Siamo finalmente di nuovo pronte per presentarvi una nuovissima doppia intervista, Una banda di cefali ed io siamo felicissime di farvi conoscere Brian Freschi, sceneggiatore e Ilaria Urbinati, disegnatrice de Il mare verticale, una meravigliosa e delicatissima storia che parla di ansie e del combattimento, talvolta estenuante, contro gli attacchi di panico. La protagonista è un’insegnante e forse anche per questo, io e la mia omonima ci siamo un po’ sentite chiamate in causa, e pronte a scoprire di più su questo fumetto.

Con enorme piacere, qui leggerete l’intervista ad Ilaria Urbinati, per leggere invece di Brian Freschi dovete nuotare verso il blog della mia collega!

  • Ciao Ilaria, grazie per esserti prestata a questa doppia intervista. È la prima volta che lavori insieme a Brian eppure il vostro lavoro è in perfetta armonia. Com’è nata questa collaborazione?

Ciao a tutti e grazie a voi per averci invitato! La collaborazione è nata da un’email di Brian: conoscevo il suo lavoro, ma non lo avevo mai incontrato. Quando mi ha proposto di fare un fumetto insieme, il suo soggetto de “Il mare verticale” mi ha subito conquistata. Volevo lavorare da tempo a un graphic novel per adulti che parlasse proprio di queste tematiche, ma fino a quel momento non avevo trovato la storia giusta.

  • Com’è stato lavorare insieme? Come avete organizzato il lavoro e come siete riusciti a confrontarvi?

Lavorare con Brian è stato uno splendido viaggio. Io non sono un’illustratrice che tende a “eseguire”: amo confrontarmi con l’autore per arricchire la storia insieme. Io e Brian ci siamo sempre confrontati su tutto, creando un mondo in profondità, senza lasciare nulla al caso. Come abbiamo fatto, abitando in due città diverse? Telefonandoci tantissimo!

  • La figura della maestra elementare è spesso sottovalutata nel nostro paese eppure di fondamentale importanza per il futuro delle nuove generazioni. È nata prima la storia o India? Come avete sviluppato questo bellissimo personaggio?

India e la storia sono indissolubili l’una dall’altra. Volevamo creare un personaggio sfaccettato, lavorando su certi cliché per scardinarli uno ad uno: India è dolce con i bambini, ma allo stesso tempo è una donna complessa e in conflitto. Ci sembra che la figura dell’insegnante porti con sé, a volte, degli stereotipi o dei pregiudizi – sia nella società sia nella letteratura – come tutto quello che riguarda il rapporto donne/bimbi. India vuole confrontarsi in modo deciso con la realtà che la circonda, non ha paura di mostrarsi fragile e di lottare per se stessa e il suo lavoro.

  • India combatte mostri, draghi e a livello grafico questo è segnalato da figure immense, vortici, ma… la cosa più sorprendente è che India va addirittura in bagno, cosa che non abbiamo mai visto nei fumetti: come mai tanta “normalità”?

Per raccontare la vita di India con la sua complessità abbiamo unito tutto: i mostri, il mare scurissimo, la spesa, e lo sciacquone. Abbiamo mischiamo la fantasia più sfrenata e la normalità più quotidiana, perché fanno entrambe parte di India, un po’ come fa parte di noi autori: la vita è spesso costellata di “cose da cosare” che si alternano nella nostra giornata così come i sentimenti, i peggiori turbamenti e le più sfrenate rêverie.

  • Quando India racconta, si perde in uno spaventoso scenario bluastro e diventa Hava: avete creato una storia nella storia, com’è nata l’avventura di Hava e come mai avete scelto di creare un alter ego?

L’avventura della guerriera Hava ci ha permesso di esprimere le difficoltà di India in maniera molto più efficace ed evocativa. Chiunque si sia trovato in una situazione simile sa quanto è difficile esprimere a parole quello che gli accade, ma vedere un’onda buia nerissima e verticale rende perfettamente il concetto. Questa è una delle infinite potenzialità dei fumetti.

  • Avete mai sofferto di DAP e se sì, ricordate ancora il primo attacco di panico?

Non ho mai sofferto precisamente di DAP, ma come moltissime persone ho avuto anch’io a che fare col mio personalissimo “mare verticale”. Ricordo bene sia le difficoltà sia la consapevolezza, che mi ha poi aiutato a superare i momenti difficili. È molto importante continuare a parlare di questi argomenti.

  • Se doveste immaginare una colonna sonora che accompagna gli stati d’animo di India, quale sarebbe?

I London Grammar e Florence & the Machine sarebbero sicuramente i principali gruppi. Brian aveva creato una playlist condivisa da ascoltare mentre lavoravamo al libro e la mia canzone preferita era “Tonight we fly” dei Divine Comedy, che è liberatoria e leggera.

  • Com’è stato recepito il mare verticale dai lettori?

Molto bene! Spesso riceviamo mail e messaggi da chi lo ha letto e amato, il libro è stato apprezzato anche da diversi psicologi e questo ci fa davvero piacere!

  • State programmando un nuovo lavoro insieme?

Per ora stiamo un po’ rifiatando e lavorando ai progetti che sono venuti dopo questo! Però non lo escludiamo e anzi ci mancano un po’ le nostre telefonate-fiume.

Noi ringraziamo moltissimo Ilaria e Brian per aver partecipato alla nostra nuova doppia intervista e vi diamo appuntamento tra qualche tempo, perché già abbiamo in cantiere le nuove domande per la prossima!