!

un reato perseguibile penalmente: ubriachezza molesta e atti osceni

un fumetto: mmm, ci penso e te lo dico alla prossima

un genere cinematografico: Uno non basta. Si passa con nonchalance dalla commedia alla Verdone dei primi tempi alla tensione alla Alien…

un periodo storico: gli anni ’70. O almeno mi piacerebbe fosse così

un criminale famoso: Butch Cassidy

una parola o un espressione poco politically correct: non posso, ci arrestano…

 

PLAY LIST (cliccate qui per la playlist su YT)

e59b5a83be016f84a396de7cc889f7c6.jpgMotörhead – Born To Raise Hell

Metallica – The Call Of Ktulu

Deep Purple – Burn

Ozzy (con Randy Rhoads) – Crazy Train

Black Sabbath – Wheels of Confusion

Thin Lizzy – Bad Reputation

Pink Floyd – Pigs

Iron Maiden – Revelations

Guns N’ Roses – Nightrain

Led Zeppelin – Thank You

Ora non vi resta che comprare uno (o anche di più) dei fantastici libri di Tsunami, accomodarvi e spararvi questa musica grandiosa a palla nelle orecchie mentre leggete. Prima però, non vi dimenticate di passare da Una banda di cefali per vedere cosa ha risposto Max a queste domande e conoscere la sua playlist!

 

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Tararabundidee feat. Tra le righe, ep. 6: CRUDELTÀ.

“April is the cruellest month.”

Diceva il caro Eliot in The Waste Land e noi, prendendo in prestito questo famoso, ma veritiero verso, abbiamo proposto alle nostre libraie di parlarci di un libro crudele. La scelta è caduta su un libro che è già in nostro possesso, ma che ancora non abbiamo letto. Abbiamo avuto però il piacere di conoscere la brillante scrittrice proprio nella nostra libreria del cuore, ma vi lasceremo raccontare tutto dalla nostra libraia Paola:

img_742654_17564Alicia Giménez-Bartlett, Mio caro serial killer, (Sellerio editore, 2018).

Che cos’è la crudeltà, di che sostanza è fatta? Alicia Giménez-Bartlett ce lo racconta con un nuovo romanzo poliziesco che conferma il suo talento di scrittrice e la sua capacità di decifrare la realtà contemporanea.

«Ecco come sono le tragedie umane, pensai. Banali, sordide, nascoste e terribili.»

Cosa c’è di più attuale di una serie di delitti in cui le vittime sono tutte donne? Quanta crudeltà c’è nell’infierire sui loro corpi con pugnalate all’addome, e sfigurarne il volto con tagli profondi? Da qui parte l’indagine che l’ispettrice Petra Delicado dovrà condurre con il suo vice Fermín Garzón, ultima di una fortunata serie che ha ormai reso famosa la scrittrice spagnola. E non delude affatto questo nuovo caso, per la capacità di tenere il lettore sempre attento allo sviluppo delle indagini, complicatissime ed estenuanti, raccontandone il metodo di lavoro, gli interrogatori, la ricerca delle prove. Ci sono tutti gli ingredienti essenziali perché un giallo tenga incollati alla poltrona senza potersi alzare fino alla fine. Ma le storie della Bartlett hanno qualcosa in più: ritroviamo ogni volta frizzantissimi dialoghi tra i due stretti collaboratori, in cui emergono i loro caratteri opposti e perfettamente complementari: apparentemente fredda e dura lei, sentimentale e senza freni inibitori lui; entrambi dotati di un’ironia pungente che li accomuna e crea un sodalizio davvero invincibile, una complicità che fa andare avanti le indagini. A Barcellona, però, a seguire il caso c’è anche l’ispettore Roberto Fraile, della polizia autonoma della Catalogna, e inizialmente l’incontro tra i tre ha il sapore di una battaglia e di un modo diverso di lavorare che sfiora l’incomprensione. È solo dopo lunghe ore passate insieme, e forse proprio grazie alla capacità di trovare sempre elementi comici nelle situazioni, che le intuizioni di Petra, l’impegno di Fermín e il rigore operativo di Roberto si intrecceranno dando luogo a una svolta per la soluzione del caso.

20180415_214657L’atto stesso di uccidere, di violare un corpo è crudele. E nell’intrico delle coincidenze e delle scoperte, man mano che il filo si dipana, noi lettori ci ritroviamo sconvolti, preoccupati per la catena ininterrotta di donne assassinate, con una sensazione di impotenza di fronte alla mano che uccide più volte indisturbata: sono donne sole, che cercavano compagnia e amore, e invece si sono trovate di fronte un destino di morte. La Bartlett interviene attraverso la voce schietta di Petra e ci racconta il suo punto di vista sulla solitudine, sui luoghi comuni, sui pregiudizi che riguardano il genere femminile e che continuano ad avviluppare la società in cui viviamo. E oppone una energica reazione proprio creando un personaggio assolutamente originale, inflessibile, deciso, fragile, divertente, sensibile. L’autrice alterna sapientemente il giallo alla riflessione sugli aspetti più vari del nostro contemporaneo – la malattia mentale, l’empatia con chi soffre, lo sfilacciarsi dei rapporti personali – e mescola il tutto con incursioni nella vita privata dei personaggi principali e con il gusto per il cibo, il vino e le cose belle contro il “nero” che dilaga e rischia di soffocare tutto e tutti. Ma l’ingrediente che rende speciale la lettura di questo romanzo è il dialogo effervescente, la battuta brillante, la risata coinvolgente. E noi di Tra le Righe, che abbiamo avuto il piacere di ospitarla in libreria, possiamo affermare che l’ironia appartiene alla scrittrice non meno che ai suoi personaggi!

Rimanendo in tema di crudeltà, il libro che vi consigliamo noi è Mooned di Lorenzo Palloni. Graphic novel meravigliosa, di cui vi abbiamo già parlato molte volte, che in un’ambientazione particolarissima preme molto sulla solitudine, con una vena ironica tagliente e cruda.

Ci sentiamo presto con un nuovo episodio, per recuperarli tutti basta invece andare qui.


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Parole nella polvere, Máirtín Ó Cadhain

“Muraed! Ehi, Muraed!… Hai sentito cos’ha detto? Basta, sto per scoppiare! Ora scoppio!…”

Voi l’avreste mai detto che un libro ambientato in un cimitero potesse essere divertente? Eppure Parole nella polvere è brillante, ironico, irriverente anche se i suoi protagonisti sono tutti morti e sepolti. Tutti si ritrovano a chiacchierare dai loro loculi su fatti passati, ma soprattutto su fatti recenti, sempre alla ricerca di succulenti gossip dal mondo di sopra. Questo cimitero è quasi come quello della Livella di Totò: i morti non smettono di stuzzicarsi facendo notare a chi sono destinate le tombe migliori, ma in fondo ci pensa il gossip a livellare. I defunti infatti non vedono l’ora di piombare come avvoltoi sui nuovi morti, che portano notizie fresche.

whatsapp-image-2018-04-26-at-20-56-50.jpegQuesto romanzo è l’opera più importante di Máirtín Ó Cadhain, autore irlandese, fortemente radicato alla sua terra e alla sua cultura, cosa che il lettore noterà subito. Sono moltissime i riferimenti geografici, ma anche rituali e mitologici che in alcuni casi non rendono la lettura scorrevole. In realtà il lettore che si trovi ad affrontare Parole nella Polvere deve abbandonare l’idea di una narrazione lineare e tranquilla. In questo libro regna il caos. Siamo in mezzo alle tombe del Connemara, bombardati da notizie, in un turbinio di voci che sbucano dal suolo e che si rintuzzano a vicenda. È un fiume in piena, senza stacchi, senza presentazioni. Ci si trova in mezzo alle conversazioni, tra voci che non si sa a chi appartengono e dopo un po’ di spaesamento, ti accomodi e ti lasci accompagnare da tutti gli schiamazzi dei morti. E così si fa conoscenza anche con la terribile Caitriona, con la finta colta Nora, con il maestro che si strugge per la sua ormai ex moglie e così via…

Leggendo questo libro abbiamo avuto l’impressione nonostante la difficoltà di seguire per bene i discorsi, di stare in un ambiente fortemente familiare. Tutti si conoscono, fanno riferimento alle stesse persone e si arrovellano sugli stessi episodi. Sembra di stare in un paesino, dove l’inciucio è la materia prima. Solo che in un cimitero non si può sparlare, perché quello che di noi rimane, è solo la voce quindi ogni pettegolezzo è alla luce del sole e non si finisce mai di discutere.

La pagella dell'avvocato Hautecourt (1) (1).jpg

È stato veramente bello potersi immergere completamente in una narrazione così particolare e il merito è senza dubbio anche della traduzione. È la prima volta che Crè na Cille arriva in Italia e lo fa accompagnato da quattro traduttori che sono partiti da tre precedenti edizioni in inglese. A Ó Cadhain si è sempre rimproverato l’uso prepotente del dialetto e questo ha creato grandi difficoltà in ogni sua traduzione, anche se la narrazione ha acquistato in dinamismo e vivacità. Il brio non viene meno però nella versione italiana. È utilizzato un linguaggio moderno e vivo, senza artificiosità e termini che cristallizzano quest’opera negli anni ’40, è pieno di espressioni colorite, di parolacce laddove servono, in questi pettegolezzi ruggenti.

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Ringrazio Edizioni Lindau per aver intrapreso un lavoro così lungo, ma che ha portato nelle nostre mani un vero capolavoro. Se volete sapere di più su questa casa editrice torinese vi rimando all’intervista de La campana di vetro e alla chiacchierata che ho avuto con Alberto Del Bono.


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Eventi SalTo2018!

Salve a tutti e a tutte, ieri è uscito il programma della prossima edizione del Salone del Libro di Torino, che si terrà come sempre al Lingotto Fiere, dal 10 al 14 maggio. Quest’anno non ci saremo per tutta la durata della manifestazione perché sia gli esami che la vecchiaia non ci consentono di stare in giro per così tanto tempo. Saremo però iperattivi dal 12 al 14 maggio e di seguito vi elenchiamo quelli che secondo noi sono gli eventi assolutamente imperdibili, dove molto probabilmente ci troverete.

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giovedì 10 maggio

11:30 – L’ora buca: la matematica e l’italiano incontro con Chiara Valerio e Giordano Meacci nell’Arena Bookstock.
15:00 – Italian Indie Book: come cambiare rotta ed essere editori contemporanei metodologie e strategie creative digitali per l’evoluzione dell’editoria indipendente con Filippo Dalla Villa, Simone Merlino, Simone Sbarbati, Vitaliano Alessio Stefanoni, Erica Vagliengo in Sala Arancio.

venerdì 11 maggio

11:30 – Un giorno, tutto questo sarà Fantastico Hoffmann e Lovecraft raccontati da Marco Peano e Matteo Galli nello Spazio Incontri.
12:00 – Il libro della vagina. Meraviglie e misteri del sesso femminile Incontro con Nina Brochmann ed Ellen Støkken Dahl in Sala Azzurra.
14:30 – Quel prezioso scudo di carta Lezione magistrale di Corrado Augias in Sala Gialla.
14:30 – Lucciole per lanterne: visioni del passato – visioni del futuro Incontro con Alessandro Barbero e Maurizio Ferraris nello Spazio Duecento.
16:00 – Petra Delicado indaga sul serial killer di donne sole Incontro con Alicia Giménez-Bartlett, autrice di Mio caro serial killer in Sala Azzurra.
16:30 – I colori delle copertine Lezione di Riccardo Falcinelli in Sala Blu.

sabato 12 maggio

17:30 – Il vagabondo del manga: viaggio alla scoperta dei segreti del Giappone, incontro con Igort al Caffè letterario, in occasione della pubblicazione della nuova edizione dei Quaderni giapponesi.

17:30 – (per chi avesse una giratempo) Maratona Harry Potter con le letture di Francesco Pannofino.
18:30 – I romanzi che hanno fatto la storia delle Edizioni e/o in occasione della presentazione della collana Le Cicogne, nello Spazio Duecento.
18:30 – Divorare il cielo Manuel Agnelli dialoga con Paolo Giordano, in Sala Gialla.

domenica 13 maggio

11:00 – The Bao All Stars Experience Con Zerocalcare, Nova, Alberto Madrigal e Daniel Cuello in Sala Gialla.
11:30 – Fumetti nei musei Presentazione del progetto Mibact – Coconino Press nello Spazio Stock.
12:00 – Incontro con Piero Angela In occasione della presentazione di Viaggio nel mondo del paranormale e in Sala Gialla.
14:30 – Un giorno, tutto questo.. sarà a fumetti! incontro con Paolo Mottura, Federico Taddia, Fausto Vitaliano e Silvia Ziche allo Spazio Book.
15:00 – L’arte italiana in quindici weekend e mezzo Lectio magistralis di Flavio Caroli in Arena Piemonte.
15:30 – Scrittori prestati al fumetto, con Pierdomenico Baccalario, Giacomo Manfredi e
Lucia Vaccarino in Arena Bookstock.
16:30 – Autori di fumetti oggi incontro con Paolo Bacilieri, Francesco Cattani e Martoz nello Spazio Stock.

lunedì 14 maggio

16:00 – Siamo Long John Silver, come tutti Björn Larsson dialoga con Giordano Meacci in Sala Azzurra.
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Da animali a dei, Harari.

Sapiens. Da animali a dèi: Breve storia dell’umanità consta di 516 pagine. Questo è stato inizialmente il dato che ci aveva lasciati perplessi: come si possono sintetizzare milioni di anni di evoluzione in 500 pagine?

harariL’approccio di Harari, storico israeliano, è però abbastanza settoriale: non ha la pretesa di analizzare tutta la storia dell’uomo, ma la esamina in base alle rivoluzioni più importanti che lo hanno riguardato: cognitiva, agricola, unificazione dell’umanità e rivoluzione scientifica. Harari rapporta ogni cambiamento dei Sapiens alla loro prima esperienza, quella di cacciatori – raccoglitori. Il pensiero cardine su cui si basa tutto il saggio è che il progresso a cui oggi l’uomo è arrivato non equivale al vero benessere del Sapiens. Su basa scientifica (varietà della dieta, apporto calorico, consumo di energie etc.) i cacciatori – raccoglitori vivevano molto più serenamente di noi, pur essendo lontanissimi dai comfort che l’uomo ha costruito successivamente. Partendo da questa semplice affermazione, Harari propone al lettore infiniti esempi che rivelano la negatività delle rivoluzioni che di volta in volta hanno portato i Sapiens a migliorarsi e nello stesso tempo a peggiorarsi. Pur avendo una formazione storica, Harari in questo saggio dialoga con tutte le discipline: biologia, archeologia, psicologia, antropologia, fisica, statistica. È difficile parlare di un argomento così complesso, ma Harari attraverso questo continuo rimbalzo a differenti ricerche, costruendo esempi molto chiari e scrivendo anche in modo ironico, è riuscito a catturarci.

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Molti lettori hanno trovato difficoltà a confrontarsi con le idee di Harari. Alcune volte infatti perde completamente l’oggettività, il suo pensiero entra prepotentemente nel saggio e non è facile condividere in pieno le sue posizioni. È anche vero però che un argomento come quello della storia dell’umanità non può essere trattato in modo pienamente oggettivo. Come molti lettori prima di noi, siamo d’accordo sul fatto che l’ultima parte che analizza la rivoluzione scientifica sia meno originale delle altre, anche molto più frettolosa e catastrofista. Le prime parti però che sono anche quelle più vicine agli studi di Harari (oltre che ai nostri) sono state veramente illuminanti. Siamo d’accordo con varie sue teorie, come quella del lusso:

“Una delle ferree leggi della storia è che i lussi tendono a diventare necessità e a produrre nuovi obblighi.”

Interessante è anche la sua posizione relativa alla differenza di genere:

“Se c’è una verità in questi stereotipi, le donne avrebbero potuto essere politici eccellenti e costruttori d’imperi […] si sa però che questo è avvenuto assai di rado nel mondo reale, e non si capisce perché sia stato così.”

Crediamo che il libro di Harari sia una lettura che deve essere fatta, perché condivisibili o meno, le idee esposte danno comunque modo di pensare e di sviluppare il nostro senso critico, dando anche l’input per fare ricerche, per approfondire alcuni aspetti di cui non eravamo a conoscenza. Harari scrive in modo molto scorrevole e anche gli elementi più specifici sono trattati in maniera chiara e semplice, per questo ne consigliamo vivamente la lettura, perché pro o contro Harari, ha comunque il merito di aver raccolto in questo saggio anche risultati di ricerche (quindi dati abbastanza oggettivi) che non si conoscevano e aver parlato di studi che magari sono stati non troppo “pubblicizzati”. È un prodotto molto interessante che può aiutarci a farci un’idea di quello che la nostra specie ha costruito fino ad ora, che sia vicina o lontana dalla conclusione a cui giunge Harari.


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Tararabundidee feat. Tra Le Righe, ep. 5: CAMBIAMENTI IMPROVVISI.

rainyday.jpgLe vacanze pasquali sono appena finite e noi vi facciamo leggere il frutto della nostra collaborazione con le libraie di Tra Le Righe. Per il mese di marzo ho scelto il tema del cambiamento, non uno lento, progressivo, ma quei cambiamenti repentini, improvvisi. Questo perché il mese di marzo è caratterizzato da terribili e noiosi cambi climatici, nel giro di pochissimo tempo. Il fenomeno nel mio paese viene definito con il verbo marzeà, quando c’è un sole bellissimo e caldo ed insospettatamente viene a piovere, marzea. Per questo volevamo essere in pendant con l’atmosfera e vi proponiamo un racconto di cambiamenti, anzi ce lo propone la nostra libraia Valentina.

Non siamo più noi stessi, Matthew Thomas.

Dopo aver finito di leggere Non siamo più noi stessi (titolo originale We Are Not Ourselves, citazione dal Re Lear), si ha la sensazione di aver letto più di un romanzo, di aver vissuto una vita intera. Quella di Eileen Tumulty, newyorkese di origine irlandese, con un padre imponente, Big Mike, di quegli uomini che tutti rispettano nel quartiere, che tutti stanno ad ascoltare, ed una madre che soccombe ad un evento tragico, provando nel tempo a risollevare la testa. Eileen cercherà di farsi strada nella vita, di riscattarsi dalle origini umili, e lo farà anche sposando Ed, neurobiologo con una promettente carriera, di cui lei si innamora e dal quale avrà un figlio, Connell. Le ambizioni di Eileen si infrangono però nella mancanza di quelle di Ed, lui rifiuterà un incarico prestigioso per rimanere nella sua università, con i suoi studenti, e sarà lei, con il suo impiego da capoinfermiera, a mettere da parte quel denaro per andare a vivere in un quartiere più ricco, in una dimora più sontuosa.

copertinatralerigheMa la tragedia, come è preannunciata dalla citazione shakespeariana (“…non siamo più noi stessi, allorché la natura, oppressa, impone all’animo di soffrire col corpo”), incombe.
E qui c’è la ferocia della vita vera, quella che ti piomba addosso mentre tu progetti, sogni, c’è il caos in cui si precipita quando arriva ciò a cui non avevi mai pensato, che non avevi programmato. Ed si ammala, precocemente, di Alzheimer. Ma Ed è stato, nonostante i contrasti, un buon marito e un ottimo padre, e così Eileen ha un nuovo progetto, che non è più l’ascesa sociale, ma l’aiutare suo marito, l’essergli vicina, il sostenerlo in un viaggio così faticoso, così disperato, così annientante. Raramente una vita matrimoniale è stata così ben rappresentata, raramente la letteratura ha visto un padre degno di Edmund Leary, da cui molti padri (ma anche molte madri), possono trovare un esempio. All’interno del caos, i punti fermi restano, l’eredità, quella buona, dei genitori consente di galleggiare nelle tempeste,  è questo quello che riceve Connell, che gli consentirà di percorrere la sua strada. Un romanzo bellissimo, ben scritto, profondo, commovente. Non possiamo che aspettare ormai con una certa impazienza il prossimo, Matthew Thomas.

Un libro che ha al centro un cambiamento, che però non porterà a nulla di buono è Gilgi, una di noi, libro in cui la protagonista rimarrà praticamente fulminata da un incontro e da allora cambieranno non solo la sua vita, ma anche le sue aspettative, is uoi sogni e bisogni. Noi ci rivediamo con un nuovo episodio a fine mese! (Per recuperare gli episodi precedenti, cliccate qui.)  Buone letture.


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