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"Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito. Perché la lettura è un'immortalità all'indietro."

Mese

gennaio 2022

Ritorno all’Eden, Paco Roca

Non devo certo ricordarvi io che grandissimo narratore sia Paco Roca, ma devo assolutamente dirvi che secondo me con Ritorno all’Eden, uscito in Italia per Tunuè, l’autore spagnolo si sia superato.

La storia è quella di Antonia e parte lontano. Siamo a Valencia negli anni ’40. La Spagna è soggiogata dall’opprimente dittatura di Franco e la famiglia di Antonia è una delle tante costrette a vivere in enormi ristrettezze. La famiglia di Antonia si tiene insieme con un labile equilibrio, i drammi personali non combaciano con gli interessi degli altri e la famiglia inizia allora a sgretolarsi, ma Antonia tiene viva nella mente i momenti che nonostante tutto l’hanno aiutata a sopravvivere. Crea così il suo Eden, il suo paradiso perduto fatto di innocenza e rapporti stabili, ma anche di ricordi fumosi, che ha creato lei per sfuggire alla realtà. La manciata di foto che dagli anni ’40 Antonia ha gelosamente custodito fino a oggi la aiutano a ricordare.

Paco Roca raccontandoci di Antonia e della sua famiglia guida i lettori lungo uno dei periodi più bui della Spagna, racconta della difficoltà delle famiglie repubblicane schiacciate dalla dittatura di un uomo che ha solo fame di potere e non si accorge della fame del suo popolo. La popolazione è stremata, ma anche colpevolizzata. Chi è povero ha tutte le colpe, chi è povero lo è perché non lavora quanto i ricchi o perché chi l’ha messo al mondo non ha lavorato abbastanza. La popolazione naviga nell’ignoranza e queste colpe vengono perpetrate annullando la mobilità. Insieme a tutto questo vengono però tramandate una serie di gesti, pensieri, credenze che servono a mettere al sicuro la gente, eliminando le paure, creando uno schermo di fantasia che respinga la realtà. Antonia in queste credenze si rifugia e lo farà sempre, anche quando la guerra finisce, quando la Spagna è libera, quando il progresso avanza.

Paco Roca riesce a trasmettere così bene le idee in movimento all’interno dei copri che maturano e invecchiano, lo aveva già dimostrato con Rughe e La Casa, ma qui va oltre. Le tavole non rispettano alcuna griglia, il testo e le immagini si intersecano in modi nuovi, vengono inserite le foto reali di Antonia che si sposano perfettamente con l’apparato grafico creato da Roca. I colori sono usati in modo sperimentale, l’intero fumetto ha tinte opache e fosche, che descrivono la vita di Antonia come fosse una foto sbiadita. Pur sperimentando in ogni modo, con i colori, con la disposizione delle vignette, con il formato stesso del fumetto (lo stesso de La Casa), regna un’assoluta armonia che trasforma la semplice vicenda di una donna in un’opera d’arte.

Iniziata, Amanda Yates Garcia

L’Oracolo di Los angeles, così è conosciuta Amanda Yates Garcia, strega professionista e scrittrice. Il suo libro, Iniziata, è di una rarissima potenza. L’autrice lo scrive nel 2019 descrivendolo come: “Una storia femminista della stregoneria, un’opera di teoria critica, un manifesto attivista, una mitologia personale e un libro di memorie” arriva in Italia nel 2020 grazie a Venexia Editrice.

Amanda Yates Garcia ha una storia travagliata e sofferta, non si è mai sentita accolta nella sua stessa casa, ha imparato prestissimo e a sue spese che l’uomo è una minaccia. Appena ne è in grado si ribella al sistema patriarcale che sembra però essere l’unico sistema possibile. Cercando di allontanarsi da tutto ciò che durante l’infanzia l’aveva mortificata, Yates Garcia rimane invischiata nell’industria del sesso. È ripugnante essere serve del patriarcato, ma pare che per lei non ci sia via d’uscita. L’unico riconoscimento che aveva le veniva dal suo corpo, come poteva quindi sfuggire al sistema meschino?

In tutto il suo percorso di vita, Amanda dice di essere stata negli inferi, di aver toccato il fondo. Racconta le sue esperienze terribili, dalle violenze infantili, alle delusioni della vita adulta, dalle speranze vane ai sogni distrutti. Sono vari i suoi viaggi negli inferi e devono esserlo. Ogni strega riesce a propagare i suoi poteri solo dopo che ha fatto questi viaggi. La sua vita è costellata di esperienze particolari e di persone che hanno provato ad allontanarla dai suoi poteri, in parte riuscendoci. Rinnegando le sue radici, allontanandosi dalla sua famiglia, si era allontanata anche dalle pratiche magiche, dalla spiritualità che aveva appreso grazie a sua madre, la quale aveva dedicato la vita a diffondere il bene attraverso la magia. Anche nei momenti più bui però, inconsciamente l’autrice non ha mai smesso di praticare la magia. A legarla alla grande Dea, madre di tutte le cose che la cultura accumulatrice e patriarcale ha cercato di schiacciare, c’erano le sue passioni, una su tutte: la danza. In tutta la sua vita Amanda non ha fatto altro che studiare e impegnarsi per rimanere in contatto con il ritmo del mondo e la Dea stessa attraverso l’arte. Uno degli spettacoli da lei ideato è dedicato a Medusa, colei che l’autrice riconosce come sua protettrice. Medusa è il mostro, ma è anche la resistenza alla forza votata al patriarcato che ha generato il suo castigo: Atena.

Dopo la liberazione dai demoni, dopo aver preso la consapevolezza di voler servire la dea, Amanda decide di diventare l’Oracolo di Los Angeles. Il suo percorso travagliato è dettagliatamente descritto nel libro, non solo una raccolta di eventi e situazioni, ma anche della sua formazione culturale che l’hanno portata ad accettare la sua vocazione di strega. Ecco che allora Yates Garcia ricorda il pensiero di Federici in Calibano e la strega, della nascita e dell’evoluzione dei tarocchi Rider – Waite e di chi ha volutamente tralasciato nel parlare di questo mazzo della figura di Pamela Colman Smith, ci parla della rivoluzione artistica di Pina Bausch, della storia della Wicca, di Aleister Crowley. È assolutamente riduttivo parlare di autobiografia. Iniziata è una guida per ritrovare la spiritualità, per combattere il patriarcato con nuovi mezzi. È un libretto d’istruzioni per servire la Dea e riconoscerne il potere. Iniziata è anche una storia della stregoneria stessa, dove nasce, come si evolve, cosa significa ora.

La vita di Amanda Yates Garcia diventa un exemplum, in cui la storia personale e intima si mescola con quella universale. Ogni episodio della vita di Garcia fa da pretesto per parlarci dell’azione della dea e dell’Universo: il suo amore per un demone diventa l’occasione per raggiungere la serenità attraverso la meditazione, il suo riorno a casa è la scusa per raccontare dell’azione benefica di Saturno, il nuovo inizio in un campo inesplorato dà l’opportunità di descrivere chi è e come si comporta il Matto dei tarocchi. Iniziata è un appello a fare ricerca dentro di noi e a trovare la via che ci accompagni alla Dea. È un modo per capire quanto forte può essere la spiritualità di una persona e anche per comprendere pienamente il significato che ha la stregoneria. Non si tratta di cappelli a punta e scope volanti, si tratta di fare del bene, aiutare chi ha bisogno ed essere consapevoli, si tratta di resistere, di rovesciare un sistema oppressivo e prenderci il nostro posto.

Iniziata è un viaggio che inizia nel deserto e finisce all’Oracolo di Delfi.

“Ciascuna di noi è un albero che si erge rigoglioso nel sacro bosco della Dea; ne siamo il seme che cresce e matura per poi elevarsi in tutto il suo splendore verso l’alto. Oggi inneggiamo i nostri canti, versiamo libagioni, liberiamo le energie dei nostri corpi nella danza, facciamo l’amore nei campi, intrecciamo le nostre braccia, restiamo unite, durante le proteste ci opponiamo strenuamente al tentativo esterno di trascinarci via, prendiamo d’assalto le prigioni, intasiamo le linee telefoniche, ci leghiamo agli alberi della conoscenza, li proteggiamo, mangiamo i loro frutti e ne piantiamo i semi. Marciamo per le strade, amiamo, resistiamo.
Viviamo per questo: unire le nostre forze. Spargere nel mondo i semi di un nuovo incanto.”

Letture Arcane, Gennaio

È finalmente iniziato il nuovo anno, lo aspettavamo con ansia, ma sembra che questo passaggio sia stato più sottotono degli altri. Nessun cambiamento epocale all’orizzonte, sicuramente nessun cambiamento di quelli che ci aspettavamo, la pandemia è ancora con noi e tutto sembra sempre allo sbaraglio.

Cosa ne pensano le carte di questo primo mese dell’anno? Almeno loro non hanno dubbi.

La Morte

Voi penserete che ci troviamo di fronte a presagi funesti, terribili avvenimenti, ma non è così. La Morte è una delle mie carte preferite, che mi accompagna in moltissime letture e il suo significato è chiaro: liberazione.
Bisogna fare piazza pulita del nostro passato, armarci per la rivoluzione. Non possiamo più essere disposti a tollerare elementi inutili che ci danneggiano e ci rallentano, dobbiamo essere veloci, precisi, dei ninja che con un taglio netto fanno fuori tutto il superfluo. Abbiamo bisogno di sfogarci. Fino a ora abbiamo accumulato e accumulato, ci siamo fatti carico di problemi non nostri, ci siamo aperti con le persone sbagliate, siamo stati fraintesз, è arrivato il nostro momento. Dobbiamo liberarci da ogni schiavitù che sia lavorativa, relazionale, un vizio, è ora di preparare il terreno per cose grandi. La carta di dicembre ci aveva detto di preparare i bagagli e partire per un viaggio sul Carro che ci avrebbe portato alla vittoria, ma i nostri bagagli sono troppo pesanti per farci volare liberi e questo è il momento giusto di mantenere solo il necessario.

Che cosa deve morire in me? Che cosa si sta trasformando?

Siamo gli unici padroni di noi stessi e la rivoluzione della nostra vita può partire solo dal nostro intimo. È il momento giusto per lasciare andare tutto ciò su cui abbiamo dei dubbi, le trasformazioni che avvengono ora devono essere radicali. Dobbiamo lasciar morire ciò che ci fa male per poter rinascere nel migliore dei mondi possibili. La carta, nella rappresentazione comune, raffigura uno scheletro a cavallo che porta in alto una bandiera mentre procede verso i vivi, lasciando alle sue spalle i morti. In groppa al cavallo non c’è nessuna presenza dell’oltretomba, ma ci siamo noi che dobbiamo progredire lasciandoci alle spalle i fantasmi che infestano la nostra vita. Si chiude una porta, si apre un portone, questo è il messaggio della carta per noi.

Cosa leggiamo?

La morte secondo Shakespeare, Kathryn Harkup, traduzione di Davide Fassio, Codice Edizioni.

La morte è sempre stata appassionante, si pone fine a tutto inaspettatamente e il grande drammaturgo inglese sapeva piazzare le morti nel momento migliore per sbalordire il pubblico. Harkup fa una disamina di tutte le morti messe in scena da Shakespeare, di quanto fossero effettivamente realistiche e di come potevano colpire il pubblico. Da evento terribile a trovata narrativa, la morte è la protagonista di questo saggio che si muove tra letteratura, scienza, medicina e diritto.

Tredici notti di rancore, Kamimura Kazuo, Coconino Press.

Tredici fantasmi tornano dal passato per compiere la loro vendetta, sono spiriti assetati, piegati dal rancore che odiano intensamente. Sono spiriti che in vita hanno dovuto subire angherie e violenze e tornano dall’oltretomba a sconvolgere le vite dei vivi. Sono proprio questi i fantasmi che dobbiamo lasciarci alle spalle, agiamo con decisione e tagliamo tutto ciò che potrebbe tornare a disturbare.

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