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"Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito. Perché la lettura è un'immortalità all'indietro."

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Best of 2021 – SERIE TV

Anche il 2021 è passato, tra vaccini, green pass e una parvenza di nuova normalità: ed eccomi di nuovo qui con una breve lista delle serie che mi hanno colpita di più quest’anno, tra novità, recuperi e qualche addio che merita di essere omaggiato.

(Inoltre, lo sapete che con Sailor Comics quest’anno abbiamo anche parlato di serie tv?)

WandaVision

La Marvel ha iniziato l’anno entrando nelle nostre case con un esperimento che nei primi minuti non si sa bene dove voglia andare a parare: perché sembra che due Avengers stiano vestendo i panni dei protagonisti di Vita da Strega? Nonostante l’ombra del MCU aleggi potente è una serie che può essere vista da chiunque perché il nemico stavolta non è un alieno venuto da chissà dove, ma il dolore e la sua elaborazione, decisamente più universali, anche se non per questo risulta più facile confrontarcisi. La commozione è tangibile come anche le innumerevoli citazioni e omaggi agli oltre cinquant’anni di serie televisive della storia americana: a voi il compito di trovarli tutti!

Cruel Summer

Le vite intrecciate di due adolescenti: Kate, ragazza super popolare, dalla vita apparentemente perfetta; Jeanette, timida e introversa che sta ancora capendo come farsi apprezzare al di fuori del proprio piccolissimo cerchio di affetti. Le seguiamo anno dopo anno, dal 1993 al 1995, assistiamo al rapimento di Kate e al suo successivo ritorno nel mondo, dove Jeanette si è riuscita a insediare come nuova regina dell’alveare, con annessi e connessi. Ogni puntata si focalizza sullo stesso giorno ma alternandosi su tre differenti piani temporali, distinti soprattutto da un uso magistrale della fotografia, e con punti di vista sempre differenti che portano a pensare: chi ha ragione in questa storia? E chi, invece, in maniera incontrovertibile, starà mentendo per difendersi? In questo thriller niente può essere dato per scontato.

Guida astrologica per cuori infranti

Forse nelle stelle non ci crede più nessuno dopo la débacle di Paolo Fox del dicembre 2019 ma è sempre divertente avere qualcosa su cui fare affidamento e, perché no, a cui scaricare le proprie responsabilità se tutto inizia ad andare male. Questo inizia a fare Alice che, come assistente di produzione di una piccola rete di Torino, decide che saranno le stelle a decidere per lei nella sua vita privata e in quella professionale, ideando un nuovo programma di appuntamenti basato sull’oroscopo. Per entrambe le sfere la sua guida sarà Tio, massimo esperto di astrologia: riuscirà Alice a convincere del suo valore sia Carlo, suo collega ed ex fidanzato, che Davide, il nuovo affascinante direttore artistico?  

(Nota a margine: quanti credono che Alice potrebbe essere una Jessica Day italiana?)

Strappare lungo i bordi

La serie di Zerocalcare, dopo tutte quelle cronache sulla pandemia dal fronte di Rebibbia, è finalmente giunta a noi. Ed è esattamente come potevamo immaginarcela. Dal tono-comico amaro, in cui si percepisce tutto il suo universo, fatto di paranoie, citazioni pop e una colonna sonora di tutto rispetto: solo qui si potevano ascoltare Manu Chao, Gli Ultimi e Xdono di Tiziano Ferro in un unico, micidiale cocktail (non ho dimenticato Haut les coers: come si potrebbe?). Le lacrime usciranno sicuramente: che siano per il troppo ridere, la commozione, o per la consapevolezza di essere parte di quella generazione disillusa e piena di buffi che Zero sa benissimo come descrivere, con la potenza di diecimila pugni nello stomaco.

Harlem

Ma perché il mondo stava aspettando il sequel di Sex and the City (anche un po’ inutilmente, a mio parere) quando si può dare uno sguardo al mondo più reale e consapevole del quartiere afroamericano di Manhattan? Camille, Quinn, Tye ed Angie ricordano a grandi linee le loro colleghe bianche ma mostrano un mondo differente, fatto di appropriazioni culturali e gentrificazione, contraddizioni ed elevati standard da mantenere, al lavoro e in famiglia. Ma non temete: in mezzo a tutti questi paroloni ci sono le storie d’amore e battute assolutamente senza filtri à la Samantha Jones.

I RECUPERI DELL’ANNO (dato che le serie non scadono)

Teen Wolf

L’ideale per ritornare ai tempi dell’adolescenza, ma quella bella in cui Mtv era ancora un canale di musica e qualche volta produceva pure serie. Anche se la storia sembra essere tratta da uno spin off di Twilight sul mondo dei licantropi non fatevi ingannare: il mondo del soprannaturale intriga, le battute fanno morire dal ridere e c’è Stiles, uno dei personaggi più belli che sia mai stato scritto.

Un’ideale macchina del tempo.

The Office

Finalmente ho visto anche io questa pietra miliare della comedy. Ero sempre stata restia per via della tecnica del mockumentary ma posso finalmente dire che questa serie merita il successo che ha avuto nel saper raccontare lo straordinario che si nasconde nelle faccende ordinarie, come un semplice lavoro di ufficio. Ci si affeziona a Michael Scott (soprattutto dalla stagione 2), ci si arrabbia per i tentativi goffi e i passi falsi nel corteggiamento tra Jim e Pam, si ride per le stranezze di Dwight e di tutto il resto del gruppo (team Kevin e Stanley a vita), ma soprattutto: si riconoscono tutti – ma proprio TUTTI – i meme che invadono il web.

FAREWELL TO…

Atypical

Sam Gardner con la sua famiglia e tutti i loro amici, esperti di sindrome di Asperger e amanti dell’Antartide, hanno salutato nel più atipico dei modi, tra sogni da realizzare, piccoli passi verso l’indipendenza e la scoperta della propria identità: non è così che si diventa grandi?

Superstore

L’ipermercato Cloud 9 ha chiuso i battenti ma suggerisco, a chi ancora non l’ha fatto, di varcarne le porte e andare a conoscere i loro commessi, capitanati da America Ferrera e Ben Feldman, che vi introdurranno nel faticoso ed esilarante mondo del lavoro duro senza possibilità di appellarsi ai sindacati, una parolaccia indicibile.

Brooklyn Nine Nine

Anche la più assurda stazione di polizia di New York, che ci aveva abituati a rapine di Halloween, inseguimenti in elicottero e a riconoscere la forma umana dell’emoji del 100 – per i profani Gina Linetti – ha salutato il suo pubblico dopo 8 anni ed è cresciuta immensamente, lottando contro le più grandi ingiustizie con un pensiero politico netto ma non didascalico o retorico, mantenendo sempre la sua anima comica fuori dalle righe; proprio come il suo protagonista, il detective Jake Peralta.

Quest’ultima stagione, avvenuta dopo la morte di George Floyd e le manifestazioni del Black Lives Matter, avrebbe potuto essere un suicidio, avrebbe potuto ignorare o glissare su questi argomenti dato il mestiere dei personaggi, ma così non è stato, anzi.

Non voglio dilungarmi per non rischiare di spoilerare (anche se questa serie meriterebbe sonetti lunghi come i rotoloni Regina per quanto è stata sottovalutata, non solo in Italia ma anche in America, quando la Fox ha osato cancellarla alla fine della quinta stagione) ma se siete orfani di The Office questa potrebbe essere la sua degna erede.

Maria Chiara Paone

Letture Arcane, Dicembre

Dicembre è il mese che chiude l’anno, quello in cui si tirano le somme di tutto ciò che abbiamo vissuto, è un mese di bilanci, ma anche di festeggiamenti in compagnia delle persone a noi più care. Ma le carte, come sempre, ci dicono che dobbiamo stare in guardia!

Il Carro

Il settimo Trionfo grida “Azione”! Il Carro è una carta che indica il movimento incessante, si muove infatti in sincronia con le rotazioni terrestri, senza che qualcosa lo spinga. Generalmente la carta mostra un carro trainato da due cavalli, uno bianco e uno nero. Il Modern Witch Tarot, il mazzo che uso per la nostra consueta lettura del mese ripropone la carta del Carro, con al centro una motociclista che ha ai suoi piedi due sfingi (come nelle Marsigliesi): una bianca e una nera, che si sta allontanando dalla città. I colori dei cavalli o delle sfingi rappresentano il maschile e il femminile, il bene e il male, il nero coinvolto incessantemente dalle passioni e legato estremamente alla terra e il bianco continuamente alle prese con pensieri altissimi in cerca dell’elevazione. Come destreggiarsi tra questi due poli opposti? È l’auriga a farlo, è compito suo mantenere l’equilibrio, camminare verso il successo tenendo sempre presente il passato e con questo suo compito importantissimo, l’auriga trionfa dovunque: in amore, sul lavoro e in tutti i progetti.

Dove vado e da dove vengo? Qual è il mio mezzo?

L’auriga però per muoversi deve tenere sempre presente il punto di partenza e il punto di arrivo. È sicurə, decisə, sa perfettamente come muoversi nel mondo. Sa quando lasciarsi andare e quando puntare solo in alto. Questa carta ci invita a capire cosa vogliamo davvero e ad andare a prendercelo. I mezzi per il Carro sono tutti leciti, è sempre vittoriosə. Il Carro rappresenta storicamente i trionfi di sovrani e imperatori, che sfilano nelle città. È arrivato anche il nostro momento. Guardiamo attentamente ciò che abbiamo vissuto, quello che abbiamo costruito, ma facciamolo senza rimpianti, solo con la voglia di andare avanti e indirizzare tutte le nostre forze a un rinnovato equilibrio, a nuove conquiste. Celebriamo, festeggiamo raggianti tutto ciò che la vita ci ha dato e usiamolo come base di partenza per allontanarci da tutto ciò che è stato critico nel nostro percorso. Rinnoviamoci. L’importante è mantenere l’equilibrio e non far andare un cavallo più veloce dell’altro.

“Ogni sole può morire, io continuerò a risplendere.”

Cosa leggiamo?

Un corpo smembrato, Luigi Filippelli, Samuele Canestrari, Eris Edizioni.

Marina ha un sogno: quello di diventare un’artista, fa di tutto per prendere in mano la sua vita e trainare il Carro dalla parte giusta, ma la fortuna non è dalla sua. Deve abbandonare tutto e ritornare in provincia, dove per quanto ci si possa impegnare, il Carro non può arrivare tanto lontano. Lei lavora in un supermercato e in ogni momento libero s’impegna nel suo laboratorio di scultura, ma nonostante l’impegno non riesce effettivamente ad arrivare dove vuole, riuscirà a trovare il suo equilibrio?

nuove storie di Natale, Luoisa May Alcott, Edizioni Clichy

Se il Carro ci invita anche a gioire e festeggiare, allora possiamo farlo allietandoci con undici racconti, scritti tra il 1885 e il 1887 da Luoisa May Alcott, autrice di Piccole Donne. Questi racconti arrivano per la prima volta in Italia con la traduzione di Giovanni Maria Rossi e parlano di Natale, piccole cose e sentimenti puri nel modo caloroso e semplice a cui l’autrice ci ha abituati. Facciamo tesoro anche della semplicità e della festa, perché così il Carro riparte meglio!

Letture Arcane, Ottobre

Lunga pausa anche per le carte, questo Agosto e Settembre non ci hanno dato tregua e a quanto pare dalla carta di questo mese, neanche Ottobre. C’è ancora un clima di pesantezza, l’estate non è stata per niente riposante e sembra che stiamo procedendo per inerzia verso il futuro, senza sosta.

Nove di Spade

Il nove è il grado della crisi, il burrone, il baratro che ci divide dalla perfezione del dieci, ma è anche la disponibilità della scoperta. Quale strada prendere per arrivare finalmente al compimento?
Le spade invece, come già sappiamo sono il simbolo dell’aria. Quando il nove e le spade si incontrano significa che abbiamo dei problemi che stiamo ignorando, stiamo cercando di mettere tutto sotto un tappeto e nascondere: occhio non vede, cuore non duole. Il problema è che così le preoccupazioni non spariscono, ma si ripresentano, dobbiamo affrontarle e ci troviamo esattamente come il Nove di Spade. Una ragazza, si sveglia dal suo sonno e rimane immobile sul letto, trafitta alle spalle dalle spade, carica dei problemi che si era lasciata dietro, sperando qualcosa cambiasse. Il Nove è la carta del rifiuto dell’altro e della testardaggine, quella che appunto non ci permette di risolvere ciò che invece dobbiamo.

Le nostre idee sono importanti, per carità, ma forse aprirsi e ascoltare altre opinioni potrebbe essere una soluzione per tirare via qualche spada dal nostro corpo. Per raggiungere la perfezione dobbiamo andare oltre le nostre convinzioni, superare la crisi.

Il Nove di Spade è anche la carta degli incubi e dell’insonnia, quindi forse questo ottobre si dormirà male o invece se riuscite a risolvere i problemi che vi portate dietro, magari riuscirete anche a fare sonnellini tranquilli. In fondo il Nove di Spade parla proprio di quei problemi che non fanno dormire, ansia, timori, ma soprattutto visto che ci troviamo sull’orlo del baratro abbiamo una paura terribile del futuro.

Normalità

Il problema del Nove di Spade è che ci dice che siamo afflitti e frustrati, ma non ci dice niente di nuovo. Usciamo fuori da noi stessз e guardiamoci intorno, i problemi, le ansie, le frustrazioni, fanno parte delle vite di tuttз. Cosa possiamo fare per cambiare le cose in meglio? Qual è la fonte delle nostre ansie? È il caso di uscire fuori dal letto e di iniziare ad estrarre le spade che ci tengono bloccatз, è il caso di guardare indietro e risolvere gli irrisolti, per poi si spera arrivare ad una carta migliore il prossimo mese.

Cosa leggiamo?

Solo una canzone, Roberto Livi, Marcos y Marcos, 18 euro.

Non c’è nulla che vada per il verso giusto. Il lavoro è un disastro e il protagonista sembra non avere le forze per curarsi di ciò; il matrimonio? Peggio che andar di notte, è stressante stare con una tuttologa logorroica. È tutto impegnativo, tutto logorante e il protagonista ha un’insoddisfazione che lo schiaccia. Vorrebbe fare qualcosa, anche lui vorrebbe superare il baratro che separa la crisi dalla perfezione, ha già in mente come, ma ci riuscirà?

Sentinel, Tony Sardina e Simone D’Angelo, Shockdom, 15 euro.

Un naufragio intrappola padre e figlio su un’isola abitata da loschi individui; la fame, la sete, la disperazione fanno sì che si crei un vortice di delitti e sensi di colpa. Le spade dietro i protagonisti sono ben piantate da uomini pieni di cattive intenzioni. Come possono un padre e un figlio superare la crisi, alzarsi dal letto e scappare via dalle spade aizzate alle loro spalle?

Atlante delle ceneri, Blake Butler.

Siamo di fronte ad una deriva politica, sociale e ambientale alquanto impressionante. Chiedere cosa verrà dopo questi momenti tumultuosi è lecito ma nello stesso tempo spaventoso. Potrà migliorare il nostro domani o andrà sempre peggio? 

Sono tanti i romanzi distopici che propongono visioni indesiderabili di quello che potrà avvenire in un futuro non determinato. Tra questi a rendere più difficili sogni di gloria e speranze collochiamo senza dubbio Atlante delle ceneri, Pidgin Edizioni. Definito come un romanzo a racconti, in cui si mescolano vari registri linguistici e stilistici, presenta un mondo totalmente alla deriva ed è davvero spaventoso. 

L’edizione è molto particolare: le pagine sono bordate di nero, le ceneri sembrano volare tra le pagine come se un incendio avesse rovinato l’involucro che contiene le tragiche storie. Anche se l’oggetto in sé sembra richiamare il calore del fuoco, appena ci si addentra nella lettura non si può fare a meno di vivere l’ossimoro che la scrittura gli propone: i racconti emanano putrescenza, marciume, si sente umidità. 

Le piaghe che colpiscono gli abitanti dell’Atlante sono varie: malattie, invasione di fango, pioggia di vetri. I racconti però più che soffermarsi sulle calamità, si soffermano sulle terribili perdite di chi le vive. Protagoniste indiscusse del libro sono infatti donne e madri che raccontano la scomparsa dei loro figli o in alcuni casi la comparsa di figli particolari, in un’epifania che diventa essa stessa calamità. È in questo modo che gli strazianti scenari, si mescolano ai lamenti di chi ha perso la propria ragione di vita. In tutto questo terribile avvicendarsi di brutalità, c’è spazio per la speranza? 

Quello che possiamo dirvi è che nonostante tutto il racconto affidato a voci femminili, che hanno visto spegnersi sotto i loro occhi il legame più forte che si potesse creare, porta in tutta questa disperazione intensi momenti di tenerezza. 

Ora sperando che nei prossimi giorni non pioveranno vetri o altri strani oggetti, lasciatevi suggestionare da questi spaventosi racconti e per farlo nel migliore dei modi il caro avvocato si è messo all’opera proponendovi una selezione musicale ad hoc per questa lettura:


L’Indie BBB Café questo mese ospita Pidgin Edizioni e noi  siamo anche qui: Tararabundidee su facebook e instagram.

So’ ragazzi.

Luna del Mattino, F. Cattani & The End Of A Fucking World, C. Forsman.

Ci siamo trovati a leggere in pochissime ore due fumetti e a cogliere una composizione simile di base. Due storie diversissime che però affondano le lame in due vite adolescenziali complesse e terribili.

Adolescenza: L’età della vita umana interposta tra la fanciullezza e l’età adulta. È un periodo particolarmente problematico dell’esistenza, specie per le risonanze psicologiche del mutato rapporto tra l’adolescente e il proprio corpo.

Del rapporto col proprio corpo c’è poco in entrambi i fumetti, perché non serve. Come ogni storia adolescenziale che si rispetti c’è l’incontro con la sessualità e con il proprio corpo, ma il fulcro non è questo. L’attenzione è tutta sul rapporto mutato con il mondo e con la società che circonda i due protagonisti: Tommi (Luna del Mattino) e James (TEOAFW). I due fumetti portano il lettore a svegliarsi in modo violento e traumatico e a correre insieme ai due personaggi. Se c’è qualcosa che accomuna questi due fumetti è la velocità. Velocità nella lettura, ma soprattutto nell’azione: si corre, si deve correre per sfuggire alla cattiveria, per rimanere in vita. 

The End of the Fucking World di Charles Forsman, edito in Italia da 001 edizioni, è un fumetto compatto che racconta la storia di James e di Alyssa. James è un personaggio turbato e sconfitto da un’infanzia che l’ha messo a dura prova. È rivalsa quella che cerca? Pace? Forse cerca solo un modo di vivere diverso, cerca un brivido che lo scuota dall’indolenza in cui è precipitata la sua vita. Con Alyssa accanto, per cui prima prova quasi un’indifferenza, un sentimento che viene dimostrato ma che non è reale, corre. Scappa dalla tutto, ma la fuga caratterizzerà la sua vita fino all’ultima pagina. Una serie di reati, delitti e violenze, costringeranno i due ragazzi a doversi nascondere. 

Sono pagine violente e amare quelle di Forsman; caratterizzate da un’attenzione ai personaggi e a nient’altro. Non serve la specificità dei luoghi o dei tempi in cui le azioni sono svolte, per far entrare il lettore nella vita violenta di James. I paesaggi sono appena abbozzati, mentre spesso Forsman si concentra, comunque con pochissimi tratti, sui volti dei due personaggi principali. Graficamente scarno e minimale, il fumetto spinge lo sguardo del lettore a correre tra le vignette (generalmente 6 – 8 per pagina) per arrivare con il fiatone al finale: che rimane tutto sommato aperto. C’è speranza dunque?

Luna del mattino di Francesco Cattani edito da Coconino, ha per protagonista Tommi. Siamo di fronte ad una storia più strutturata: i personaggi sono molti di più, anche se il protagonista è il piccolo Tommi, chiamato a crescere di colpo in 24 ore. Anche Tommi è un adolescente con una storia problematica, ma a differenza di James Tommi non vuole scappare a tutti i costi. Ribelle, ma dolce e vittima dei comportamenti strafottenti e crudeli degli adulti, vorrebbe semplicemente vivere la sua età. Questo però non è possibile. In un mondo in cui i familiari sono troppo presi dai vizi dell’umanità, Tommi deve fare l’adulto per sé e per tutti gli altri.

Struttura diversa anche a livello grafico, più lenta e più caotica. I piani della realtà e dell’immaginazione si intersecano, facendo prendere tempo al lettore che si perde nella mente e nelle fluttuazioni dei vari personaggi, distraendo per un attimo dalla principale corsa contro il tempo di Tommi. L’impalpabilità della realtà in cui vive Tommi è sottolineata dalla scala di grigi usata. Non siamo infatti di fronte ad un bianco e nero, ma ad un bianco e grigio: più delicato, ma anche meno netto. A differenza di Forsman, Cattani crea delle pagine ricche di corpi e di dettagli. I visi sono ben caratterizzati, così come i luoghi e quando l’autore ci porta nelle menti e nelle visioni distorte dei personaggi, le vignette si affollano: stranissime figure si agitano sotto gli occhi del lettore, portandolo in un caos straniante.

La tragedia fa tutto il possibile per svolgersi in un giro di sole 24 ore o poco più.

Dice Aristotele nella Poetica e così è per Luna del mattino, che oltre all’unità di tempo aristotelica, pare abbia anche l’unità di luogo (in fondo è vero che si usa un’auto, ma gli spostamenti sono minimi, i luoghi relativamente circoscritti: scuola, sexy shop, il bar da Mario, l’ospedale) e di azione: la storia è unica, senza sottotrame, storyline che si perdono, c’è solo qualche vignetta che spiega la vita degli altri personaggi, senza mai perdere di vista Tommi. Insomma una tragedia vera e propria. Familiare, ma anche e soprattutto personale. Tommi è catturato: ostaggio del fratello e delle sue dipendenze, ma che nonostante tutto cerca di assecondare. Visioni, allucinazioni, incidenti riusciranno a liberare Tommi da tutto quello che lo schiaccia?

Due storie nere, crudeli con personaggi disastrati e distrutti. È questa l’adolescenza? Anche. Tommi e James rappresentano l’emblema di vite spezzate e di un’indolenza che fatica a essere superata. Se alla fine saranno loro a trionfare sulla merda che li circonda non lo sappiamo, ma in entrambi i casi gli autori, dopo aver preso a pugni la nostra realtà con due vite violente, lasciano uno spiraglio: sta a noi decidere come si evolvono le storie dei due ragazzi. 

 “La vita ti sorride, sì?”
“Come no”, fece non meno paragulo il Riccetto.

Pier Paolo Pasolini, Ragazzi di vita.


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Lo scontro quotidiano, M. Larcenet

Pare che se a scrivere e disegnare il quotidiano sia Larcenet, questo possa diventare meraviglioso, interessante e avvincente.

L’autore francese pubblicato da Coconino Press in Italia, in questa graphic novel: Lo scontro quotidiano, narra la vita di Marco. Una vita come tante in cui perdersi e immedesimarsi, fino a diventare noi stessi protagonisti.

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Marco è un fotografo insoddisfatto, assolutamente provato da un’esistenza che lo opprime. Il suo lavoro di reporter è diventato praticamente una croce; cerca quindi di disintossicarsi passando del tempo nella campagna francese. Non è l’insoddisfazione lavorativa l’unico ostacolo per la serenità di Marco, ci sono anche gli attacchi di panico ad esempio che cerca in tutti i modi di controllare e che Larcenet sottolinea graficamente schizzando le pagine di rosso. Ma il quotidiano è imprevedibile e minerà Marco in altri modi.

È molto difficile tenersi sul vago e non svelarvi nulla, ma se anche ci soffermassimo su alcuni particolari vi toglieremmo il piacere della scoperta e non è quello che vogliamo. Quello che sentiamo però di dirvi è che non ruota tutto intorno a Marco e al suo scontro quotidiano. Attraverso i suoi personaggi, Larcenet, descrive una parte della storia della Francia. Si inizia con la Guerra d’Algeria (1954 – 1962) terribile pagina della storia francese, solcata da attentati, torture e genocidi fino ad arrivare all’attualità, alla critica della politica francese. Si parla di deriva, di politiche del lavoro, di tolleranza e anche di libertà. In questo caso specifico tutto ruota intorno alla chiusura di un cantiere navale che è stato culla di Marco e di tutti i suoi affetti. Il cantiere viene mostrato pochissimo nel fumetto, ma racchiude un’idea centrale. Rappresenta non solo un posto di lavoro, ma anche casa, tepore, unione. Da luogo in cui crescere diventa il luogo per cui si combatte e si resiste, perché in fondo è il luogo che ha permesso a tutte le famiglie dei dintorni, di vivere. Il cantiere rappresenta quindi tutto, ma lo rappresenta per pochi e in nome della modernità e non solo di quella, viene fatto spazio al nuovo senza alcun ritegno.

Sono tanti gli spunti di riflessione che vengono fuori dalla lettura di queste pagine. Un altro elemento che secondo noi è focale è il senso di colpa. Sicuramente quello di Marco che in alcuni casi rimpiange di non essere stato quello che gli altri si aspettavano fosse, quel senso di colpa che sa di delusione, di rimpianto. Ma è un altro personaggio ad impersonare questo sentimento e far riflettere di più, perché rappresenta un senso di colpa così potente e grande, che pochi esseri umani si portano dentro. Il veterano della Guerra d’Algeria, pensiamo sia il personaggio più bello creato in questo universo da Larcenet. Lui deve convivere con le atrocità di cui è stato protagonista passivo e attivo, ha visto la morte dei suoi compagni, dei suoi nemici, l’ha provocata lui stesso. Non è un senso di colpa tollerabile e comprensibile, come non è comprensibile il comportamento che lo ha provocato e che per questo creerà una frattura inguaribile tra lui e quelli che gli stanno accanto.

Una storia così potente è quasi sdrammatizzata da disegni grotteschi e cartooneschi, ma non sempre. Per tutto il fumetto siamo di fronte a due piani: quello della vita e dell’esteriorità di Marco e quello della sua interiorità. Quando Marco riflette, i suoi pensieri sono messi su carta in modo diverso: c’è un vorticare di matite, molta più caratterizzazione e i colori sono risucchiati da un seppia che opacizza.

Non abbiamo più niente da dirvi, ve ne consigliamo solo caldamente la lettura!


Abbiamo parlato de Lo Scontro Quotidiano anche su Radiosonar.net, qui trovate il podcast!

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