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"Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito. Perché la lettura è un'immortalità all'indietro."

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Letture Arcane, Marzo.

Vi siete liberati dai vostri inutili pesi, come vi suggeriva La Torre, il mese scorso?
Il mese di marzo è il mese della primavera, della rinascita, della rivincita; ma sembra piuttosto di essere piombati in un loop infinito e che questo marzo 2021 assomigli davvero troppo a marzo 2020, quando ancora ignari di tutto quello che avremmo affrontato avevamo grandi speranze per il futuro che invece risulta ancora estremamente incerto.
Pretendere dalle carte che ci dicano come vivere questo mese è assurdo, ma a modo loro, riescono sempre a dare la giusta prospettiva per leggere il presente.

Che cosa mi protegge? Cosa devo curare?

La temperanza in gr. σωφροσύνη, in lat. temperantia è la virtù della pratica della moderazione. Nel mondo ellenico era intesa con il termine mediocritas che stava a indicare giusto mezzo, senso che è andato perso nel termine italiano mediocrità. Nell’Etica Nicomachea di Aristotele viene elencata assieme a coraggio, liberalità, magnanimità, mansuetudine e giustizia; come giusto mezzo tra intemperanza e insensibilità. Nel mondo latino Cicerone nel De officiis così la descrive: «…rimane a parlare della quarta ed ultima parte dell’onestà; cioè di quella parte che comprende in sé, anzitutto la verecondia e poi, come ornamento della vita, la temperanza e la moderazione, vale a dire il pieno acquietamento delle passioni e la giusta misura in ogni cosa». Molte religioni tessono le lodi di questa virtù e spesso chiedono ai loro fedeli di praticarla, in particolare con opere di mortificazione della carne come il digiuno o la castità.” 

La Temperanza è il XIV Arcano Maggiore. Al centro, c’è una figura alata intenta a travasare dell’acqua. Nel mio mazzo (Modern Witch Tarot) la donna è immersa con la punta del piede nell’acqua e con l’altro tocca la terra, è ferma, ma in uno strano equilibrio. Il paesaggio sembra primaverile, è tutto verde e rigoglioso.
Qualsiasi cosa avvenga all’esterno, qualsiasi stimolo, catastrofe o pestilenza la figura rimane ferma a portare a termine il suo obbiettivo: far fluire l’acqua dalle coppe. L’acqua, come la vita infatti, continuerà a scorrere inesorabilmente, qualsiasi siano le condizioni esteriori. Nostro compito dunque, è quello di rimanere in equilibrio, non far cadere l’acqua. Non dobbiamo darci per vinti, dobbiamo assolutamente trovare il nostro centro, ed è di fondamentale importanza rimanere saldi su noi stessi in un momento così particolare, psicologicamente e fisicamente provante.

C’è bisogno di puntare i piedi e di aggrapparsi con tutte le nostre forze a quello che ci protegge, che sia una persona, un intento, un traguardo, è questo il momento di puntare su noi stessi e su ciò che permette al nostro animo di curarsi.
La Temperanza domina le passioni, è ferma, sembra quasi che riesca a controllare la sua attività solo con lo sguardo. Ma perché è di così fondamentale importanza, per lei, travasare quest’acqua? L’acqua è il fluido vitale, è nutrimento, ma anche medicina. Uno degli attributi di questa carta è senza dubbio quello della guarigione, dell’opera benefica, della salute e della cura. La nostra stabilità, la nostra fermezza e il nostro equilibrio aiutano noi, ovviamente, ma possono essere un giovamento a tuttɜ coloro che ci stanno accanto.
Lo splendido arcano alato è tradizionalmente avvicinato all’Arcangelo Michele, il più vicino a Dio: guerriero e guardiano. Ma Michele regge anche il sistema solare e il sistema interiore dell’uomo diventando anche un equilibratore tra i due massimi sistemi, questo è quello a cui noi dobbiamo puntare: diventare il centro della bilancia di noi stessi e di chi ci circonda.

L’ultimo messaggio che La Temperanza può darci è di non perdere la speranza, ma soprattutto di non cadere negli eccessi: il nostro benessere deve venire prima di ogni altra cosa e se proprio non riusciamo a resistere alle tentazioni dobbiamo far in modo di attivare la comunicazione con coloro che ci stanno accanto, affidarsi a loro e lasciarsi curare.

Cosa leggere dunque per farci mantenere saldi?

La terza vita di Grange Copeland, Alice Walker, Edizioni Sur.

Grange Copeland è un mezzadro che cerca fortuna a Nord, disturbato dalla pochezza che lo circonda, dal suo non riuscire a trovare un equilibrio, cosa che però non riuscirà ad ottenere neanche con il trasferimento. Quando farà ritorno in Georgia la situazione non è cambiata, anzi è peggiorata e la violenza e le brutture della vita sembrano non avere fine. A cambiare però è Grange, grazie ad un legame speciale, quello con la nipotina Ruth che diventerà la sua guaritrice, la sua ancora, l’arcano alato che riporta equilibrio in una vita a pezzi.

Easy Breezy, Yi Yang, Bao Publishing.

C’è una missione da compiere e non è proprio di quelle che fanno bene alla comunità. Una allegra e mal assortita combriccola deve compiere queste malavitose gesta: Li Yu il bullo della scuola media, Yang Kuaikuai il genietto della classe, il bonario zio Ya, e la piccola Yun Duo, proprio quest’ultima diventerà l’acqua da far fluire tra le coppe. La bambina infatti era dispersa fino a un attimo prima di essere trovata dai tre prodi, riusciranno a portarla in salvo e a rimanere in equilibrio nonostante la loro eterogeneità?

Buone letture temperanti!

How to: Leggere in inglese.

Da ormai un po’ di tempo ci siamo addentrati nella lettura in lingua, dopo che cerchiamo di vedere film e telefilm solo in inglese. Quando lo raccontiamo le persone ci guardano strano, ci chiamano coraggiosi, ma in realtà non stiamo andando ad acchiappare fantasmi, cioè leggiamo in inglese e vi possiamo assicurare che non è nulla di così estremo. Se ci siamo riusciti noi, voi potete farlo tranquillamente. Ecco quindi i nostri 5 punti su come affrontare più o meno serenamente e con molta calma la lettura di un libro in inglese.

  1. Iniziate dall’inizio.
    Non credo sia troppo utile per incrementare le vostre capacità di lettura leggere come primo libro l’Ulisse di James Joyce, inizialmente magari sarebbe il caso di mantenervi bassini con le pretese. Noi ci siamo battezzati con un libro per adolescenti, siamo stati particolarmente attratti dalla sua copertina, sapevamo fosse una storia banalotta e moderna, quindi ci potevamo arrivare: Aristotle and Dante Discover the Secrets of the Universe di Benjamin Alire Sáenz, niente di metafisico si tratta di un normalissimo Young Adult, che ci ha aiutato a familiarizzare con la lettura in inglese e ovviamente a scoprire qualche termine. Puntate su libri per ragazzi per abituarvi a quello che verrà dopo.
  2. Meglio le cose note.
    Un altro consiglio che sentiamo di darvi è familiarizzare con la lingua attraverso qualcosa che conoscete bene, soprattutto se volete leggere un classico in cui ci sono termini desueti e costrutti che magari non conoscete troppo bene. Abbiamo letto, anzi riletto in inglese A Christmas Carol di Charles Dickens che insomma suvvia, chi non l’ha letto, e anche se c’era qualcosa che non ci suonava troppo noto, non abbiamo avuto problemi. Vogliamo assolutamente leggere in inglese anche Harry Potter, pilastro della nostra adolescenza, secondo noi ci può aiutare moltissimo.
  3. Cosa vi piace?
    Dopo aver iniziato ad entrare nel mondo dell’inglesità, è ovvio che non potete leggere solo cose per ragazzi o roba che avete già letto, quindi scegliete qualcosa che vi piace e buttatevi, ci raccomandiamo la pazienza. Leggere in inglese può essere devastante in alcuni casi, lentissimo, ma non demordete poi andrà sempre meglio. Se almeno il libro che avete scelto ha una tematica o un genere che vi piace allora tenete duro e finitelo, noi ci abbiamo messo una vita a leggere Emma di Jane Austen perché alcune parole non riuscivamo a trovarle neanche sul vocabolario, alcuni costrutti proprio non sapevamo come decifrarli, però poi è andata sempre meglio e lo abbiamo finito, contentissimi.
  4. Appunti.
    Una cosa che facciamo sempre quando leggiamo in inglese è appuntarci le parole nuove, che sia su un quaderno o direttamente sul libro, scrivere la traduzione ci aiuta a memorizzarla. Ovvio non traduciamo e ricerchiamo proprio tutte, tutte le parole che non conosciamo, molte frasi e concetti riescono ad essere interpretati anche senza conoscere tutti i termini, cerchiamo però sempre di appuntarci quanto più è possibile, anche se è ovvio che non immagazziniamo tutto ciò che traduciamo, però anche una parola nuova al giorno è una grande conquista.
    Ovvio che andare a cercare le parole di volta in volta e appuntarsele fa rallentare molto tutto il processo, però un po’ di lentezza oggi, più velocità domani.
  5. Traduzione simultanea.
    Sì questa cosa vi farà rallentare ancora di più ma con noi funziona perfettamente. Mettetevi in piedi (ma pure seduti eh) e cercate di tradurre simultaneamente ciò che leggete ad alta voce, così capite se state effettivamente traducendo bene quello che leggete e se effettivamente ha senso nell’universo e non state dando per scontato di sapere le costruzioni grammaticali e di conoscere il lessico. Quando dite ad alta voce in italiano ciò che c’è scritto in inglese, riuscite meglio a costruire la frase e vi rimarrà più impresso ciò che state leggendo, noi applichiamo questo metodo soprattutto alla saggistica, perché se non si legge integralmente e non si capisce un saggio era meglio leggere Diva&Donna. Noi stiamo leggendo The Beauty Myth di Naomi Wolf e in realtà anche se stiamo applicando il metodo della traduzione simultanea non ci stiamo mettendo molto, è molto più spedita la lettura di questo saggio che quella di Emma che è un romanzo che leggevamo cercando di estrapolare più concetti possibili, senza però applicare questo processo.

Poi non è detto che dobbiate leggere per forza in inglese, noi lo facciamo per non arrugginirci troppo, ma non è che chissà che numeri sappiamo fare con l’inglese, cioè fa sicuramente bene, ma manco fa i miracoli, queste sono solo delle dritte che vi diamo, soprattutto per farvi capire che non ci vuole granché a leggere in lingua!

Il meglio degli anni ’10, Indie Edition.

Ci risiamo.
Una lista sola non bastava per sintetizzare le migliori letture di questo decennio, quindi eccoci qui, dopo ore e ore di ripensamenti, discussioni, litigi tra me e l’avvocato, abbiamo finalmente i titoli che ci hanno più entusiasmato, che a distanza di mesi, anni, dalla loro lettura ancora ci portiamo dentro, tutti editi da brillantissime case editrici indipendenti.
Se volete sapere la mia top ten personalissima è qui; ma visto che George si è sentito escluso, ho dovuto subito ritrattare e farne un’altra, stavolta a quattro mani.

Signore e signori:

Gli Anni, A. Ernaux, 2015, L’Orma Editore.

Iniziamo benissimo, con questo titolo che ha portato la grandissima autrice francese ad essere conosciuta qui in Italia. Un libro autobiografico, che racconta gli anni del dopoguerra, il ’68, la globalizzazione, l’11 settembre dalla lente di una ragazza, poi donna, che vive in prima persona i cambiamenti epocali del mondo occidentale. Guarda il mondo che corre, un mutare incessante e guarda il suo corpo che cambia, il suo continuo divenire altro, le sue continue trasformazioni, psicologiche, lavorative, fisiche; guarda le facce, i volti, di tutti quelli che passano nella sua vita. Racconta sé stessa, ma racconta collettivamente una generazione lanciata nel folle flipper che ha portato l’Occidente ad essere così come lo conosciamo.

La saggezza delle pietre, T. Gilbert, 2017, Diabolo Edizioni.

Primo fumetto di questa lunga lista, Gilbert ci ha colpito tantissimo con la sua storia in cui uomo e natura s’intrecciano, in un’avventura corporale e drammatica. In tinte bianche, nere e rosse, Gilbert racconta il progressivo avvicinarsi di una donna alla crudele natura, fino quasi a sovrapporsi ad essa, esperienza che la porterà a capire cosa si porta dentro. Un finale assolutamente d’effetto, che lascia spazio a numerose interpretazioni vi farà capire quanto può essere polivalente questo fumetto. Seguite la volpe e poi sappiateci dire di cosa si parla davvero.

Amore di lontano, Martoz, 2016, Canicola.

Un continuo andirivieni nel tempo: Medioevo – Contemporaneità, circonda la storia del cavaliere Antares e di Jaf e delle loro ricerche. Un santo Graal particolare, una profonda e inarrivabile storia d’amore è ciò che racconta Martoz in questo fumetto, dove cambia il tempo in continuazione, ma gli obbiettivi degli uomini rimangono immutati e l’unica cosa che conta alla fine è raggiungere Lei.

Il peso del legno, A. Tarabbia, 2018, NN edizioni.

Ogni vita è un po’ una croce, ma quanti significati e soprattutto come si è evoluto nel tempo il significato di croce? Un po’ saggio, un po’ romanzo, questo libro spiega proprio l’evoluzione del termine croce, partendo ovviamente dal Vangelo fino ad arrivare a Bulgakov, Camus, Weil e tantissimi altri autori. Spunti bibliografici, curiosità linguistiche e una scrittura chiara ed eccellente, hanno messo subito d’accordo me e l’avvocato, assolutamente uno dei best del nostro decennio.

Storia della Santa Russia, G. Dorè, 2019, Eris Edizioni.

Un’edizione raffinatissima, riporta ai lettori un classico dell’illustrazione: la Storia pittoresca, drammatica e caricaturale della Santa Russia. Un francese (e che francese) illustra e descrive la storia della Russia dagli albori fino a che lui può, ovvero la Guerra di Crimea. Tra rivoluzioni, zar che muoiono di problemi ai reni, corti scapestrate e lussuriose, un meraviglioso e ironico spaccato della Russia di qualche tempo fa, corredato da illustrazioni che di certo non vi dobbiamo dire noi quanto siano pazzesche.

Verso il mare in ogni caso

Verso il mare in ogni caso, C. Zambotti, 2017, Gorilla Sapiens Edizioni.

Brevissimi racconti evanescenti, ci portano a conoscere la vicenda dei protagonisti, un bambino e una bambina, poi adolescenti, poi adulti che ad ogni episodio si incontrano, delle volte parlano, delle volte si guardano, delle volte si sfiorano, più che altro ricordano, immaginano, inventano. Un libro delicatissimo che preme proprio sulla capacità infinita di immaginare.

Famiglie ombra, M. Alvar, 2017, Racconti Edizioni.

Da quando è entrata nelle nostre vite, rimane tuttora la migliore raccolta di racconti che abbiamo letto. L’autrice filippina racconta in modo magistrale, nove famiglie, diversissime, nove esperienze di integrazione e di distanza. Tutti suoi connazionali i protagonisti e le protagoniste dei racconti, ma tutti sparsi per il mondo, nella continua ricerca di ricongiungersi con i propri affetti e di conquistare un posto nei nuovi spazi in cui sono dovuti arrivare. Una Storia delle Filippine filtrata dalle vicende di chi le Filippine se l’è portate dietro nella propria diaspora personale.

Da quassù la Terra è bellissima, T. Bruno, 2016, Bao Publishing.

Guerra Fredda, URSS – USA. Ispirata da Gagarin e dalle sue spaziali vicende, Da quassù la Terra è bellissima racconta di Akim Smirnov, l’eroe, che deve mantenere questo status di eroe a tutti i costi: rappresenta l’avanguardia, il progresso, la tecnologia, rappresenta tutta la Russia, ma questo ruolo è estremamente difficile da ricoprire, dopo un terribile trauma che forse, solo un americano fuggito in Russia per evitare il servizio militare, tale Frank Jones, può aiutare a superare.

Led Zeppelin ’71, Giovanni Rossi, 2014, Tsunami Edizioni.

Amori musicali, incontrano libri spettacolari. Giovanni Rossi racconta in questo libro non solo la notte del Vigorelli di quel lontano 5 luglio 1971, quando i Led Zeppelin in Italia per chiudere l’edizione di quell’anno del Cantagiro, avrebbero dovuto fare un concerto, ma…
Ma posiziona in maniera impeccabile gli eventi del Vigorelli e cosa rappresentano i Led Zeppelin nella temperie politica e culturale di quegli anni in Italia. Un racconto storico completo, degli anni dal ’68 al ’71, che culminano con il racconto di quella drammatica notte, dopo cui i Led Zeppelin hanno dichiarato guerra all’Italia.

King Kong Theory, Despentes, 2019, Fandango Editore.

Ve ne parleremo approfonditamente in seguito, è stata una lettura illuminante, luminosa, assolutamente necessaria per decodificare alcune delle pratiche patriarcali che ancora oggi cerchiamo di combattere. La Despentes riesce a mutuare dalla sua esperienza e dalle sue vicende il racconto del femminismo di questi anni, le conquiste, ma soprattutto le sconfitte di chi è o si sente donna. In assoluto uno dei libri migliori, che è finalmente arrivato in Italia, che racconta senza edulcorazioni quello che vive ogni giorno una donna.

I consigli sono conclusi, buona fine decennio e speriamo che nella prossima decade ci accompagnino libri altrettanto meravigliosi.

Robbe grosse sull’erotismo: Jack London.

Che è succiess? Che sono ‘ste robbe grosse?
Siamo lieti di presentarvi una serie di articoli che sono legati (come avrete capito visto la vostra perspicacia) dall’erotismo, erotismo che si evince però da tipi e tipe insospettabili.
Come v’è venuto in mente?
Ma perché ci piace nciuciare, è ovvio. E ci piace capovolgere l’idea comune su personaggi, romanzi, poesie, autori, facendovi scoprire magari qualche lato nascosto. E iniziamo va, che è lungo il fatto.

John Griffith Chaney London, per gli amici semplicemente Jack London è l’autore di Zanna Bianca e questo lo sapete, perché di quella colossale pall… ehm di quel libro meraviglioso sicuramente avrete 3 – 4 copie a casa.
Ma il caro John o il caro Jack, non è stato “solo” un autore, era un dandy e ha sperimentato tutti i lavori del mondo: strillone di giornali, pescatore clandestino di ostriche, lavandaio, cacciatore di foche, corrispondente di guerra.
A un certo punto della sua vita inizia a scrivere racconti per mantenersi, infatti non farà mai mistero del fatto che scriveva per soldi. La scrittura è un lavoro, non è che arriva all’improvviso con l’ispirazione, deve essere praticata quotidianamente.

“Bisogna mettersi alla scrivania e scrivere almeno 1000 parole al giorno, bisogna essere allenati per fare della scrittura un mestiere.”

I consigli di scrittura, o meglio i consigli di lavoro di Jack London sono raccolti in Pronto soccorso per scrittori esordienti, edito da Minimum Fax. Ma cerchiamo di andare quasi con ordine.

Era il 1903 quando viene pubblicato Il richiamo della foresta, Jack aveva 27 anni. In questo libro descrive la terribile esistenza di Buck: cane con l’aspetto di un lupo che si troverà a superare millemila soprusi, prima di sentire finalmente il richiamo della foresta e darsi beatamente ad una vita nella natura, dove non c’è traccia di umani.
Libro speculare è il nostro amatissimo Zanna Bianca, in cui il lupocane dopo una serie di terribili atti che gli uomini gli fanno per incattivirlo e renderlo invincibile nei combattimenti, trova finalmente il senso della pace e dell’amore tra le braccia di Walter Scott.

Nel 1908 è la volta de Il tallone di ferro. Dopo aver dato voce alla coscienza animale, dopo aver denunciato la situazione di sfruttamento degli animali del Klondike, dove ovviamente Jack è stato eh, passa ad un altro tipo di denuncia. È in questo romanzo che si manifesta il lato più politico di London, fautore del socialismo ma anche legatissimo alle teorie di Herbert Spencer.
Il tallone di ferro considerata la prima distopia moderna, ha per protagonista una donna (non è una novità per London che nel 1902 aveva scritto La figlia delle nevi, ma di lei parleremo abbondantemente in seguito): Avis Everhard che si innamora di Ernest un giovane filosofo, rivoluzionario che le fa aprire gli occhi, facendole capire quale fosse la reale situazione politica e sociale del tempo che stavano vivendo. È così che lei si rende conto di quello che è davvero il mondo, governato da una macchina invisibile che si regge sullo sfruttamento umano. Il libro sarebbe il manoscritto redatto da Avis, non ha un finale chiuso ed è quindi facilmente applicabile ad ogni momento storico. Pare che il personaggio di Ernest abbia ispirato i genitori del Che, che lo avrebbero chiamato Ernesto proprio dal romanzo di London.


Di stesso stampo è anche La Valle della Luna, la storia di Saxon e Billy che cercano disperatamente di raggiungere La Valle della Luna, una sorta di terra dei sogni, in cui poter iniziare una vita nuova e ricca. Anche questo romanzo è ricchissimo di denuncia sociale e contiene molto dell’ideologia socialista, in particolare viene denunciato il trattamento che subiscono le classi più povere e l’alienazione dei lavoratori.

Lo sappiamo: il tema di cui vi dovevamo parlare non è né la coscienza animale, né il socialismo. Di erotismo fino a qui non c’è traccia e avete pensato che siamo dei pazzoidi, perché Jack London è sinonimo di avventura, freddo, lotte sanguinose, quale erotismo! Ma…

Nel 1902 London pubblica il suo primo romanzo: La figlia delle nevi. Ambientato nel Klondike, racconta dell’impervio paesaggio dell’asperrima Alaska e della corsa all’oro. Una vita durissima, assolutamente non a misura d’uomo e infatti la protagonista è una donna, Frona Wells, coraggiosa, forte, spiritosa, sempre in grado di fare la scelta giusta.

Potremmo citare Teocrito, Virgilio, Keats, Pascoli, D’Annunzio, in tutti come anche in questa pagina di London, il mondo vegetale è partecipe del topos erotico. La rugiada, l’umidità, i liquidi effluvi da sempre sono utilizzati in letteratura per dare l’idea della sensualità poiché si richiamano ai liquidi emessi durante l’atto sessuale. Altro leitmotiv della letteratura erotica è la vegetazione che frusta il corpo: già nel I d. C. verghette, fruste, giunchi flessuosi, rametti di ibisco vengono utilizzati per giochi erotici. Non ci siamo inventati nulla nel nostro tempo.
E poi c’è l’amore appassionato di Frona, che compare in questo passo per la prima volta, ma che viene ripreso in più occasioni nella narrazione. L’aspetto sorprendente dei momenti erotici descritti da London è che riguardano molto spesso le donne, i loro desideri, la loro sessualità, l’eccitazione, senza alcun tipo di moralismo, frecciatine o bigottismo. Non dimentichiamo che siamo nel 1902, ancora oggi abbiamo difficoltà a leggere/scrivere/parlare dell’eccitazione, della sessualità femminile senza giudizi che mettono la donna sotto chissà quale perversa e satanica luce.
Più avanti nel romanzo si parla degli Indiani, London dice che le donne americane erano attratte dai bellissimi pellerossa e non vedevano l’ora di consumare le proprie voglie, esattamente come gli uomini, e basta, nessun giudizio ulteriore.
Anche quando viene descritto l’uomo ideale di Frona viene sottolineato l’aspetto fisico oltre che la gentilezza e l’intelligenza, perché Frona come tutte le donne ha bisogno anche di avere un’attrazione sessuale verso l’uomo che starà con lei per la vita, infatti si pone molto l’accento sulla possanza fisica, cosa che ritroviamo anche in Martin Eden.

Martin Eden è un romanzo del 1909, romanzo di una bellezza indicibile che racconta l’evoluzione di Martin, giovane marinaio di S. Francisco che per amore di Ruth, ricca e istruita signorina, si getta a capofitto nella conoscenza. Deve conoscere quanto più è possibile, deve innalzare il suo spirito per essere degno dell’amore di Ruth, ma deve anche guadagnare di più, essere più presentabile. Ad un certo punto però la conoscenza lo divora: non può fare a meno di conoscere ancora di più, di scrivere, non lavora, non mangia, si nutre letteralmente di cultura.
Martin Eden è una sorta di autobiografia, un romanzo dalla prosa elegantissima, magistrale, bellissimo com’è bello Martin, muscoloso, dal colorito ambrato e sano, con quel collo possente su cui Ruth vuole assolutamente mettere le mani. Si frena Ruth, con difficoltà. Vorrebbe sempre toccarlo, posare le mani su quel collo e sulle spalle, neanche lei sa perché, è la prima volta che prova un desiderio del genere.
Mentre l’amore di Martin Eden verso Ruth è delicatissimo e mentale più che fisico, di una purezza e una delicatezza tale da farlo cambiare radicalmente, quello di Ruth sembrerebbe essere un’attrazione più fisica che mentale. Nonostante tutti gli sforzi di Martin, la cosa che attira sempre l’attenzione della signorina è la sua bellezza. Ma come nello stile di London anche se viene sottolineata l’attrazione sessuale che provano Ruth e le altre donne, si parla sempre di questo desiderio senza il minimo giudizio.
Si può dire che tutte queste siano prove tecniche sul piacere femminile, che vengono condensate nell’ultima opera di London.

La piccola signora della grande casa (1913) è Paula che vive tranquilla nel Klondike con il marito Dick, solo che Dick pare amare più il ranch che Paula che soffre d’insonnia, non può avere figli, insomma ha una serie di problemi. Paula non è soddisfatta della sua vita sentimentale, ma ama suo marito. Il problema vero si ha quando arriva Graham: Paula è sopraffatta dalla passione e dal desiderio verso quest’uomo amico e somigliante al marito, ma che ricambia i suoi sentimenti. La relazione, la passione, il sesso, diventano totalizzanti per Paula, ma lo è anche l’amore verso il marito. Cosa fare allora? Come scegliere?
Per sottrarsi dall’empasse e per non creare ulteriori dispiaceri agli uomini che ama di più al mondo, Paula si suicida.
London descrive questo libro come un libro praticamente sessuale:

“It is all sex from start to finish.”

La protagonista questa volta non osserva compiaciuta begli uomini, non emerge sensualmente dalla natura incontaminata e non vuole semplicemente mettere le mani su bei colli. Paula è consumata dal desiderio. La sua voglia la sovrasta, la sua sete di passione la divora un po’ come la sete di conoscenza che ha Martin Eden.

In vari romanzi di Jack London, la donna ha un ruolo primario e lo hanno anche i suoi desideri. Una donna che avanza pretese sessuali ha sempre qualche problema, questi malsani desideri sono sinonimo di lussuria, di malvagità, di vizio inguaribile, non in London. La cara Ruth, che è uno dei personaggi più “banali” emersi dal genio di London, pur provando pulsioni sessuali viene sempre descritta nella sua verginea purezza, come una donna eterea ed irraggiungibile, una presenza meravigliosamente alta, non con altri aggettivi denigratori, pieni di giudizi stupidi e misogini.

Bravi!
Coraggiosamente siete giunti fino a qui, avete tutta la nostra gratitudine, ma soprattutto speriamo di avervi incuriosito e di avervi dimostrato quanto possa essere sfaccettato un autore.
Jack London in soli 40 anni ha scritto romanzi, racconti, saggi, si tratta di più di un centinaio di opere; capite dunque che questo papiello seppur gigantesco sia incompleto e imparziale e soprattutto senza alcuna pretesa, avremmo potuto includere Tre Cuori, Il coraggio delle donne e un’altra infinità di cose, ma ci siamo soffermati principalmente sulle opere che abbiamo letto o che conoscevamo meglio.
Speriamo di essere riusciti nell’intento, ma questo ce lo potete dire solo voi, attendiamo vostre, alle prossime robbe grosse.

Tararabundidee feat. Tra le righe, ep. 15: La Maschera

Carnevale quest’anno è arrivato ai primi di marzo. È una festa sicuramente divertente, gioiosa, ma è anche la festa in cui da sempre è avvenuto un capovolgimento, si dà vita a un particolare gioco delle parti e per quei giorni tutti possono essere quello che vogliono. Non ci sono ruoli, né regole, si può fare tutto. In molti casi però le maschere servono anche per nascondersi, per non far vedere chi si è e per agire indisturbati.

Insomma, il tema della maschera è da sempre legato a quello dell’identità ed è stato sfruttato ed utilizzato in tutti in modi possibili nella letteratura e ovviamente nel teatro. Abbiamo chiesto alla nostra libraia di Tra le righe, per il libro di marzo, di parlare di qualcosa che avesse a che fare proprio con la maschera e Paola ci parla infatti di Transiti. Secondo libro della trilogia di Rachel Cusk. Il primo libro si intitola Resoconto, ma anche se la protagonista rimane la stessa non è necessario leggerli in ordine.

Rachel Cusk, Transiti, Einaudi 2019 (trad. Anna Nadotti)

«… qualunque cosa vogliamo pensare di noi stessi, non siamo che il risultato di come gli altri ci hanno trattato.»

La letteratura è costellata di interrogativi su chi siamo veramente noi, come appariamo, come vogliamo mostrarci agli altri: un continuo gioco di specchi tra la nostra vera identità e la maschera che ci hanno chiesto di indossare o la parte che ci siamo imposti di recitare. Ed ecco che Carla mi chiede di pensare a un libro su un tale tema, complesso e molto trattato: la scelta è scivolata su un romanzo fresco di stampa, ma anche fresco nella sua originalità di scrittura, piana e profonda. La storia principale – quella di una scrittrice da poco trasferitasi a Londra con i suoi due figli, “in transito” verso una nuova dimensione dopo una separazione – ne contiene molte altre: la protagonista incontra tanti personaggi diversissimi tra loro, con i quali instaura un dialogo talmente intenso da risultare quasi una sorta di seduta psicoterapeutica. Alla fine di ogni racconto o microstoria il personaggio ha gettato la maschera, o almeno ha svelato una parte di sé che rimaneva nascosta e inespressa. Quasi senza volerlo, mossa solo da una curiosità che nasce senz’altro dalla sua professione di cercatrice e narratrice di storie, la protagonista incalza con delicatezza i suoi interlocutori, o viene semplicemente scelta per ascoltare lo svolgersi dei fatti e dei ricordi, le molteplici narrazioni di sé che ognuno di loro decide di raccontare. Che si tratti di un impresario edile, di un ex fidanzato, o di persone che ruotano intorno al mondo della scrittura, tutti aprono squarci di vita passata, spesso dolente, davanti agli occhi della donna, e nel parlare riflettono sui propri comportamenti, raccontano di abbandoni e durezze, ma mostrano anche lati sgradevoli, poco chiari della loro stessa esistenza. Rachel Cusk, attraverso il suo alter ego scrittrice, nota tutto con grande capacità evocativa, uno sguardo, un taglio di capelli, un modo di sedersi o di alzare un sopracciglio. E nello stesso tempo non è mai superficiale, affonda il coltello nelle vite vere delle persone e ci restituisce un quadro composito, inevitabilmente ponendoci domande altrettanto incalzanti su di noi, chi siamo e cosa vogliamo essere.

Paola Mastrobuoni

Qui potete trovare le scorse puntate, noi ci sentiamo il mese prossimo con un nuovo tema per il libro di aprile! Ah… dimenticavo, il libro sul tema che consigliamo l’avvocato ed io è La notte non vuole venire di Alessio Arena, in cui la protagonista Gilda Mignonette, sotto una maschera di fama, bellezza e lustrini nasconde un animo fragile e delicato, mentre la cara Esterina che sembra così anonima e buona darà del filo da torcere alla protagonista.

Ra tà tà: NOVITÀ. #3

Anche per questo mese, ci tiriamo su le maniche e andiamo con somma gioia a navigare nel mare delle novità editoriali, per proporvi il meglio del meglio delle nuove uscite indipendenti. 

https://tararabundidee.wordpress.com/?p=7424

Iniziamo subito con Edizioni Lindau, che ha una novità interessantissima! Inaugura infatti una nuova collana: è Contemporanea, dedicata ad autori famosi ed apprezzati del panorama mondiale che però non sono ancora editi in Italia. Ad inaugurare la collana è Esmé Weijun Wang con Il confine del Paradiso. Pubblicato in America nel 2016, è il romanzo d’esordio dell’autrice: un romanzo familiare incentrato sulla malattia mentale e sulla destrutturazione del sogno americano. Ne parla, come sempre benissimo Paper Moon, nella sua recensione. 

1852, Svezia. Laestadius, Jussi, una giovane assassinata, un giudice. Insomma un omicidio da risolvere e lo si risolve grazie al potere della scienza e dell’osservazione. Pare siamo di fronte ad un più moderno Guglielmo di Baskerville che è chiamato a risolvere non un semplice caso, ma anche le vite dei protagonisti. Dettagli, preziosismi che si trovano in Cucinare un orso di Mikael Niemi, nuova uscita di Iperborea.

Torna in libreria la grandiosa scrittrice tedesca Irmgard Keun grazie a L’Orma, che dopo aver creato due donne meravigliose (Gilgi e Doris), ci fa conoscere una bambina. È il 1918 e siamo a Colonia e c’è Una bambina da non frequentare, che con la sua sfrontatezza e intelligenza mina le trame e gli inganni degli adulti. Insomma siamo davanti ad un’altra indimenticabile figura e ad un brillantissimo romanzo.

Difficult Men Dai Soprano a Breaking Bad, gli antieroi delle serie tv di Brett Martin è il nuovo saggio pubblicato da Minimum Fax che ci porta nel magico mondo delle serie tv. In questo volume in particolare si parla degli adoratissimi cattivi, che pur andando a rappresentare degli antieroi e si spingono oltre il limite dell’umana decenza, ci piacciono tantissimo e fanno breccia nei nostri cuori, facendoci evadere e facendoci scoprire quanto ci piaccia la malvagità.

Come siete messi a conoscenza delle religioni? Sapete che ogni anno ne nascono tantissime? Gli uomini hanno sempre bisogno di inventare e di credere. In questo marasma di novità, divinità, chiese, spaghetti volanti, viene in soccorso la nuova uscita di Quodilibet: Catalogo delle religioni nuovissime di Graziano Graziani. L’autore raccoglie in questo volume 42 tra le più sorprendenti e paradossali religioni… sapevate che esiste una Chiesa del Giovedì Scorso?

Concludiamo con una novità che potete trovare in libreria da domani: si tratta di I DIECI COMANDAMENTI. I Precetti delle Rockstar per Migliorarti la Vita, edito da Tsunami Edizioni. Si tratta della raccolta delle migliori interviste a star grandiose, della rivista Q, magazine inglese dedicato alla musica. Attraverso queste interviste estrapoliamo veri e propri precetti di vita, insomma: da consultare come il vostro nuovo libro sacro con serissima religiosità, rimanendo in tema di novità ecclesiali. 

Ci siamo, sei nuovi libri per stuzzicare il vostro interesse… ci prepariamo sfregandoci le mani per le prossime puntate: Natale si avvicina, è ora di pensare ai regali e noi non vediamo l’ora di consigliarvi tante bellissime cose, come queste!


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