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"Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito. Perché la lettura è un'immortalità all'indietro."

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Best of 2021 – SERIE TV

Anche il 2021 è passato, tra vaccini, green pass e una parvenza di nuova normalità: ed eccomi di nuovo qui con una breve lista delle serie che mi hanno colpita di più quest’anno, tra novità, recuperi e qualche addio che merita di essere omaggiato.

(Inoltre, lo sapete che con Sailor Comics quest’anno abbiamo anche parlato di serie tv?)

WandaVision

La Marvel ha iniziato l’anno entrando nelle nostre case con un esperimento che nei primi minuti non si sa bene dove voglia andare a parare: perché sembra che due Avengers stiano vestendo i panni dei protagonisti di Vita da Strega? Nonostante l’ombra del MCU aleggi potente è una serie che può essere vista da chiunque perché il nemico stavolta non è un alieno venuto da chissà dove, ma il dolore e la sua elaborazione, decisamente più universali, anche se non per questo risulta più facile confrontarcisi. La commozione è tangibile come anche le innumerevoli citazioni e omaggi agli oltre cinquant’anni di serie televisive della storia americana: a voi il compito di trovarli tutti!

Cruel Summer

Le vite intrecciate di due adolescenti: Kate, ragazza super popolare, dalla vita apparentemente perfetta; Jeanette, timida e introversa che sta ancora capendo come farsi apprezzare al di fuori del proprio piccolissimo cerchio di affetti. Le seguiamo anno dopo anno, dal 1993 al 1995, assistiamo al rapimento di Kate e al suo successivo ritorno nel mondo, dove Jeanette si è riuscita a insediare come nuova regina dell’alveare, con annessi e connessi. Ogni puntata si focalizza sullo stesso giorno ma alternandosi su tre differenti piani temporali, distinti soprattutto da un uso magistrale della fotografia, e con punti di vista sempre differenti che portano a pensare: chi ha ragione in questa storia? E chi, invece, in maniera incontrovertibile, starà mentendo per difendersi? In questo thriller niente può essere dato per scontato.

Guida astrologica per cuori infranti

Forse nelle stelle non ci crede più nessuno dopo la débacle di Paolo Fox del dicembre 2019 ma è sempre divertente avere qualcosa su cui fare affidamento e, perché no, a cui scaricare le proprie responsabilità se tutto inizia ad andare male. Questo inizia a fare Alice che, come assistente di produzione di una piccola rete di Torino, decide che saranno le stelle a decidere per lei nella sua vita privata e in quella professionale, ideando un nuovo programma di appuntamenti basato sull’oroscopo. Per entrambe le sfere la sua guida sarà Tio, massimo esperto di astrologia: riuscirà Alice a convincere del suo valore sia Carlo, suo collega ed ex fidanzato, che Davide, il nuovo affascinante direttore artistico?  

(Nota a margine: quanti credono che Alice potrebbe essere una Jessica Day italiana?)

Strappare lungo i bordi

La serie di Zerocalcare, dopo tutte quelle cronache sulla pandemia dal fronte di Rebibbia, è finalmente giunta a noi. Ed è esattamente come potevamo immaginarcela. Dal tono-comico amaro, in cui si percepisce tutto il suo universo, fatto di paranoie, citazioni pop e una colonna sonora di tutto rispetto: solo qui si potevano ascoltare Manu Chao, Gli Ultimi e Xdono di Tiziano Ferro in un unico, micidiale cocktail (non ho dimenticato Haut les coers: come si potrebbe?). Le lacrime usciranno sicuramente: che siano per il troppo ridere, la commozione, o per la consapevolezza di essere parte di quella generazione disillusa e piena di buffi che Zero sa benissimo come descrivere, con la potenza di diecimila pugni nello stomaco.

Harlem

Ma perché il mondo stava aspettando il sequel di Sex and the City (anche un po’ inutilmente, a mio parere) quando si può dare uno sguardo al mondo più reale e consapevole del quartiere afroamericano di Manhattan? Camille, Quinn, Tye ed Angie ricordano a grandi linee le loro colleghe bianche ma mostrano un mondo differente, fatto di appropriazioni culturali e gentrificazione, contraddizioni ed elevati standard da mantenere, al lavoro e in famiglia. Ma non temete: in mezzo a tutti questi paroloni ci sono le storie d’amore e battute assolutamente senza filtri à la Samantha Jones.

I RECUPERI DELL’ANNO (dato che le serie non scadono)

Teen Wolf

L’ideale per ritornare ai tempi dell’adolescenza, ma quella bella in cui Mtv era ancora un canale di musica e qualche volta produceva pure serie. Anche se la storia sembra essere tratta da uno spin off di Twilight sul mondo dei licantropi non fatevi ingannare: il mondo del soprannaturale intriga, le battute fanno morire dal ridere e c’è Stiles, uno dei personaggi più belli che sia mai stato scritto.

Un’ideale macchina del tempo.

The Office

Finalmente ho visto anche io questa pietra miliare della comedy. Ero sempre stata restia per via della tecnica del mockumentary ma posso finalmente dire che questa serie merita il successo che ha avuto nel saper raccontare lo straordinario che si nasconde nelle faccende ordinarie, come un semplice lavoro di ufficio. Ci si affeziona a Michael Scott (soprattutto dalla stagione 2), ci si arrabbia per i tentativi goffi e i passi falsi nel corteggiamento tra Jim e Pam, si ride per le stranezze di Dwight e di tutto il resto del gruppo (team Kevin e Stanley a vita), ma soprattutto: si riconoscono tutti – ma proprio TUTTI – i meme che invadono il web.

FAREWELL TO…

Atypical

Sam Gardner con la sua famiglia e tutti i loro amici, esperti di sindrome di Asperger e amanti dell’Antartide, hanno salutato nel più atipico dei modi, tra sogni da realizzare, piccoli passi verso l’indipendenza e la scoperta della propria identità: non è così che si diventa grandi?

Superstore

L’ipermercato Cloud 9 ha chiuso i battenti ma suggerisco, a chi ancora non l’ha fatto, di varcarne le porte e andare a conoscere i loro commessi, capitanati da America Ferrera e Ben Feldman, che vi introdurranno nel faticoso ed esilarante mondo del lavoro duro senza possibilità di appellarsi ai sindacati, una parolaccia indicibile.

Brooklyn Nine Nine

Anche la più assurda stazione di polizia di New York, che ci aveva abituati a rapine di Halloween, inseguimenti in elicottero e a riconoscere la forma umana dell’emoji del 100 – per i profani Gina Linetti – ha salutato il suo pubblico dopo 8 anni ed è cresciuta immensamente, lottando contro le più grandi ingiustizie con un pensiero politico netto ma non didascalico o retorico, mantenendo sempre la sua anima comica fuori dalle righe; proprio come il suo protagonista, il detective Jake Peralta.

Quest’ultima stagione, avvenuta dopo la morte di George Floyd e le manifestazioni del Black Lives Matter, avrebbe potuto essere un suicidio, avrebbe potuto ignorare o glissare su questi argomenti dato il mestiere dei personaggi, ma così non è stato, anzi.

Non voglio dilungarmi per non rischiare di spoilerare (anche se questa serie meriterebbe sonetti lunghi come i rotoloni Regina per quanto è stata sottovalutata, non solo in Italia ma anche in America, quando la Fox ha osato cancellarla alla fine della quinta stagione) ma se siete orfani di The Office questa potrebbe essere la sua degna erede.

Maria Chiara Paone

고맙습니다 Mr Sunshine

Mr sunshine è una serie sudcoreana, prodotta da Kim Eun-sook e Lee Eung-bok con Lee Byung-Hun, Kim Tae-Ri, Yoo Yeon-Seok, Kim Min-Jung, Byun Yo-Han e disponibile su Netflix. È un drama storico, ambientato tra il 1867 e il 1905. Ruota principalmente intorno alla storia d’amore tra Go Ae Sin ed Eugene Choi, ma non si può assolutamente definire una serie romantica.

La serie

Innanzitutto guardarla è un vero piacere: la trama è molto complessa, ma si segue bene, i personaggi sono tutti ben caratterizzati, profondi; la fotografia, i colori, insomma anche la colonna sonora è valida. Ma non è (solo) per questo che vogliamo parlarvi di questa serie. Tra il 1800 e il 1900 in Occidente sappiamo tutti cosa succede, pagine e pagine di libri su Napoleone, il Risorgimento, i moti nazionali, la Costituzione etc etc…
26a63784042620efeb37e78019db9e05Cosa succede nel resto del mondo non lo sappiamo e neanche lo immaginiamo. Voi vi starete chiedendo che cosa c’entra questo con una serie su Netflix, c’entra più di quanto immaginate.
La cosa che più ci ha colpito di questa serie, assolutamente consapevoli del fatto che si tratti di una serie e non di un documentario ed è ovvio che la storia raccontata sia molto romanzata, è che noi non sapevamo assolutamente nulla di quello che veniva raccontato. Ci siamo sentiti in una situazione di impotenza e di ignoranza… soprattutto. È impossibile che tutta questa storia di paesi, guerre, soprusi, violazioni, fatti terribili che riguardano in fondo una storia abbastanza recente siano completamente ignorati.
Si parla di invasioni, ma soprattutto di una zona, il Joseon (fu uno stato sovrano fondato da Taejo Yi Seong-gye nella moderna Corea) smembrata e vittima dell’interesse di Paesi più ricchi e grandi (Giappone, Usa, Francia, Inghilterra, Russia) che è una cosa sempre capitata nella Storia, ma di cui davvero ignoravamo l’esistenza. Quello che si nota dalla serie è la realtà di un paese povero e malmesso, schiacciato dall’iniziativa e dalla voglia di grandezza ed espansione delle altre nazioni che calpestano senza ritegno cultura, tradizioni, abitanti, sovrani.

Tratteggiate come vere e proprie bestie di Satana ci sono i giapponesi: uomini senza scrupoli che fanno dei coreani i propri animali da circo. -Nella scala sociale giapponese infatti, sotto i cani ci sono i coreani, umiliati nella loro stessa nazione, privati di sovrano, moneta, esercito, ma soprattutto dell’indipendenza. Non tutti i cani sono stranieri però: tra i coreani ci sono tanti che sfruttano la situazione tragica della nazione e si spostano dalla parte dei vincitori. Nella serie sono infatti segnalati i 5 ministri traditori della Corea che con un colpo di stato nel 1905 spodestarono il sovrano e aprirono le porte ai Giapponesi.
Uno dei protagonisti Eugene Choi, coreano scappato in America e diventato poi americano e addirittura capo dei Marines, sembra ricalcare la storia di So Chaep’il anche lui coreano scappato in America in cui ottiene la cittadinanza, diventando medico. I due hanno in comune il ritorno in Corea proprio in concomitanza di questi fatti e saranno entrambi alle prese con i moti rivoluzionari indipendentisti dell’epoca.
7ee53994e31943b2d6ba89c840be8c31Nel 1896 So inizia a dare vita al Tongnip sinmun (L’Indipendente) un giornale scritto in coreano che si dichiarava neutrale ed imparziale. Anche questo particolare viene ripreso nella serie, dove si sottolinea il fatto che in quel periodo l’informazione fosse completamente controllata dai giapponesi e dagli occidentali: non c’erano quotidiani, mezzi d’informazione nella lingua della popolazione e questa ignorava completamente i fatti. L’Indipendente sarà un giornale diretto al popolo coreano che ha il diritto di sapere quello che succede nel suo paese e ciò che il governo decide, per questo motivo il prezzo sarà assolutamente irrisorio. Il giornale nella serie nasce grazie all’intraprendenza di Kim Hee-sung ricco rampollo, che a differenza degli altri personaggi, non usa le armi, ma crede nella pungente e raffinata potenza delle parole. Il giornale (sia nella serie che nella realtà) diventerà il mezzo principale d’informazione dei coreani, ma soprattutto sarà un importante mezzo di comunicazione politica dell’Alleanza per l’Indipendenza. Essa si proponeva di sciogliere la Corea da ogni legame e soprattutto dal giogo che la teneva legata ai paesi occidentali, in particolare in quel momento alla Russia. Sia nella serie che nella vita vera, viene sottolineato in un primo momento la debolezza dell’imperatore Gojong, completamente sottoposto alla potenza russa e soprattutto a cattivi consiglieri che già avevano venduto le loro mamme per la loro gloria.

La storia

È del 1898 la prima vittoria dell’Alleanza per l’Indipendenza, con la cacciata del partito russo dal governo coreano, fu però solo un breve spiraglio. Nel 1904 i due paesi che più di tutti spadroneggiavano nel regno del Joseon arrivarono alla guerra: siamo agli inizi della guerra russo – giapponese. A contrastare la crescente potenza giapponese, dopo la vittoria con la Russia ormai inarrestabile e volta a formare un governo coloniale in Corea fu l’Esercito della Giustizia, che si componeva principalmente di nobili letterati e idealisti più che di professionisti dell’arte militare e che aveva un’attrezzatura bellica che lasciava a desiderare. L’Esercito della Giustizia contava su sporadiche missioni militari ai danni dei giapponesi e costituisce nella serie una grande fetta della narrazione: stiamo parlando dell’Armata Virtuosa, questa unione di antigiapponesi che composta da persone eterogenee, altro non voleva che l’Indipendenza dal Giappone. Il primo esercito si compone dopo l’assassinio dell’imperatrice e continua ad essere attivo fino a dopo il 1911 tra Corea e Manciuria.
2cdbd94e8346a6449d84a336e411c3b5La descrizione dell’Armata Virtuosa è nella serie una parte molto importante: si viene a creare attraverso una fitta rete di persone di ogni fascia d’età, di varia composizione sociale e di ogni sesso, che spinta principalmente da nobili cerca in tutti i modi attraverso attacchi studiati e mirati di colpire i tiranni giapponesi. L’Armata virtuosa raccoglie i vecchi indipendentisti e non smette mai di crescere, accomunati dalla voglia di ritornare un popolo rispettabile, libero, indipendente e non di essere considerati la feccia dell’umanità. Tutti i coreani ben presto inizieranno perciò a prendere volontariamente le armi e ad arruolarsi in questo particolare esercito. Nella serie colpisce molto il ruolo attivissimo in questa Armata, delle donne. Non solo usate come messaggere, seduttrici, spie, ma anche attivamente impegnate nella lotta militare. È il caso principalmente di Go Ae Sin, più piccola esponente dell’antica e nobile famiglia Go, andrà contro ogni convenzione sociale e ogni costrizione legata al fatto di essere una donna per difendere il suo paese.
Ciò che non c’è nella serie, o meglio, che non è esplicitamente specificato è il Movimento patriottico dell’apertura, un modo meno violento di ottenere l’indipendenza basato e ottenuto con la diffusione dell’istruzione, dell’informazione e in generale che portava avanti una politica di modernizzazione della Corea. In realtà la serie preme anche su questo aspetto, parlando in più occasioni di scuole di lingue e dell’importanza dell’istruzione che laddove non può essere fatta nelle scuole avveniva tra privati. Il movimento fu però particolarmente limitato dal potere giapponese che subito attraverso una serie di riforme, mise durissime restrizioni sulle scuole, perché si sa… un popolo intelligente e culturalmente elevato è un popolo consapevole e questo non porta nulla di buono a chi è al potere. Ovviamente la serie pur essendo storica è stata criticata per le sue inesattezze e soprattutto per aver dato fondamento al mito dei salvatori americani in Corea e per aver trattato con troppo riguardo i giapponesi. Ora noi ne sappiamo quanto voi, ma non ci è sembrata proprio proprio così. Eugene Choi si batte per la liberazione della Corea, non perché sia americano, ma perché è il più grande desiderio della donna che ama e non c’entra molto con gli americani, che anzi verranno esplicitamente definiti come menefreghisti e opportunisti e non come salvatori della Corea. Per quanto riguarda i giapponesi la storia è più complessa. 8ec8e0e37653bd92ecfe3c2d88814852Il personaggio più criticato è Goo Dong – Mae, macellaio (siamo alla base, se non al di sotto, della scala sociale) giapponese che entra a far parte della mafia giapponese nel Joseon. Goo Dong Mae è in fondo un personaggio positivo, ma non viene mai meno alle direttive del suo capo se non sempre per salvare la donna che ama. È stato un personaggio così criticato che è stato effettivamente riscritto e ridefinito. Tutti gli altri giapponesi della serie e con loro anche i filo – giapponesi, sono descritti in modo assolutamente negativo e sono in gruppo i veri antagonisti nella serie. Ora forse per noi è incomprensibile il risentimento e la ferita che i Coreani provano nei confronti dei giapponesi, ma forse è un po’ estremo condannare in toto ogni strato della popolazione giapponese ed è stata una scelta corretta comunque mantenere anche solo in un personaggio una forma di umanità.

Ma ora veniamo alla cosa che forse v’interessa di più. Lungi da noi competere con Alberto Angela nella divulgazione storica, di certo non volevamo farvi una sterile lezioncina di storia di un quarantennio coreano, ma per noi questa ricerca è stata importante. È partita tutta da una serie, da una fiction, da una finzione è vero, ma la vergogna misto imbarazzo che abbiamo provato nel non sapere assolutamente nulla di quello che vedevamo, era reale. Non avevamo alcun appiglio per interpretare e guardare con occhio critico questa serie, perché ne ignoravamo completamente il contenuto e questo ci è sembrato grave. È ovvio che non si può sapere tutto della vita, né che si può sapere tutto di una materia, ma perché studiamo solo alcuni uomini invece che altri? Perché diamo tanta attenzione a una fetta di umanità ignorandone completamente un’altra? Sì, sì è vero che è un discorso che già abbiamo fatto e che sono domande senza risposta, riflettevamo pigiando sui tasti.

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(Finalmente) I libri

Ora non è che della Corea si sa poi tanto, neanche ora che è stata un po’ di più sotto i riflettori a causa di Kim Jong-un e delle sue stranissime e anacronistiche idee di radere al suolo la Terra. Non ci siamo dimenticati che questo è un blog che dovrebbe parlare di libri e infatti, in coda a questa descrizione storica di un drama vi consigliamo qualche titolo che potrebbe illuminarvi come a noi ha illuminato Mr Sunshine.
La guardia, il poeta e l’investigatore di Jung myung – Lee, edito da Sellerio è uno dei libri, forse il libro più bello letto quest’anno. L’abbiamo preso ad occhi chiusi, non sapevamo nulla né dell’autore, né della trama, ma ogni pagina è stata una scoperta piacevolissima. sellerio.jpgLa scrittura è meravigliosa, è un memoire forse, un giallo in parte, un romanzo storico sicuramente e una raccolta di poesie anche. Siamo in un carcere giapponese, durante la Seconda Guerra Mondiale. In questo carcere relegati in un anello dimenticato dalle guardie stesse ci sono i prigionieri coreani. Prigionieri perché coreani. Ogni traccia dell’essenza e della tradizione coreana era stata strappata via dai giapponesi. Non si poteva possedere un nome coreano, non si poteva scrivere in coreano, insomma anche solo avvicinarsi a un coreano poteva essere reato. Questo libro pone l’accento su come i prigionieri coreani venissero trattati nelle prigioni: lasciati morire, non potevano accedere alle cure, non potevano praticamente scrivere ai familiari perché ogni piccola sfumatura lessicale sarebbe stata censurata, venivano usati per sperimentazioni, insomma erano esseri umani nella maggior parte dei casi innocenti, che avevano sperato di rivedere libera la loro patria che venivano trattati come bestie. Il file rouge che però alimenta di speranza questo libro così struggente è la cultura e più in particolare letteratura e musica. Sotto censura non erano solamente le lettere dei prigionieri, ma anche tante opere letterarie che potevano istigare alla ribellione o più semplicemente al ricordo e alla riflessione. Ma la letteratura non può essere cancellata così facilmente. Nelle menti e nei cuori dei prigionieri vivevano intere opere, che venivano tramandate di bocca in bocca e andavano a confortare ogni animo.
Sarebbe scorretto rivelarvi di più, perché non vi faremmo gustare a pieno questo libro così emozionante. Quello che però possiamo dirvi con assoluta certezza è che Lee ha una scrittura meravigliosa, con delicatezza e maestria tratteggia personaggi che ci sono rimasti dentro a giorni e giorni di distanza. Ogni personaggio, anche il prigioniero che c’è sullo sfondo mentre le guardie parlano ha una sua dimensione e pesa all’interno del libro, il cui protagonista è difficile da definire. Non sappiamo se c’è più spazio per la guardia: vittima e carnefice, di cui nel corso della trama si smonta il velo di malvagità e violenza che lo avvolgeva; per il poeta, raffinatissimo personaggio che s’ispira alla vita di Yun Dong – ju poeta coreano morto nel 1945, o l’investigatore, che narra la vicenda e che è invischiato nella vita di uno e dell’altro. Quello per cui c’è più spazio è l’amore per l’arte, anche l’oggetto più inanimato della storia viene colpito e insieme consolato dalla potenza e dalla bellezza dell’arte, anche in una fredda, umida e disumana prigione l’arte può essere una cura. Generi diversi che sfumano uno nell’altro senza mai appesantire la narrazione, fanno da contorno ad una trama intricata, ma agile che vi farà commuovere non solo per il romanticismo insito in essa, ma anche e soprattutto per la perfezione e la pulizia della scrittura di Lee.

L’accusa di Bandi, pseudonimo che significa lucciola. È una raccolta di sette storie edita in Italia da Rizzoli.  Bandi sarebbe in realtà uno scrittore del regime del Nord Corea, che ha redatto in segreto storie su diritti violati, deportazioni. I racconti prendono il periodo del Grande Leader Kim Il-sung, fondatore della Repubblica Democratica Popolare di Corea, e l’inizio della carestia, siamo tra gli anni ’80 e ’90, sicuramente più recenti ma la situazione di profondo disagio continua e queste storie sono venute alla luce solamente grazie alla fuga dei manoscritti in Corea del Sud.

960ce39dbac37ad0663b104b57986512Ambientato nella Seoul dei primissimi anni Ottanta è L’altra faccia di un ricordo oscuro di Yi Kyunyŏng, edito da Giunti. Si tratta di un romanzo che tratteggia la vita di un impiegato che in una particolare serata, preso dai ricordi racconta la guerra che ha portato la Corea a dividersi. Era il 1945 e il protagonista riflette come in un enorme climax sulla tragedia personale, familiare e nazionale che ancora si ripercuote nella Corea attuale.

Terra d’esilio è una novella di Cho Chǒngnae, edita in Italia da Giunti. Breve racconto in cui il protagonista C’hǒn Mansǒk, parla della sua adesione alla causa comunista nel suo paese. Il Comitato del Popolo diventa per il protagonista il nascondiglio ideologico in cui rifugiarsi, dopo che spinto dall’odio e dal risentimento aveva compiuto delitti contro i suoi connazionali. La voglia di riscattarsi dopo una vita passata a piegarsi, insieme alla famiglia, ai signori del suo villaggio; e di riscattare in realtà tutta la sua classe sociale lo avevano reso cieco e infatti… Per C’hǒn Mansǒk a causa della sua vita violenta, non ci sarà spazio per una vita tranquilla e serena, ma solo per La Vendetta del Cielo.

Nostri cari e coraggiosissimi lettori, se qualcuno è davvero riuscito ad arrivare alla fine di questo chilometrico, confusionario, terribile articolo vi prego ce lo dica che gli offriamo quanto meno un caffè per il coraggio, ci sentiamo in dovere di fare dei ringraziamenti.
Il primo ringraziamento va ad Alessandra Zengo, che con una storia su instagram ha illuminato la nostra conoscenza verso la Corea e una parte infinitesimale della sua storia, consigliandoci Mr. Sunshine.
Grazie alla serie stessa che ci ha fatto capire quanto la nostra conoscenza sia parziale e fortemente condizionata, ma in fondo consultando buoni libri e facendo ricerche si può arrivare a conoscere tutto, basta volerlo.
Grazie alla nostra libraia, che ci ha ascoltati, aiutati e capiti. Senza di lei non vi avremmo consigliato nessun libro, ma soprattutto non avremmo scritto nessuna storia. Gli orientalisti nella vita servono.


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Best of 2017!

Ciao cari e care,
ci siamo: ormai agli sgoccioli di questo grandissimo anno di mer…aviglia, facciamo un po’ il punto della situazione e vi proponiamo la nostra top 3 di libri, fumetti e serie tv.

Abbiamo letto ben 127 titoli tra libri e fumetti e sceglierne solo tre è stato veramente difficile, ma le sfide non ci scoraggiano, dunque ecco la nostra classifica, buona lettura e fateci sapere quali sono state le vostre migliori letture di questi ultimi 365 giorni!

SERIE TV:

3. Hannibal: una fotografia eccezionale, elegantissima, sensuale. La storia è quella del cannibale più famoso e ad interpretarlo è l’immenso Mads Mikkelsen, che oltre ad essere un assassino è un grandissimo psichiatra. La sua vittima, amico, compagno è invece Will Graham (Hugh Dancy) con cui si sviluppa un particolarissimo rapporto. Attraverso delitti fantasiosi e stranissimi, entriamo nella mente di squilibrati omicidi e scopriamo pian piano i segreti di Hannibal. Una serie che stra consigliamo, solo a chi però non è debole di cuore (e di stomaco anche), alcune scene sono altamente disturbanti e potrebbero essere non poco fastidiose.

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2. Stranger Things: la prima stagione era molto, molto bella, la seconda l’abbiamo vista per 9 ore di fila e ci è piaciuta tantissimo, sicuramente perché è emerso ancora di più quello che era il nostro personaggio preferito, ma che nella prima stagione purtroppo si era visto pochissimo. Stiamo parlando dei Will Byers, ovvero Noah Schnapp, che ha dato una marcia in più ad un personaggio che era già meraviglioso. Indiana, anni ’80, nerd, musica meravigliosa, alieni: non diteci che non l’avete visto.

1. The Good Wife: ancora non l’abbiamo conclusa, finiremo di guardarla nel 2018, ma è già una delle nostre serie preferite di sempre. Avvocati e politica, scandali e love affairs si mescolano nell’odierna Chicago. Ad essere messa in primo piano è la vita di Alicia Florrick, moglie, mamma, avvocato di successo, con un senso del dovere ed una integrità al limite del possibile. Il nostro personaggio preferito è senza dubbio la protagonista e Will Gardner, l’uomo che tutte vorremmo. Se non l’avete ancora vista recuperatela assolutamente, su Netflix ci sono tuuutte le stagioni.

LIBRI

3. Pari merito due saggi strepitosi: Lezioni di letteratura russa di Nabokov e Sulla letteratura di Umberto Eco, che attraverso la penna di due straordinari autori illustrano grandissime opere della letteratura e con loro, grandissimi scrittori. Abbiamo imparato tantissimo: leggere questi saggi ci ha fatto venir voglia di rileggere alcuni libri, per rivalutarli con un nuovo occhio critico.

2. L’amica geniale: tanto è stato detto su questa quadrilogia, ancor di più sulla sua misteriosissima autrice: Elena Ferrante. È un libro lento, magari in alcuni punti scontato, troppo chiacchierato, ma è scritto in una maniera favolosa. Nel 2017, è stata la saga che ci ha tenuto più compagnia, iniziata e finita nei mesi estivi: non riuscivamo a staccarcene, la scrittura della Ferrante è una calamita, non eccessivamente aulica, non banale; la giusta misura per tenere il lettore incollato alle pagine.

20171103_1038451. Il top del top dei libri, letto fra l’altro recentemente è: Il corpo che vuoi di Alexandra Kleeman. Un libro spietato, irriverente, maleducato. Il libro in cui A si spoglia del suo carattere, del suo fisico, abbracciando un nuovo credo in cui le individualità sono cancellate, le personalità appianate. Non vogliamo svelarvi nulla, fatevi bastare il fatto che sia il preferito tra 127 titoli!

FUMETTI

3: Stupor Mundi di Nejìb. Graphic novel assolutamente meravigliosa, ambientata a Castel del Monte ai tempi dell’immenso Federico II. Il protagonista è Annibale, scienziato arabo con un turbolento passato ed un naso aquilino che ispira superbia, che deve riuscire a stupire attraverso le sue invenzioni niente di meno che Stupor Mundi in persona. C’è una lettura migliore per una medievista?

16124047_1346411588764518_8225955286398009344_n2: Con Amore di lontano di Martoz, rimaniamo in parte ancora in ambito medievale con la storia di un crociato che non solo combatte per la fede, ma intraprende una dura recherche per trovare la donna amata e sé stesso. Nel frattempo lo stesso viaggio viene fatto ai giorni nostri, da un altro tormentato personaggio. Il tratto particolarissimo di Martoz, accompagna il lettore attraverso una storia di intima passione, assolutamente consigliato.

1: Il best dei best è sicuramente Non stancarti di andare di Teresa Radice e Stefano Turconi. Enorme fumetto in cui dalla storia d’amore di Iris e Ismail si arriva a parlare di diversità, tolleranza, razzismo, fede, etica e tanto, tanto altro. Un lavoro incentrato sull’attesa che parla ai cuori di tutti noi, l’ultimo fumetto che abbiamo letto nel 2017 ci ha sorpresi in un modo strabiliante. Vi ricordiamo che lunedì 18 abbiamo avuto il piacere di intervistare Teresa Radice e Stefano Turconi, su radiosonar.net, ecco il podcast.

Oltre a voler sapere i vostri best of 2017, ringraziamo tutti voi che ci leggete, che siete passati qui per caso, per sbaglio o che ci leggiate sempre. Confrontarci, parlarvi, discutere di letture insieme a voi è la cosa che adoriamo di più e grazie al blog abbiamo conosciuto persone fantastiche e avuto possibilità di fare cose che nemmeno c’immaginavamo. Lasciandovi con i nostri ringraziamenti e gli auguri per un 2018 straordinario, vi salutiamo facendovi vedere quali sono stati i vostri articoli preferiti!

3. Residenza Arcadia, D. Cuello.

2. Verso il mare in ogni caso, C. Zambotti

1. Non stancarti di andare, Radice – Turconi.

Buon 2018 lettori!

 

Stiamo guardando… #3

Salve carissimi, è dal mese di febbraio e precisamente da questo articolo che non vi parliamo delle serie che ci aiutano a passare le serate in solitaria. Fra i vari vaneggiamenti che faremo ne abbiamo una da consigliarvi vivamente, quindi prendete appunti!

Allora iniziamo con le serie che abbiamo concluso:

 

Once Upon a Time che è arrivata alla sesta stagione e noi boh, cioè diremmo anche basta. Le nostre stagioni preferite sono le prime, fino alle terza. Poi abbiamo notato una lentezza dilagante e un voler allungare a tutti i costi la storia, proponendo e riproponendo la stessa solfa infinite volte. Cioè da che esiste Storybrook hanno lanciato 2 milioni di sortilegi che si spezzano sempre con il bacio del vero amore, sempre tra le stesse persone. Il guaio è che questa cosa non sembra essere stata recepita dai grandi capi che invece di fermarsi stanno preparando una nuova stagione.

 

Daredevil serie Netflix – Marvel: bella, bellissima la prima e la seconda puntata dove abbiamo pianto gran parte delle nostre lacrime perché si racconta la storia di Matt. Il resto della serie no. Voi sapete che a noi piacciono molto i film cruenti e sanguinosi, ma qua si picchiano sempre nello stesso angolo di strada, sempre i soliti 2-3 tra una causa e l’altra. La prima stagione ci potrebbe anche stare, ma la seconda è terribile, tranne che per The Punisher: è un personaggio ben costruito e caratterizzato, l’unico che ha una bella storia psicologica in questa stagione, ma che forse non è stato sfruttato nel modo giusto. Insomma, un altro no.

 

Versailles, seconda stagione: della prima stagione vi abbiamo parlato approfonditamente qui, Luigi XIV è uno dei nostri personaggi storici preferiti e questa serie gli rende davvero giustizia. George Blagden è come sempre bravissimo e qui dovrà scontrarsi con la corruzione che dilaga a corte, promossa tra l’altro dalla sua protetta: la bellissima Athenais. Il nostro personaggio preferito si riconferma essere Monsier Fabien Marchal di cui viene svelato un lato un po’ più sentimentale; ci ha molto sorpresi il personaggio della Principessa Palatina ed in questa stagione ha avuto la sua rivalsa anche Maria Teresa D’Austria. Insomma questa ve la consigliamo vivamente, la trovate in francese sottotitolata.

 

Sta continuando il rewatch di Friends e di Death Note e stiamo guardando ancora a singhiozzo, Master of Sex e Mozart in the jungle 3 che per questa stagione è ambientato in Italia! Aspettiamo con ansia, come la maggior parte di voi, di vedere la nuova stagione de Il Trono di Spade e siamo un po’ incerti su cosa vedere nel nostro prossimo futuro.

Ma ora veniamo al clou, la serie più bella di questo 2017 è senza dubbio lei: The Handmaid’s Tale, tratto dall’omonimo romanzo di Margaret Atwood. Siamo in un futuro distopico, dove un manipolo di mentecatti ha il pieno controllo del corpo e della mente delle donne. Questo è dovuto a un enorme aumento della sterilità, vista come punizione divina dai Comandanti che poi hanno pensato bene di creare questa nuova società in cui ogni famiglia potente e sterile ha una sua ancella, fertile invece, che conterrà il frutto del loro “amore”.1280x720-Ol9.jpgTutto ruota intorno alla libertà o meglio alla sua mancanza. Le ancelle, ma in generale tutte le donne, sono costrette a vivere in casa, non possono leggere, scrivere, non possono uscire se non per far la spesa e soprattutto sono costrette, nel loro periodo fertile a fare sesso con il Comandante in presenza della moglie, dopo aver letto un versetto della Bibbia. La serie, anzi il romanzo, mette in luce la mancanza di libertà delle donne che (non a questi livelli) ha un’eco anche nel mondo di oggi e parla tra le altre cose anche di fanatismo, visto che è quella la causa del nuovo mondo in cui vivono i personaggi della Atwood. Insomma, una serie eccezionale, con una fotografia impeccabile, ma soprattutto con una magistrale Elisabeth Moss che è la Peggy di Mad Men, nel ruolo della protagonista June/Difred e le eccezionali Yvonne Strahovski (la Sarah Walker di Chuck) nelle vesti di Serena Joy Waterford e Madeline Brewer che interpreta Janine. Questa non ve la potete perdere, è sicuramente una serie inquietante e disturbante, ma non è solo un passatempo: lascia davvero qualcosa a cui pensare.

Questo è tutto, fateci sapere cosa state guardando di bello, perché dopo una serie di così alto livello è difficile scegliere la prossima!


 

Vi ricordiamo che potete seguire i nostri deliri seriali e cinematografici su  facebook e instagram dove ne parliamo un po’ di più! ❤

The Crown

Come promesso qui eccoci a parlare di una serie FA – VO – LO – SA. Lo avrete capito che ci piacciono le serie storiche, ma soprattutto le serie storiche british quindi questa non poteva mancare all’appello!

Vincitrice di una fracca di premi, The Crown  che secondo noi li ha meritati tutti e per un solo motivo: è riuscita a scardinare e a dare un ritratto preciso ma non noioso di una grandissima donna del nostro tempo: la regina Elisabetta.

Ho adorato il modo in cui Claire Foy ha interpretato Elizabeth ed il modo in cui è stato costruito il personaggio: Lillibeth è sempre austera, rigida, anche nel vestire rispetto alla sorella per esempio la meravigliosa Margareth; è più semplice, troppo, diciamo con uno stile un po’ alla vecchiarda, molto neutrale, quasi defilato, ma che le permetteva di avere sempre tutto controllo, di non fare mai un passo falso, pur essendo tacciata di avere poco carattere o di non averlo per nulla, quando invece la serie mostra le fragilità che ogni donna, moglie e madre potrebbe avere. Le litigate con Filippo (personaggio che abbiamo odiato, con la sua spocchia, la sua arroganza e il suo sempre poco rispetto verso il ruolo che sua moglie si trovava a ricoprire), le passeggiate a cavallo, le discussioni con sua sorella, l’ansia dei viaggi hanno reso Elisabetta II un personaggio normale, ma estremamente complesso: tutto il suo io è sempre coinvolto in una lotta tra l’essere la regina Elisabetta o solo l’umana Elisabetta e questo la porterà a scelte difficili, sofferte, ma la porterà ad essere la grande sovrana che conosciamo.

È ovvio che la storia è molto romanzata, altrimenti si sarebbe trattato di un documentario e la storyline più bella proprio perché resa estremamente struggente e sofferta è quella della principessa Margareth il nostro personaggio preferito: una donna forte, passionale, dal carattere e dalla creatività incontenibile, impulsiva, terribilmente invidiosa del ruolo centrale ed importante della sorella, costretta ad essere un’ombra e a subirne tutte le conseguenze. Pur non riuscendo ad avere la visibilità che vorrebbe, pur non avendo un posto centrale nella vita degli inglesi, non può avere ciò che vuole: l’etichetta è etichetta ed ogni membro della famiglia reale deve rispettarla, Elisabetta non si risparmierà mai, non scinderà mai la donna, la madre, la sorella, dalla regina e di questo Margareth pagherà le conseguenze. Insomma detto alla nostra Margareth s’è ritrovata cornuta e mazziata.

Pur essendo una narrazione lenta, senza colpi di scena, è una serie estremamente godibile, la rigidità di Elisabetta arriva fino allo spettatore, la nebbia londinese lo avvolge, i problemi del secolo scorso che aveva studiato (o vissuto da lontano) prendono forma sotto i suoi occhi: siamo di fronte ad una serie precisa, studiata ed estremamente bella.

Stiamo guardando…

Salve giovini! Ci siamo accorti che è da un po’ che non vi aggiorniamo sulle nostre ultime visioni ed eccoci a rimediare. Ultimamente non abbiamo fatto grandi sessioni di binge watching (a proposito vi segnaliamo una bellissima miniserie BingeLove fatta da ScreenWeek, fa morire dal ridere), ma abbiamo comunque qualche nuova serie da proporvi e speriamo anche nei vostri sempre graditi consigli! Per capire cos’è quello che ci attrae di più e se vi siete persi qualche puntata sui nostri commenti alle serie tv, vi rimandiamo qui!

Allora come sempre, guardiamo Vikings, serie della History Channel di cui vi abbiamo già parlato qui, siamo arrivati alla conclusione della quarta stagione e noi ci innamoriamo sempre di più, puntata dopo puntata della mitica Lagherta, chi invece proprio non riusciamo a tollerare è quel figlio della madre di Ivar, sono successe taante cose in questa stagione ed il nostro amore per i Northman è sempre infinito. Se non l’avete ancora vista e vi piace la guerra, il sangue, la ricostruzione storica perfetta e dettagliata e una trama veramente interessante è la serie per voi!

Stiamo poi guardando anche The Crown., serie Netflix composta da 10 puntate che è stata rinnovata per una seconda stagione, di cui vi parleremo più approfonditamente in una recensione apposita, ed è veramente una serie molto bella. È lenta, profondamente realistica, incentrata sulla figura di Elisabetta II: adoriamo la scelta di Claire Foy come protagonista è un’Elisabetta perfetta, anche se il nostro personaggio preferito per ora è la principessa Margaret.

Siamo poi arrivati alla terza stagione di Mozart in the jungle che avevamo già recensito approfonditamente per quanto riguarda le prime due stagioni (Mozart in the jungle) mentre abbiamo iniziato da poco Masters of sex, siamo ancora alla prima stagione ma questa serie ci sta piacendo moltissimo! Masters of sex è una serie statunitense, formata da quattro stagioni che tratta della storia del ginecologo che ha scoperto i segreti della sessualità umana, ci troviamo in America negli anni ’60 e Bill Masters cerca, combattendo contro il bigottismo e il tabù che vigeva sul sesso, di portare avanti le sue ricerche in campo medico avvalendosi di una fantastica assistente, la cara, ironica, brillante Gini, sapremo dirvi di più procedendo con la visione!

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Abbiamo invece finito di vedere Sherlock, inutile dirvi la meraviglia e la sorpresa riguardante la quarta stagione che secondo noi ha avuto un crescendo fenomenale, partendo con una prima puntata non estremamente entusiasmante, la seconda già molto più bella e coinvolgente per poi arrivare alla puntata perfetta che è la terza, con l’arrivo del fantastico personaggio di Euros e una nuova caratterizzazione dello stesso Sherlock, quella puntata merita il suo tempo di ripresa.

Una delle serie che abbiamo iniziato a vedere, ma che non ci ha molto convinti è Lovesick serie pubblicata da Netflix che tratta delle disavventure amorose di Dylan e il problema della serie, dal nostro punto di vista, è proprio Dylan non è un personaggio che ci è piaciuto particolarmente e abbiamo deciso di abbandonare la serie.

Tra le cose che invece vogliamo vedere ci sono due anime: Death Note che io ho già visto, ma non in sequenzialità, lo facevano ad ora di cena su MTV molto tempo fa e ho sempre voluto riprenderlo e Yuri on ice per cui il mio twitter impazzisce letteralmente.

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Visto che poi ci proponiamo di fare un bel rewatch di almeno una serie cult ogni anno e l’anno scorso abbiamo optato per Sex and the City e Desperate Housewife due serie spettacolari e meravigliose, quest’anno iniziamo con il proporci il rewatch della serie che tutti conosciamo e che tutti abbiamo amato, sì signori stiamo parlando di:

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Bene la nostra carrellata con le ultime visioni ed i buoni propositi si è conclusa, fateci sapere se vedete, avete visto, avete intenzione di vedere queste serie oppure consigliateci qualcosa voi, siamo sempre aperti ai suggerimenti e vi invitiamo a seguirci sulla nostra pagina Fb dove piazziamo in diretta le nostre visioni seriali, così dai, un po’ di spam fa sempre bene! Alla prossima!

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