78 carte, dall’origine ancora incerta. Utilizzate inizialmente pare come semplici carte da gioco, per giocare a briscola ad esempio. Diffusi moltissimo in Italia Settentrionale e in Francia, da dove si diffondono i Marsigliesi, nominati anche in Gargantua e Pantagruel di Rabelais, oltre che in moltissimi altri libri. Qualcunɜ forse l’avrà capito, si parla di Tarocchi. Ma non è per giocare a briscola che li ho voluti scomodare, per quella uso le carte napoletane-

Infatti tra il XVII e il XVIII secolo si diffonde un nuovo uso dei Tarocchi, quello legato al mondo divinatorio. Grazie a vari autori tra cui Eittella che in Manière de se récréer avec le jeu de cards nommées Tarots (1783 – 1785) indaga il legame tra gli Arcani e i Libri di Toth ed inizia anche a dare istruzioni su come utilizzare le carte per la cartomanzia. Moltissimɜ dopo Eittella hanno indagato i Tarocchi tra cui Arthur Edward Waite, l’occultista Aleister Crowley, ma anche più recentemente Rachel Pollack e Alejandro Jodorowsky.
Prendendo un po’ da tutto il mare magnum degli studi sui Tarocchi ecco che arriviamo a quello che faremo in questa sede. Non proprio divinazione perché le carte servono, tra le altre cose a interpretare meglio il nostro presente. Addentrandoci tra Arcani Maggiori e Minori, i Tarocchi saranno da questo momento una compagnia mensile che ci farà parlare ancora una volta di libri.

Una carta può rappresentare un giorno, una situazione, una persona, allora perché non un libro? Ogni mese quindi una carta ci guiderà e ci aiuterà nella scelta di una lettura inerente al suo significato.
Il mese più breve dell’anno in questo 2021 che è già iniziato turbolento, ma è ancora carico di speranza inizia all’insegna de:

LA TORRE

La sedicesima carta degli Arcani Maggiori è associata alla mitologica Torre di Babele, quindi alla superbia umana che si avvicina a Dio, ma che poi viene brutalmente annientata dalla Giustizia divina.
La sommità della torre è colpita da un fulmine: inizia la distruzione. Dalla torre cadono persone, mattoni, oggetti, si stanno buttando o vengono buttati via?

La carta della Torre parla sicuramente di catastrofi, rotture, crisi, ma dalle crisi ci si rialza e soprattutto ci si rende conto di sbagli, errori e ci si alleggerisce da pesi inutili.
La crisi può essere la manifestazione di qualcosa che non era ancora riuscito ad emergere e che ci ha travoltɜ, qualcosa che ci può far prendere coscienza di noi e di quello che vogliamo davvero, e ci fa dirigere lo sguardo verso altro, ci fa comprendere che qualcosa esiste oltre quello che ci porta a voler a tutti i costi arrivare in cima alla torre.

Le domande a cui la torre ci invita a rispondere guardano dentro noi stessɜ e chiedono: con chi è che sto rompendo? C’è qualcunə che vale la pena affrontare per alleggerire i rapporti? Da quale prigione mi sto liberando?

Una relazione, un rapporto lavorativo pesante, un progetto che non sentiamo più nostro.
La torre ci mette in crisi, ma ci spinge verso altre direzioni. Non è quello che stiamo costruendo il tempio che conterrà i nostri successi, quello è destinato a crollare, dovremmo costruirlo in modo più stabile o sarà smosso da un terremoto e dovremmo quindi trovare un luogo più sicuro sul quale edificare.

Cosa leggere quindi in questo mese di liberazione? Testimonianze di nuove vite, nuovi progetti, sconvolgimenti e perché no un po’ di magia, perché in fondo stiamo sempre parlando di letture arcane.

Tre stagioni di tempesta, Cécile Coulon, trad. di Tatiana Moroni, Keller Editore.

Andrè, Benedict, Agnès, Berangere, una famiglia di medici, sono tranquilli nella loro vallata prosperosa e tranquilla, fino a che… tutta la tranquillità, la sicurezza di Andrè, della sua famiglia e del suo villaggio vengono travolti. È il fulmine che distrugge la torre, bisogna reinventarsi, correre ai ripari. Coulon costruisce un percorso di caduta, verso il baratro, non sarà che i protagonisti di questo romanzo sono proprio quelli che vengono scaraventati giù dalla torre?

Le figlie di Ys, M. T. Anderson & Jo Riux, trad. Tiffany Vecchietti, Rebelle Edizioni.

La regina Magvlen e suo marito il re Gradlon sono i signori indiscussi della potentissima Ys, prospera città marina, che grazie alla magia ha annientato i nemici. Dopo la morte della regina a mantenere la grandezza della città saranno le sue due splendide figlie Rozenn e Dahut, la secondogenita nasconde il segreto della grandezza di Ys e dopo la tranquillità dei primi tempi la famiglia, la corte e la città tutta saranno travolti dai loro stessi malefici. Dovranno allora scappare e fronteggiare questa enorme catastrofe, perdendo inevitabilmente qualcosa per strada. Cosa ne sarà di Ys e delle principesse? Di cosa ci si è liberati per arrivare alla pace?


Ringraziamentini a Giulia per avermi spinto con le sue idee e a Diletta di Paper Moon per il titolo.