“A volte i nerd hanno problemi di amore, ahiloro, ma mai di innamoramento. È una vita fatta di passioni totalizzanti. E di una certa generosità, non richiesta, nel condividerle. Qui sta una contraddizione, però. Il nerd, da una parte, vorrebbe che tutti partecipassero al suo innamoramento. Tuttavia, quando ciò comincia a succedere, e un culto diventa mainstream, il nerd si sente tradito e si disamora. O forse, più generosamente, pensa che quello che doveva fare ormai lo ha fatto, e adesso è tempo di contaminare il mondo con un’altra ossessione, nuova di zecca. Oppure più d’una.
Ai miei tempi, i nerd erano monotematici. Oggi i nerd hanno tante passioni. Cosa di musica, fumetti, serie televisive, cinema, libri… da nerd, appunto.”

E proprio di alcune delle cinquanta sfumature del nerd, tratta Nerdopoli, Espressioni di una comunità in evoluzione, saggio a cura di Eleonora C. Caruso, edito da effequ. Indagando dagli shonen, alle fanfiction, dai gdl a Lost, questo libro attraverso le voci di Susanna Scrivo, Eleonora C. Caruso, Alice Cuchetti, Arianna Buttarelli, Simone Laudiero, Matteo Grilli e Aligi Comandini esplora come si è evoluto il mondo nerd dagli albori ad oggi, quando tutto è diventato più “semplice” ed immediato grazie ad internet e alla quantità enorme di informazioni e di materiale condiviso tra le genti.

Io non so che vita sia quella di un non nerd sinceramente, la mia vita è stata ed è ancora costellata da fisse su fisse, quella più longeva, sempre presente è quella per il fumetto, ma… anche quella per Sailor Moon, che continuo a rivedere ad intervalli regolari (l’immagine in basso è stata la mia icon su whatsapp per anni, le cover dei miei cellulari sono tutte di Sailor Moon et. etc. etc). Adesso ad esempio ho la fissa delle serie coreane, con cui rompo l’anima a tutte le persone che mi conoscono, sicuramente tra qualche tempo prenderò chissà quale strana mania, e per me è sempre stato così. Davvero si può vivere senza appassionarsi totalmente alle cose, parlarne in continuazione e poi cambiare soggetto e partire di nuovo dall’inizio tutto il processo?

Per me questo saggio è stata una grande conferma, la conferma che siamo tantissimi a fare delle nostre passioni il perno su cui gira gran parte del nostro tempo. Nerdopoli è un continuo andirivieni tra presente e passato, tra cose che hanno catturato il mondo di oggi, come GOT, cioè ma ci rendiamo conto dell’hype che ha generato questa serie? Per mesi non si è parlato di altro e ancora oggi per fare una scrematura delle persone di cui fidarsi basta chiedere chi sono i tuoi personaggi preferiti di GOT e ti è piaciuto il finale? (Voglio subito dire che io ho adorato il finale, perché dalla prima scena ho tifato solo e solamente per Bran, quindi ora potete smettere di seguirmi, perché so che non siete d’accordo!)
Senza dimenticare fumetti, videogiochi, anime e serie che hanno conquistato le generazioni precedenti, pensiamo a Star Trek, che mia madre adorava e che quindi ha fatto parte della mia infanzia, o Lost. Grazie o forse devo dire per colpa di Alice Cuchetti ho scoperto anche che “Hurley non dice mica “coso”, ma “dude”, e io che lo identificavo come “cosocosi” la mia vita basata su una menzogna. Perché nel suo Big Damn Heroes parla anche di come la televisione italiana abbia tradotto, malamente, molte serie e anche di come le ha piazzate, sempre malamente, nel palinsesto televisivo.

Uno degli interventi più divertenti ed interessanti è sicuramente quello di Eleonora C. Caruso, che tratta del fenomeno delle fanfiction, dicendo che le fanfiction sono nate effettivamente ben prima di quanto ci immaginiamo:

“Adesso proviamo a essere ancora più precisi, andando ancora più indietro, fino al 1562, quando venne pubblicato un poema narrativo a opera di Arthur Booke dal titolo La tragica storia di Romeo e Giulietta. Si trattava di un cautionary tale, una di quelle noiose storie scritte per mettere in guardia i giovani dal rischio di fare di testa propria. Senonché un certo drammaturgo inglese ebbe l’idea di scriverne una sua versione, stavolta dal punto di vista dei giovani.
L’opera più famosa di William Shakespeare è, insomma, una fanfiction. Ha scritto una fanfiction Ludovico Ariosto quando si è inventato il seguito – critico e parodico – dell’Orlando Innamorato di Boiardo, e ha scritto una fanfiction Virgilio con l’Eneide.”

Estremamente interessante è la storia della fanfiction moderna e la sua evoluzione di pari passo con l’evoluzione e l’accessibilità sempre maggiore di internet. Effettivamente non avevo mai pensato a quanto potesse essere faticoso gestire un sito di un fandom, in cui approvare i commenti uno per uno, leggere e caricare una alla volta ogni fanfiction e così via, una mole di lavoro che noi nati dopo, quando internet era ormai progredito al massimo non abbiamo mai sperimentato, ora abbiamo tutto bell’è pronto e possiamo leggere fanfiction su wattpad, senza che nessuno le abbia selezionate precdentemente.

Nella comunità nerd c’è però anche qualche ombra e ne parla Aligi Comandini nell’ultimo articolo “Tu non puoi passare”, che si sofferma sul fenomeno del gatekeeping cioè “il comportamento di qualcuno che si fa carico del fardello di decidere se un altro individuo abbia o meno il diritto di decidere se un altro individuo abbia o meno il diritto di far parte di una comunità o un’identità.” Avete presente quanto sostenete di essere fan di qualcosa, che sia un gruppo musicale, un manga, un anime, un videogioco e vedete che inizia a crearsi troppo interesse, o troppo seguito e quindi si inizia a vedere male chi è nuovo ed entra nella cerchia perché “eh ma tu non c’eri quando è successo x”, “io c’ero da prima”, “tu non puoi essere un vero nerd perché io da bambino mi rifugiavo nella mia passione per sfuggire a (inserire qui qualsiasi causa di disagio) e tu invece avevi una vita serena.” Siete davvero fortunati se non avete mai incontrato persone che la pensano così, che vogliono tenersi la loro passione per la loro cerchia ristretta e sicura, come se gli altri “estranei” potessero trasformare in chissà che modo l’oggetto della mania, perché più c’è seguito, più c’è il rischio che quella determinata cosa diventi commerciale, mainstream, che perde la scintilla che ci aveva catturati, ma come spiega egregiamente Comandini, dietro ogni oggetto del piacere che sia un libro, un fumetto, un videogioco, un film, c’è sempre un’azienda che lo ha prodotto, il cui intento è vendere e arrivare a quante più persone possibili, quindi il fenomeno del gatekeeping oltre ad essere un fatto discriminatorio, è anche un po’ una sorta di scollamento dalla realtà.

Comunque, sia che vogliate saperne di più di alcuni fenomeni, sia che volete ridere sulla stramba programmazione televisiva italiana o che volete riassaporare quel momento perfetto della vita in cui Lady Oscar era l’idolo supremo, dovete leggere Nerdopoli, che scorre velocissimamente portandovi in un turbinio di ricordi e bellissimi sentimenti, potrebbe anche avvicinarvi a qualche nuova mania, io ad esempio mi sono appuntata una serie di boy’s love grazie al primo articolo di Susanna Scrivo.