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"Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito. Perché la lettura è un'immortalità all'indietro."

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How to: Leggere in inglese.

Da ormai un po’ di tempo ci siamo addentrati nella lettura in lingua, dopo che cerchiamo di vedere film e telefilm solo in inglese. Quando lo raccontiamo le persone ci guardano strano, ci chiamano coraggiosi, ma in realtà non stiamo andando ad acchiappare fantasmi, cioè leggiamo in inglese e vi possiamo assicurare che non è nulla di così estremo. Se ci siamo riusciti noi, voi potete farlo tranquillamente. Ecco quindi i nostri 5 punti su come affrontare più o meno serenamente e con molta calma la lettura di un libro in inglese.

  1. Iniziate dall’inizio.
    Non credo sia troppo utile per incrementare le vostre capacità di lettura leggere come primo libro l’Ulisse di James Joyce, inizialmente magari sarebbe il caso di mantenervi bassini con le pretese. Noi ci siamo battezzati con un libro per adolescenti, siamo stati particolarmente attratti dalla sua copertina, sapevamo fosse una storia banalotta e moderna, quindi ci potevamo arrivare: Aristotle and Dante Discover the Secrets of the Universe di Benjamin Alire Sáenz, niente di metafisico si tratta di un normalissimo Young Adult, che ci ha aiutato a familiarizzare con la lettura in inglese e ovviamente a scoprire qualche termine. Puntate su libri per ragazzi per abituarvi a quello che verrà dopo.
  2. Meglio le cose note.
    Un altro consiglio che sentiamo di darvi è familiarizzare con la lingua attraverso qualcosa che conoscete bene, soprattutto se volete leggere un classico in cui ci sono termini desueti e costrutti che magari non conoscete troppo bene. Abbiamo letto, anzi riletto in inglese A Christmas Carol di Charles Dickens che insomma suvvia, chi non l’ha letto, e anche se c’era qualcosa che non ci suonava troppo noto, non abbiamo avuto problemi. Vogliamo assolutamente leggere in inglese anche Harry Potter, pilastro della nostra adolescenza, secondo noi ci può aiutare moltissimo.
  3. Cosa vi piace?
    Dopo aver iniziato ad entrare nel mondo dell’inglesità, è ovvio che non potete leggere solo cose per ragazzi o roba che avete già letto, quindi scegliete qualcosa che vi piace e buttatevi, ci raccomandiamo la pazienza. Leggere in inglese può essere devastante in alcuni casi, lentissimo, ma non demordete poi andrà sempre meglio. Se almeno il libro che avete scelto ha una tematica o un genere che vi piace allora tenete duro e finitelo, noi ci abbiamo messo una vita a leggere Emma di Jane Austen perché alcune parole non riuscivamo a trovarle neanche sul vocabolario, alcuni costrutti proprio non sapevamo come decifrarli, però poi è andata sempre meglio e lo abbiamo finito, contentissimi.
  4. Appunti.
    Una cosa che facciamo sempre quando leggiamo in inglese è appuntarci le parole nuove, che sia su un quaderno o direttamente sul libro, scrivere la traduzione ci aiuta a memorizzarla. Ovvio non traduciamo e ricerchiamo proprio tutte, tutte le parole che non conosciamo, molte frasi e concetti riescono ad essere interpretati anche senza conoscere tutti i termini, cerchiamo però sempre di appuntarci quanto più è possibile, anche se è ovvio che non immagazziniamo tutto ciò che traduciamo, però anche una parola nuova al giorno è una grande conquista.
    Ovvio che andare a cercare le parole di volta in volta e appuntarsele fa rallentare molto tutto il processo, però un po’ di lentezza oggi, più velocità domani.
  5. Traduzione simultanea.
    Sì questa cosa vi farà rallentare ancora di più ma con noi funziona perfettamente. Mettetevi in piedi (ma pure seduti eh) e cercate di tradurre simultaneamente ciò che leggete ad alta voce, così capite se state effettivamente traducendo bene quello che leggete e se effettivamente ha senso nell’universo e non state dando per scontato di sapere le costruzioni grammaticali e di conoscere il lessico. Quando dite ad alta voce in italiano ciò che c’è scritto in inglese, riuscite meglio a costruire la frase e vi rimarrà più impresso ciò che state leggendo, noi applichiamo questo metodo soprattutto alla saggistica, perché se non si legge integralmente e non si capisce un saggio era meglio leggere Diva&Donna. Noi stiamo leggendo The Beauty Myth di Naomi Wolf e in realtà anche se stiamo applicando il metodo della traduzione simultanea non ci stiamo mettendo molto, è molto più spedita la lettura di questo saggio che quella di Emma che è un romanzo che leggevamo cercando di estrapolare più concetti possibili, senza però applicare questo processo.

Poi non è detto che dobbiate leggere per forza in inglese, noi lo facciamo per non arrugginirci troppo, ma non è che chissà che numeri sappiamo fare con l’inglese, cioè fa sicuramente bene, ma manco fa i miracoli, queste sono solo delle dritte che vi diamo, soprattutto per farvi capire che non ci vuole granché a leggere in lingua!

Cucinare un orso – M. Niemi

Nel Nord più a Nord della Svezia a Kengis, nella metà del 1800 operava Lars Levi Læstadius pastore luterano, botanico, “risvegliato” di origine sami. Laestadius è uno dei protagonisti di Cucinare un orso ultimo romanzo dello scrittore svedese (anzi più precisamente di Pajala cioè là, vicino vicino a Kengis) Mikael Niemi. Niemi ha rilasciato varie interviste in cui racconta la genesi del suo romanzo. Da tempo l’autore raccoglieva informazioni su Laestadius, l’uomo più famoso della sua terra, ma voleva cercare di raccontare la vita del pastore in modo nuovo, presentare questa celebrità della botanica da un punto di vista diversa, visto che molto si è scritto su di lui.

Uno degli intenti dell’autore è quello di creare un personaggio reale, molto spesso ci si dimentica che dietro studiosi, nomi importanti, vip, ci siano persone normali, che come ci racconta Niemi nel suo romanzo fanno la sauna, mangiano patate rallegrandosi della loro bontà e cose simili.

È inutile negarlo. Noi Cucinare un orso lo abbiamo comprato perché veniva associato a Il nome della rosa. A ragione. Il libro è infatti ispirato al capolavoro di Umberto Eco. Lo si riconosce dall’impostazione, c’è l’investigazione, una serie di omicidi, ampio spazio alla divulgazione scientifica, alle diatribe religiose. Anche qui abbiamo un maestro che è Laestadius e un Adso, l’apprendista che è Jussi, ma siamo comunque in ambiti diversi, in fondo la storia è diversa. Chiaro che c’è molto de Il nome della rosa, ma non possiamo dire che sia un libro bellissimo solo per questo.

Di cosa parla? In questo piccolo paese scandinavo ci sono una serie di morti, tutte giovani fanciulle. Prima si parla di orsi assassini, poi di suicidi insomma, ogni soluzione è buona per negare la verità: si tratta di femminicidi. Le donne sono uccise da uomini, uno o più, che non riescono a controllarsi, che non ammettono rifiuti. Questo il pastore e Jussi lo comprendono immediatamente, la vera sfida è farlo capire a tutto il resto della popolazione che non fa altro che negare l’evidenza, dando la colpa alle vittime, che comunque sia avrebbero dovuto stare più attente, che non erano state educate bene, che avevano permesso tutto ciò, insomma: dal 1853 ad oggi ad ogni latitudine non è che l’evoluzione abbia fatto passi da gigante nell’analizzare e nel parlare di femminicidio.

Il romanzo ruota intorno a questi femminicidi e ai progressi che i due investigatori fanno intorno ad essi. Durante le analisi, le indagini etc. Niemi ci descrive la formazione e l’evoluzione di Jussi. Jussi è un giovane sami, scappato da una famiglia che non lo voleva e viene accolto, anzi adottato dal pastore, che avendo perso suo figlio a causa del morbillo vede in Jussi una nuova possibilità. Il pastore conscio del dolore provato dalla perdita del suo amatissimo bambino, cerca in ogni modo di proteggere il piccolo sami e di educarlo nel migliore dei modi. Gli insegna a leggere, a scrivere e vorrebbe insegnargli a predicare, ad ammaliare le persone con la voce e la retorica. Jussi s’impegna con tutto sé stesso, non solo per non deludere il pastore ma anche perché scopre quanto sia meraviglioso il mondo della cultura. S’innamora dei libri e delle storie in essi contenute. Delle proprietà della letteratura e della narrazione che attraverso le parole possono fermare il tempo, dilatarlo, restringerlo. Attraverso i libri e le lettere si può fare qualsiasi cosa. Questo potere incommensurabile è la vera scoperta di Jussi, qualcosa che lo ammalia immensamente ma che lo spaventa anche. Che strumento potentissimo è la parola? Che strumento potentissimo sono i libri? E se questo strumento venisse usato non per creare bellezza, per sconfiggere i limiti dell’umano, ma per servire il male?

“Nella libreria del pastore vedo file e file di copertine, una accanto all’altra, e tutte contengono tempi di tipo diverso. Il tempo che ci è voluto a scrivere il libro, il tempo in cui si svolge la storia, il tempo che ci vuole per leggerla. E mi manca la terra sotto i piedi quando mi rendo conto che in un misero pezzetto di scaffale è racchiuso più tempo di quanto possa contenere una vita intera. Le esperienze descritte sono così vaste che nessun individuo potrà mai comprenderle tutte dentro di sé, i pensieri così numerosi che nessuna mente riuscirà mai a formularli tutti nel corso di una sola esistenza, nemmeno se passassimo ogni singolo giorno della nostra vita a divorare libri. M’immagino grandi case piene zeppe di libri, così tanti che nessuno riuscirebbe mai a leggerli tutti, e al solo pensiero mi vengono le vertigini.”

Una delle cose più belle di questo libro è senza dubbio come viene presentata la passione di Jussi. Appassionato lettore, piccolo investigatore, apprendista botanico. Ma per Jussi anche se è il protetto del pastore, di questo uomo severo e rispettato, la vita non è facile. Una delle cose che Niemi mette in chiaro nel suo romanzo è l’asperità nei confronti di Jussi in quanto sami. Un accento diverso, tratti più marcati, carnagione più scura fanno di Jussi un ragazzo da cui scappare, a nulla serve la protezione del pastore contro uno spietato e feroce razzismo.

In 500 pagine il mistero delle giovani fanciulle uccise si risolve, e viene sottolineato un quadro della Svezia del Nord del 1800 molto realistico. Uomini e donne che vivono di agricoltura, piagati dall’acquavite che riscalda ma rende gli animi flemmi, offuscati, nel freddo dell’estremo Nord. Nonostante le difficoltà e la povertà il romanzo dimostra bene come ci sia sempre una grande sensibilità nei confronti delle arti e della cultura. Quando si può i bambini vengono mandati nelle scuole parrocchiali, si promuovono e si tengono in grande considerazione gli studiosi e gli artisti, nonostante le difficoltà, l’amore per la cultura viene dimostrata in ogni pagina, ma non basta questo. Come abbiamo visto la cattiveria, la malignità degli uomini anche se sono sensibili alla bellezza della cultura, rimangono.

In un romanzo storico e giallo insieme, dove tutto sembra fiction anche se parla di persone in parte realmente esistite, il modo di Niemi di collocare degli episodi che possono tranquillamente essere di attualità fanno riflettere. Com’è possibile che di fronte a una serie di omicidi di donne, indifese, torturate nessuno pensa che siano state vittime. E anche se loro sono morte alla fine, comunque la colpa è stata loro sia se è stato un orso ad ucciderle (sono uscite da sole, dovevano stare più attente) se è stato un uomo poi, insomma perché avrebbe dovuto? Questa ipotesi pare inammissibile. È più o meno la stessa retorica che ancora oggi, praticamente 200 anni dopo si usa ancora per giustificare. Giustificare cosa poi…

Ugualmente tragica è la posizione di Jussi. Le continue vessazioni dei compaesani lo fanno sentire inadatto, in colpa per essere un sami. Per quello non parla con nessuno, cerca di rendersi invisibile e sarà la prima persona ad essere incolpata dalla folla quando ci sarà bisogno di trovare un colpevole. Jussi è sempre frenato, ogni piccolo slancio è ponderato, limitato. C’è un disagio costante che accompagna il piccolo apprendista del pastore e che lo tormenterà fino all’ultima pagina.

E anche questo in 200 anni non l’abbiamo imparato.

Quando avete tempo, recuperate questo libro. Scorrevole e particolare, fila liscissimo ma riesce a dare importantissimi spunti, quelli di cui vi abbiamo parlato sono solo alcuni.

Ovunque sulla terra gli uomini – M. Marrucci.

Per Racconti Edizioni è uscito non da molto, Ovunque sulla terra gli uomini, una raccolta di racconti inediti di Marco Marrucci.

Ovunque: avv. indefinito, dappertutto, in ogni luogo. Dieci racconti portano il lettore nei luoghi più diversi: San Salvador, Mongolia, Tessaglia, Melbourne. I luoghi vengono sempre indicati e sappiamo sempre collocare i fatti nello spazio, mentre a livello temporale il discorso cambia. Alcuni racconti possiamo collocarli qui ed ora, altri sfumano in tempi passati, altri ancora sono fissati nel mito. Gli uomini, ovunque sulla terra… ma anche le donne, i bambini, gli animali. In dieci racconti il punto di vista e i protagonisti cambiano sempre. Tutti questi personaggi sono compressi in una cornice. Il primo e l’ultimo racconto sono legati e questo è sorprendente: dopo che il lettore ha vissuto nove storie completamente diverse non si aspetta un legame proprio all’ultimo. In realtà il lettore dopo i primi due – tre racconti non sa proprio cosa aspettarsi. Prima pensa di essere davanti a una raccolta di racconti realistici, verosimili ecco… poi gli piomba addosso la mitologia, poi s’imbatte in strane cose surreali, quindi è inutile prevedere di cosa possa parlare il racconto successivo. Si legge e basta. Ma allora, se è tutto così diverso, se le trame sono così lontane così come l’ambientazione che le contiene, così come i protagonisti che ne fanno parte; cos’è che lega le storie di questa raccolta?

“È un nettare amaro, un fiele che non posso rifiutarmi di bere perché è incorporato nelle traiettorie della discesa e del ricordo, è esso stesso la discesa ed il ricordo.”

Lo stile. Quello che colpisce di più il lettore è infatti come i racconti sono scritti, non la trama, non l’ambientazione. La scrittura di Marrucci è preziosa, riempie ogni vuoto della trama, ma non è pesante. Le scelte lessicali sono mirate, varie, estremamente pesate. Le parole rimangono nella mente del lettore, perché sono parole che non usa: parole belle, musicali, che durante la lettura vengono catturate ed interiorizzate perché suonano bene, meglio di quelle quattro parole che si usano sempre. Le frasi sono lunghe e corpose, evocative, ma non troppo: nonostante l’esattezza e la ricerca lessicale le immagini che Marrucci propone rimangono come sospese, avvolte dal fumo, irrisolte. Questa opulenza stilistica, ci hanno fatto pensare allo stile decadentista, una corsa verso la bellezza che più che far attenzione alla trama, alle ambientazioni e ad avvincere il lettore con colpi di scena, cerca di ammaliarlo con le parole, reduci da una ricerca che innalza autore e lettore.

“Ti dirò che a volte l’amore non è solo una corrente impetuosa che sommerge e ubriaca, ma anche bonaccia che si deve vincere a colpi di remi o disegnando astuti giochi di vela, con una fatica e un’applicazione che sono il prezzo da pagare per le gioie della complicità?

Insomma in un momento di povertà lessicale pensiamo sia importante proporre e leggere libri simili. Va bene essere sconvolti da colpi di scena eccezionali, viaggiare e perdersi in luoghi esotici, ma anche godere di una scrittura così intensa ha il suo perché. Nella infinita lotta tra atticismo e asianesimo, che si protrae dal III a. C., per noi vince l’asianesimo.

Il comunismo spiegato ai bambini capitalisti, G. Thomas

“Il comunismo è un’idea che appartiene agli esseri umani, più naturalmente e semplicemente del capitalismo.”

Per anni e anni  la scuola ci ha sempre fornito grosso modo la stessa visione della Storia. E se tutte le scuole offrono questo programma univoco e uguale, sarà quella la vera storia? Sì e no.

Non possiamo di certo dire che la Storia studiata nelle scuole sia una baggianata completa, ma possiamo certamente affermare che si tratta di una parte piccolissima del glorioso passato dell’homo sapiens sapiens attentamente selezionata. Selezionata da chi? Questo forse è il punto, ma noi sinceramente una risposta a questa domanda non ce l’abbiamo, possiamo però indicarvi uno scrittore che oggi si occupa di parlare in modo agile e semplice (con un linguaggio molto più comprensibile e sciolto di alcuni moderni sussidiari), di un altro pezzo di storia più o meno nascosta.

WhatsApp Image 2018-09-07 at 14.57.03 (1).jpegStiamo parlando di Gérard Thomas, autore svizzero, pubblicato in Italia da Edizioni Clichy e in particolare del suo Il comunismo spiegato ai bambini capitalisti e a tutti quelli che lo vogliono conoscere che abbiamo avuto il piacere di leggere. Suoi sono anche Cento motivi per essere di sinistra e L’anarchia è una cosa semplice. Ma torniamo al principale oggetto di questa recensione, Il comunismo spiegato ai bambini è un libro agile, sorprendentemente sintetico, ma comunque molto esaustivo.

La storia inizia come tutte le storie, dagli albori, dallo sviluppo dell’uomo in quanto tale e dalle prime civiltà iniziando a soffermarsi sui Sumeri ad esempio. I capitoli in cui è diviso, ovviamente disposti in ordine cronologico, si soffermano su personaggi o su avvenimenti storici non troppo conosciuti. L’autore non vuole in alcun modo fare un’apologia del comunismo, né si deve pensare dal titolo che stiamo parlando di un estremista che istituirebbe i Soviet domani. Si parla di una narrazione che vuole portare a conoscenza della maggioranza, fatti che molto spesso non vengono minimamente trattati nell’istruzione mainstream. Il target a cui si riferisce è infatti giovane, proprio per porre all’attenzione di chi studia in continuazione sempre gli stessi episodi, che c’è di più di quanto si pensi. L’aspetto più interessante del libro è che Thomas non difende in maniera assoluta tutti gli aspetti che si sono sviluppati dal comunismo, ne critica la violenza, il potere che alla fin fine si è comunque concentrato nelle mani di poche o singole persone, ma è anche deciso a sottolineare la positività di questo pensiero filosofico, politico e sociale.

marxI concetti sono chiari, semplici e spiegati benissimo: Thomas vuole solo far conoscere come il capitalismo ha strutturato ogni minima parte della nostra vita, eliminando e nascondendo le altre ideologie che potevano assicurarci una vita molto probabilmente più sana e felice per tutti. Questo è un libro semplice, anche molto generico, di certo non parla di chissà quali astrusi e complicati pensieri del comunismo, ma è proprio attraverso l’immediatezza e la semplicità con cui è scritto che assicura una piacevole lettura e una istantanea comprensione. Gerard Thomas non vuole in alcun modo farci cambiare idea, questo non è un libro di propaganda, è solo un libro di divulgazione. Quello che Thomas dice è che il comunismo ha sempre fatto parte dell’umanità e per questo la storia del comunismo è anche la nostra storia e non può essere dimenticata o riscritta.

In questo momento di intolleranza sociale, dove al posto di integrare e costruire si distrugge, dove al posto di condividere ci si separa e si semina paura e terrore invece che amore e tolleranza, sarebbe bene, al di là di ogni appiglio politico, tornare a sentimenti semplici che ci permettano di vivere bene, in armonia con noi stessi e con gli altri.

E ritornare alle origini, alle comunità, al volersi bene sinceramente, non è forse un po’ abbracciare anche il meglio di questa ideologia?


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Questo è il mio sangue, E. Thiebaut

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Dal sito Tumblr Womanstruation

Era ferragosto, giorno festoso, caldo, pronti per la solita scampagnata quando… Menarca.
Sicuramente non provai gioia. Non che avessi capito subito la portata del cambiamento, ma non mi sembrava così allettante, poi proprio quel giorno ne avrei fatto molto volentieri a meno. Mi sentivo innanzitutto sporca, soprattutto scomoda e anche un po’ dolorante. Dopo un solo secondo da quando la prima goccia di sangue scorse, già mi sentivo diversa, poi mettici pure quel coso ingombrante e limitante tra le gambe. Era l’inizio di un incubo? Mentre scrivo ora stesso ingombro, dolore centuplicato ma sta iniziando a subentrare l’abitudine e soprattutto non sento più quella opprimente sensazione di sporcizia e quasi di colpa. È un meccanismo naturale, normale, anche se misterioso sia per noi che lo viviamo in prima persona sia per il resto del mondo. All’inizio era realmente imbarazzante, specialmente per il terrore di sporcarsi, ora però non ci faccio più neanche caso. Vedo però l’imbarazzo legato alle mestruazioni tutto intono a me: nelle commesse che quando vai a comprare gli assorbenti li posizionano nelle buste in modo che non siamo troppo visibili o quando addirittura incartano il pacco, mai sia che qualcuno sappia che è arrivato il marchese. L’assorbente poi, che oggetto misterioso. Contiene tutta la nostra sporcizia, la nostra vergogna, le nostre nefandezze oppure… contiene l’elisir di lunga vita?

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Elise Thiebaut con una narrazione precisa, fortemente ironica e spudoratamente anticlericale, ci presenta miti e leggende legate alle mestruazioni, tabù, credenze ma anche importantissime ricerche che stanno cercando di portare chiarezza in uno dei misteri più grandi del corpo femminile. Tra cui la scoperta che nel sangue mestruale ci sono delle cellule staminali: le cellule rigenerative endometriali che potrebbero curare malattie come il diabete, la cerrosi epatica, la fibrosi cistica o la sclerosi a placche… Insomma non proprio qualcosa da schifare. Oltre a tutta una serie di ricerche che scoprirete da soli, questo saggio è godibilissimo. Non solo l’argomento è innovativo ed estremamente interessante, ma è presentato con grande lucidità. L’essere donne non ci rende automaticamente l’essere esperte di ciò che succede al nostro corpo e la Thiebaut sottolinea in varie occasioni le limitazioni a livello scientifico che riguardano sia il perché del sanguinamento, sia la sindrome premestruale, i dolori durante il ciclo che seppur riconosciuti da 2000 anni non sono mai stati indagati più di tanto, sempre rimandati alla debolezza solita della donna.

“Nonostante la sua banalità, il ciclo resta oggi un fenomeno misterioso, circondato da leggende, superstizioni, reticenza e stereotipi la cui persistenza non può che stupire.”

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Dal sito Tumblr Womanstruation

 

Siamo più di 3 milioni al mondo, tutte abbiamo avuto il ciclo, lo stiamo avendo o lo avremo e davvero non sappiamo cosa e perché succede; e la verità è che a nessuno pare interessare più di tanto. Succede perché così deve essere, ma pur essendo una cosa così banale e normale è ancora sussurrata, disprezzata e mal vista. Se sei nervosa “hai le tue cose”, tutto cambia, manco vale la pena di parlare con te quasi come se in quella settimana diventassi incapace di intendere e di volere. Già siamo sempre un gradino sotto, nella scala d’importanza, ma se siamo pure mestruate cadiamo proprio dalla scala.

 

 

Si può parlare di “diseguaglianza mestruale” poiché le donne hanno le mestruazioni e le mestruazioni sono oggetto di tabù, le donne subiscono una forma di oppressione che nessun uomo conoscerà mai.

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Dal sito Tumblr Womastruation

Le mestruazioni sono gli umori che escono fuori dai nostri corpi, sono ciò che espelliamo per purificarci, perché siamo inferiori e siamo state punite con questo meraviglioso processo che ci fa perdere sangue una volta al mese. Ma la Thiebaut ci dice che il ciclo è stato anche invidiato: in varie tribù gli uomini si praticavano dei tagli genitali per imitare le mestruazioni. Il sangue mestruale era parte di riti importanti perché in molte culture rappresentava il magma che dà la vita e la fertilità. Poi è arrivato l’ebraismo, che condanna il sangue in ogni suo aspetto, che si basa sul concetto di purità e impurità ed ovviamente la donna mestruata è impura, va tenuta lontana, può contaminare. E insomma… dall’ebraismo sono venute fuori cristianesimo e islamismo, il resto lo sappiamo.

Oggi con una nuova consapevolezza, con i progressi che sta facendo il movimento femminista e cerchiamo di fare tutte noi auspichiamo di approdare alla rivoluzione mestruale. Eliminare il tabù, eliminare l’aliquota come bene di lusso sugli assorbenti, eliminare ogni discriminazione legato ad un fatto assolutamente naturale. Che siate donne o uomini questo è un libro che dovete leggere. Le mestruazioni non sono un culto misterico e devono essere considerate come parte integrante e vitale della vita di tutte e tutti.


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NETFLIX BOOK TAG!

Book Tag Febbraio

Ciao carissimi e carissime! Dopo una caterva di studio per degli esami terribili speriamo di aver smesso di trascurare questo nostro bellissimo spazio! In questi giorni ci avete scritto per sostenerci e per dirci quanto vi piace leggerci e noi siamo super contenti! In effetti ci è dispiaciuto molto aver tralasciato sia le letture sia voi lettori, però ora siamo qui e ci facciamo perdonare con un book tag che mette insieme i libri e le serie tv, cioè le nostre droghe. Come sempre noi non vediamo l’ora di conoscere le vostre risposte, quindi ci sentiamo nei commenti!

20170916_1256581. Recently watched: il libro che hai appena finito di leggere: L’ultimo libro che abbiamo letto è Atlante leggendario delle strade d’Islanda, ormai ere fa. Stiamo invece leggendo a piccolissimi passi Gargantua e Pantagruele e ci sta divertendo tantissimo! La nuova edizione è edita da Gorilla Sapiens Edizioni, l’avete ascoltata la nostra intervista a questa splendida casa editrice vero? Se non l’avete fatto la trovate qui.

2. Top picks: un libro che ti è stato consigliato in base ai tuoi gusti letterari: Un libro che ci è stato consigliato è La sposa normanna di Carla Maria Russo, complice ovviamente la nostra immensa passione per i romanzi storici. Il libro ce l’abbiamo e giace insieme ad una marea di altri colleghi sullo scaffale dei libri di prossima lettura.

16715.jpg3. Recently addedd: il tuo acquisto libresco più recente: non possiamo parlarne al singolare, perché in realtà… sarebbero tre! Umberto Eco e il Pci. Arte, cultura di massa e strutturalismo in un saggio dimenticato del 1963 di Claudio e Giandomenico Crapris per rimanere nella leggerezza, Men and Cartoons di Leethem che mi incuriosisce tantissimo, perché parla di supereroi in modo un po’ diverso dal solito. L’ultimo libro è un altro di non fiction, un saggio che ho voluto appena l’ho visto sul profilo ig della mia libraia, è Questo è il mio sangue. Manifesto contro il tabú delle mestruazioni della Thiebaut che non vediamo l’ora di leggere.

4. Popular on Netflix: due libri che tutti conoscono. Uno che hai letto, uno che non hai letto: ehm popolari… in genere non leggiamo cose troppo mainstream, vale zerocalcare? Abbiamo letto recentemente Macerie Prime, poi altri libri popolari potrebbero essere quelli della Ferrante, di cui abbiamo letto la quadrilogia dell’amica geniale, di cui vi abbiamo parlato qui e qui. Per quanto riguarda i popolar che invece non abbiamo letto, ora sta andando tantissimo 4321 di Paul Aster che non abbiamo neanche comprato e in generale siamo un po’ lontani dalla letteratura americana, abbiamo letto pochissimo anche di Philip Roth, ma questo voi lo sapete già.

5. Comedies: un libro divertente: per i libri divertenti vi devo rimandare di nuovo a Gorilla Sapiens Edizioni, in particolare il loro ultimo libro ironico e irriverente è L’interpretazione dei sogni di Freud Astaire di A. Zabaglio o A. Coffami! Che vi consigliamo assolutamente.

6: Dramas: il/la drama king/queen di un libro che hai letto: allora, ora scomodiamo un grande libro, un bel classico che abbiamo letto tempo fa. Si tratta di Villette di Charlotte Bronte e della sua protagonista, Lucy che veramente ne passa di cotte e di crude ed è un po’ una drama queen. Un personaggio di enorme mestizia e tristezza, ecco. Le ragioni per essere così malinconica ce le ha, però dai Lucy, ritrova la speranza, siamo con te!

7: Animation: un libro con dei cartoni in copertina: pesco ancora qualche titolo dallo scaffale delle prossime letture e vi dico Non siamo che alberi. Saggio alla scoperta del bosco degli uomini altro libro di non fiction che analizza il rapporto tra uomini e natura, corredato da fotografie alla fine del volume. Come avete capito ci stiamo dando dentro con la non fiction, quindi le prossime recensioni saranno principalmente su questi massimi sistemi.

75d3990b8ee975a10169fede97a122f4.jpg8. Watch it again: un libro o una serie che desideri rileggere: ritorniamo alla cara Charlotte, perché non molto tempo fa presi da non so che cosa, volevamo rileggere Jane Eyre, poi volevamo rileggere Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, ma non abbiamo riletto proprio niente. Questo è il grande problema di avere librerie dislocate a 274 km di distanza, non possiamo accarezzare e rileggere i nostri libri preferiti, quindi inevitabilmente ne accumuliamo di nuovi.

9. Documentaries: Un libro non-fiction che consiglieresti a chiunque: vi abbiamo già nominato tanti libri di non fiction, ma uno che ci piace tanto tanto tanto, è Sei passeggiate nei boschi narrativi, un bellissimo saggio sulla letteratura di Umberto Eco. Non ci dite che siete sorpresi! Siamo arrivati al 9 quesito senza consigliarvi nulla di suo.

10. Action and adventure: un libro pieno di avventura: un libro abbastanza avventuroso, con vari colpi di scena e peripezie è sicuramente Un lungo cammino di Daveti , Palloni, Rossi. Un fumetto che ci è piaciuto veramente tantissimo e che vi consigliamo. I disegni sono stupendi e la storia è una distopia che sembra fin troppo vicina.

11. New releases: un libro appena uscito (o che uscirà a breve!) che non vedi l’ora di leggere: a marzo uscirà Kids with guns di Capitan Artiglio, per Bao Publishing. Noi adoriamo il suo stile e poi ci sono dinosauri, colori sgargianti e… ci aspettiamo tantissimo da questo fumetto! Non vediamo l’ora di metterlo sullo scaffale delle prossime letture.


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