Pare che se a scrivere e disegnare il quotidiano sia Larcenet, questo possa diventare meraviglioso, interessante e avvincente.

L’autore francese pubblicato da Coconino Press in Italia, in questa graphic novel: Lo scontro quotidiano, narra la vita di Marco. Una vita come tante in cui perdersi e immedesimarsi, fino a diventare noi stessi protagonisti.

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Marco è un fotografo insoddisfatto, assolutamente provato da un’esistenza che lo opprime. Il suo lavoro di reporter è diventato praticamente una croce; cerca quindi di disintossicarsi passando del tempo nella campagna francese. Non è l’insoddisfazione lavorativa l’unico ostacolo per la serenità di Marco, ci sono anche gli attacchi di panico ad esempio che cerca in tutti i modi di controllare e che Larcenet sottolinea graficamente schizzando le pagine di rosso. Ma il quotidiano è imprevedibile e minerà Marco in altri modi.

È molto difficile tenersi sul vago e non svelarvi nulla, ma se anche ci soffermassimo su alcuni particolari vi toglieremmo il piacere della scoperta e non è quello che vogliamo. Quello che sentiamo però di dirvi è che non ruota tutto intorno a Marco e al suo scontro quotidiano. Attraverso i suoi personaggi, Larcenet, descrive una parte della storia della Francia. Si inizia con la Guerra d’Algeria (1954 – 1962) terribile pagina della storia francese, solcata da attentati, torture e genocidi fino ad arrivare all’attualità, alla critica della politica francese. Si parla di deriva, di politiche del lavoro, di tolleranza e anche di libertà. In questo caso specifico tutto ruota intorno alla chiusura di un cantiere navale che è stato culla di Marco e di tutti i suoi affetti. Il cantiere viene mostrato pochissimo nel fumetto, ma racchiude un’idea centrale. Rappresenta non solo un posto di lavoro, ma anche casa, tepore, unione. Da luogo in cui crescere diventa il luogo per cui si combatte e si resiste, perché in fondo è il luogo che ha permesso a tutte le famiglie dei dintorni, di vivere. Il cantiere rappresenta quindi tutto, ma lo rappresenta per pochi e in nome della modernità e non solo di quella, viene fatto spazio al nuovo senza alcun ritegno.

Sono tanti gli spunti di riflessione che vengono fuori dalla lettura di queste pagine. Un altro elemento che secondo noi è focale è il senso di colpa. Sicuramente quello di Marco che in alcuni casi rimpiange di non essere stato quello che gli altri si aspettavano fosse, quel senso di colpa che sa di delusione, di rimpianto. Ma è un altro personaggio ad impersonare questo sentimento e far riflettere di più, perché rappresenta un senso di colpa così potente e grande, che pochi esseri umani si portano dentro. Il veterano della Guerra d’Algeria, pensiamo sia il personaggio più bello creato in questo universo da Larcenet. Lui deve convivere con le atrocità di cui è stato protagonista passivo e attivo, ha visto la morte dei suoi compagni, dei suoi nemici, l’ha provocata lui stesso. Non è un senso di colpa tollerabile e comprensibile, come non è comprensibile il comportamento che lo ha provocato e che per questo creerà una frattura inguaribile tra lui e quelli che gli stanno accanto.

Una storia così potente è quasi sdrammatizzata da disegni grotteschi e cartooneschi, ma non sempre. Per tutto il fumetto siamo di fronte a due piani: quello della vita e dell’esteriorità di Marco e quello della sua interiorità. Quando Marco riflette, i suoi pensieri sono messi su carta in modo diverso: c’è un vorticare di matite, molta più caratterizzazione e i colori sono risucchiati da un seppia che opacizza.

Non abbiamo più niente da dirvi, ve ne consigliamo solo caldamente la lettura!


Abbiamo parlato de Lo Scontro Quotidiano anche su Radiosonar.net, qui trovate il podcast!

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