Gennaio, il mese più lungo dell’anno è appena terminato. Ci aspettano ancora tantissimi giorni prima della fine di questo 2019 e di solito al principio si iniziano a stilare i buoni propositi, gli obbiettivi, insomma tutto ciò che ci aspettiamo e che vorremmo raggiungere nei successivi 365 giorni; c’è chi poi guarda in alto e scrutando il cielo si affida alle stelle e agli oroscopi e alla fine anche chi non ci crede, cade vittima di predizioni alternative. Noi abbiamo chiesto alle nostre libraie un libro che parli di stelle e che forse leggendolo vi ispirerà e vi farà capire qualcosa del vostro futuro!


La simmetria dei desideri, Eshkol Nevo, Beat (trad. Ofra Bannet e Raffaella Scardi).

Gennaio, tempo di progetti e fantasie. Cosa ci aspettiamo dall’anno nuovo, dagli anni a venire, da noi stessi e dalle persone che ci stanno accanto? Il romanzo dello scrittore israeliano Eshkol Nevo mi è sembrato illuminante, perché racconta dei desideri e delle strane traiettorie che questi compiono nelle nostre teste, e poi fuori, nel mondo, prima di arrivare (forse) a destinazione e trasformarsi in realtà. Quattro amici dei tempi del liceo, seguendo un rito che si ripete ogni quattro anni, si incontrano per vedere insieme i Mondiali di calcio: corre l’anno 1998, sono scanzonati, ancora molto uniti e si portano bene i loro 28 anni. In questa occasione, partendo da un’idea di Amichai, il più tenace, vitale e ottimista, decidono di “mettersi in gioco”. Ognuno di loro scriverà su tre biglietti tre desideri che riguardano se stessi, la sfera personale e professionale. Avranno quattro anni di tempo, fino ai prossimi Mondiali, per vedere se e quando questi sogni si saranno avverati. Un tempo non lunghissimo, ma abbastanza perché accadano bellissime esperienze, grandi drammi, tragedie, insomma tutti i rivolgimenti della vita in un periodo cruciale di cambiamento, nel passaggio dei quattro dalla gioventù all’essere adulti. Con tanta ironia Nevo riesce a entrare nell’intimità di questi personaggi, a farceli conoscere con le loro manie, le luci e le ombre. La profondità ci tocca con leggerezza, l’amicizia è un sottofondo che si salva sempre, anche dopo burrascosi litigi e separazioni, nonostante modi assai diversi di sentire, di agire e reagire ai rovesci della fortuna. Senza dimenticare mai lo sfondo su cui si svolgono i fatti – la terra di Israele, con tutte le sue contraddizioni – la storia personale di Yuval, Churchill, Ofir e Amichai diventa anche la nostra. Fragilità, risate, periodi bui, tradimenti, solitudine, ma anche amore, e tanta amicizia, forte e sincera.
È il timido Yuval, eterno studente di filosofia e traduttore dall’inglese a tempo perso, a narrarci tutta la vicenda con uno stile inconfondibile, tagliente e disarmante, a cui ci affezioniamo subito. E fin dalle prime righe la storia si legge con il dubbio che il narratore non sia più su questa terra, eppure una forza vitale si insinua e ci trasporta con curiosità fino alla sua inaspettata conclusione. A volte, come in questa storia, gli esiti dei desideri sono diversissimi dalle aspettative, dal punto di partenza, eppure restano realizzazioni di sogni. Quasi a dirci che, comunque vadano le cose, resta la bellezza di aver vissuto e desiderato, e di essere vivi.

Paola Mastrobuoni

Guardate anche voi il cielo stellato, esprimete desideri e fate in modo che si realizzano, che tanto almeno un giorno all’anno le stelle saranno dalla vostra parte!