Ottobre, il mese dell’autunno, dell’arancione, delle zucche, dei colori caldi… ma anche il mese della RIVOLUZIONE. Sono passati 100 anni dalla Rivoluzione d’Ottobre (25 – 26 ottobre del calendario giuliano, 7 – 8 novembre nel nostro) che segnò la fine del grandioso Impero russo e la presa di potere di Lenin. A seguito di questo avvenimento e della nostra ultima lettura, abbiamo deciso di parlarvi di alcune delle opere che possano aiutare a fare un viaggio figurato nello Stato più grande del mondo.

20170928_112219.jpgDiciamolo pure tranquillamente: la Russia è un posto esotico. Pur essendo non lontanissimo, è semi – sconosciuto, lontano nella storia e nelle tradizioni. Non è prettamente europeo, ma nemmeno orientale. È un’isola di 17.125.191 km² che si è chiusa ed ha sviluppato una cultura, una storia, un modo di vivere del tutto originali. Volevamo far un piccolo excursus storico, ma l’articolo è già lunghissimo così; quindi eccoci a descrivervi capolavori letterari di autori mirabili che hanno parlato della Russia aiutati dal brillante saggio di Nabokov: Lezioni di letteratura russa, ora edito da Adelphi.

Nabokov dice che la letteratura russa non è come le altre che hanno avuto un periodo di incubazione, per poi avere una produzione di opere notevoli relativamente costante durante la storia. Per la Russia c’è stata una singola esplosione durata poco più di un secolo che abbraccia tutto l’800. Dal regime nulla può più chiamarsi letteratura. Le dure pressioni del regime sugli artisti hanno fatto sì che non ci fosse una libertà creativa, ma una letteratura uniforme e banale piegata a fini politici.

Chi ha dato vita al secolo d’oro della letteratura russa è Aleksand Sergevic Puskin, poeta, drammaturgo e scrittore, fondatore della lingua letteraria russa, manipolata e trasformata da Gogol. Nabokov dice che chi vuole conoscere la Russia deve allontanarsi dalle opere di Gogol, esse non rappresentano la realtà, anche se apparentemente sembrerebbe così. In Le anime morte ci sono ovvi riferimenti ai servi della gleba: questo potrebbe far pensare ad un romanzo di denuncia della questione contadina, scritto contro il governo zarista. Lettori e critici interpretarono le anime morte in questo senso, cosa che ci dice Nabokov, offese Gogol. L’intento di Gogol non era denunciare, era creare. Crea infatti il bellissimo personaggio del truffatore Cicikov, crea nuove parole, inventa personaggi che prendono in giro il lettore. Niente secondi fini dunque: “art for the art sake”. Se Gogol non è uno scrittore attraverso cui si può conoscere la Russia, per Nabokov men che meno lo è Dostoevskij. Uno scrittore mediocre, banale ed altri insulti che non citiamo. In realtà insulti a parte, l’analisi di Nabokov ci sembra giusta. Dostoevskij inventa un tipo di cristianesimo nevrotico a cui aderisce e verso cui spinge i suoi personaggi. Pur disprezzando l’Occidente ne subisce l’influenza, diventando il più europeo degli scrittori russi, cosa che lo allontana ulteriormente dal poter creare un quadro realistico e prettamente “russo” nei suoi romanzi. Ma soprattutto i suoi personaggi non hanno in loro niente di russo, o francese, o tedesco perché sono tutti psicolabili, malati: “il lettore non si immedesima, né gode della genialità dei caratteri di Dostoevskij perché hanno perso l’umanità.” Con queste premesse forse è vero che Dostoevskij non riesce a far entrare troppo l’essenza russa nei suoi romanzi. Nabokov comunque, mettendo da parte l’odio consiglia Il sosia come miglior prova di Dostoevskij scrittore. Noi dalla nostra bassissima sapienza abbiamo letto Le notti bianche (Clichy Edizioni) che non ci era dispiaciuto, abbiamo anche iniziato più volte I fratelli Karamazov, fallendo però miseramente. Tolti due pesi massimi, chi leggere per conoscere la Russia?

tumblr_oqdokrszbm1tgq4svo1_1280.jpgTurgenev potrebbe essere un nome plausibile. Nel suo Padri e figli analizza i russi travagliati dal loro conflitto interiore che li vede carichi di buone intenzioni, ma fondamentalmente inefficienti. Attraverso il personaggio di Bazarov si riescono poi a conoscere correnti religiose, politiche e di pensiero che interessavano la Russia in quegli anni (anni ’60 del XIX sec.). È inoltre un libro che indugia molto sulla formazione della famiglia tradizionale russa, sui rapporti interpersonali tra aristocratici e borghesi dando al lettore un quadro abbastanza reale e veritiero della Russia. Ovviamente non aspettatevi che per Nabokov, Turgenev sia tutto rose e fiori: lo considera godibile, ma non un grande scrittore, ha il vizio di perdersi nei dettagli, dire al lettore troppo, insomma siamo sulla sufficienza.

Ci avviciniamo ancora di più alla meta con Checov: scrittore di commedie e racconti. Il clima in cui Anton Checov vive la sua infanzia è pieno di soprusi e violenza: viene da una famiglia di servi della gleba, costretto a lavorare sempre e per questo a non poter impegnarsi al massimo negli studi; cosa che non impedirà al suo genio di venire fuori. I suoi racconti e le sue opere teatrali hanno infatti un enorme successo: le sue esperienze dirette, la sua vicinanza alle classi più umili, faranno sì che i suoi scritti siano reali, senza apportare quell’aura di miglioramento o di idealizzazione delle classi meno abbienti, che ad esempio utilizzava Turgenev. Tra i Racconti che più ci hanno colpito c’è sicuramente “Nella bassura”.

annakarenina.jpgNessuno però riesce ad immergere il lettore in un altro clima, in un altro luogo, nessuno porta prepotentemente la Russia nei suoi romanzi come Tolstoj. Nabokov parla di Tolstoj con una devozione ed un’ammirazione commoventi. Subito ci è venuta voglia di leggere Anna Karenina in cui la Russia è viva. Non solo esiste nella descrizione dei protagonisti, nella moralità che spingerà Anna al suicidio, ma anche nella descrizione degli affari. C’è poi una vivida ed esattissima descrizione temporale nella vita russa, dei doveri, degli svaghi, dei minuziosi spostamenti, anche della situazione dei trasporti, del cibo, il tutto contenuto in una prosa meravigliosa, da uno stile prezioso che fa il verso a Madame Bovary stravolgendolo completamente. Con il grande Leo si chiude quella temperie artistica di assoluto livello che interessa la Russia nell’800.

La Russia con il suo esotismo, ha però interessato tantissimi autori che l’hanno scelta come location per i romanzi, prendendo a grandi mani dalla cultura di questa terra, tra i libri in cui la Russia ha un posto d’onore vi citiamo:

Bagliori a San Pietroburgo di Jan Brokken che racconta S. Pietroburgo e la meraviglia che gli ha suscitato visitandola, parlando di alcuni dei mostri sacri sopra citati, di Rasputin, di Esenin e tutti i personaggi che l’hanno resa magnifica.
Mio padre la rivoluzione di Davide Orecchio, che attraverso una serie di racconti sui principali protagonisti della Rivoluzione d’Ottobre, mescola storia e fiction, dandone una lettura fantasiosa e originale. (da poco in libreria).
L’ultima favola russa di Francis Spufford, anche questa una raccolta di racconti particolare, che mostra la Russia tra gli anni ’60 e ’70, attraverso gli occhi di personaggi noti e non. Tra i racconti più belli ci sono quelli del matematico Kantorovic e quello legato a Krusciov.
L’arte nella tempesta: L’avventura di poeti, scrittori e pittori nella rivoluzione russa è il libro postumo di Tzvetan Todorov che ci dà ancora un’altra versione della Rivoluzione Russa, raccontando le vite di artisti ed intellettuali dell’epoca, di chi inizialmente entusiasta si trovò completamente deluso dalla nuova politica a combattere tempeste interiori.
Un po’ di sano romanticismo non può mancare quindi: L’ultima zarina di Greg King, racconta la storia della zarina Alexandra, ultima principessa consorte dell’impero Russo.
Sasenka di Simon Montefiore, in cui si racconta la storia di Sasenka che ha parte attiva nella Rivoluzione, la sua storia e più in generale quella della Russia verrà poi scoperta da una studentessa molti anni dopo.
Concludiamo la nostra carrellata con Sinfonia Leningrado di Sarah Quigley, che in una Russia tormentata dal freddo, dalla guerra, dalla povertà degli anni ’40, mette in scena il gesto eroico di ricostruire l’Orchestra Radiofonica che si trova ad affrontare un periodo nero e non ha nè i mezzi, nè i musicisti per farlo. Ci immergiamo così in un racconto particolare che però esalta anche il legame con l’arte e con la musica che la Russia ha sempre avuto.

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Se siete davvero arrivati fino a qui, wow! I nostri più sentiti complimenti, vi meritate un enorme abbraccio virtuale per il coraggio. Se avete dei titoli da consigliarci siamo tutto orecchi, se volete maledirci perché questi articoli sono troppo lunghi, lo saremo uguale, se poi vi piacciono, ve ne siamo grati! Alla prossima.


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