“Il comunismo è un’idea che appartiene agli esseri umani, più naturalmente e semplicemente del capitalismo.”

Per anni e anni  la scuola ci ha sempre fornito grosso modo la stessa visione della Storia. E se tutte le scuole offrono questo programma univoco e uguale, sarà quella la vera storia? Sì e no.

Non possiamo di certo dire che la Storia studiata nelle scuole sia una baggianata completa, ma possiamo certamente affermare che si tratta di una parte piccolissima del glorioso passato dell’homo sapiens sapiens attentamente selezionata. Selezionata da chi? Questo forse è il punto, ma noi sinceramente una risposta a questa domanda non ce l’abbiamo, possiamo però indicarvi uno scrittore che oggi si occupa di parlare in modo agile e semplice (con un linguaggio molto più comprensibile e sciolto di alcuni moderni sussidiari), di un altro pezzo di storia più o meno nascosta.

WhatsApp Image 2018-09-07 at 14.57.03 (1).jpegStiamo parlando di Gérard Thomas, autore svizzero, pubblicato in Italia da Edizioni Clichy e in particolare del suo Il comunismo spiegato ai bambini capitalisti e a tutti quelli che lo vogliono conoscere che abbiamo avuto il piacere di leggere. Suoi sono anche Cento motivi per essere di sinistra e L’anarchia è una cosa semplice. Ma torniamo al principale oggetto di questa recensione, Il comunismo spiegato ai bambini è un libro agile, sorprendentemente sintetico, ma comunque molto esaustivo.

La storia inizia come tutte le storie, dagli albori, dallo sviluppo dell’uomo in quanto tale e dalle prime civiltà iniziando a soffermarsi sui Sumeri ad esempio. I capitoli in cui è diviso, ovviamente disposti in ordine cronologico, si soffermano su personaggi o su avvenimenti storici non troppo conosciuti. L’autore non vuole in alcun modo fare un’apologia del comunismo, né si deve pensare dal titolo che stiamo parlando di un estremista che istituirebbe i Soviet domani. Si parla di una narrazione che vuole portare a conoscenza della maggioranza, fatti che molto spesso non vengono minimamente trattati nell’istruzione mainstream. Il target a cui si riferisce è infatti giovane, proprio per porre all’attenzione di chi studia in continuazione sempre gli stessi episodi, che c’è di più di quanto si pensi. L’aspetto più interessante del libro è che Thomas non difende in maniera assoluta tutti gli aspetti che si sono sviluppati dal comunismo, ne critica la violenza, il potere che alla fin fine si è comunque concentrato nelle mani di poche o singole persone, ma è anche deciso a sottolineare la positività di questo pensiero filosofico, politico e sociale.

marxI concetti sono chiari, semplici e spiegati benissimo: Thomas vuole solo far conoscere come il capitalismo ha strutturato ogni minima parte della nostra vita, eliminando e nascondendo le altre ideologie che potevano assicurarci una vita molto probabilmente più sana e felice per tutti. Questo è un libro semplice, anche molto generico, di certo non parla di chissà quali astrusi e complicati pensieri del comunismo, ma è proprio attraverso l’immediatezza e la semplicità con cui è scritto che assicura una piacevole lettura e una istantanea comprensione. Gerard Thomas non vuole in alcun modo farci cambiare idea, questo non è un libro di propaganda, è solo un libro di divulgazione. Quello che Thomas dice è che il comunismo ha sempre fatto parte dell’umanità e per questo la storia del comunismo è anche la nostra storia e non può essere dimenticata o riscritta.

In questo momento di intolleranza sociale, dove al posto di integrare e costruire si distrugge, dove al posto di condividere ci si separa e si semina paura e terrore invece che amore e tolleranza, sarebbe bene, al di là di ogni appiglio politico, tornare a sentimenti semplici che ci permettano di vivere bene, in armonia con noi stessi e con gli altri.

E ritornare alle origini, alle comunità, al volersi bene sinceramente, non è forse un po’ abbracciare anche il meglio di questa ideologia?


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