“Emma Woodhouse, bella, intelligente e ricca, con una dimora confortevole e una felice disposizione d’animo, pareva riunire in sé alcuni dei maggiori vantaggi dell’esistenza; ed era vissuta in questo mondo per quasi ventun anni con pochissimi motivi di angustia e di irritazione.
Era la minore delle due figlie di un padre affettuosissimo e indulgente e, in seguito al matrimonio della sorella, aveva assunto assai presto il ruolo di padrona di casa. Da troppo anni perché lei potesse ricordarne poco più che vagamente le carezze le era morta la madre e il suo posto era stato occupato, in qualità di governante, da una donna eccellente, il cui affetto era stato di ben poco inferiore a quello di una madre.”

Elif Sakalli

Emma ha tutte le grazie del creato, donzella meravigliosa vive insieme ai suoi gioviali amici e familiari in una tenuta grandiosa e la sua unica occupazione è andare a far visita alle amichette e fare gradevoli feste danzanti. Emma è un personaggio molto particolare, soprattutto se la caliamo nella sua epoca: l’Ottocento. Ho letto tante cose su Emma, tanti pareri che io non condivido, ho letto che viene definita come l’anti eroina della Austen, e che paragonata agli altri personaggi creati dalla spettacolare penna dell’autrice inglese non brilli così tanto, anche che suscita antipatie. No ma dico, stiamo scherzando? Emma è FAVOLOSA e forse la amo così tanto perché mi rispecchio in lei in una maniera spaventosa.

È una ragazza sicura, non di quelle fanciullette tutte tramortite dal mal di nervi e con le emicranie perenni e quella malinconia, che diciamocelo, investe ogni campo dell’esistenza; è vanitosa, lei è la migliore della sua specie: non c’è donna che possa competere con lei, non c’è uomo che possa ambire a soddisfarla. Vive nella sua casa, prendendosi cura del padre e spettegolando, spettegolando su tutti e tutte, creando matrimoni, favorendo unioni, insomma una vita come quella di Emma io non la cambierei per nessuna esistenza tutta amorevole di qualche sorella Bennet.

Emma e Mr. Knightley by Jenna Paddey

Ovvio che non ha fatto pratica con le nciucesse giuste la nostra cara Emma, perché addò vere e addò ceca, insomma la dote di scovare gossip e di auscultare unioni sentimentali deve essere un po’ raffinata, perché purtroppo in alcuni casi prende delle cantonate, ma l’arte dell’inciucio è così: ci vuole tempo per esprimerla al meglio. Emma è sicuramente sulla buona strada. Credo che la Austen con Emma abbia dato prova di grandissima modernità. Quello che le altre protagoniste dei suoi libri, ma in generale dei libri ottocenteschi non hanno è la forte indipendenza e sicurezza. Emma non si lascia abbindolare da sentimentalismi, ha la sua idea, il suo stile di vita e quello è dall’inizio alla fine. Mentre tutti intorno a lei si sposano, procreano e intraprendono un cammino di coppia, lei stoicamente continua nel suo proposito di non sposare nessuno: lei sta benissimo così, un uomo non le serve, ha tutte le qualità che una persona può desiderare, è pure ricca, ma che cosa se ne farà mai di un imbecille che le mette i bastoni tra le ruote, la stressa e non la lascia libera di fare quello che vuole. Soprattutto sa che sposandosi dovrebbe necessariamente cambiare casa, abbandonare suo padre e questo proprio non riesce ad accettarlo, ha le sue condizioni e se non può sposarsi alle sue regole, allora niente. La sua volontà di vivere e di rimanere indipendente è la chiave per comprendere la modernità di questo libro, che forse è più frivolo degli altri prodotti della Austen: ci sono capitoli interi sulle mele ottimali per la torta o per la calligrafia di uomini e donne, possiamo anche definirlo un divertissement, che però lascia una grande impronta.

Mo mi verrete a dire che Emma non è coerente con sé stessa fino alla fine, perché poi succede il fattaccio con Mr. Knightley e allora tradisce tutti i suoi propositi. No, non tradisce proprio nulla, perché anche se l’amore è imprevedibile e colpisce dove capita, Emma che non si rende conto di quanto il sentimento verso Giorgino sia maturato in lei e sia diventato importante, comunque non si mette nelle mani dell’amato, ma è sempre lei a gestire l’unione, il legame e infine il matrimonio e poi, riflettete su una cosa: dove va a vivere Mr. Knightley? Quindi chi è che ha mantenuto quello che voleva fino alla fine?

Emma, Mr. Knightley e Frank Churchill by Margana

Io vi consiglio assolutamente la lettura di Emma, che sicuramente nella prima metà del libro procede un po’ lenta, anche perché viene evidenziato molto il legame che Emma ha con Harriet e tutto ciò che ne deriva, però nella seconda metà si va spediti verso un finale comunque sorprendente, vi consiglio inoltre la visione dello splendido adattamento cinematografico uscito quest’anno. La regia di Autumn de Wilde insieme alla fotografia eccezionale di Christopher Blauvelt rende profonda giustizia a questo meraviglioso romanzo, tutto è rispettato, ci sono anzi delle battute riprese dalle parole della Austen e tutta la prima parte che vi dicevo essere più lenta è molto velocizzata. Emma è come la immaginavo, interpretata dalla bravissima Anya Taylor-Joy, sono rimasta molto colpita positivamente in realtà dalla scelta degli attori (ho amato Callum Turner nel ruolo di Frank Churchill, conosciuto grazie alla sua performance come Anatole in Guerra e Pace), unico neo la scelta di Mr. Knightley, che mi sono immaginata molto diverso dall’attore che lo interpretava, ma vabbè non si può avere tutto.

Dopo aver detto questo possiamo pure litigare, tra quello che ho detto su Emma e poi su Mr. Knightley sono pronta a difendere le mie posizioni.