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"Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito. Perché la lettura è un'immortalità all'indietro."

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Romanzi / Saggi

Alessandro Sesto e i suoi racconti.

Salve, in questa torrida giornata di giugno più che consigliarvi un libro, vi consigliamo un autore che abbiamo scoperto grazie all’Indie BBB Cafè che per questo mese ospita Gorilla Sapiens Edizioni, piccola casa editrice romana.

lasciastareillaL’autore in questione è Alessandro Sesto, di cui abbiamo letto: Lascia stare il La maggiore che lo ha già usato Beethoven e Moby Dick e altri racconti brevi ora in promozione sul sito della casa editrice. Questi due libri raccontano musica e letteratura in modo ironico e accattivante. In Lascia stare il La maggiore, siamo in compagnia di una piccola band che tra serate in locali decadenti, risse, furtarelli, musical e quant’altro con frasi filosofiche tenta di spiegare il significato profondo della musica, quasi sempre per fare colpo sull’unica graziosa fanciulla presente alle serate. Le vicende dei componenti di questa band sono la quotidianità, storie semplici in cui potersi immedesimare. Noi infatti abbiamo rivisto nel protagonista del libro un nostro carissimo amico che si dimena tra serate, voglia di conquista e un leggero male di vivere. Il modo di scrivere di Sesto è molto coinvolgente, pur lasciando fare al lettore grasse risate, spinge alla riflessione: niente di estremamente metafisico, ma comunque induce al pensiero.

mobydick2.jpgIn Moby Dick e altri racconti brevi invece si parla della letteratura. Solo una persona che non solo ha amato i classici, ma li ha anche letti ed interpretati in maniera critica poteva far nascere questa serie di brevissimi racconti in cui si smontano e si rimontano alcuni dei classici della letteratura mondiale. Piccolissime pillole sullo Zibaldone, i Promessi Sposi, Moby Dick, Cuore di Cane, Madame Bovary, l’Eneide e così via, aiutano con l’ironia che contraddistingue la scrittura di Sesto, a capire e ad avere una nuova lettura dei libri che tutti (si spera) abbiamo letto. Tra le parti più divertenti di questo libro, ci sono sicuramente le pagine in cui attraverso un asse cartesiano si analizzano i comportamenti di alcuni personaggi dei libri come ad esempio il Christian Grey di 50 sfumature o anche alcuni autori come Bukowski e Vonnegut dei quali viene analizzato il pensiero, il comportamento o nel caso del Signor Grey l’attività sessuale e quasi sempre vengono rapportati all’amico avellinese (quindi quasi nostro compaesano) Aldo.

mobydickUna serie di classificazioni porta poi ad analizzare vari classici ed alcuni dei loro protagonisti, penso per esempio al capitolo sul lavoro dei personaggi dei romanzi oppure a come si muore in un libro. Attraverso questi flash, brevi ma intensi, oltre a farci due risate abbiamo davvero capito qualcosa in più di alcune delle opere più belle che siano mai state scritte. Proprio la parte dedicata a Fra Cristoforo e alla scrittura cavalleresca del duello che lo porterà all’omicidio oppure il rapporto tra Leopardi e gli Antichi che descrive nello Zibaldone sono state molto interessanti ed in modo leggero, simpatico, ma comunque ricercato ci hanno dato la possibilità di imparare e rileggere in modo nuovo un classico. Essendo poi un libro che parla di libri, inevitabilmente ci ha spinto verso titoli “nuovi” per esempio non ci aveva mai ispirato Cuore di Cane, mentre ora vorremmo tanto leggerlo.

Questi due libri, leggeri, ironici, ma che diffondono la cultura non nel modo noioso e pesantone a cui siamo abituati, sono letture perfette per affrontare il caldo che si prospetta in questa estate. Diamo spazio alla leggerezza intelligente e leggiamo Alessandro Sesto.


 

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Verso il mare in ogni caso, C. Zambotti

Verso il mare in ogni caso è un libro di Carlo Zambotti, edito da Gorilla Sapiens Edizioni.

Oggi vi parliamo di questa lettura in cui ci è sembrato essere tutto evanescente a partire dai protagonisti. Di loro non sappiamo quasi nulla, a parte che lui ha un grosso naso e lei ha qualche chilo in più. Non sappiamo dove abitano, che lavoro facciano, non sappiamo nulla delle loro famiglie, della loro storia, non sappiamo neanche i loro nomi, ma Zambotti ci lascia vedere i loro pensieri, ci fa affacciare nelle loro menti e così li conosceremo.

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Verso il mare in ogni caso è una serie di piccoli racconti concatenati, brevi e veloci ricordi sparsi, delle volte sparse sembrano anche le frasi, messe lì a caso, ma la mente umana è imprevedibile e questo libro ne è una prova. Sembra quasi un enorme flusso di coscienza, un fluire liquido e continuo di parole, fatti, ricordi, sia dei due protagonisti, sia delle cose che li circondano. Tutti hanno il diritto di ricordare e raccontare in questo libro e il lettore perde la percezione della realtà. Già addentrarsi nella mente di qualcuno può essere complicato anche se lo scrittore ci porta per mano, ma quando anche gli oggetti inanimati hanno una coscienza da indagare il lettore si ritrova spiazzato, ma non si arrende, accetta la sfida ed entra anche nelle loro menti, scoprendo un mondo ed una sensibilità nuova.

I contorni di questi racconti sono labili, sfumati. Il lettore è immerso in un’area senza angoli, nè contorni. C’è un’atmosfera sempre sognante anche quando succede qualcosa di estremamente normale come sbattere il mignolo del piede vicino a qualcosa di duro, momento in cui ogni lettore sente quel dolore, quella fitta e quasi riesce a toccare la situazione, ma l’autore lo riporta subito al surreale, lo solleva. Chi legge questo libro non può e non riesce a rimanere ancorato al terreno, niente piedi per terra: deve lasciarsi andare, deve fluttuare nel mondo onirico e metafisico che Zambotti ha creato.

sea1.jpgQuesto piccolo libro è un grande viaggio, attraverso due menti e attraverso le menti di noi stessi, un viaggio che ha un suo inizio, le sue peripezie che termina poi sfociando verso il mare.


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L’una e l’altra, A. Smith

L’una e l’BIGSUR11_Smith_LUnaELAltra_cover.pngaltra di Ali Smith, edito da Edizioni Sur è finalista al Premio Strega Europeo 2017, giustamente: è un libro spettacolare.

Attraverso la creazione di due forti personaggi, caratterizzati benissimo: George e Francesco, Ali Smith ci parla dell’arte, trasmettendoci non solo la sua passione per essa, ma anche l’emozione che suscita in chi la vede, i sentimenti che riesce a produrre. Il linguaggio che la Smith usa è preciso, esatto, estremamente evocativo, ma che riesce a tenersi sempre sulla semplicità che rende la lettura scorrevolissima.
Il romanzo è strutturato in due parti: le protagoniste sono George che vive nel presente un lutto importante, ed attraverso l’arte riesce a ricreare un legame con la persona che ha perso; e Francesco che invece ha vissuto nel XV sec. e racconta la sua particolarissima storia in cui l’arte è il suo tutto. Le due parti sono completamente autonome, infatti i libri non iniziano tutti allo stesso modo. Una parte avrà l’inizio nel passato, facendo prima la conoscenza di Francesco, l’altra invece vedrà prima il presente di George ed è quest’ultima che è capitata anche a noi!

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George e Francesco pur avendo dei contatti molto ravvicinati non si incontreranno mai fisicamente. George però andrà a “casa” di Francesco, nella sua Ferrara al palazzo Schifanoia. Qui riconoscerà che dietro i dipinti meravigliosi, particolari di alcuni mesi tra tutti gli affreschi del Salone dei Mesi, c’è una mano diversa dalle altre, una mano che si distacca dal coro: potrebbe essere la mano di una donna? Se George è una persona “normale”, Francesco non lo è. La Smith ha infatti creato una storia meravigliosa che ruota intorno all’artista ‘400 Francesco del Cossa, che ha dato vita insieme a Cosmè Tura ed Ercole De’ Roberti alla scuola ferrarese. La vita di Francesco del Cossa non è conosciuta, non si sa neanche l’anno preciso di nascita, tutta la conoscenza di questo artista è dovuta oltre che alle sue opere, alla lettera che scrisse a Borso D’Este, ritenendosi un’artista di un più alto livello rispetto agli altri, che quindi aveva bisogno di un pagamento maggiore.

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George è un personaggio molto forte, caratterizzato in modo magistrale. Quando i personaggi sono ben fatti, il lettore riesce a provare dei sentimenti verso di essi, riesce ad amarli, ad odiarli, ad immaginarli. Noi non siamo riusciti ad entrare in empatia con George, abbiamo provato per questa ragazzina un po’ di antipatia, non sappiamo neanche perchè, così a pelle. Questo però fa capire quanto il personaggio sia ben costruito, tutt’altro discorso per Francesco. Noi abbiamo amato questo personaggio, il modo in cui la Smith lo costruisce, il suo modo di parlare molto ironico, la sua storia particolarissima ed il suo modo di raccontarla, veramente spettacolare. La locuzione presente nel titolo “l’una e l’altra” è molto presente nel testo, quasi ad indicare continuamente una differenza netta tra due cose o due persone, ma nello stesso tempo un’unione. Non è “l’una o l’altra”, non è una contrapposizione, ma una congiunzione, un legame che sussiste tra due persone distinte e definite: l’una e l’altra, George e Francesco.

Noi abbiamo un metro molto semplice per giudicare e per capire quanto un libro mi piaccia o meno: il tempo che impieghiamo a leggerlo. Ecco questo libro lo abbiamo finito in poche ore, perchè la scrittura della Smith cattura e la storia di questo romanzo è veramente accattivante. È finalista del premio Strega europeo con grandissimo merito, leggetelo!

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Risposta multipla, Alejandro Zambra.

 

Pinochet diventa capo del Cile con il golpe del 1973 fino al 1990 quando ritorna la democrazia con Patrizio Aldein. La politica di Pinochet era anti-comunista e liberista ed eliminò completamente la rappresentanza del precedente capo di stato marxista: Salvador Allende. Il regime dittatoriale di Pinochet comporterà la cancellazione di tutti i rivali politici e più in generale un’eliminazione della sinistra, mentre a livello economico si ebbe un taglio delle spese pubbliche che causò gravi danni alle classi più povere, riducendo così il Cile ad un paese fortemente problematico e arretrato.

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È in questo clima, ed è questo clima che Alejandro Zambra, autore cileno di Risposta multipla edito da Sur, racconta in un modo del tutto innovativo. Parlare della dittatura non è sicuramente cosa facile, infatti Zambra parla di questo libro come un’esperienza che è nata per gioco, ma poi ha prodotto un risultato triste e doloroso.

Voi vi starete chiedendo come si possa parlare di gioco se c’è di mezzo la dittatura; è proprio questo l’originalissimo metodo che Zambra sceglie per parlare del più buio periodo della storia cilena.

SUR45_Zambra_Rispostamultipla_coverDal 1966 al 2002 per l’iscrizione all’Università cilena c’era bisogno di fare un test d’ingresso che in base al punteggio avrebbe smistato gli studenti nelle varie università. Attraverso questo metodo da domande a risposte multipla si sceglieva il futuro dello studente. Zambra ha svolto questa selezione nel 1993 e dalle sue domande, parodiandole è venuto fuori Risposta Multipla. Il lettore deve giostrarsi tra le varie prove, scelte multiple, completamento di frasi, comprensione del testo e Zambra mette il lettore alle strette, dandogli in alcuni casi dei quesiti senza via d’uscita in cui il lettore si trova costretto a rispondere solo in un determinato modo. E sono proprio queste costrizioni a dare l’idea del regime, della dittatura a livello pratico.

C’è un clima di ansia in quanto comunque il lettore viene messo alla prova, ma si respira anche tristezza perché i quesiti sono di tipo personale, etico e morale e vanno a colpire il lettore nel profondo. La prima parte del libro si compone di queste domande e si viene a creare una narrazione frammentata, scomposta, volubile che riesce a rendere il clima di oppressione che si poteva respirare.  Con le sezioni dedicate alla comprensione del testo siamo invece di fronte ad un tipo di narrazione che per poche pagine diventa più lineare, a cui viene affidato il racconto del Cile e della sua storia in quegli anni: attraverso la legge sul divorzio, il racconto di rapporti umani, il racconto dei gemelli e così via.

Stavo leggendo questo libro in autobus e la sua forma, la sua narrazione destrutturata ha incuriosito il mio “vicino”. Quando ho provato a spiegargli come si struttura il libro, lui mi ha chiesto “come fai a sapere in ultimo qual è la risposta giusta?” allora ho capito come Zambra ha costituito un volume unico per ognuno di noi, i quesiti che non hanno risposte giuste o sbagliate, ma interpretazione fanno sì che leggiamo il libro in modo diverso da come lo leggerebbero gli altri. È quindi un libro che ogni lettore legge e vive a suo modo, ha in alcuni casi la libertà di scelta, in altri no e questo dà l’idea dell’obbligo e rende la lettura un’esperienza che vi consigliamo di fare.

 


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Questo articolo fa parte dell’Indie Book Blogger Blabbering Cafè, il Cafè virtuale in cui varie bookblogger vi danno consigli (bellissimi) sulla lettura indipendente!

Gli Anni, A. Ernaux.

“Sarà una narrazione scivolosa, in un imperfetto continuo, assoluto, che divori via via il presente fino all’ultima immagine di una vita. Un fluire interrotto, tuttavia, da foto e sequenze di filmati che a intervalli regolari coglieranno la forma corporea e le posizioni sociali successive al suo essere, fermi – immagine della memoria e allo stesso tempo resoconti sull’evoluzione della sua esistenza […]. In quella che vede come una sorta di autobiografia impersonale non ci sarà nessun “io”, ma un “si” e un “noi”, come se anche lei a sua volta, svolgesse il racconto dei tempi andati.”

Ecco, siamo in dirittura d’arrivo a pag. 265 de Gli anni (L’Orma Editore) quando Annie Ernaux spiega nel modo migliore possibile cosa abbiamo letto. Questo libro, vincitore del Premio Strega Europeo nel 2016, è bellissimo. Le parole che seguiranno sono infatti inutili, visto che la descrizione del libro è praticamente contenuta nelle poche righe che vi abbiamo scritto, però proveremo a dirvi comunque qualcosa.

Questo libro è un cofanetto in cui sono racchiusi tanti post-it, appunti, annotazioni. Un elenco continuo e stabile di fatti, cambiamenti, morti, vite, film, canzoni. Quello che stupisce è che si tratta di un elenco universale. Ogni pagina contiene un flash, veloce, rapido ma che fotografa alla perfezione un momento preciso di una vita in relazione alla società e al mondo. Come la stessa autrice dice: non c’è un io, ma un noi. Un’intera fetta dell’umanità si rivede in queste pagine magiche dal ritmo serratissimo che fanno correre il lettore indietro negli anni. Nelle ultime pagine, quelle che fotografano gli anni ’90 e 2000 mi ci sono rivista anche io , quello che l’Ernaux fa è un quadro terribilmente perfetto di quello che siamo e che siamo stati.

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A proposito di flash, quadri, fotografie: l’elemento visivo è fondamentale, perchè gli unici momenti in cui la narrazione rallenta e prende fiato è quando l’autrice si ferma davanti ad una fotografia è allora che la narrazione abbandona per pochissimi fogli la sua collettività e parla di chi scrive, di chi si racconta: descrivendo la foto o il filmato minuziosamente, parlando della famiglia, della sua condizione.

Il fatto che la protagonista non si esprima, che rimane sempre dietro il collettivo, dietro il noi, quasi si perde tra i fatti narrati nel libro, per il lettore è straniante. Qui non si tratta di leggere fantasia, racconti verosimili, qui si tratta di leggere la storia. Il libro è una corsa ad una velocità folle dalla Prima Guerra Mondiale ai giorni nostri. In 266 pagine è raccolto il racconto più vivo di questi anni, non dal punto di vista militare, dal punto di vista dei governi, ma legato alla storia di una donna che porta dentro se stessa tutti i cambiamenti del mondo.

Questo è un libro intenso, vero, di una realtà disarmante, un libro perfetto. Proprio per questo non vediamo l’ora di leggere tutto di Annie Ernaux, anche Il posto, L’altra figlia ed il nuovissimo Memoria di ragazza, sono dei libri che vanno in là nel tempo; in cui Annie Ernaux si racconta e ci racconta il mondo. Siamo rimasti affascinati dallo stile di questa scrittrice e sicuramente ce ne sentirete parlare ancora molto spesso, mi raccomando, leggetela!

 


 

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Prima di scomparire, X. Molia

Prima di scomparire di Xabi Molia è il primo libro della collana Kreuzville edita da L’orma editore, questa collana raccoglie produzioni letterarie contemporanee di Francia e Germania.

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In Prima di scomparire siamo infatti in Francia coinvolti nella scomparsa della sceneggiatrice Helene, moglie di Antoine Kaplan protagonista del romanzo. Anche se la perdita della donna è il fulcro del romanzo, possiamo dividerlo in due parti: nella prima Antoine cerca di ritrovare Helene e di capire cosa le sia capitato, una volta fatta chiarezza sulle sue sorti, senza darsi per vinto la ricerca si sposta verso un altro individuo: François Murillo. Detto così sembrerebbe un normale giallo, ma se è vero che la storia è quella di una scomparsa “qualsiasi” con tutta la preoccupazione, la malinconia, i colpi di scena del caso l’ambientazione non è per niente normale. Siamo in un presente distopico: la Francia è divorata da una strana epidemia che cambia completamente le persone. Gli infetti sono esseri completamente mutati, deformi, estremamente violenti e sono così tanti che si sono uniti per distruggere le città, per formare un nuovo governo, spinti da un libro che ha predetto che gli infetti devono distruggere tutti gli altri uomini ed avere il controllo del mondo.

“L’uomo ha fatto ciò che doveva fare. Nato potente, ha preso il potere.”

In questo clima di guerra civile, Antoine che è un medico individuatore degli infetti cerca disperatamente la moglie anche se il loro rapporto si era già logorato: non si parlavano da un po’ di tempo, l’affetto stava venendo meno, ma con la sua scomparsa Antoine sembra rivivere tutti i momenti migliori, tutto l’amore. La ricerca di Helene diventa quindi una priorità, ma ad un certo punto si renderà conto che in realtà non la cerca per salvarla, ma per salvare se stesso. Con la scomparsa della moglie infatti cambieranno tantissime cose: Antoine dovrà perfino abbandonare la casa e a seguito di ciò dovrà riversarsi nel crudele mondo, nella pericolosissima realtà minacciata dagli infetti e da allora la sua esistenza non sarà più la stessa.

Già immaginarsi la scomparsa di una persona cara è difficile e straniante, figuriamoci se nel frattempo si devono fronteggiare anche malati fanatici e violentissimi che distruggono intere città, militanti che cercano di proteggersi nei sotterranei e via dicendo.

È un romanzo davvero stranissimo, la storia è molto particolare ma anche la scrittura di Molia lo è. Il lettore si sente straniato perchè in alcuni casi la storia, la narrazione non è lineare, ha come dei buchi che poi vengono riempiti capitoli dopo. Questo espediente narrativo è soprattutto utilizzato nella seconda parte del romanzo, quando Antoine si trova nei sotterranei, in situazioni disparate: c’è come un’aria fumosa, una nebbia che penetra nella mente del lettore e che circonda il povero Antoine.

Nella sua particolarità è un libro molto bello, i gialli che si mescolano a questa realtà distopica creano un ambiente narrativo del tutto originale, che spero possa incuriosirvi!


 

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