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"Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito. Perché la lettura è un'immortalità all'indietro."

Mese

ottobre 2018

Tararabundidee feat. Tra le righe, ep. 10: BOO!

È il 31 ottobre, è Halloween e anche per questo mese le nostre prodi libraie di Tra Le Righe ci dedicano un po’ del loro tempo, scrivendo per noi di un libro che mette paura, inquietudine: insomma in linea con questa terrificante giornata.

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La penna per questo mese è della libraia Valentina, che ci parla de La casa degli anni scomparsi di Clive Barker.

È la seconda volta che mi capita di recensire questo libro. Perché è
un piccolo libro incredibile, un piccolo libro che vede in profondità
e vede lontano.
Che noia il mese di febbraio, pensa Harvey, quando il ricordo festoso
del Natale sta ormai sfumando e il conforto della primavera è ancora
lontano. E che potenza la noia, che improvvisamente, grazie ad un
bizzarro figuro, ti porta nella Casa delle vacanze. Dove ogni giorno è
primavera, con la costruzione delle sue case sugli alberi, e poi
estate, con le letture dei fumetti sorseggiando limonata, e autunno,
con il brivido giocoso di Halloween, ed infine inverno, con il suo
magico Natale. Dove tutto quello che vuoi puoi averlo, ti basta
pensarlo soltanto e il tuo desiderio si avvera. Perché questa è la
casa del Sempre. E cosa c’è di più terribile, immutabile e quindi
morto, del sempre? Se i sensi sono così placati da assopire i pensieri
e spegnere le domande, se i desideri sono così appagati da offuscare i
sogni, cosa rimane?
clivebarkerUn lago enorme e scuro, da cui giganteschi pesci osservano con i loro
globi sporgenti l’esterno. Pesci che girano intorno al freddo e al
buio.
Il terrificante mistero della Casa delle vacanze verrà svelato da un
ragazzino che non smette di fare domande. Che non smette di “sentire”,
di interessarsi al destino di tutti coloro che sono nella casa, alle
loro vite. Che cercherà di combattere con tutta la forza della sua
intelligenza il freddo in cui viene lasciato chi non prova più nulla e
il buio di chi non riesce più a pensare. Di salvare chi è stato
depredato dai succhia sangue o dai ladri di anime, per restituirgli la
speranza, la felicità, la magia e l’amore. Un libro indispensabile, da
regalare a chi è ancora molto giovane ed anche a chi molto giovane non
lo è più. Un libro che all’improvviso nella notte ti fa spalancare gli
occhi con terrore. Halloween o non Halloween. E ti costringe a
pensare.

Dalla casa del sempre passiamo ad un libro che è un sempreverde, perfetto per questo tetro periodo dell’anno. Da recuperare o rileggere assolutamente. Il nostro consiglio a tema Halloween è senza dubbio Frankenstein di Mary Shelley. Una creatura che è entrata a far parte della nostra cultura e che popola questa magica notte, protagonista di un libro che ci fa scoprire quanto può essere mostruosa l’umanità, attraverso una trama che pensiamo di conoscere alla perfezione, ma che nasconde in realtà una delicatezza e una calda dolcezza che si allontana dall’immaginario che ci richiama la creatura.

Bonus: su Netflix è uscita da poco la serie Le terrificanti avventure di Sabrina (Chilling basata sull’omonima serie di fumetti che ha per protagonista Sabrina Spellman, strega super conosciuta grazie alla serie tv degli anni ’90 che la vedeva protagonista e al cartone animato. Non è una serie necessaria e di una bellezza immane, però se volete entrare nel mood di Halloween con splatter, possessioni demoniache, messe nere e cacciatori di streghe potrebbe interessarvi.


Per recuperare le puntate precedenti: clicca qui.

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Lo scontro quotidiano, M. Larcenet

Pare che se a scrivere e disegnare il quotidiano sia Larcenet, questo possa diventare meraviglioso, interessante e avvincente.

L’autore francese pubblicato da Coconino Press in Italia, in questa graphic novel: Lo scontro quotidiano, narra la vita di Marco. Una vita come tante in cui perdersi e immedesimarsi, fino a diventare noi stessi protagonisti.

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Marco è un fotografo insoddisfatto, assolutamente provato da un’esistenza che lo opprime. Il suo lavoro di reporter è diventato praticamente una croce; cerca quindi di disintossicarsi passando del tempo nella campagna francese. Non è l’insoddisfazione lavorativa l’unico ostacolo per la serenità di Marco, ci sono anche gli attacchi di panico ad esempio che cerca in tutti i modi di controllare e che Larcenet sottolinea graficamente schizzando le pagine di rosso. Ma il quotidiano è imprevedibile e minerà Marco in altri modi.

È molto difficile tenersi sul vago e non svelarvi nulla, ma se anche ci soffermassimo su alcuni particolari vi toglieremmo il piacere della scoperta e non è quello che vogliamo. Quello che sentiamo però di dirvi è che non ruota tutto intorno a Marco e al suo scontro quotidiano. Attraverso i suoi personaggi, Larcenet, descrive una parte della storia della Francia. Si inizia con la Guerra d’Algeria (1954 – 1962) terribile pagina della storia francese, solcata da attentati, torture e genocidi fino ad arrivare all’attualità, alla critica della politica francese. Si parla di deriva, di politiche del lavoro, di tolleranza e anche di libertà. In questo caso specifico tutto ruota intorno alla chiusura di un cantiere navale che è stato culla di Marco e di tutti i suoi affetti. Il cantiere viene mostrato pochissimo nel fumetto, ma racchiude un’idea centrale. Rappresenta non solo un posto di lavoro, ma anche casa, tepore, unione. Da luogo in cui crescere diventa il luogo per cui si combatte e si resiste, perché in fondo è il luogo che ha permesso a tutte le famiglie dei dintorni, di vivere. Il cantiere rappresenta quindi tutto, ma lo rappresenta per pochi e in nome della modernità e non solo di quella, viene fatto spazio al nuovo senza alcun ritegno.

Sono tanti gli spunti di riflessione che vengono fuori dalla lettura di queste pagine. Un altro elemento che secondo noi è focale è il senso di colpa. Sicuramente quello di Marco che in alcuni casi rimpiange di non essere stato quello che gli altri si aspettavano fosse, quel senso di colpa che sa di delusione, di rimpianto. Ma è un altro personaggio ad impersonare questo sentimento e far riflettere di più, perché rappresenta un senso di colpa così potente e grande, che pochi esseri umani si portano dentro. Il veterano della Guerra d’Algeria, pensiamo sia il personaggio più bello creato in questo universo da Larcenet. Lui deve convivere con le atrocità di cui è stato protagonista passivo e attivo, ha visto la morte dei suoi compagni, dei suoi nemici, l’ha provocata lui stesso. Non è un senso di colpa tollerabile e comprensibile, come non è comprensibile il comportamento che lo ha provocato e che per questo creerà una frattura inguaribile tra lui e quelli che gli stanno accanto.

Una storia così potente è quasi sdrammatizzata da disegni grotteschi e cartooneschi, ma non sempre. Per tutto il fumetto siamo di fronte a due piani: quello della vita e dell’esteriorità di Marco e quello della sua interiorità. Quando Marco riflette, i suoi pensieri sono messi su carta in modo diverso: c’è un vorticare di matite, molta più caratterizzazione e i colori sono risucchiati da un seppia che opacizza.

Non abbiamo più niente da dirvi, ve ne consigliamo solo caldamente la lettura!


Abbiamo parlato de Lo Scontro Quotidiano anche su Radiosonar.net, qui trovate il podcast!

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Ra tà tà: NOVITÀ. #2

Con la nostra solita incostanza, torniamo a parlarvi di un po’ di novità dell’editoria indipendente che troverete da questo mese nelle librerie. Abbiamo selezionato, grazie al nostro fiero e sempre presente egoismo, i libri che ci hanno stimolato più curiosità e che troviamo più interessanti. Nonostante questo cerchiamo comunque di fare un lavoro utile alla comunità facendovi scoprire qualche titolo interessante e magari qualche nuova casa editrice. Ci inoltriamo in questo secondo appuntamento nella narrativa ottobrina.

Iniziamo con La Nuova Frontiera e con il loro Glossa di Juan José Saer, 17.50 euro. Quinto libro dell’autore pubblicato in Italia da questa casa editrice, ha al centro la conversazione tra Leto e il Matematico. Questa conversazione che s’incentra su una festa a cui nessuno dei due protagonisti ha partecipato, è il pretesto per infangarsi in discussioni filosofiche ed instillare nel lettore dubbi e riflessioni su tempo, realtà, ricordi.

 

Dall’11 ottobre è in libreria per Minimum Fax al prezzo di 14 euro, La Sicilia è un’isola per modo di dire di Mario Fillioley. Un racconto ironico e innovativo di una terra che ha calcato molto spesso i palcoscenici letterari e che ha dato natali a grandissimi autori e che per questo ha bisogno di essere descritta e raccontata in un modo diverso, per far scoprire ancora quanto l’Isola possa nascondere a chi la guarda.

nutrimentiinvernoNutrimenti Edizioni invece arriva in libreria con Paradise Falls di Don Robertson, autore americano, apprezzato da Stephen King, che con questo libro inizia una saga che porterà ai lettori la Storia americana. Si inizia dal 1865 con il racconto della crescita e insieme del declino di una cittadina del Midwest che sarà il pretesto per raccontare la vita dell’integerrimo Ike Underwood.

Un titolo denso e insieme liquido, ci viene invece ormagraqproposto da L’Orma ed è Acque Strette di Julien Gracq (13 euro). Libro brevissimo, di sole 80 pagine, che da un “semplice” viaggio in barca sulle acque dell’Èvre, ripercorre e descrive l’infanzia dell’autore, con il lirismo e la poesia a cui Gracq ci ha abituati (ed anche L’Orma che ha da poco rieditato La Riva delle Sirti).

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È uscito per Edizioni Lindau al prezzo di 23 euro, Ritratto di un matrimonio di Nigel Nicolson. Il matrimonio è quello di due scrittori inglesi: Vita Sackville-West e Harold Nicolson. È un matrimonio particolare quello dei protagonisti, che durerà finché morte non li separi, ma che sarà un’unione fuori dagli schemi. Vita e Harold provano infatti attrazione per persone diverse, finendo così per amare altre persone e non la loro metà.

Fateci sapere se questi titoli hanno solleticato anche il vostro interesse e se avete visto novità interessanti, fateci sapere che prendiamo nota, perché di libri non se ne ha mai abbastanza!


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Scienza della fantasia, D. Coero Borga

sciènza s. f. [dal lat. scientia, der. di sciens scientis, part. pres. di scire «sapere»] Sapere, dottrina, insieme di conoscenze ordinate e coerenti, organizzate logicamente a partire da principî fissati univocamente e ottenute con metodologie rigorose, secondo criterî proprî delle diverse epoche storiche.

fantaìa s. f. [dal lat. phantasĭa, gr. ϕαντασία, der. di ϕαίνω «mostrare»] Facoltà della mente umana di creare immagini, di rappresentarsi cose e fatti corrispondenti o no a una realtà.

Praticamente siamo di fronte a due opposti, come possono quindi andare a braccetto scienza e fantasia in un unico libro? Partiamo da un’altra domanda però: vi siete mai chiesti cosa c’è dietro una bacchetta magica? E nell’antro di una strega? Come ha fatto la Bella Addormentata a dormire così tanto? Non ci dite che vi siete semplicemente fermati alle apparenze e che avete preso queste storie per buone!

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Gli uomini hanno sicuramente più fantasia che scienza. La scienza è una cosa a cui si approda con il tempo, con lo studio, con i tentativi; la fantasia ce l’abbiamo dentro da subito. È quella scintilla senza cui nulla esisterebbe. Con l’immaginazione l’uomo può fare qualsiasi cosa, ma per pensare qualsiasi cosa dobbiamo pur aggrapparci a qualcosa di reale. Nel libro Scienza della fantasia di Davide Coero Borga, illustrato da E. Chilese ed edito da Codice Edizioni ci viene spiegato proprio questo. Possiamo essere innovativi e fantasiosi quanto vogliamo, ma il verosimile avrà sempre la meglio. E così ci viene spiegato ad esempio che è possibile dormire e sembrare morti come la Bella Addormentata, è possibile che gli animali parlano e che attraverso una buona scelta un legno si possa trasformare in bacchetta. La scienza della fantasia è un saggio, ma non uno di quei saggi che prendono a schiaffi il lettore e vogliono a tutti i costi spiegandogli una qualche verità che ignora così, nero su bianco. L’autore qui ci porta per mano, spalancandoci nuovi mondi, ma soprattutto facendoci venire gli occhi lucidi di nostalgia spargendo qua e là incipit di libri, stralci e personaggi che tutti abbiamo amato. Pur spiegandoci le scabrose verità che si nascondono dietro tematiche ed episodi che ci avevano fatto sognare, ci lascia un po’ nel mondo della fantasia, non svelandoci proprio tutto e facendo contento anche il fanciullino che alberga in ognuno di noi.

Oltre al contenuto, interessante, avvincente e dalle note amarcord, un grande plauso va alla veste grafica. L’edizione è davvero magnifica: colori diversi per ogni tematica, illustrazioni fantastiche, ma soprattutto una costellazione di riquadri di approfondimento che integrano il corpo principale. Le pagine non sono però piene e corpose, ma nonostante riquadri, illustrazioni, disegnetti la pagina rimane ariosa per permettere all’occhio, oltre che alla mente di riempire in modo fantasioso il bianco del silenzio.


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Tararabundidee feat. Tra le righe, ep. 9: TEMA LIBERO

Il 22 settembre la splendida Libreria Tra Le Righe, nostra alleata e compagna di letture ha compiuto 13 anni. Anche qui volevamo festeggiarla e quindi abbiamo deciso di risparmiare alle nostre libraie uno dei nostri strani temi, per lasciarle parlare di un libro in libertà. Avremmo quindi tre liberi consigli, si inizia con Paola, che ci parla di un libro che vi abbiamo segnalato nelle novità interessanti di questo periodo qui.

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“Storia di Ásta”, Jón Kalman Stefánsson, Iperborea, traduzione di Silvia Cosimini.

Prendere in mano un libro di Stefánsson e cominciarne la lettura significa immergersi in un universo complesso e ricco di tanti elementi, anche diversissimi, in cui si rischia di perdersi. Bisogna quindi armarsi di pazienza, essere disposti a capire e attendere, e lasciarsi trasportare dal suo linguaggio semplice e magnetico e dalla sua profonda capacità di narrare. Come ci suggerisce chiaramente il titolo, qui la protagonista è Ásta, e sappiamo sin da subito che si tratta di una donna avanti con gli anni, che ha molto vissuto e molto sofferto. La sua storia si intreccia inevitabilmente con le storie dei suoi familiari e del padre in particolare, ma anche con le vicende delle persone che incontra, e che segnano la sua esistenza in un arco di tempo lungo quanto una vita.

Le voci si alternano, le personalità emergono, il romanzo si affolla sempre più delle azioni di singoli individui e dei loro caratteri, di avventure e di molte disavventure. Stefánsson racconta con intensità la gioia e il dolore, le molte sfaccettature del desiderio, anche negli aspetti più brutali, e il senso incombente della morte. Naturalmente anche l’amore, e la sofferenza che porta con sé. Termometro di tutti i sentimenti che si rovesciano sui personaggi è il clima di Islanda, furioso e inflessibile quanto stupefacente, sempre presente come se si trattasse di un personaggio che influenza la scena non meno degli uomini.

Lo scrittore sceglie di raccontare in più voci (tre sono i narratori, con punti di vista diversi) e in più tempi (l’infanzia e l’adolescenza di Ásta, l’età adulta e il suo presente). Noi lettori ci troviamo spesso a rileggere, a tornare indietro per ricordare meglio cosa era accaduto venti pagine prima (o venti anni dopo): questa “tecnica narrativa” può creare confusione, o indurre – e forse questo è l’intento dello scrittore – una smania di capire, di indagare e scoprire perché Ásta spesso si trova sull’orlo di un precipizio, o chi è il misterioso personaggio a cui scrive molte lettere d’amore e d’assenza. È scomparso, è fuggito, cosa è successo fra loro?

Alla fine della storia, abbiamo la sensazione di aver attraversato una tempesta, eppure ci sentiamo sollevati dai messaggi che ci vengono lasciati: la potenza della memoria, il senso della scrittura come forma di comprensione della realtà e faro in grado di illuminare le nostre notti. «Esistono due mondi, almeno, caro fratello. Da una parte quello che appare agli occhi di tutti… dall’altra c’è un universo segreto… Tu lo chiami il mondo della poesia, e lo prendi come pura finzione. Benissimo. Ma che ti piaccia o no, questa maledetta poesia a volte è l’unica cosa capace di definire l’esistenza per com’è davvero».

Paola Mastrobuoni

Già eravamo curiosissimi di leggere questo libro, ora siamo sicuri che sia un titolo validissimo. Ci risentiamo molto presto, con nuovi consigli delle libraie!


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