Olga Tokarczuk è una psicologa e grazie a questo ci regala un personaggio assolutamente memorabile, di grandissima caratterizzazione, protagonista di Guida il tuo carro sulle ossa dei morti, pubblicato in Polonia nel 2009. Nel 2018 vince il premio Nobel per la Letteratura nel 2018: «per un’immaginazione narrativa che, con passione enciclopedica, rappresenta l’attraversamento dei confini come forma di vita». Il film Pokot di Agnieszka Holland è stato tratto dal romanzo Guida il tuo carro sulle ossa dei morti ed ha vinto Premio Alfred Bauer.

Janina Duszejko è un’appassionata di astrologia. È convinta che il calcolo preciso e puntuale delle posizioni dei pianeti in concomitanza della nascita potrebbe addirittura dare segnali sulla morte delle persone. Deve studiare quindi ogni segno, ogni transito per districare i complicati omicidi che stanno avvenendo in città. Oltre ad essere una studiosa di astrologia, è anche una maestra d’inglese e si vede, insieme ad uno studente ogni settimana per tradurre Blake, Blake sarà una presenza fissa in questo romanzo a partire dal titolo, che è infatti tratto da un verso di “Proverbi infernali”.

Luftzug è il nome del villaggio, che sorge su un Altipiano che si trova tra Polonia e Repubblica Ceca, qui prima Piede Grande, come lo chiama lei, abituata a dare un nome alternativo alle persone perché non sempre i nomi affibbiatici si conformano perfettamente all’essenza, poi altri uomini moriranno in circostanze misteriose e Janina non riesce a pensare ad altro: e se fossero stati gli Animali? Tutte le vittime erano infatti cacciatori spietati, forse la fauna dell’Altopiano sta pensando ad una vendetta, vuole riprendere il suo posto e non essere semplicemente cacciagione.

Janina è arrabbiata con questa gente che non si rende conto di sfruttare la natura fino all’inverosimile, non capisce quale sia il motivo di tanta crudeltà nei confronti degli animali. Sembra però così interessata a fare chiarezza sull’accaduto, lei non si fermerà davanti a nulla: viene e va dalla polizia, deposizioni, denunce, continua a voler mettere in guardia tutti che gli astri, avevano predetto tutto.

“Mi commuovono le foto dal satellite e la curvatura della Terra. Ma allora è vero che viviamo sulla superficie di una sfera, esposti allo sguardo dei pianeti, abbandonati in un grande vuoto dove, dopo la caduta, la luce si è frantumata in piccoli frammenti e dispersa? È vero. Ce lo dovrebbero ricordare ogni giorno, perché ce lo scordiamo. Crediamo di essere liberi, e che Dio ci perdonerà. Personalmente la penso in modo diverso. Ogni azione trasformata in minute vibrazioni di fotoni alla fine si metterà in viaggio verso il cosmo, come un film, e i pianeti lo guarderanno fino alla fine del mondo.”

Janina è per tutti una vecchia pazza, non si può dare credibilità a una così, non si può davvero pensare che gli animali possano mettere su tutto questo, ma chi le sta più vicino inizia a capire, sa che Janina non è assolutamente solo una vecchia pazza.

Guida il tuo carro sulle ossa dei morti è un libro estremamente coinvolgente, attraverso una trama intricata e ben costruita, ci sono riflessioni profonde sul rapporto tra l’uomo e gli animali e anche sull’astrologia e le sue influenze. Tutto è filtrato dalla mente della protagonista, che si arrovella su ciò che sta accadendo, ma cerca di nascondere a tutti, lettori compresi, ciò che sta davvero facendo. I pensieri di Janina, le sue domande sulla crudeltà umana e sull’impatto dell’uomo sul mondo che lo circonda sono quanto mai attuali.