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"Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito. Perché la lettura è un'immortalità all'indietro."

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Interviste

Intervista a Lorenzo Flabbi e Marco Federici Solari, L’Orma editore.

In un comodo ed amenissimo luogo fuori dal Salone del Libro di Torino, l’ultimo giorno di fiera, abbiamo incontrato Lorenzo Flabbi e Marco Federici Solari editori de L’Orma per fargli qualche domanda sulla loro casa editrice. Il caldo mese di agosto per l’Indie BBB Cafè sarà infatti tutto dedicato alle loro pubblicazioni che hanno portato in Italia alcuni dei capolavori della letteratura europea, molto spesso trascurata.

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1. Com’è nata la casa editrice L’Orma e qual è il significato del logo?

C’è una doppia motivazione che si nasconde dietro la nascita della casa editrice L’Orma: una di tipo privato, visto che tra noi c’è un grande rapporto di amicizia e da sempre un dialogo intellettuale che ingrandendosi ci ha portato a scommettere in qualcosa di più, a coinvolgere altri per renderlo “utile”; ed uno di tipo pubblico: in Italia c’è una sete di bellezza e di qualità, c’è bisogno di portare concetti culturali complessi cosa che stiamo cercando di fare attraverso la nostra collaborazione, essendo oltre che editori, traduttori e studiosi.

Per quanto riguarda il logo, lo abbiamo ripreso da Humbert de Superville, teorico del disegno illuminista olandese che ha pubblicato in francese nel 1835, nelle sue tavole ci sono gli occhi che abbiamo scelto come logo perché sono il simbolo dell’esperienza culturale, della ricerca, i logo nei nostri libri è messo sopra perché sotto di essi si svolge la letteratura.

2. Il vostro motto è “Tradurre in Italia ciò che si muove in Europa” come fate ad intercettare ciò che si muove in Europa?

Innanzitutto c’è da dire che abbiamo avuto esperienze di vita e di studio all’estero e proprio da queste siamo poi ritornati in Italia con l’intento di trovare uno spazio per un nuovo tipo di letteratura. L’intercettazione avviene tramite la nostra conoscenza, semplicemente leggendo i libri tedeschi e francesi, scoprendo che non sono stati ancora tradotti come è avvenuto con I giorni e gli anni di Uwe Johnson dopo un accordo con la casa editrice tedesca siamo riusciti a portare l’opera in Italia. Per esempio la Ernaux non era mai stata pubblicata in Italia ed ha rappresentato un grande spazio d’azione per L’Orma.

Oltre alle nostre personali conoscenze/letture ci affidiamo ad un bacino di conoscenze e contatti di persone che vivono di libri, un canale privilegiato attraverso cui sappiamo cosa vale la pena leggere. La scelta del libro da pubblicare comunque passa attraverso vari gradi di separazione, dopo le segnalazioni private o da proposte fatte da agenti, i libri sono vagliati dal nostro “mostro bicefalo”, bisogna capire se il libro proposto è nelle corde della casa editrice, valutandone il linguaggio, la storia, la trama, poi si passa agli accordi con le case editrici estere ed in ultimo si pubblica.

3. La letteratura francese e tedesca rispetto a quella americana ad esempio, non è molto diffusa in Italia, perché? Quali sono le differenze?

Il pubblico ha sulle letterature francesi e tedesche dei pregiudizi: la letteratura tedesca è vista come molto pensosa, come se tutti gli autori si basassero su Hegel e Nietzsche che sono alla base della complessità del pensiero mondiale e di riflesso si pensa alla letteratura tedesca come a qualcosa di difficile da leggere.

Per quanto riguarda invece la letteratura francese c’è il pregiudizio di una troppa intimità, di una narrazione esclusivamente introspettiva a questo proposito proprio la Ernaux smonta questo pregiudizio attraverso una scrittura universale, intrisa di cultura nazionale.

I lettori di letteratura americana sono molto attenti alla trama e credono che nelle altre letterature quest’attenzione alla storia vera e propria, ad una narrazione accattivante e prepotente non ci sia per far spazio a libri che si concentrano di più sulla lingua e sulla complessità dello stile. In realtà anche per quanto riguarda la letteratura americana ci sono falsi miti, perché a parte alcuni autori di narrativa di consumo come Follett o Smith che sono attenti a dare al lettore una storia concentrata sulla narrazione dei fatti, dietro la trama si nascondono nelle opere americane una grandissima complessità a livello strutturale, l’America racchiude il patrimonio del pensiero mondiale del ‘900 e questo è palese anche nelle opere letterarie.

4. Com’è nata invece l’idea dei Pacchetti che raccolgono le lettere dei grandi autori europei?

I-Pacchetti.pngVisto che si è perso il gesto di spedire con questo metodo abbiamo cercato di rivitalizzarlo. Si tratta di libri spedibili con le sovraccoperte a busta pronti per le spedizioni, attraverso cui si possono inviare le lettere di alcune delle icone del pensiero letterario. Abbiamo scomodato autori molto noti per stravolgerli: è una sorta di collana iconoclasta che cioè sconvolge le sacre verità legate a grandissimi autori che i lettori pensano di conoscere, abbiamo cercato di dare dei ritratti di autori noti molto distante dalla realtà di cui fanno parte, mostrando caratteristiche e lati che non sono approfonditi. Ad esempio il pacchetto su Leopardi non lo ritrae nel suo solito pessimismo, ma anzi raccoglie lettere sulla ricerca della felicità, che dimostrano il suo ardente desiderio di vita, la sua altissima ambizione esistenziale facendo così in modo che l’immagine stereotipata di una delle figure cruciali della modernità italiana venga strappata, mostrando anche come la letteratura e gli autori siano in realtà molto più complessi di quello che si crede.

Sgretolare stereotipi e pregiudizi attraverso la letteratura è la missione di una casa editrice davvero intellettuale, deve andare oltre la superficie, scavare e riuscire attraverso le proprie opere ad unificare ed a intercettare e unire persone e pensieri diversi per scavalcare l’ignoranza, il razzismo: l’intellettuale non può essere razzista perché vede, conosce ed accetta la complessità e le differenze.

5. L’Orma ha anche una collana di testi in italiano, cercate continuità tra questi e i testi in francese e tedesco o no? Quali sono le caratteristiche dei vostri autori italiani?

La collana Fuoriformato è l’unica cogestita con Andrea Cortellessa, è un lascito ospitata in una nuova forma ne L’Orma. Questa collana porta avanti un discorso sul ‘900, cercando di fare un recupero archeologico sui testi delle avanguardie e neo avanguardie e intercettando i testi contemporanei che si mettono in relazione con le collane che intersecano letteratura ed altre arti: testi iconotestuali dove testo ed immagini sono compresenti in un dialogo continuo. In questa collana ci sono classici come Manganelli, Pomilio…

6. La grafica è minimal ma di grande impatto, che evoca grande eleganza e raffinatezza, da cosa è dettata questa scelta?

Il linguaggio grafico è fondamentale e si concretizza in una ricerca di eleganza attraverso una serie di dettagli precisi che nel loro complesso restituiscono una chiara visione estetica: ci sono 4 sfumature di colore di partenza, l’incipit è contenuto nelle bande, l’apertura del testo gioca sulla membrana porosa della copertina: non è già il libro, ma è l’oggetto, il libro nella sua oggettività. L’immagine tra la prima e la quarta di copertina è collegata, ma la si vede solo attraversando la lettura del libro. La grafica è curata da Antonio Almeida che è parte integrante della casa editrice e gira intorno all’elaborazione culturale a tutto tondo de L’Orma, affidare la grafica ad esterni sarebbe snaturante per tutto il progetto editoriale.

7. Quali sono le prossime uscite de L’Orma?

Tra le prossime uscite c’è La riva delle Sirti di Gracq capolavoro al centro del canone letterario francese dell’800 che incredibilmente non è penetrato in Italia prima dell’inizio degli anni ’50.

Avremo poi un’altra figura femminile innamorabile come Gilgi, che è Doris protagonista de Le ragazze di seta artificiale di Keun, avremo poi La demenza del pugile, altro libro di François Weyergans poi La chiara Fontana di Bosc scritto breve, ma chiaro esempio di cosa vuol dire scrivere bene e tanto altro ancora.

8. Il vostro titolo preferito de L’Orma e in generale.

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Il preferito de L’Orma è sicuramente Gli Anni di Annie Ernaux che ha avuto in Italia il riconoscimento che merita e sicuramente Condominio Oltremare di Giorgio Falco, che invece attende ancora di essere riconosciuto come il libro straordinario che è. In generale il libro preferito di Marco Federici Solari è Il castello di Kafka in cui riesce a dare la descrizione dell’uomo ed è una lettura imprescindibile, mentre quello di Lorenzo Flabbi è The Waste Land di T. S. Elliot è una poesia, è prosa, è un libro in cui è riconoscibile l’importanza del tono e del ritmo.

 

Ringraziamo ancora gli editori per essere stati così disponibili e vi invitiamo a seguire la pagina dell’Indie BBB Cafè in cui vi parleremo per tutto il mese di agosto delle pubblicazioni de L’Orma!

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Women&Blood: Rurru Mipanochia.

Salve a tutti, oggi abbiamo il piacere e l’onore di presentarvi Almendra in arte Rurru Mipanochia, che abbiamo conosciuto al Crack! festival del fumetto indipendente di Roma. Almendra è una meravigliosa artista di Città del Messico che nelle sue illustrazioni porta la donna e le sue problematiche in primo piano, mescolando il femminismo alla mitologia messicana creando così soggetti e temi originali disegnati in un modo particolarissimo che potete vedere qui. Essendo Almendra un’artista internazionale abbiamo fatto l’intervista in inglese, la traduzione in italiano la trovate scrollando in fondo! Buona lettura.

Hi! We have the great pleasure to present this interview to an amazing artists of City of Mexico: Rurru Mipanochia. Rurru mixed myths of ancient Mexico with contemporary problems of women. Her art is really very interesting, and here we have ask her some questions about her life and work. I hope you like this talk!

schermata-del-2017-07-14-19-48-56.png1. We’ve admired your works at Crack! And we are very fascinated by them. Your illustrations are graphically original and have strange subjects. Your draws have principally a sexual meaning, which is your relation with sexuality and how you live it as a woman?

Thank you! You are such a sweet hearts! Yes, it is about gender and sexual issues mixed with some pre-columbian myths, legends and deities about it. Also, it is about to achieve the audience could recognize itself in the face, body and sexuality of what is mostly called “the other”. This bond is to be created through my work. My work focused towards a public whose cultural background is same or different from the Mexican context, so that it could have an approach to the conception of sexuality in ancient times through the iconographic, symbolic and mythological motifs I work with, giving an innovative colorful twist that welcomes the spectator in a playful and even childlike manner.

I try to live my sexuality as the way I think, I am open to all ways of sexuality, mostly the ones who have to be with fluids and abject stuff of course if it is always consensual. I am more in to erotized other parts of the body or outside the body, for me having sex is not just “get in to, get out”, it is more than penetration.

2. Women usually have shame or fear to talk about their sexual experiences and to live freely their sexualitiy, as if women can’t feel pleasure for love. For you there is or there will be a universal way to free the woman by this stereotypes and prejudice?

I think all of us should be open to talk freely about our sexuality and about what we like or dislike, and handle and understanding our sexuality in an individual way. All of us have different likes, there is not a “correct” or universal way.

3. Now, what about the relation with love?

I have always fucked people I love (most of the time), it does not matter if I dont meet them long time. This is gonna sound such a hippie stuff, but I move with vibes, I could feel love or affinity in few minutes or not. I just flow with it, I am going to fuck with people I like in any way, most of the time in a mental and energy-vibe way.

4. On your instagram profile, we have seen strong images about menses. The blood and the period is really current in your works, but for the great part of people this is a tabù. For example we think at women that hide the absorbents or that are embarassed about menses. Why a natural feature like period is so demonized? And what it does mean be a woman in our society?

The hetero- patriarcal institution wanted and wants women outside certains action fields.

Our corporal fluids are as exciting as our outside bodies, I think. There are erotisism all around them. Why do vampires never feed with menses instead of neck blood? I do not get it, would be easier! xD hahaha

5. Your illustrations regain Mexican myths and legend. What’s the first myths that you have illustrated and what is the myths that you love more? And why you have chosen to represent mexican myths?

Because I like them and it is important to me to get them back, coz’ neither lots of mexicans knows about them.

The first one it was about the bat beating the goddess of flower’s pussy, so she started bleeding and that is why Mayas Keekchies believed women got their menstruation. This one I love it, and I love also others around menstruation, like the rabbit had sex with the moon and she started bleeding; or the one with Ixchel: when the dad punished her for having sex with a guy and send the owls to kill her, but she conviced them not to do it and send the father a pumpkin with menstruo inside to say it was her heart, and lots more.

6. What about the “traditional religions” that put always women on a minor role?

Bull shit.

Schermata del 2017-07-14 19-49-37.png7. We are in love by your illustrations! The signs, the draw but also the use of the colour is original and personal. There are some artists or some works that ispired you?

Thanks again, well, in fact, yes, there are a lots, like Gerda Wegener, Aubrey Beardsley, Tomy Ungerer, Egon Schiele, Alphonse Mucha, Klimt, Quentin Blake, Toshio Saeki, Mike Diana, Suehiro Maruo, Jan Toorop,  etc, etc, etc…

8. Now, the last question: What is your favourite comic and your favourite book?

Peanuts of  Charles Schulz and  The Smile of a Vampire of Suehiro Maruo.

Thank you Almendra for your time and for your sweetness! We hope to see you next year at Crack!

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Amici, ecco invece la parte in italiano!

1. Abbiamo ammirato il tuo lavoro al Crack e ne siamo davvero impressionati. Le tue illustrazioni sono originali sia a livello grafico che nei contenuti. Tu disegni principalmente soggetti a sfondo sessuale, qual è il tuo rapporto con la sessualità? E come la vivi essendo donna?

Grazie! Siete molto gentili! Sì, il mio lavoro si concentra specialmente sui sessi e sui problemi sessuali legati ad alcuni miti, leggende e divinità che si concentrano proprio su questi temi. Attraverso il mio lavoro faccio in modo che il pubblico possa riconoscersi nei miei soggetti che sono spesso definiti come “altri/estranei”. Il mio lavoro si rivolge sia ad un pubblico che conosce il contesto messicano, sia ad un pubblico estraneo ad esso, che in questo modo si approccia alla concezione della sessualità nei tempi antichi attraverso i motivi iconografici, mitologici e simbolici che io rinnovo con nuovi colori e nuovi motivi per introdurre lo spettatore a questi temi in modo giocoso e infantile.

Vivo la mia sessualità nel modo in cui penso dovrebbe essere vissuta. Sono aperta ad ogni modo di vivere la sessualità, anche con il ciclo ad esempio, purché sia sempre vissuto consenzientemente. Per me fare sesso è molto più della sola penetrazione, è giocare, erotizzare.

2. Le donne spesso hanno vergogna o paura di parlare delle loro esperienze e di vivere liberamente la loro sessualità, quasi non potessero provare piacere per amore. Secondo te c’è un modo per liberare le donne da questi stereotipi e pregiudizi?

Credo che ognuna di noi dovrebbe essere libera di parlare della sua sessualità nel modo in cui ritiene opportuno. Ognuna dovrebbe trovare il modo di capire e di gestire la sua sessualità, perché abbiamo gusti ed esigenze differenti per cui non ci può essere un modo corretto o universale.

3. E invece cosa ci dici sull’amore?

Ho sempre fatto l’amore con persone che amo, e non è un problema il conoscere una persona da poco o da molto tempo. Potrebbe suonare come un pensiero un po’ hippie, ma io sento le vibrazioni, tutte le energie, riesco quindi a capire se una persona può davvero interessarmi in pochi minuti. Queste vibrazioni fluiscono in me e così posso fare l’amore con persone che mi piacciono in ogni modo, specialmente mentalmente, con una connessione di energie e vibrazioni.

4. Dal tuo profilo instagram abbiamo visto forti immagini sulle mestruazioni. Il sangue e il ciclo mestruale sono soggetti ricorrenti nei tuoi lavori, ma per la maggior parte delle persone il ciclo rimane un tabù. Pensiamo per esempio alle donne che nascondono gli assorbenti o che si sentono imbarazzate nell’avere il ciclo. Perché una cosa così naturale è demonizzata e cosa vuol dire essere una donna nella nostra società?

Le istituzioni etero – patriarcali hanno voluto e vogliono le donne lontano da determinati campi d’azione. I nostri fluidi sono eccitanti nello stesso modo dei nostri corpi stessi, penso. C’è erotismo tutto intorno a loro. Perché i vampiri non si nutrono con le mestruazioni invece di succhiare il sangue dal collo? Non capisco, dovrebbe essere più facile!

Schermata del 2017-07-14 19-49-50.png5. Le tue illustrazioni riguardano ai miti e alle leggende Messicane. Qual è il primo mito che hai disegnato e quale quello a cui sei più legata? E perché tu hai scelto di rappresentare i miti messicani?

Perchè mi piacciono ed’è importante per me cercare di guardare indietro e di riportarle in vita, perché molti messicani non li conoscono.

Il primo mito in cui mi sono imbattuta è stato quello del pipistrello che colpisce la vagina della dea dei fiori, così lei ha inizia a sanguinare ed’è con questo mito che i Maya Keekchi spiegano l’origine delle mestruazioni. Questo è anche uno dei miti che amo di più, in generale adoro tutto ciò che ruota intorno alle mestruazioni, come il coniglio che fa sesso con la luna e lei inizia a sanguinare o quella con Ixchel (la dea giaguaro, protettrice dell’ostetricia e della medicina) quando il padre, perché aveva avuto un rapporto con un ragazzo, la punisce mandando dei gufi ad ucciderla, lei riesce a convincerli a risparmiarli e così manda al padre una zucca con del sangue mestruale facendogli credere che fosse il suo cuore.

6. Cosa ne pensi invece delle religioni tradizionali che mettono sempre la donna in secondo piano?

Vi invitiamo ad andare a vedere la risposta originale che ci sembrava perdere senso se tradotta.

7. Noi adoriamo le tue illustrazioni! Il segno, la forma grafica e l’uso dei colori è così originale e personale. Ci sono alcuni artisti o lavori a cui ti sei ispirata? 

Grazie ancora, sono molti in effetti, come: Gerda Wegener, Aubrey Beardsley, Tomy Ungerer, Egon Schiele, Alphonse Mucha, Klimt, Quentin Blake, Toshio Saeki, Mike Diana, Suehiro Maruo, Jan Toorop,  etc, etc, etc…

8. Ora l’ultima domanda: quali sono i tuoi libri preferiti?

I Peanuts di Charles Schulz e Il vampiro che sorride di Suehiro Maruo.

Noi ringraziamo tantissimo Almendra per il tempo che ci ha dedicato, oltre ad essere una bravissima artista è anche una persona piacevolissima e molto dolce, speriamo di rivederla il prossimo anno!

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Noi invece ci rivediamo su  facebook e instagram ❤

 

 

Il Libro della Giungla e quattro chiacchiere con La 3am.

Lo confessiamo, non avevamo mai letto Il Libro della Giungla. Avevamo visto il film della Disney, vari altri film, telefilm ispirati ad esso che non ci avevano pienamente convinto per cui non abbiamo mai avuto la curiosità di leggere il romanzo… fino a che non è uscita una nuova edizione de Il libro della giungla per la Kleiner Flug nella neonata collana di romanzi illustrati Zum Zum Books. Le illustrazioni sono affidate a Margherita Tramutoli in arte La 3am che noi adoriamo e seguiamo sempre, per cui non potevamo fare a meno di comprarlo.

L’edizione è curatissima e davvero molto, molto bella. Dobbiamo dire che questo classico su cui non scommettevamo molto ci ha davvero catturati. Ne Il Libro della Giuingla non c’è solo la storia di Mowgli che è quella più pubblicizzata e conosciuta, ma anche quella della piccola mangusta Rikki-tikki-tavi, dell’elefante Kala Nag e del piccolo Toomai. Oltre ad essere storie avventurose ed accattivanti che immergono il lettore in un altro tempo ed in luoghi bellissimi e lontani, sono storie dove viene messa in luce l’innocenza e la bontà dei bambini e dei cuccioli da contrapporre invece alla brutalità degli uomini. Sono storie brevi di amore, di coraggio, di amicizia storie bellissime corredate da illustrazioni morbide e dai colori vivaci che aiutano il lettore ad addentrarsi in un coloratissimo mondo esotico e lontano.

 

Proprio perché siamo completamente rapiti dall’arte di Margherita, l’abbiamo incontrata all’Arf dove è uscito in anteprima Il Libro della Giungla, per farle qualche domanda, buona lettura:

– (Dopo aver dichiarato l’amore nei suoi confronti e nei suoi lavori) Com’è nato il tuo percorso artistico?

Non è nato in un punto preciso della mia vita, anche i miei genitori disegnano e questo è stato molto stimolante per me, mi hanno sempre spinta ad esercitarmi e poi tutto è venuto da sé leggendo tantissimi fumetti e libri illustrati. In realtà ho fatto un percorso universitario che si è discostato dall’ambito propriamente artistico, ma dopo la laurea ho capito che questa era la mia strada e mi sono dedicata completamente al disegno.

– Hai usato e sperimentato varie tecniche per disegnare: quale senti più tua?

Ho disegnato in digitale per molto tempo, ma questa tecnica non mi dava tante soddisfazioni. Con l’aiuto/spinta di Frank Espinoza sono passata agli acrilici. I progressi veloci che ho fatto e il modo degli acrilici di essere più facilmente plasmati mi hanno fatto innamorare di questa tecnica, che ha permesso di esprimermi al meglio e di dimostrare molto di più rispetto a quello che riuscivo a fare in digitale. Mi piacerebbe però indagare ed esplorare altri media, vorrei sperimentare quante più tecniche possibili per trovare quella ideale.


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– C’è un’illustrazione o un lavoro a cui sei particolarmente legata? Magari per il suo significato, per il soggetto in sé? (A noi è piaciuta tantissimo l’illustrazione per il Bloom Maker Fest.)

L’illustrazione della ragazza volpe è quella a cui tengo di più. L’ho disegnata in un momento difficile, di grande sofferenza ed ogni volta che la rivedo penso a quell’episodio (poi risoltosi), è un’immagine molto emozionante per me.

– Il tuo ultimo lavoro è su Il Libro della Giungla: com’è stato rapportarsi a questo classico? È più facile lavorare a qualcosa di cui i lettori conoscono già storia e personaggi o a qualcosa di totalmente nuovo?

Sicuramente non è stato facile. Essendo una lettrice forte ho comunque un timore reverenziale a confrontarmi con un classico, però Kipling mi piace molto e quindi è stato molto bello, pur essendo per me una sfida molto grossa. Fosse stato un lavoro su un altro libro a cui non ero così affezionata forse non avrei neanche avuto queste preoccupazioni.

– Qual è il tuo personaggio preferito del romanzo? E l’illustrazione?

Il mio personaggio preferito è la mamma lupa. Compare poco nel romanzo, è marginale, ma ha un piglio deciso, è un personaggio tosto che difende Mowgli ad ogni costo ed affronta seppur solo verbalmente, la tigre.

L’illustrazione del libro a cui sono più affezionata è quella del toro rosso. È stata la prima in assoluto fatta dopo il corso di acrilico ed è la prima in cui ho messo in pratica tutto quello che avevo imparato. La cosa più sorprendente è che ha anche vinto un premio: l’Annual 2017 alla Bologna Children’s Book Fair che è stato per me la gratificazione per tutto il mio lavoro.

(Per dovere di cronaca il nostro personaggio preferito è Bagheera, per quanto riguarda le illustrazioni non sappiamo scegliere, sono una più bella dell’altra, forse quella che ci ha colpito di più è quella con il bambino e la mangusta!)

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– Quali sono i nuovi progetti a cui stai lavorando?

Sto lavorando ad un fumetto di prossima uscita per Beccogiallo: “L’ecologia spiegata ai bambini” scritto da Marco Rizzo. Sto poi lavorando ad una mia graphic novel che uscirà per Eris Edizioni, sulle vergini giurate in Albania. In entrambi i casi spero di poter trasportare agilmente il lavoro che sto facendo in acrilico sui fumetti. (Lo speriamo anche noi, in realtà lo diamo già per certo visto alcuni disegni in anteprima che ha messo su instagram e non vediamo l’ora di avere tra le mani queste due prossime uscite.)

– La domanda più temuta: libro e fumetto preferito!

Allora, i miei fumetti preferiti sono Quaderni ucraini di Igort che rappresenta la mia idea di fumetto politico e Sputa tre volte di Reviati che è assolutamente meraviglioso.

Il libro invece… Martin Eden di J. London che è un libro che tutti dovrebbero leggere nella vita ed anche La Valle dell’Eden di Steinbeck e Il Maestro e Margheritadi Bulgakov, insomma ce ne sono molti.

Ringraziamo ancora Margherita, noi non vediamo l’ora di vedere i suoi prossimi lavori, voi nel frattempo recuperate Il Libro della Giungla!


I link rimandano alle pagine dei prodotti su amazon a cui siamo affiliati, se volete comprare i libri e sostenere noi ed il nostro blog sarebbe un ottimo metodo e vi ringraziamo in anticipo!

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Darwin II: intervista, varie ed eventuali.

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Il nostro entusiasmo per Darwin che fa parte del progetto Seasons di Uno studio in rosso, ve lo dovreste ricordare dalla recensione della stagione uno. Con la stagione 2 si conclude purtroppo l’appassionante vicenda ambientata nella Preistoria, quando noi (homini sapiens sapiens) non eravamo l’unica specie di homo presente sulla terra. La lotta per l’affermazione continua ad essere dura e spietata e porterà alla definitiva scomparsa delle altre due specie: l’Homo Floresiensis e l’Homo Neanderthalensis [quest’ultimo non può dirsi completamente scomparso, visto che recenti ricerche (di cui vi lascio i link qui e qui) hanno dimostrato che nel nostro DNA conserviamo qualche gene dei Neanderthal].

darwin11.jpgComunque, avevamo lasciato i nostri cari tre personaggi davanti ad un inaspettato scenario ed ora li ritroviamo pronti a lottare di nuovo, insomma: scorreranno fiumi di sangue anche in questa stagione. Pur rimanendo un fumetto silenzioso la seconda stagione a differenza della prima, vedrà l’entrata in scena anche della parola, utilizzata ovviamente solo dai Sapiens Sapiens; ci sarà inoltre qualche comparsata del gentil sesso, assente nella prima stagione. Rimarrà invariata la struttura del fumetto, diviso in capitoli brevi, introdotti da citazioni che rimandano all’essere realmente umani. La storia è sempre caratterizzata da un’azione incalzante e si svolge alla massima velocità, i disegni di Alessio Moroni sono come sempre pazzeschi, mentre i colori rispetto al primo volume sono più aperti e chiari. Gli sfondi tra un capitolo e l’altro sono affidati a Federico Butticè, cosa che crea un intervallo anche visivo tra un capitolo e l’altro.

Detto questo non vogliamo più rivelarvi oltre, vi rimandiamo alla recensione della prima stagione di Darwin, ma soprattutto vi lasciamo alle parole degli autori: Giulio Antonio Gualtieri, Alessio Moroni e Federico Butticè che abbiamo incontrato ed intervistato all’Arf!

  • Com’è nato il soggetto di Darwin?

Giulio: Ho sempre avuto l’idea di ambientare qualcosa nella Preistoria e da una cena con Michele Monteleone, dove si parlava di tutt’altro è nata l’idea di tirarne fuori un fumetto. Mi ha sempre incuriosito il fatto che c’è stato un momento in cui c’erano più uomini, quando abbiamo avuto di fronte a noi più sfumature di noi e non abbiamo fatto altro che massacrare le altre specie.

  • Essendo un fumetto silenzioso, senza dialoghi, in cui sono le immagini a parlare, come si è svolto il tuo lavoro? Ed è più facile lavorare quando sono presenti i dialoghi o no?

Alessio: È sicuramente più difficile lavorare senza dialoghi perché il disegno deve lavorare anche per i dialoghi. Deve esserci ancora più equilibrio e sinergia tra disegni e parole in questo caso e, c’è la necessità che il disegno sia più chiaro ed immediato perché deve sopperire alla mancanza di testo.

  • Invece dal punto di vista della sceneggiatura, com’è stato lavorare senza parole?

Giulio: In realtà questo tipo di narrazione senza dialoghi ha avuto bisogno di più scrittura del normale. È sicuramente stato difficile adattare una storia senza poi poterla raccontare attraverso i dialoghi, ma alla fine devo ammettere che Darwin è stata una delle cose che mi è riuscita più facilmente.

  • Come si è svolta la ricerca per dare forma ai personaggi?

Alessio: Inizialmente mi sono affidato a documentari, ricostruzioni che poi ho reinterpretato in maniera più particolare e libera. Facendo i primi studi molto realistici abbiamo visto che i personaggi non funzionavano, abbiamo quindi cercato di rimarcare le differenze tra le varie specie e dargli dei tratti distintivi: l’Homo Sapiens è moderno ed è l’eroe, il Floresiensis invece è diventato più simile ad un folletto e l’Homo di Neanderthal si avvicina ad un orco. Questo anche perché l’idea originaria era quella di una storia fantasy ambientata nella Preistoria.

  • Qual è la vostra parte preferita di tutto il fumetto?

Giulio: Invece la parte migliore per me è l’inizio che ha un potere narrativo importante e da lì parte tutta la sintesi di una storia narrata solo per immagini.

Alessio: Sicuramente l’ultima sequenza della seconda stagione.

Federico: La parte conclusiva è sicuramente di grandissimo impatto, ma l’inizio della prima stagione di Darwin brilla per la narrazione.

  • Ci saranno nuovi progetti in comune?

Giulio: Sì io ed Alessio stiamo lavorando insieme a qualcosa che non possiamo ancora dire. Darwin è invece concluso, ma con la Preistoria non è finita.

  • (Ed ora la domanda della domande che in generale mette in crisi tutti) Qual è il vostro fumetto e il vostro libro preferito?

Giulio: I preferiti in assoluto non saprei sceglierli, ma sicuramente ci sono stati due libri che mi hanno ispirato ed aiutato nell’ideare Darwin e sono Ken Parker “Il respiro e il sogno” che è un fumetto completamente muto e mi ha fatto capire che fosse possibile raccontare anche solo per immagini. Mentre il libro è Le Benevole  di J. Littel (Einaudi) che è la storia dell’avanzata nazista, raccontata proprio da uno di loro: un SS che rappresenta il peggio dell’umanità che si mette in contrasto al meglio e questo mi ha aiutato con Darwin dove in fondo il protagonista è anche l’antagonista.

Alessio: Il mio fumetto preferito è Il Cadavere di Mignola (racconto breve con capitoli di due pagine, pubblicato sui numeri dal 75 all’82 sulla rivista Advence Comics del 1995), le sue storie brevissime hanno una soluzione narrativa particolare proprio perché in poche pagine deve esserci inizio, colpo di scena e conclusione. Credo sia l’apice della narrazione a fumetti. Il libro è invece La mano sinistra di Dio di P. Hofmann (Nord Edizioni) è un fantasy di ambientazione medievale, dove c’è una distorsione di fatti successi nel nostro mondo e soprattutto c’è violenza da chi non ti aspetteresti.

Federico: Il mio fumetto è La Saga di Paperon de’ Paperoni di Don Rosa (Panini) che oltre ad essere disegnato da Dio ha fatto sì che un personaggio fantastico e particolare come Paperone diventasse veramente umano. Il mio libro preferito è Dance dance dance di H. Murakami (Einaudi) che è un libro silenzioso, che parla molto per immagini. Si avvicina all’idea narrativa di Darwin che ha per protagonista il silenzio.


 

Noi ringraziamo ancora i gentilissimi autori e vi invitiamo, nuovamente, a recuperare Darwin!

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