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"Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito. Perché la lettura è un'immortalità all'indietro."

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Parole nella polvere, Máirtín Ó Cadhain

“Muraed! Ehi, Muraed!… Hai sentito cos’ha detto? Basta, sto per scoppiare! Ora scoppio!…”

Voi l’avreste mai detto che un libro ambientato in un cimitero potesse essere divertente? Eppure Parole nella polvere è brillante, ironico, irriverente anche se i suoi protagonisti sono tutti morti e sepolti. Tutti si ritrovano a chiacchierare dai loro loculi su fatti passati, ma soprattutto su fatti recenti, sempre alla ricerca di succulenti gossip dal mondo di sopra. Questo cimitero è quasi come quello della Livella di Totò: i morti non smettono di stuzzicarsi facendo notare a chi sono destinate le tombe migliori, ma in fondo ci pensa il gossip a livellare. I defunti infatti non vedono l’ora di piombare come avvoltoi sui nuovi morti, che portano notizie fresche.

whatsapp-image-2018-04-26-at-20-56-50.jpegQuesto romanzo è l’opera più importante di Máirtín Ó Cadhain, autore irlandese, fortemente radicato alla sua terra e alla sua cultura, cosa che il lettore noterà subito. Sono moltissime i riferimenti geografici, ma anche rituali e mitologici che in alcuni casi non rendono la lettura scorrevole. In realtà il lettore che si trovi ad affrontare Parole nella Polvere deve abbandonare l’idea di una narrazione lineare e tranquilla. In questo libro regna il caos. Siamo in mezzo alle tombe del Connemara, bombardati da notizie, in un turbinio di voci che sbucano dal suolo e che si rintuzzano a vicenda. È un fiume in piena, senza stacchi, senza presentazioni. Ci si trova in mezzo alle conversazioni, tra voci che non si sa a chi appartengono e dopo un po’ di spaesamento, ti accomodi e ti lasci accompagnare da tutti gli schiamazzi dei morti. E così si fa conoscenza anche con la terribile Caitriona, con la finta colta Nora, con il maestro che si strugge per la sua ormai ex moglie e così via…

Leggendo questo libro abbiamo avuto l’impressione nonostante la difficoltà di seguire per bene i discorsi, di stare in un ambiente fortemente familiare. Tutti si conoscono, fanno riferimento alle stesse persone e si arrovellano sugli stessi episodi. Sembra di stare in un paesino, dove l’inciucio è la materia prima. Solo che in un cimitero non si può sparlare, perché quello che di noi rimane, è solo la voce quindi ogni pettegolezzo è alla luce del sole e non si finisce mai di discutere.

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È stato veramente bello potersi immergere completamente in una narrazione così particolare e il merito è senza dubbio anche della traduzione. È la prima volta che Crè na Cille arriva in Italia e lo fa accompagnato da quattro traduttori che sono partiti da tre precedenti edizioni in inglese. A Ó Cadhain si è sempre rimproverato l’uso prepotente del dialetto e questo ha creato grandi difficoltà in ogni sua traduzione, anche se la narrazione ha acquistato in dinamismo e vivacità. Il brio non viene meno però nella versione italiana. È utilizzato un linguaggio moderno e vivo, senza artificiosità e termini che cristallizzano quest’opera negli anni ’40, è pieno di espressioni colorite, di parolacce laddove servono, in questi pettegolezzi ruggenti.

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Ringrazio Edizioni Lindau per aver intrapreso un lavoro così lungo, ma che ha portato nelle nostre mani un vero capolavoro. Se volete sapere di più su questa casa editrice torinese vi rimando all’intervista de La campana di vetro e alla chiacchierata che ho avuto con Alberto Del Bono.


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Il cacciatore Gracco, Martoz

Il cacciatore Gracco è un racconto incompiuto di Franz Kafka. Narra di un cacciatore che ritorna dall’aldilà, non sa per quale motivo questo sia successo proprio a lui, ma la sua barca fa una deviazione che lo riporta nel mondo dei vivi. Kafka lascia così un incipit molto interessante e Martoz (Alessandro Martorelli) è immensamente bravo nel coglierlo e svilupparlo.

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Nella graphic novel creata da Martoz, Gracco ritorna nella Foresta Nera con un unico obbiettivo: trovare ed uccidere il camoscio bianco, l’animale che ha causato la sua morte. È una vendetta quella che Gracco vuole compiere a tutti i costi e per farlo sconvolgerà tutti i sistemi. Non è chiaro in quale tempo si svolge la vicenda, né precisamente dove; siamo nella Foresta Nera, ma ci troveremo anche in uno sterminato campo da golf e a Venezia ad esempio. Siamo in un non luogo ed in un non tempo e anche Gracco fatica ad ambientarsi. Il protagonista torna dall’aldilà in un mondo che non riconosce come pienamente suo, sono cambiate tante cose dall’ultima volta che c’è stato e Martoz crea attraverso un paesaggio ed un linguaggio particolare questo smarrimento. In una insolita ambientazione seguiamo la recherche di Gracco, che come un altro Ulisse peregrinerà, incontrerà strani personaggi, farà traslochi e s’innamorerà di Calypso per 7 minuti. Sarà dura per lui raggiungere la sua tanto agognata preda, anche perché non è solo un cacciatore. Tornando dall’aldilà ha infranto la regola base che regge il mondo e scombussolato l’ordine cosmico, sarà per questo vittima di una spietata caccia all’uomo.

Non vogliamo svelarvi altro anche perché non sapremo come fare; già il fatto che riprenda un racconto di Kafka dovrebbe darvi l’idea della complessità, ma c’è tanto altro: riferimenti bibliografici, cinematografici, error 404 e anche mitologici. Questa trama intricata si accompagna a dei disegni molto particolari. Il tratto di Martoz è assolutamente distinguibile ed originale: figure grottesche e sinuose si alternano a momenti di rigido geometrismo. La lettura delle sue graphic novel non è immediata. Non solo per il suo tratto, ma anche perché la pagina è totalmente scomposta; non abbiamo una squadratura standard e spesso la sequenzialità delle vignette non è scontata. A questo si aggiungono balloon e lettering del tutto insoliti, conditi da un linguaggio nuovo e inusuale. La palette di colori si compone principalmente di toni caldi e di verde; non mancano però pagine in cui il lettore può avere una crisi epilettica, grazie a toni molticolor e fluo.

http://radiosonar.net/bande-dessinee-3-18-intervista-a-martoz/Il cacciatore Gracco ha sia a livello grafico che narrativo una grandissima complessità, non è intuitivo, ma è una lettura estremamente appagante. I risvolti della trama, i colpi di scena, di tanto in tanto degli sprazzi di nonsense rendono non solo questo fumetto interessante, ma anche avvincente ed ironico. Non è una storia solo di avventura, ma ha vari livelli di lettura, c’è la ricerca di se stessi, l’amore, il senso di colpa, in un fluire narrativo scomposto ma geniale. È la messa in scena della complessità dell’uomo e dell’universo di cui fa parte, incorniciato da un apparato grafico sorprendente. È marzo 2018 e questa è per certo una delle migliori letture dell’anno.

Per saperne di più su questo fumetto (oltre a comprarlo praticamente ora) e sul suo autore, potete ascoltare qui l’intervista andata in onda ieri su radiosonar.net, in cui ho avuto il piacere di fare qualche domanda a Martoz sui suoi lavori!


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Tararabundidee feat. Tra le righe ep. 2: NATALE.

Eccoci per il nostro appuntamento mensile con le libraie. Stavolta il tema scelto ha meno dietrologie, dicembre è il mese di Natale, della famiglia, dei regali e quindi abbiamo deciso di misurarci con la nostra festa preferita. Per recuperare le puntate precedenti potete andare qui e qui. Lasciamo subito la parola alla nostra libraia Tiziana che consiglia un libro per bambini, ma adatto a tutti, che ha a che fare con renne, elfi e regali. Insomma nel pieno canone natalizio un libro che permette di far riscoprire meraviglia, dolcezza e gratitudine.

Finalmente ci siamo, dicembre è arrivato portando con sè la festa più’ attesa da tutti noi (o quasi), il Natale.
Ma più’ di ogni altro, ad aspettare con ansia e trepidazione questo periodo dell’anno, sono i bambini, e anche qualche adulto che ha conservato il ricordo dei natali trascorsi della propria infanzia e della sua caratteristica fondamentale; la magia e la sua bellezza intrinseca.
L’atmosfera si fa effervescente, tutto intorno a noi si colora delle tante lucine che fanno capolino da balconi, terrazzi e portoncini, le luminarie accendono strade e vicoli e la gente non pensa ad altro che a fare regali per i propri cari e a cosa mettere in tavola alla vigilia, giorno in cui tutta la famiglia si ritrova, perché per antonomasia il Natale è la festa della famiglia in tutte le sue declinazioni e, i bambini ne sono in assoluto i protagonisti.

Ed è  proprio di un libro dedicato a loro e al Natale di cui vi parlerò, s’intitola “Rover salva il Natale” di Roddy Doyle della Salani, lui è uno scrittore e sceneggiatore irlandese di grande successo.
Un libricino che si legge tutto d’un fiato con illustrazioni carine, pieno di simpatici intervalli pubblicitari, che nell’insieme rendono il racconto esilarante, un classico della letteratura per l’infanzia che ha divertito tanto anche me.

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È la storia che viene narrata dalla notte dei tempi, quella che vede protagonista Babbo Natale e tutta la sua affaccendata squadra ma, questa volta succede qualcosa che la cambia un po’, Rudolph la sua renna più veloce e che illumina il sentiero alle altre con il suo nasone rosso, è in sciopero perché è arrabbiato e anche un po’ ammalato. La ragione del suo stato d’animo è data dal pensiero di tutti quei bambini che dal Natale si aspettano solo i regali, che sono viziati e che il più delle volte neanche ringraziano.
Ma una soluzione al problema c’è e si chiama Rover, il cane più intelligente e furbo che esiste e, sarà un astuto elfo inviato proprio da Babbo Natale a convincerlo ad aiutarlo.
E così Rover parte alla volta della Lapponia insieme a una allegra combriccola di personaggi bizzarri e stravaganti, per niente convenzionali, comprese due lucertoline, per andare in aiuto di Babbo Natale e far sì che tutti i bambini del mondo la sera di Natale ricevano i regali dei loro sogni. Tra situazioni esilaranti e imprevisti di ogni tipo sorvoleranno il globo e recapiteranno pacchi ovunque, mentre dal cielo, quel genio di Roddy Doyle fa piovere zucchero al posto della neve.

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Lo consiglio vivamente a tutti, grandi e piccini, perché il messaggio è tra le righe di ogni pagina; alimentare curiosità e fantasia, per arricchire sempre di più la nostra vita e di conseguenza quella dei nostri bambini, facendo sì che almeno in loro continui a nascere e a crescere lo stupore e la meraviglia, l’incanto che questo periodo dell’anno crea in loro e anche un po’ in noi adulti, nonostante questo nostro mondo strampalato.

Quindi chiudo così, incitando Rover a trainare la slitta anche quest’anno che Rudolph non ne ha voglia, perché ne abbiamo bisogno tutti, anzi grazie.

Tiziana Di Padova

Noi di consigli natalizi ve ne abbiamo dati già un po’, e li potete recuperare leggendo i fumetti di Natale e i consigli del BBB. Non ci resta quindi che augurarvi un Natale sereno, gioioso e pieno di bellissime letture! Ringraziando ancora una volta le libraie adorabili, che si prestano a queste bellissime recensioni.

Noi ci risentiamo presto, facendo il punto della situazione librosa del nostro 2017!

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Non stancarti di andare, Radice – Turconi.

Dopo la lettura di questo libro, ho capito di avere seri problemi con i libri che parlano di fede e del rapporto con Dio. Già ad inizio anno con la lettura di Blankets ho riflettuto molto su questi temi, con Non stancarti di andare, ultima graphic novel della coppia Radice – Turconi è impossibile non farlo.

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Non voglio parlarvi di quanto sia bella questa graphic novel, credo che già lo sappiate. Qualsiasi produzione di questi artisti è fantastica. Non sto a dirvi quanto la narrazione di Teresa sia esatta, coinvolgente e come i disegni di Stefano si adattino perfettamente ad essa, rinnovandosi di pagina in pagina. Non stancarti di andare parla di Iris e Ismail, della loro storia d’amore travagliata, dell’attesa, del conflitto turco siriano, dei migranti, ma il tema che più mi ha colpito è quello che ruota intorno alla fede.

Si mescolano tanti modi per chiamare la stessa entità che dovrebbe controllare tutto e salvaguardarci, anche se non sembra capace di farlo.

“Il mare si placa poi s’ingrossa, culla e schiaffeggia. Allah è confuso: non sa che farsene di noi. Forse ha troppe poche orecchie per ascoltare le suppliche di ciascuno. Forse altrove c’è chi grida di più: lo hanno assordato.”

Ci sono cristiani cattolici, copti, musulmani, tanti nomi diversi in questa storia che servono poi a definire lo stesso gruppo di persone, i credenti. Coloro che hanno sempre un appiglio, sanno a chi rivolgersi, magari sanno anche a chi dare la colpa e sono estremamente fortunati per questo. Ma compaiono anche gli altri, quelli che non hanno appigli e che a detta di padre Saul sono più forti, proprio perché riescono ad andare avanti senza affidarsi a qualcosa che non si vede né si tocca, che si può solo pensare.

Questo libro è scomodo, non solo perché la storia d’amore vi farà perdere ogni dignità, ma perché porta il lettore a farsi delle domande che vanno oltre il proprio io, abbracciano l’umanità intera e quando c’è qualcosa che riesce ad attivare così il tuo cervello e a far pensare oltre te stesso, si fa sempre fatica.

Questa graphic novel ci domostra quanto siamo poco abituati al dialogo. Ci rifugiamo dietro pregiudizi, finte credenze, luoghi comuni, ci rintaniamo nella nostra ignoranza/finto intelligenza suprema, invece di lasciare aperta la nostra mente per accogliere le idee, le tradizioni, le concezioni degli altri. Fa strano riflettere sul fatto che il dialogo manchi proprio fra persone che hanno molto in comune, come quelle che credono, che dovrebbero essere unite nella fede. Invece no, si fa a gara a quale nome divino sia meglio dell’altro, quale libro sacro sia più giusto, quando poi in realtà tutte queste variazioni sul tema hanno alla base gli stessi insegnamenti di rispetto, tolleranza, fratellanza e in fondo si condivide grosso modo lo stesso Dio che tutto vede, tutto sente e tutto ama.

Non stancarti di andare apre i cuori, ma soprattutto le menti. Non è una lettura facile, ma riesce a dare tanto. È un concentrato di dolcezza e speranza, che riesce a dare riflessioni di enorme acutezza sulla tolleranza, sulla fede, su noi stessi. È un libro universale, i personaggi sono tanti ed ognuno troverà il suo alter ego. È bello, struggente, intelligente, la vostra libreria e la vostra mente ne hanno sicuro bisogno.

 

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2ª Tappa Blogtour “La sfolgorante luce di due stelle rosse” di Davide Morosinotto: i protagonisti.

Dopo la prima tappa a cura di Emozioni di una musa, vi parlo de La sfolgorante luce di due stelle rosse di Davide Morosinotto, è un romanzo sotto forma di diario. Non un diario normale, ma un racconto particolare, senza date in alcuni casi, scritto su quadernini rossi a cadenza irregolare, è scritto da due tredicenni, ma non in una situazione normale.

Viktor e Nadia sono i due protagonisti di questo romanzo. Gemelli, che si trovano a dover lasciare la loro amata Leningrado. Partono per non si sa dove, le truppe tedesche avanzano, Hitler è una minaccia troppo grande, Leningrado è in pericolo ed anche loro. Proprio per questo iniziano a riportare la loro storia su dei quadernini, per non dimenticare nulla, da quando devono lasciare i genitori, alla loro separazione, al lavoro che sono costretti a fare per aiutare l’Armata Rossa.

Viktor Nikolayevich Danilov è il protagonista maschile: intelligente, ma soprattutto devotissimo al partito comunista. Lui incarna, rispecchia e cerca di diffondere i principi dell’essere comunista, un giovane comunista modello, che però si troverà a dover fare delle scelte: rimanere fedele ai suoi ideali o tradirli per ricongiungersi alla famiglia? Viktor è molto più maturo dei suoi 13 anni, rigido, tenace, rispettoso. Anche dal punto di vista stilistico quando è Viktor che scrive sul diario con il suo lapis rosso, ha uno stile asciutto, preciso, che designa una certa maturità, non si perde in chiacchiere, non divaga, è esatto.

Nadya Nikolayevna Danilova è la protagonista femminile, gemella di Viktor, che sembra dai suoi comportamenti e in relazione al carattere del fratello, la più piccola. Molto più sensibile, dolce, ma anche meno rigida del fratello nelle sue scelte rispetto al comunismo. Lei critica di più i principi del partito, le sue leggi, il suo obbiettivo non è essere una ottima comunista, vuole ritrovare il fratello, ricongiungersi alla sua famiglia. Ovviamente vuole che l’Armata vinca la guerra, ma non capisce alcune leggi restrittive, opprimenti, le definisce stupide. Dal punto di vista stilistico Nadya si dilunga molto di più in dettagli, particolari, descrive molto di più i suoi sentimenti, è molto più dettagliata, ma anche meno precisa! Si perde infatti fra storie e piccoli avvenimenti perdendo in alcuni casi il punto della situazione.

Anche se sono i gemelli le due stelle rosse, in realtà i protagonisti sono tre. Vari personaggi minori si muovono nelle vicende di Victor e Nadya, compagni, adulti, soldati, ma c’è una presenza che aleggia lungo tutti i quaderni: il partito. I quadernini dei due gemelli finiscono infatti in mano al partito, che li analizzano, sottolineando tutti i punti in cui i due gemelli o altri personaggi hanno violato le leggi vigenti durante l’analisi o anche abolite. Il partito è una presenza costante, le sue note separano i vari quaderni, ricordando di volta in volta gli sbagli dei personaggi e rendendo Victor e Nadya soprattutto, ma anche gli altri personaggi, nemici del partito.

La storia di questi due gemelli è singolare, ma è anche esplicativa del periodo storico della Seconda Guerra Mondiale nella grande Russia. Attraverso gli occhi dei protagonisti adolescenti, in modo semplice e fresco, l’autore racconta la guerra in modo nuovo, descrivendo allo stesso tempo il punto di vista di chi rimane vittima dell’evento e di chi la combatte, ma di questo vi parleranno meglio i miei colleghi blogger nelle prossime tappe del blogtour, su:

La Fenice Book

Everpop

Walks with Gio

Mi raccomando, seguite questo blogtour per scoprire questo fantastico libro, uscito il 31 ottobre per Mondadori!

L’interpretazione dei sogni di Freud Astaire, A. Zabaglio o A. Coffami.

L’interpretazione dei sogni di Freud Astaire è una raccolta di lampi, di confessioni, di lavori assurdi, di piccole manie; un mosaico di tante personalità che in pochi attimi si presentano al lettore, lo stupiscono e poi scappano via.

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C’è chi vende giocattoli monchi, chi gira in metro per pubblicizzare libri, chi parla con gli specchi, chi si è riprodotto con un cane, c’è anche chi suda troppo e chi vende peti. Questo libro è un catalogo di casi umani, una specie di bestiario, dove sono messi in scena gli eventi più assurdi, con uno stile ed una tecnica narrativa che fanno sembrare queste particolarità cose normalissime. In alcuni casi, di questi personaggi sopra le righe, non sappiamo nulla o quasi, in altri c’è una presentazione che ricorda la canzone di Venditti che ricorda a sua volta ai lettori, che fantastica storia è la vita (mai aggettivo fu più appropriato per definire le vite in questione)!

In queste brevi irruzioni nella quotidianità altrui, tra sorprendenti realtà e storie disturbanti, c’è un risolino che non abbandona mai il lettore, che si trova a dover scegliere tra l’accettare le situazioni anomale che sta leggendo o chiedersi se l’autore è impazzito oppure ha bevuto, per partorire tutto questo disagio. Ma alla fine il povero lettore che ci può fare? Sguscia tra le pagine di questo libro oscillando tra lo sbracarsi dalle risate e riflettere amaramente, su temi anche delicati che Angelo Zabaglio o Andrea Coffami? gli lanciano a bellebbuono mentre sta ridendo di gusto, spiazzandolo.

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Insomma, il lettore che s’immerge nelle stranezze di questi sogni interpretati, gioca a perdere: sarà preso in giro dalle storie, dai personaggi, dall’autore, dalle editrici, tutti attenti a immaginarci mentre mettiamo il naso nelle essenze di Teodoro. Cari amici da questo confronto ne uscirete sconfitti, però riderete un sacco. Vi ricordo che questo libro è edito da Gorilla Sapiens Edizioni, piccola ma stupenda casa editrice indipendente che pubblica sempre libri sorprendenti, ironici, mordaci che non potete non conoscere. Ogni libro è imprevedibile ed intelligente, proprio come questo di cui vi abbiamo appena parlato, quindi mettete mano al portafogli!


 

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