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"Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito. Perché la lettura è un'immortalità all'indietro."

Mese

marzo 2021

Le figlie ribelli della Cina

Nel 1991 viene pubblicato Cigni Selvatici. Tre figlie della Cina di Jung Chang, un libro che mescola saggistica e narrativa, partendo da vicende realmente accadute alla stessa autrice. Il racconto è quello della Cina dell’ultimo impero e del governo Maoista, aspramente criticato, attraverso i punti di vista di tre donne: l’autrice, sua madre e sua nonna. Questo impietoso ritratto della Grande Cina non è proprio andato giù al governo, infatti il libro è stato scritto in Inghilterra ed è ancora bandito in Cina.

Molto più romanzato, ma che tratta dello stesso periodo storico è Le perle del drago verde, di Lisa See, scrittrice americana di origini cinesi. In questo caso, la protagonista Joy filtra tutte le vicende attraverso i suoi occhi occidentali, entusiasta di aver ritrovato le loro origini, almeno inizialmente, ed è ferma e sicura di voler partecipare alla costruzione della nazione, ma dopo i primi sbrilluccichii emozionanti, anche lei darà una visione disincantata e realistica del periodo Maoista.

Sicuramente la scrittura della Chang è più cronachistica, la vicenda è nuda e crudelmente descritta e il suo stile non presenta grandi orpelli. La “missione” di portare fuori dalla Cina la verità sul suo governo si manifesta inoltre non soltanto in questo volume, ma anche in un saggio: Mao. La storia sconosciuta che Jung Chang scrive insieme a Jon Halliday, servendosi, anche in questo caso come nella sua autobiografia, di testimonianze dirette, raccolte anche da persone vicine a Mao, si delinea così una Storia del tutto nuova rispetto a quella che il Grande Timoniere ha voluto far conoscere.

Il punto focale dei due romanzi è la Riforma Culturale. I protagonisti e le protagoniste sono infatti colpitɜ dalla Rivoluzione essendo coinvoltɜ nelle arti e nel settore culturale. Così vediamo come Chang Jung assiste alle rivolte degli alunni contro i loro professori, massacrati perché simbolo di una conoscenza borghese. Professori che erano stati collocati nelle scuole dal regime stesso e invece Joy, figlia di un pittore, viene mandata insieme a lui nei campi rieducativi.
La particolarità di questi due libri non è solo quella di dare una visione veritiera del periodo maoista, dal totalitarismo al culto della personalità, ma tutto quello che viene raccontato viene filtrato da chi parte della Storia non è mai: le donne.

In Cigni Selvatici le tre donne protagoniste sono collocate in epoche differenti a delineare la consequenzialità della Cina Moderna. Tutto parte dalla nonna dell’autrice Yu Fang, concubina e poi moglie di un medico che attraversa il passaggio dalla Cina Imperiale al Kuomintang passando per la guerra sino – giapponese.
Bao Qin, la madre, vede invece tutto l’evolversi della Cina di Mao, dagli albori fino al declino, ed è in assoluto il personaggio più interessante del romanzo. Piena di sfaccettature, fa fatica ad accettare le rigidità del Partito, ha dubbi continui sul suo operato, su quello di suo marito, su Mao stesso: è davvero questa l’unica via per rendere grande la Cina?
Jung Chang invece vive in pieno il momento più repressivo del regime, quello della Rivoluzione Culturale, delle estenuanti sessioni di autocritica, della povertà, della divisione di tutta la famiglia. Tutte e tre sono attrici protagoniste del loro tempo e questo viene fatto notare al lettore.
Sicuramente le donne nella Cina comunista erano trattate in maniera più paritaria, potevano arrivare a cariche importanti, avere un potere al pari degli uomini, ma erano depauperate da tantissimi altri punti di vista.
In un passo de Le perle del drago verde, si parla del disagio di chi rientrava in Cina e doveva eliminare l’uso di reggiseni ed assorbenti, simbolo dell’Occidente e della decadenza dei costumi. Ma non era solo questo il problema ovviamente: in Cigni Selvatici c’è largo spazio alla descrizione delle cure mediche e di come ci fossero dei trattamenti diversi legati al sesso del paziente. Molto infatti si parla dei parti e delle gravidanze in generale, con donne maltrattate e costrette a lavorare fino all’ultimo giorno di gestazione o di alcune malattie come quella uterina, di cui soffriva Bao Qin, incurabile con le modalità cinesi.
L’influenza che le donne potevano avere nelle cariche di potere non poteva comunque aiutarle nel quotidiano perché pur avendo il “permesso” di raggiungere determinate posizioni politiche non lo avevano per curarsi di problemi femminili e femministi, né di tutto ciò che non fosse Mao o il Partito.

Una delle donne menzionate nei libri e che arriva effettivamente ad ottenere cariche importantissime è Jian Qing ultima moglie di Mao: fu presidentessa del Partito Comunista negli anni della Rivoluzione culturale era un’attrice e usò tutti i mezzi per distruggere alcuni degli avversari politici di Mao. Giocò un ruolo fondamentale nella Rivoluzione Culturale lanciata nel 1966 contro i collaboratori più stretti del marito. Si occupò di riscrivere e dettare leggi nel suo campo: il teatro, abolendo alcune opere teatrali che potevano contenere richiami al passato feudale o fare della satira. Per esempio erano assolutamente vietate le opere in cui erano presenti gli spiriti degli antenati, che avrebbero potuto criticare l’operato di Mao pur non menzionandolo mai, nascondendo versi rivoluzionari nelle parole dei fantasmi.

Alla base della riuscita della rivoluzione però, più che i cambiamenti artistici, c’era stato il voler puntare sui giovani e sul loro sbandamento adolescenziale, innalzandoli a paladini del partito ed elementi indispensabili per il funzionamento dello Stato. I giovani sono reclutati per ribellarsi contro i dirigenti, i maestri, le autorità, in nome di un enorme cambio generazionale contro i riformisti: politici contrari a Mao tacciati di essere capitalisti.
Tutto ciò che c’era da sapere viene fissato nel mitico libretto rosso, tutto il resto della cultura, dell’arte, era praticamente inutile, non solo, era simbolo di una conoscenza fuori dagli schemi, pericolosissima per il partito e il benessere della Cina, fu così che gli intellettuali e tutti i personaggi scomodi vennero allontanati dal potere. Le famiglie furono smembrate, i membri rivoluzionari del partito mandati ai quattro angoli della Cina, Mao iniziò a perdere il suo fascino.

A mobilitare i giovani ci fu anche una divisione in classi, cosa che forse in uno stato comunista non avrebbe dovuto esserci. I rivoluzionari veri e propri, quelli che controllavano, punivano, agivano erano rossi, a loro era affidato il compito di stanare i nemici del comunismo e punirli nei più brutali modi. Poi i grigi in un limbo, ancora non manifestatamente nemici del comunismo, ma neanche puri da essere rossi e poi i neri, i veri nemici da combattere.
La situazione dopo questa suddivisione diventa impossibile, molti e molte cercano di scappare, ma pochi riescono anche a denunciare.

Leggere questi due libri è stato estremamente interessante. Generalmente quando si tratta di Storia, tendiamo a guardare solamente il nostro orticello, dal nostro misero punto di vista tutto Occidentale e ci perdiamo molto, se non tutto, di ciò che succede nel resto del mondo. Anche se la Storia presentata in questi due libri è edulcorata e decorata è sicuramente un punto di partenza per iniziare ad aprire gli occhi e a documentarci su fatti più lontani sicuramente, ma non per questo meno importanti ed interessanti di quelli che succedono nei nostri pressi e magari ci aiutano anche, come la Storia fa sempre, a comprendere meglio l’oggi.

Letture Arcane, Marzo.

Vi siete liberati dai vostri inutili pesi, come vi suggeriva La Torre, il mese scorso?
Il mese di marzo è il mese della primavera, della rinascita, della rivincita; ma sembra piuttosto di essere piombati in un loop infinito e che questo marzo 2021 assomigli davvero troppo a marzo 2020, quando ancora ignari di tutto quello che avremmo affrontato avevamo grandi speranze per il futuro che invece risulta ancora estremamente incerto.
Pretendere dalle carte che ci dicano come vivere questo mese è assurdo, ma a modo loro, riescono sempre a dare la giusta prospettiva per leggere il presente.

Che cosa mi protegge? Cosa devo curare?

La temperanza in gr. σωφροσύνη, in lat. temperantia è la virtù della pratica della moderazione. Nel mondo ellenico era intesa con il termine mediocritas che stava a indicare giusto mezzo, senso che è andato perso nel termine italiano mediocrità. Nell’Etica Nicomachea di Aristotele viene elencata assieme a coraggio, liberalità, magnanimità, mansuetudine e giustizia; come giusto mezzo tra intemperanza e insensibilità. Nel mondo latino Cicerone nel De officiis così la descrive: «…rimane a parlare della quarta ed ultima parte dell’onestà; cioè di quella parte che comprende in sé, anzitutto la verecondia e poi, come ornamento della vita, la temperanza e la moderazione, vale a dire il pieno acquietamento delle passioni e la giusta misura in ogni cosa». Molte religioni tessono le lodi di questa virtù e spesso chiedono ai loro fedeli di praticarla, in particolare con opere di mortificazione della carne come il digiuno o la castità.” 

La Temperanza è il XIV Arcano Maggiore. Al centro, c’è una figura alata intenta a travasare dell’acqua. Nel mio mazzo (Modern Witch Tarot) la donna è immersa con la punta del piede nell’acqua e con l’altro tocca la terra, è ferma, ma in uno strano equilibrio. Il paesaggio sembra primaverile, è tutto verde e rigoglioso.
Qualsiasi cosa avvenga all’esterno, qualsiasi stimolo, catastrofe o pestilenza la figura rimane ferma a portare a termine il suo obbiettivo: far fluire l’acqua dalle coppe. L’acqua, come la vita infatti, continuerà a scorrere inesorabilmente, qualsiasi siano le condizioni esteriori. Nostro compito dunque, è quello di rimanere in equilibrio, non far cadere l’acqua. Non dobbiamo darci per vinti, dobbiamo assolutamente trovare il nostro centro, ed è di fondamentale importanza rimanere saldi su noi stessi in un momento così particolare, psicologicamente e fisicamente provante.

C’è bisogno di puntare i piedi e di aggrapparsi con tutte le nostre forze a quello che ci protegge, che sia una persona, un intento, un traguardo, è questo il momento di puntare su noi stessi e su ciò che permette al nostro animo di curarsi.
La Temperanza domina le passioni, è ferma, sembra quasi che riesca a controllare la sua attività solo con lo sguardo. Ma perché è di così fondamentale importanza, per lei, travasare quest’acqua? L’acqua è il fluido vitale, è nutrimento, ma anche medicina. Uno degli attributi di questa carta è senza dubbio quello della guarigione, dell’opera benefica, della salute e della cura. La nostra stabilità, la nostra fermezza e il nostro equilibrio aiutano noi, ovviamente, ma possono essere un giovamento a tuttɜ coloro che ci stanno accanto.
Lo splendido arcano alato è tradizionalmente avvicinato all’Arcangelo Michele, il più vicino a Dio: guerriero e guardiano. Ma Michele regge anche il sistema solare e il sistema interiore dell’uomo diventando anche un equilibratore tra i due massimi sistemi, questo è quello a cui noi dobbiamo puntare: diventare il centro della bilancia di noi stessi e di chi ci circonda.

L’ultimo messaggio che La Temperanza può darci è di non perdere la speranza, ma soprattutto di non cadere negli eccessi: il nostro benessere deve venire prima di ogni altra cosa e se proprio non riusciamo a resistere alle tentazioni dobbiamo far in modo di attivare la comunicazione con coloro che ci stanno accanto, affidarsi a loro e lasciarsi curare.

Cosa leggere dunque per farci mantenere saldi?

La terza vita di Grange Copeland, Alice Walker, Edizioni Sur.

Grange Copeland è un mezzadro che cerca fortuna a Nord, disturbato dalla pochezza che lo circonda, dal suo non riuscire a trovare un equilibrio, cosa che però non riuscirà ad ottenere neanche con il trasferimento. Quando farà ritorno in Georgia la situazione non è cambiata, anzi è peggiorata e la violenza e le brutture della vita sembrano non avere fine. A cambiare però è Grange, grazie ad un legame speciale, quello con la nipotina Ruth che diventerà la sua guaritrice, la sua ancora, l’arcano alato che riporta equilibrio in una vita a pezzi.

Easy Breezy, Yi Yang, Bao Publishing.

C’è una missione da compiere e non è proprio di quelle che fanno bene alla comunità. Una allegra e mal assortita combriccola deve compiere queste malavitose gesta: Li Yu il bullo della scuola media, Yang Kuaikuai il genietto della classe, il bonario zio Ya, e la piccola Yun Duo, proprio quest’ultima diventerà l’acqua da far fluire tra le coppe. La bambina infatti era dispersa fino a un attimo prima di essere trovata dai tre prodi, riusciranno a portarla in salvo e a rimanere in equilibrio nonostante la loro eterogeneità?

Buone letture temperanti!

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