Intervista a Daniele Fabbri.

Tornano le Carle al quadrato con una nuova doppia intervista. Questo mese ci siamo dedicati ad un’altra affermatissima coppia del fumetto: Stefano Antonucci e Daniele Fabbri, la cui ultima preziosa fatica è stata La fattoria dell’animale, ispirata al capolavoro di Orwell La fattoria degli animali, di cui vi avevo parlato qui. Tra satira, ironia, haters, varie ed eventuali, abbiamo fatto qualche domanda ai due autori per scoprire qualcosa in più dietro i loro strabilianti lavori, concentrandoci in particolare sull’ultima fatica.

Qui troverete l’intervista a Daniele Fabbri, comico, sceneggiatore e fumettista (settore su cui ci siamo concentrate in questa sede); mentre per scoprire l’altra faccia della medaglia e conoscere le risposte di Stefano Antonucci dovrete correre su Una banda di cefali, il blog della mia socia Carla.

  • Un enorme benvenuto a Daniele Fabbri su Tararabundidee, siamo onoratissime di avervi ospiti per le nostre interviste doppie, quindi iniziamo subito l’interrogatorio:
    Fabbri e Antonucci sono ormai una “coppia di fatto” nel mondo del fumetto, visto che lavorate insieme da un po’: quando e come è nato il vostro sodalizio artistico?

Ai tempi in cui ancora non c’era facebook in Italia, Ste mi contattò per far parte di un progetto editoriale satirico autoprodotto, insieme a tantissimi altri autori, non avremmo visto un euro e lo avrebbero letto forse 30 persone: con tali premesse, potevo mai rifiutare? Si chiamava Scaricabile, durò circa 3 anni. Quando chiudemmo, io e Ste decidemmo di provare a fare un fumetto in autoproduzione, Gesù Crucifiction Tour. Speravamo di vendere almeno un centinaio di copie in un anno, ne vendemmo circa mille in due mesi. Era il 2012. Da lì abbiamo continuato.

La satira è lo strumento più popolare con cui i popoli possono contrastare il potere, perché unisce il senso di ribellione e quello dell’umorismo.

È il veicolo che ti fa provare la goduria di pensare con la tua testa, cosa importantissima dato che di solito la libertà di pensiero è motivo di emozioni conflittuali.

  • La fattoria dell’animale è basata sul racconto Orwelliano, descrive però la società moderna italiana in un modo veramente attuale. Quando avete letto La fattoria degli animali di Orwell? Com’è stato il confronto con questo classico della letteratura e soprattutto com’è nata l’idea di trasformarlo nel punto di partenza per una vostra nuova opera?

La Fattoria degli Animali di Orwell mi colpì molto quando lo lessi, non gli davo una lira e invece fu efficace. Sapevo che l’idea che avevamo per questo libro sarebbe stata più dura da digerire rispetto al nostro solito, e perciò mi sembrava una buona idea affidarmi a quell’efficacia intrinseca che la Fattoria orginale si porta dentro.

  • Com’è nata invece la collaborazione con Boscarol? Com’è stato lavorare insieme?

Anche lui era uno degli autori che ruotavano intorno al progetto Scaricabile, lavorarci insieme è stato meraviglioso, non solo per la professionalità friulana doc, ma perché è un artista pazzesco, ho imparato molte cose vedendo i suoi passaggi di studio e perfezionamento delle tavole.

  • Per i vostri lavori avete subito atti vandalici agli stand, censure, minacce, querele e molto altro ancora. I vostri protagonisti annoverano personaggi del calibro di Gesù, Mussolini, Hitler, il Piccolo Principe. Qual è quello che ha dato più fastidio e ha alimentato maggiori polemiche?

Le maggiori polemiche se le sono beccate senz’altro quei farlocchi di Casapound nel 2016 con l’episodio della Coca Cola, ma quella che ha dato più fastidio a me è stata la denuncia da parte degli eredi di Exupery per Il Piccolo Fuhrer. Fastidio perché abbiamo avuto ragione noi davanti al giudice, ma ci è lo stesso costato parecchio in avvocati.

  • A proposito di polemiche, chi è l’hater medio di Antonucci e Fabbri? 

Adolescenti che tifano Duce e cattolici bigotti fissati con l’invasione dell’Islam, persone il cui disprezzo equivale ad una medaglia al valore civile.

  • C’è già qualcosa in cantiere per i prossimi tempi e soprattutto: c’è qualche personaggio storico che si presterebbe bene a diventare il protagonista di un vostro prossimo lavoro?

Ce ne sarebbero moltissimi, ma in questo momento storico ciò che sta sgretolando la società non sono tanto le ideologie politiche quanto le logiche di profitto senza etica. La Fattoria dell’Animale non è un libro sulla politica, infatti, ma è un libro sul potere distruttivo della menzogna. Ad oggi è questo il vero potere da cui dobbiamo difenderci.

Sono stata felicissima di poter ospitare qui Daniele, che seguo da moltissimo tempo e che oltre al fumettista fa tantissime altre cose fighissime (in particolare vi consiglio di seguire il suo podcast: Contiene Parolacce e se potete andate a vedere i suoi spettacoli!). Sperando di leggere prestissimo altri lavori targati dal duo Antonucci e Fabbri, vi invitiamo a leggere i loro fumetti, se ancora non l’aveste fatto e a rimanere aggiornate sulle prossime doppie interviste, perché sono già in cantiere!