Cerca

tararabundidee

"Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito. Perché la lettura è un'immortalità all'indietro."

Categoria

Romanzi / Saggi

Il Dottor Glas, H. Soderberg

Il racconto del dottor Glas di Soderberg edito da Lindau ha la capacità di trasportare il lettore lontano. Scritto nel 1905 riesce a far sì che il lettore si trovi in un’altra epoca grazie allo stile prezioso ed articolato, ma assolutamente non pesante o eccessivamente antiquato.

Siamo a Stoccolma e più che farci vedere i luoghi, l’autore ci mostra dei caratteri. Le descrizioni dei personaggi che appaiono in questo libro sono vivide, esatte ed è facile empatizzare.

L’autore scrive questo racconto sotto forma di diario in cui Tyko Gabriel Glas è alle prese con una particolare richiesta: una donna chiede di aiutarla perché subisce abusi dal marito, che è fra l’altro il prete della città. Vogliamo ricordarvi che l’opera è del 1905, ma Sodeberg nascosto dietro le parole del Dott. Glas, è di una modernità sconcertante.

wp_20170717_15_13_50_pro.jpgLe pagine sullo stupro, sul rispetto della donna e della sua volontà farebbero impallidire alcuni ignoranti maschilisti di oggi, figurarsi come pagine di così grande avanguardia fossero giudicate a quel tempo, quando la donna era solamente vista come una proprietà e gli abusi e le violenze familiari erano all’ordine del giorno. Ovviamente l’autore fu aspramente criticato per questo libro che non solo ci offre pagine di sconcertante attualità sulle violenze all’interno della vita matrimoniale, ma tocca altri temi delicati e pericolosi come il tradimento, l’omicidio, con accenni anche all’aborto.

È molto difficile parlare di questo libro senza sviscerare la trama, quindi se volete leggerlo senza sapere nient’altro è ora di interrompere la lettura, se invece non temete rivelazioni continuate.

Glas essendo medico si trova a dover fronteggiare varie richieste: una signora gli chiede di aiutarla ad abortire, ma non accetta, mentre non riesce a rimanere indifferente alla richiesta della signora Gregorius, seguono così pagine sul comportamento migliore da tenere nel caso si sa o si assiste ad una violenza con una brevissima disamina anche sulle leggi svedesi. Ciò che ne risulta è un quadro drammatico per le donne vittime di abusi visto che possono essere difese solo dal marito o da familiari stretti, ma quando sono proprio padri, fratelli, mariti a commettere tali atti come comportarsi?

Glas prova in tutti i modi di allontanare l’uomo dalla moglie, ma quando la signora Gregorius lo informa di una nuova violenza Glas passa al peggio per poter tener fede alla promessa fatta. È da questo momento che il diario cambia registro, se fino a qui avevamo conosciuto un malinconico e solitario giovane professionista che riportava solamente gli incontri avvenuti allo studio o discorsi, ora abbiamo tra le mani gli scritti di uno stratega che con abilità organizza il necessario per eliminare il nemico, ma in un piano così prodigioso si nascondono tutte le fragilità di Tyko che irrompono dopo l’uccisione di Gregorius. Il terrore di essere scoperto si trasforma quasi nel bisogno di essere scoperto, nel bisogno di rivelare a qualcuno la portata delle sue azioni. La scrittura di Sodeberg si fa qui veloce e nervosa, mostrando al lettore l’enorme peso dell’omicidio che Glas non riesce a sostenere.

Il benessere della signora Gregorius valeva davvero la vita di suo marito?


Il link rimanda alla pagina del prodotto su amazon a cui siamo affiliati, se volete comprare i libri e sostenere noi ed il nostro blog sarebbe un ottimo metodo e vi ringraziamo in anticipo!

Vi ricordiamo che siamo anche qui: Tararabundidee su facebook e instagram ❤

Happy Hour, Mary Miller.

Le edizioni Black Coffee sono bellissime: formati compatti, disegni minimal e colori sgargianti che fanno pensare a storie fresche, vivaci e che ben nascondono lo sfacelo narrato al loro interno.

hh.jpg

In Happy Hour libro dalla splendida copertina rosa fluo, è narrato lo sfacelo di 16 donne, scritto da Mary Miller che anche nel suo Last days of California è attenta a riportarci la visione di personaggi femminili. Ogni donna vorrebbe leggere di donne forti, soddisfatte, che non si fanno mettere i piedi in testa, donne che lottano con le unghie e con i denti per ottenere ciò che vogliono. Dimenticatele queste donne se volete approcciarvi ad Happy Hour, dimenticate l’esaltazione del genere femminile, la forza del nostro sesso.

Qui le donne sono tutte ugualmente alla deriva, le loro vite sono scialbe, grigie ad ogni pagina si respira insoddisfazione. Le donne di Happy Hour sono quasi tutte senza nome, così è più facile per il lettore appropriarsi di quelle vite dannate, entrarci con tutte le scarpe. Nelle vite di queste donne c’è sempre un uomo, di quelli che non dimostrano mai affetto, ma soprattutto che non sanno cosa sia il rispetto; si descrivono coppie mal assortite dove lui è il macho senza cuore e lei la vittima impotente. Queste donne non possono trovare pace neanche nelle altre relazioni, nelle amicizie, sono sole perché vogliono esserlo e la loro vita tocca il fondo perché sono inerti. Le donne di Happy Hour sono terribilmente accidiose: sanno che la loro vita fa schifo, vedono che intorno a loro tutto va a rotoli ma non si muovono.

Sono 16 quadri malmessi, graffiati e senza cornice. Potrebbero essere 16 persone diverse, 16 esperienze separate oppure potrebbe essere una sola grande vita di esperienze pessime, una vita senza via d’uscita. Non c’è un racconto meglio dell’altro perché nessuna delle donne descritte potrebbe dire ad un’altra: “Ah! A me non è andata così male!”, no sono una peggio dell’altra, risucchiate in un vortice di dolore, noia, angoscia e innaffiate di alcool.

Quindi ecco, lo confessiamo, a noi non è piaciuto. Il linguaggio della Miller è diretto e cristallino. I personaggi sono ben caratterizzati, con loro ti arrabbi davvero, vorresti tirarle una ad una fuori dal libro e fare a tutte una bella faccia di schiaffi; quindi c’è il pathos, è scritto bene, ma quale ragazza vorrebbe leggere di donne che si umiliano per amore, di donne che non vogliono uscire da una situazione di stallo perché in fondo c’è una briciolina da salvare, di donne che si rifugiano nel fumo, nell’alcool o in un libro (sì le donne della Miller sono almeno lettrici) insomma forza ditelo: chi vorrebbe vedere la propria debolezza alla mercé di tutti? Allora perché leggerlo? Per essere coraggiose, perché prima di affrontare lo sfacelo delle vite create da Mary Miller dobbiamo affrontare il nostro.

divisore

Il link rimanda alla pagina del prodotto su amazon a cui siamo affiliati, se volete comprare i libri e sostenere noi ed il nostro blog sarebbe un ottimo metodo e vi ringraziamo in anticipo!

Vi ricordiamo che siamo anche qui: Tararabundidee su facebook e instagram ❤

Quello che è successo a Joana, V. Romao.

Quello che è successo a Joana è una tragedia. Joana è una donna con una grande voglia di maternità, ha programmato tutto: seguito corsi, letto libri, cercando in ogni modo di arrivare preparata al momento del parto, ma il miracolo della vita non si compie secondo regole prestabilite e per stringere tra le braccia il suo Francisco, Joana dovrà compiere il travaglio più intenso.

WP_20170727_19_18_59_Pro.jpgIl lettore, pervaso d’ansia, segue tutta l’attesa dal fatidico momento di rottura delle acque al parto. Respira un odore salmastro mentre un’orchestra di gemiti ed urla lo intrattiene. Si trova in una camera piena di donne che stanno per provare insieme il dolore e la gioia più grande della loro vita, contornate da medici ed infermiere insensibili e dagli occhi attenti di Joana che le guarda cercando di essere utile per loro o più probabilmente cercando di distrarsi dal suo destino, visto che nel suo futuro c’è solo dolore.

Non sapiamo sinceramente come un uomo, Valerio Romao poeta e scrittore portoghese, che già in Autismo aveva affrontato temi scottanti, sia riuscito a descrivere così bene e a trasportare il lettore nel mondo delirante di una madre che sta per partorire. La crudeltà della storia narrata conquista il lettore che si trova impreparato ad accogliere la fragilità della protagonista. Il lettore vorrebbe consolarla, accarezzarla, prendersi un po’ del doloroso peso che si porta dietro, ma no può, può solo assisterla da lontano.

preg

Oltre che con una storia cruda ed agghiacciante il lettore deve misurarsi con uno stile molto particolare. Il periodare è complesso, le frasi sono immense e contorte come i pensieri che si mischiano tra i fragili nervi di Joana, il linguaggio è fortemente descrittivo, prezioso e opulento. La punteggiatura è ridotta al minimo, Romao usa solamente punti e virgole, nessun altro segno d’interpunzione, neanche per introdurre il discorso diretto. Questa decisione stilistica fa sì che il lettore riesca ad entrare ancora di più nello stato di confusione in cui si trova Joana. La narrazione sembrerebbe un continuo flusso di coscienza anche se non rispetta i canoni tradizionali dello stream of cosciusness, le frasi come abbiamo già detto sono molto articolate, non ci sono repentini cambi di registro o salti da un argomento all’altro, non ci sono flashback, inesattezze cronologiche, ma comunque sembra essere di fronte allo sbobinamento dei pensieri ordinatissimi di Joana.

Caravan edizioni ha il grande merito di aver portato questo libro così forte in Italia. Un libro che colpisce il lettore al cuore, lo addolora terribilmente, un concentrato di ansia e sgomento che vi resterà dentro per molto tempo.

 

craturi

Il link rimanda alla pagina del prodotto su amazon a cui siamo affiliati, se volete comprare i libri e sostenere noi ed il nostro blog sarebbe un ottimo metodo e vi ringraziamo in anticipo!

Vi ricordiamo che siamo anche qui: Tararabundidee su facebook e instagram ❤

Questo articolo è stato scritto per l’Indie Book Blogger Blabbering Cafè!

15965773_933377773460289_4311912931644540590_n

Da Turing alla letteratura sulla Seconda Guerra Mondiale: piccolo grande excursus.

Come avevamo già scritto su facebook, abbiamo visto The Imitation Game sotto l’insistenza di Netflix di farcelo apparire come primo suggerimento con il 94% di compatibilità. Lo abbiamo visto e siamo rimasti così colpiti dalla storia che eccoci qui a parlarvene. Il film riprende, romanzandola la storia del matematico e crittografo inglese Alan Turing che durante la Seconda Guerra Mondiale ha lavorato alla decifrazione del codice tedesco Enigma e che ha portato alla creazione della macchina “Bomba”: antesignana dei nostri computer. Oltre al film, su Alan Turing ci sono molte opere, come ad esempio L’uomo che sapeva troppo di David Leavitt e Enigma. La strana vita di Alan Turing di Francesca Riccioni e Tuono Pettinato.

Dalla visione di The Imitation Game abbiamo riflettuto su quanto la Seconda Guerra Mondiale abbia influito e influisce sulla nostra cultura, non entriamo assolutamente in merito a posizioni ideologiche o politiche, ma abbiamo notato che molto della Seconda Guerra Mondiale è ancora un affascinante mistero. Ecco allora che nascono in continuazione film, romanzi, opere teatrali ambientati negli anni della Guerra, che analizzano aspetti “secondari” andando oltre la descrizione dell’ideologia nazista, dei campi di concentramento e della successiva liberazione e concentrandosi su particolari che sono più spesso tralasciati. Non vorremmo spaventarvi con la mole di questo articolo, non faremo di certo l’apologia del nazismo o la cronistoria di tutti i fatti della guerra, cercheremo solo di consigliarvi libri e film sul tema, iniziando proprio dal film da cui tutto è partito: The Imitation Game.

theimitation2

Nel film la Seconda Guerra Mondiale è visibile solo in alcuni fotogrammi, Turing e fondamentalmente tutti i crittografi di Bletchley Park erano al sicuro, lontano dal fronte, ma dovevano affrontare il tempo e la pressione di dover far vincere la guerra. All’inizio ogni giorno sembra perso, un fallimento, finché Turing non progetta la sua macchina perfetta iniziando così a decodificare i messaggi di Enigma, la macchina per le comunicazioni tedesche. La storia narrata nel film è un altro aspetto della guerra, sembra quasi essere un’altra guerra, senza sangue, persecuzioni, senza armi, ma combattuta attraverso la mente, con le migliori intelligenze. Nel film gli interpreti sono tutti di altissimo rilievo: Alan Turing è Benedict Cumberbatch, il comandante della marina cacacazzi è interpretato da Twin Lannister, cioè Charles Dance, tra i compagni di Turing ci sono Mattew Goode e Alan Leech entrambi attori in Downton Abbey e la splendida Keira Knightley nei panni di Joan Clarke. Il film calca la mano su alcune caratteristiche di Turing: è solitario, autistico molto probabilmente, poco collaborativo, nella realtà invece queste caratteristiche non sono documentate, Turing era molto apprezzato dai colleghi e c’era anche a Bletchey Park una grande collaborazione tra tutti: si lavorava per salvare vite umane, non c’era tempo per le rivalità personali.

theimitation1Uno degli aspetti che più ho apprezzato del film, anche se è un aspetto della storia in generale, è che la guerra è un fattore che livella. Fondamentalmente la guerra è generata da uno scontro, da ideologie, bisogni, necessità diverse, ma nel sostrato, chi la guerra la combatte davvero è sullo stesso piano. Uomini, donne, ricchi, poveri, nobili, borghesi muoiono tutti ugualmente perché il nemico è comune e la vita non ha un valore diverso. Nel gruppo di Bletchey Park l’entrata in scena di una donna non desta alcuno stupore (a parte inizialmente). È la necessità a far sì che Joan Clarke non venga discriminata? Siamo convinti che se non ci fosse stata la guerra e la signorina Clarke avesse voluto continuare gli studi, entrare nei circoli e diventare una delle migliori crittografe d’Inghilterra non avrebbe potuto essendo una donna, ma in quel preciso momento serviva un cervello preparato e la necessità ha fatto sì che anche quello di una donna potesse essere preso in considerazione. Sono molte le storie di grandi donne impegnate nella Guerra, come soldatesse, come spie, come dottoresse e così via, poi non si è capito perché dopo la Guerra le capacità che le donne hanno dimostrato di avere, sono state cancellate e sono tornate a fare l’uncinetto e a preparare la cena ai mariti. Proprio sulle donne in Guerra sono nati molti romanzi e film alcuni più romantici, altri più realistici tra cui vi segnaliamo:


Il giardino perduto di Helen Humprheys in cui la protagonista Gwen Davis entra a far parte del Land Army: il servizio di agricoltori militari, descrivendo così un aspetto lontano dalla Guerra ma che ne fa comunque parte. In particolare Gwen guida le Land Girls, le agricoltrici volontarie.
Il confine d’Ambra di Paola Zannoner parla della vita di Anneli, una crittografa finlandese che diventerà, a differenza di Joan Clarke anche una spia e così entriamo invece in un paese, la Finlandia, di cui non si parla molto per quanto riguarda la Seconda Guerra Mondiale.
Pietrangelo Buttafuoco in Le uova del drago ci racconta la storia di un’altra spia: Eughenia Lenbach, tedesca, prima soldatessa poi spia in servizio a New York e poi spostata nella nostra nazione, precisamente in Sicilia.
Sopravvivere con i lupi di Misha Defonseca parla invece di fuga. La protagonista è una bambina, l’autrice stessa, che una volta persi i genitori si ritrova a dover percorrere tutta l’Europa da sola, fuggendo ed evitando gli uomini, diffidando di ognuno di essi in quanto ritenuti come male ed iniziando a sviluppare una grande empatia con gli animali. Da questo libro è stato tratto anche l’omonimo film, dove Misha è interpretata da Mathilde Goffart che è di una bravura imbarazzante.
C’è poi ovviamente Espiazione di Ian McEwan, anche se il tema portante è un altro, siamo comunque durante la Seconda Guerra Mondiale e McEwan ci presenta dei personaggi femminili, Briony e Cecilia, veramente interessanti. Nell’omonimo film ritroviamo anche Keira Knightley.
La chiave di Sarah di Tatiana de Rosnay parla della storia di Sarah Starzgnski, ragazzina ebrea coinvolta nel rastrellamento a Parigi del 16-17 luglio 1942 che riesce a salvare il fratello chiudendolo in un armadio.
Io non mi chiamo Miriam di Majgull Axelsson che grazie alla protagonista Miriam/Malika parla di un altro tema tralasciato in genere, cioè lo sterminio dei rom ribellatisi alle SS di Auschwitz.
Ancora abbiamo Leni Riefenstahl: La regista di Hitler di Jerome Bimbenet dove letteratura e cinema s’incontrano. Lei è la regista e amante di Hitler ed in questo libro oltre a descrivere la vita della donna si analizza la sua cinematografia e come il cinema è stato importante per diffondere l’ideologia nazista.

theimitation3
Nel film The Imitation Game c’è un altro aspetto che viene preso in considerazione: l’omosessualità. Questa non era perseguitata e vietata solamente dal nazismo, ma anche in Inghilterra ad esempio essere un omosessuale rappresentava un reato, il matematico Alan Turing lo era e per questo, nonostante le sue intuizioni avessero portato alla vittoria degli alleati e al salvataggio della vita di moltissime persone, fu arrestato e per non rimanere in carcere non potendo lì lavorare, si sottopose alla cura ormonale: la castrazione chimica. L’umiliazione dovuta non solo alla condanna, ma anche a cambiamenti psicologici e fisici, come la crescita del seno, portarono Turing al suicidio nel 1954. L’omosessualità è un tabù ancora ora e proprio per questo delle persecuzioni e degli esperimenti fatti sugli omosessuali non se ne parla molto, ma non mancano comunque libri che affrontano questo argomento e che parlano della difficoltà di vivere la propria sessualità in uno dei tempi più bui della storia dell’umanità.


L’ideologia della purezza della razza, dell’uomo alfa, della virilità aveva conquistato la comunità gay tedesca, che in un primo momento venne tollerata dal nazismo perché servivano proseliti, dopo la Notte dei lunghi coltelli però la tolleranza verso gli omosessuali finisce. Sono accusati oltre che di perversione, di essere un ostacolo alla crescita della nazione, sono perseguitati, deportati nei campi di concentramenti e nella maggior parte dei casi sottoposti ad esperimenti, di tutto questo si parla in Nazi gay. Omosessuali al servizio di Hitler di Fabrizio Bucciarelli.
AIMEE & JAGUAR di Erica Fischer narra invece la storia d’amore tra Lily, la perfetta donna ariana, sposata ad un soldato con 4 figli e Felice, l’ebrea, la loro storia d’amore sboccia nel 1942 per poi finire tragicamente.
L’autobiografia di Pierre Seel non è stata pubblicata in italiano (questa è un’edizione inglese I, Pierre Seel, Deported Homosexual), ma è un testo fondamentale per capire come venivano trattati gli omosessuali, parlando infatti della sua esperienza nei campi di concentramento, parla delle torture a cui i gay erano sottoposti. Perre Seel è l’unico ad aver denunciato i trattamenti fatti dai nazisti agli omosessuali.
Il nemico dell’uomo nuovo. L’omosessualità nell’esperimento totalitario fascista è un saggio di Lorenzo Beredansi che parla di come è stata affrontata l’omosessualità dal fascismo, che l’ha vista come un ostacolo e il contrario del modello di uomo e di virilità che si voleva diffondere.
Io sono vivo e tu non mi senti di Daniel Arsand parla invece non solo di una storia d’amore omosessuale, ma soprattutto di come è stato accolto un gay dopo la prigionia, quando tutti sapevano quale crimine aveva commesso.

Oltre a questi titoli sono tantissimi i libri che trattano della Seconda Guerra Mondiale, tra cui sicuramente Max di Sarah Cohen Scali dove s’illustra il programma Lebensborn, destinato a preservare la razza ariana e far nascere individui puri; Mattatoio n. 5 di Kurt Vonnegut uno dei libri antimilitaristi per eccellenza, dove si narra la storia di Billy Pilgrim traendo dalla sua personale esperienza che lo vide impegnato nei bombardamenti di Dresda o ancora La svastica sul sole di Dick dove s’immagina un nuovo mondo, perché Germania e Giappone hanno vinto la Guerra, imponendo il totalitarismo nazista dovunque.

Potremmo ancora continuare per molto tempo, ma è ora di fermare questo lunghissimo sproloquio. speriamo di aver dato qualche spunto a chi è appassionato di questo tema o di questo periodo storico e di aver incuriosito chi non lo è. Questo articolo è anche un po’ un esperimento, ci piacerebbe sapere se questo tipo di articolo vi possa piacere, così potremmo farne altri sul genere, pensare ad una rubrica (non così lunghi gli altri articoli promesso!), poi ovviamente ci farebbe piacere sapere se avete letto questi libri o ne avete altri da consigliarci, i vostri consigli sono sempre preziosi per noi!

div

I link rimandano alle pagine dei prodotti su amazon a cui siamo affiliati, se volete comprare i libri e sostenere noi ed il nostro blog sarebbe un ottimo metodo e vi ringraziamo in anticipo!

Vi ricordiamo che siamo anche qui: Tararabundidee su facebook e instagram ❤

Pensi che ci saremmo potuti conoscere in un bar?

A parte la grande madre Russia che ha sfornato nei secoli passati grandissimi autori, che tutti conosciamo o almeno dovremmo, ci troviamo molto impreparati sulla letteratura dell’Est europeo, sia passata che contemporanea. Siamo informatissimi sugli inglesi, abbastanza sui francesi, hanno preso piede anche scandinavi e spagnoli, ma l’Est europeo proprio no.

WP_20170703_10_17_41_Pro

Pensi che ci saremmo potuti conoscere in un bar? È una raccolta di racconti, di vari autori, edita da Caravan Edizioni che invece ci porta proprio lì, ci fa viaggiare tra Zagabria, Budapest, Salonicco, Brno e nella vita di ci abita, parlandoci di quotidianità, di sentimenti, di morte, di guerra.

Proprio della guerra parla uno dei racconti che più ci è piaciuto: Le Volpi di Roman Simic Bodrozic. Siamo a Zagabria e poi trasferiti insieme ai prigionieri in altri luoghi sulla costa. I protagonisti sono due: chi narra, che avrebbe voluto proteggere, fare di più, di cui ogni pagina trasuda il rimpianto e l’altra, colei che andava protetta, ma che sembra la più forte perché è riuscita a cavarsela meravigliosamente. Una storia di guerra e di fragilità, ma anche di riscatto.

Spostandoci poi a Bucarest con George D. Dumitro abbiamo Opulenza, un racconto particolarissimo, segnalato subito al lettore già dalla prefazione. Rispetto a Le Volpi ed anche al prossimo racconto di cui vi parleremo è volgare, cattivo, sporco, crudo, ma ci racconta la verità da un punto di vista che non abbiamo mai preso in considerazione. L’opulenza, il lusso, la ricchezza, chi li disprezzerebbe? Un senzatetto.

Molto più delicato e malinconico è Casa davanti alla statale di Basil Karadais. A Salonicco un anziano signore vive nei pressi di una strada trafficatissima, dove gli incidenti stradali sono comunissimi. Il protagonista si trova sempre così vicino alla morte, anzi è lui che muore ogni volta, ad ogni incidente. Muore se stesso giovane, muore se stesso dopo aver fatto il militare, muore se stesso ora. Ogni volta qualsiasi incidente provoca la morte di un pezzo di sé. È vero? È immaginazione? Potrebbe scappare, andarsene in un posto tranquillo, dove la presenza della morte non sia una costante, potrebbe salvare i suoi pezzi, oppure no.

salonicco
Salonicco

I racconti di questa raccolta sono sopra le righe, rispetto a quelli a cui siamo abituati, anche perché sapete che a noi i racconti non piacciono proprio tantissimo. Questi ci sono piaciuti molto e ve li consigliamo per questo: attraverso questi piccoli flash conosciamo un mondo vicino, ma distante. I personaggi sono particolari, le azioni ed anche il modo di compierle vi farà entrare in un mondo surreale come in Shopping e Ci vuole un fiore. Succedono cose strane, in modo strano, cose che accadono a chiunque sia chiaro, ma che per pudore non vengono mai messe nero su bianco. Invece qui sì, siamo davanti a racconti coraggiosi che ci portano in altre vite. Insomma se un libro non vi fa viaggiare nelle emozioni ed in nuovi mondi, che lo comprate a fare?

 


Il link rimanda alla pagina del prodotto su amazon a cui siamo affiliati, se volete comprare i libri e sostenere noi ed il nostro blog sarebbe un ottimo metodo e vi ringraziamo in anticipo!

Vi ricordiamo che siamo anche qui: Tararabundidee su facebook e instagram ❤

Maria Accanto, Matteo B. Bianchi

Noi non sappiamo se voi siete credenti o meno, abbiamo ampiamente affrontato l’argomento Chiesa/religione in un altro articolo che trovate qui, però questo libro nella sua leggerezza ci ha fatto ripensare un po’ a questo argomento.

mariaaccanto.jpgMaria accanto di Matteo B. Bianchi edito da Fandango Libri ci porta a Milano, nella vita di Betty una ragazza normale, che lavora in uno studio dentistico, ha un fidanzato, delle amiche. Insomma una ragazza tranquilla che esce a fare shopping, va in giro per i localini fighetti, una che non si fa troppe domande, non di tipo filosofico – esistenziale almeno. Ad un certo punto però alcuni baluginii, luminescenze, riflessi le iniziano a cambiare la vita, sì perché è arrivata Maria. Sì, proprio quella, la Santa Vergine.

Come procede la vita dopo questo incontro? Dopo che Maria dichiara di voler passare del tempo con Betty e diventare sua amica?Necessariamente le cose cambiano, cambia il linguaggio perché insomma si è davanti ad un’autorità, cambia il modo di fare, di relazionarsi, cambia la stessa relazione con Diego perché Maria ti guarda, sempre.

Maria Accanto è un libro scorrevolissimo, di grande leggerezza, lo stile è semplice ed estremamente colloquiale, perfetto per non uccidersi con dei mattonazzi nella calura estiva; però ha anche il merito di presentare al lettore una storia molto originale, riuscendo a trasformare una cosa inconcepibile e straordinaria in qualcosa di normale. Il lettore può sì abituarsi alla presenza di Maria che cammina in jeans e sneakers per Milano, ma di certo non può fare a meno di chiedersi “se fosse successo a me cosa avrei fatto?”. Noi non abbiamo ancora l’infallibilità e l’onniscenza per negare l’esistenza della Vergine e di fatti simili, quindi è inevitabile che questa domanda sia venuta in mente anche a noi. Crediamo che tutti, chi più chi meno, avrebbero almeno inizialmente abbracciato la giustificazione della pazzia per poi magari cercare di razionalizzare l’incontro, anche se crediamo sia quasi impossibile.

Makeup.png

Maria Accanto è un bel modo per guardare verso la fede, in fondo se Maria si materializzasse così dal nulla come ha fatto con Betty, non sarebbe più facile credere?


Il link rimanda alla pagina del prodotto su amazon a cui siamo affiliati, se volete comprare i libri e sostenere noi ed il nostro blog sarebbe un ottimo metodo e vi ringraziamo in anticipo!

Vi ricordiamo che siamo anche qui: Tararabundidee su facebook e instagram ❤

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

Su ↑