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"Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito. Perché la lettura è un'immortalità all'indietro."

Mese

aprile 2018

Parole nella polvere, Máirtín Ó Cadhain

“Muraed! Ehi, Muraed!… Hai sentito cos’ha detto? Basta, sto per scoppiare! Ora scoppio!…”

Voi l’avreste mai detto che un libro ambientato in un cimitero potesse essere divertente? Eppure Parole nella polvere è brillante, ironico, irriverente anche se i suoi protagonisti sono tutti morti e sepolti. Tutti si ritrovano a chiacchierare dai loro loculi su fatti passati, ma soprattutto su fatti recenti, sempre alla ricerca di succulenti gossip dal mondo di sopra. Questo cimitero è quasi come quello della Livella di Totò: i morti non smettono di stuzzicarsi facendo notare a chi sono destinate le tombe migliori, ma in fondo ci pensa il gossip a livellare. I defunti infatti non vedono l’ora di piombare come avvoltoi sui nuovi morti, che portano notizie fresche.

whatsapp-image-2018-04-26-at-20-56-50.jpegQuesto romanzo è l’opera più importante di Máirtín Ó Cadhain, autore irlandese, fortemente radicato alla sua terra e alla sua cultura, cosa che il lettore noterà subito. Sono moltissime i riferimenti geografici, ma anche rituali e mitologici che in alcuni casi non rendono la lettura scorrevole. In realtà il lettore che si trovi ad affrontare Parole nella Polvere deve abbandonare l’idea di una narrazione lineare e tranquilla. In questo libro regna il caos. Siamo in mezzo alle tombe del Connemara, bombardati da notizie, in un turbinio di voci che sbucano dal suolo e che si rintuzzano a vicenda. È un fiume in piena, senza stacchi, senza presentazioni. Ci si trova in mezzo alle conversazioni, tra voci che non si sa a chi appartengono e dopo un po’ di spaesamento, ti accomodi e ti lasci accompagnare da tutti gli schiamazzi dei morti. E così si fa conoscenza anche con la terribile Caitriona, con la finta colta Nora, con il maestro che si strugge per la sua ormai ex moglie e così via…

Leggendo questo libro abbiamo avuto l’impressione nonostante la difficoltà di seguire per bene i discorsi, di stare in un ambiente fortemente familiare. Tutti si conoscono, fanno riferimento alle stesse persone e si arrovellano sugli stessi episodi. Sembra di stare in un paesino, dove l’inciucio è la materia prima. Solo che in un cimitero non si può sparlare, perché quello che di noi rimane, è solo la voce quindi ogni pettegolezzo è alla luce del sole e non si finisce mai di discutere.

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È stato veramente bello potersi immergere completamente in una narrazione così particolare e il merito è senza dubbio anche della traduzione. È la prima volta che Crè na Cille arriva in Italia e lo fa accompagnato da quattro traduttori che sono partiti da tre precedenti edizioni in inglese. A Ó Cadhain si è sempre rimproverato l’uso prepotente del dialetto e questo ha creato grandi difficoltà in ogni sua traduzione, anche se la narrazione ha acquistato in dinamismo e vivacità. Il brio non viene meno però nella versione italiana. È utilizzato un linguaggio moderno e vivo, senza artificiosità e termini che cristallizzano quest’opera negli anni ’40, è pieno di espressioni colorite, di parolacce laddove servono, in questi pettegolezzi ruggenti.

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Ringrazio Edizioni Lindau per aver intrapreso un lavoro così lungo, ma che ha portato nelle nostre mani un vero capolavoro. Se volete sapere di più su questa casa editrice torinese vi rimando all’intervista de La campana di vetro e alla chiacchierata che ho avuto con Alberto Del Bono.


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Eventi SalTo2018!

Salve a tutti e a tutte, ieri è uscito il programma della prossima edizione del Salone del Libro di Torino, che si terrà come sempre al Lingotto Fiere, dal 10 al 14 maggio. Quest’anno non ci saremo per tutta la durata della manifestazione perché sia gli esami che la vecchiaia non ci consentono di stare in giro per così tanto tempo. Saremo però iperattivi dal 12 al 14 maggio e di seguito vi elenchiamo quelli che secondo noi sono gli eventi assolutamente imperdibili, dove molto probabilmente ci troverete.

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giovedì 10 maggio

11:30 – L’ora buca: la matematica e l’italiano incontro con Chiara Valerio e Giordano Meacci nell’Arena Bookstock.
15:00 – Italian Indie Book: come cambiare rotta ed essere editori contemporanei metodologie e strategie creative digitali per l’evoluzione dell’editoria indipendente con Filippo Dalla Villa, Simone Merlino, Simone Sbarbati, Vitaliano Alessio Stefanoni, Erica Vagliengo in Sala Arancio.

venerdì 11 maggio

11:30 – Un giorno, tutto questo sarà Fantastico Hoffmann e Lovecraft raccontati da Marco Peano e Matteo Galli nello Spazio Incontri.
12:00 – Il libro della vagina. Meraviglie e misteri del sesso femminile Incontro con Nina Brochmann ed Ellen Støkken Dahl in Sala Azzurra.
14:30 – Quel prezioso scudo di carta Lezione magistrale di Corrado Augias in Sala Gialla.
14:30 – Lucciole per lanterne: visioni del passato – visioni del futuro Incontro con Alessandro Barbero e Maurizio Ferraris nello Spazio Duecento.
16:00 – Petra Delicado indaga sul serial killer di donne sole Incontro con Alicia Giménez-Bartlett, autrice di Mio caro serial killer in Sala Azzurra.
16:30 – I colori delle copertine Lezione di Riccardo Falcinelli in Sala Blu.

sabato 12 maggio

17:30 – Il vagabondo del manga: viaggio alla scoperta dei segreti del Giappone, incontro con Igort al Caffè letterario, in occasione della pubblicazione della nuova edizione dei Quaderni giapponesi.

17:30 – (per chi avesse una giratempo) Maratona Harry Potter con le letture di Francesco Pannofino.
18:30 – I romanzi che hanno fatto la storia delle Edizioni e/o in occasione della presentazione della collana Le Cicogne, nello Spazio Duecento.
18:30 – Divorare il cielo Manuel Agnelli dialoga con Paolo Giordano, in Sala Gialla.

domenica 13 maggio

11:00 – The Bao All Stars Experience Con Zerocalcare, Nova, Alberto Madrigal e Daniel Cuello in Sala Gialla.
11:30 – Fumetti nei musei Presentazione del progetto Mibact – Coconino Press nello Spazio Stock.
12:00 – Incontro con Piero Angela In occasione della presentazione di Viaggio nel mondo del paranormale e in Sala Gialla.
14:30 – Un giorno, tutto questo.. sarà a fumetti! incontro con Paolo Mottura, Federico Taddia, Fausto Vitaliano e Silvia Ziche allo Spazio Book.
15:00 – L’arte italiana in quindici weekend e mezzo Lectio magistralis di Flavio Caroli in Arena Piemonte.
15:30 – Scrittori prestati al fumetto, con Pierdomenico Baccalario, Giacomo Manfredi e
Lucia Vaccarino in Arena Bookstock.
16:30 – Autori di fumetti oggi incontro con Paolo Bacilieri, Francesco Cattani e Martoz nello Spazio Stock.

lunedì 14 maggio

16:00 – Siamo Long John Silver, come tutti Björn Larsson dialoga con Giordano Meacci in Sala Azzurra.
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Da animali a dei, Harari.

Sapiens. Da animali a dèi: Breve storia dell’umanità consta di 516 pagine. Questo è stato inizialmente il dato che ci aveva lasciati perplessi: come si possono sintetizzare milioni di anni di evoluzione in 500 pagine?

harariL’approccio di Harari, storico israeliano, è però abbastanza settoriale: non ha la pretesa di analizzare tutta la storia dell’uomo, ma la esamina in base alle rivoluzioni più importanti che lo hanno riguardato: cognitiva, agricola, unificazione dell’umanità e rivoluzione scientifica. Harari rapporta ogni cambiamento dei Sapiens alla loro prima esperienza, quella di cacciatori – raccoglitori. Il pensiero cardine su cui si basa tutto il saggio è che il progresso a cui oggi l’uomo è arrivato non equivale al vero benessere del Sapiens. Su basa scientifica (varietà della dieta, apporto calorico, consumo di energie etc.) i cacciatori – raccoglitori vivevano molto più serenamente di noi, pur essendo lontanissimi dai comfort che l’uomo ha costruito successivamente. Partendo da questa semplice affermazione, Harari propone al lettore infiniti esempi che rivelano la negatività delle rivoluzioni che di volta in volta hanno portato i Sapiens a migliorarsi e nello stesso tempo a peggiorarsi. Pur avendo una formazione storica, Harari in questo saggio dialoga con tutte le discipline: biologia, archeologia, psicologia, antropologia, fisica, statistica. È difficile parlare di un argomento così complesso, ma Harari attraverso questo continuo rimbalzo a differenti ricerche, costruendo esempi molto chiari e scrivendo anche in modo ironico, è riuscito a catturarci.

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Molti lettori hanno trovato difficoltà a confrontarsi con le idee di Harari. Alcune volte infatti perde completamente l’oggettività, il suo pensiero entra prepotentemente nel saggio e non è facile condividere in pieno le sue posizioni. È anche vero però che un argomento come quello della storia dell’umanità non può essere trattato in modo pienamente oggettivo. Come molti lettori prima di noi, siamo d’accordo sul fatto che l’ultima parte che analizza la rivoluzione scientifica sia meno originale delle altre, anche molto più frettolosa e catastrofista. Le prime parti però che sono anche quelle più vicine agli studi di Harari (oltre che ai nostri) sono state veramente illuminanti. Siamo d’accordo con varie sue teorie, come quella del lusso:

“Una delle ferree leggi della storia è che i lussi tendono a diventare necessità e a produrre nuovi obblighi.”

Interessante è anche la sua posizione relativa alla differenza di genere:

“Se c’è una verità in questi stereotipi, le donne avrebbero potuto essere politici eccellenti e costruttori d’imperi […] si sa però che questo è avvenuto assai di rado nel mondo reale, e non si capisce perché sia stato così.”

Crediamo che il libro di Harari sia una lettura che deve essere fatta, perché condivisibili o meno, le idee esposte danno comunque modo di pensare e di sviluppare il nostro senso critico, dando anche l’input per fare ricerche, per approfondire alcuni aspetti di cui non eravamo a conoscenza. Harari scrive in modo molto scorrevole e anche gli elementi più specifici sono trattati in maniera chiara e semplice, per questo ne consigliamo vivamente la lettura, perché pro o contro Harari, ha comunque il merito di aver raccolto in questo saggio anche risultati di ricerche (quindi dati abbastanza oggettivi) che non si conoscevano e aver parlato di studi che magari sono stati non troppo “pubblicizzati”. È un prodotto molto interessante che può aiutarci a farci un’idea di quello che la nostra specie ha costruito fino ad ora, che sia vicina o lontana dalla conclusione a cui giunge Harari.


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Tararabundidee feat. Tra Le Righe, ep. 5: CAMBIAMENTI IMPROVVISI.

rainyday.jpgLe vacanze pasquali sono appena finite e noi vi facciamo leggere il frutto della nostra collaborazione con le libraie di Tra Le Righe. Per il mese di marzo ho scelto il tema del cambiamento, non uno lento, progressivo, ma quei cambiamenti repentini, improvvisi. Questo perché il mese di marzo è caratterizzato da terribili e noiosi cambi climatici, nel giro di pochissimo tempo. Il fenomeno nel mio paese viene definito con il verbo marzeà, quando c’è un sole bellissimo e caldo ed insospettatamente viene a piovere, marzea. Per questo volevamo essere in pendant con l’atmosfera e vi proponiamo un racconto di cambiamenti, anzi ce lo propone la nostra libraia Valentina.

Non siamo più noi stessi, Matthew Thomas.

Dopo aver finito di leggere Non siamo più noi stessi (titolo originale We Are Not Ourselves, citazione dal Re Lear), si ha la sensazione di aver letto più di un romanzo, di aver vissuto una vita intera. Quella di Eileen Tumulty, newyorkese di origine irlandese, con un padre imponente, Big Mike, di quegli uomini che tutti rispettano nel quartiere, che tutti stanno ad ascoltare, ed una madre che soccombe ad un evento tragico, provando nel tempo a risollevare la testa. Eileen cercherà di farsi strada nella vita, di riscattarsi dalle origini umili, e lo farà anche sposando Ed, neurobiologo con una promettente carriera, di cui lei si innamora e dal quale avrà un figlio, Connell. Le ambizioni di Eileen si infrangono però nella mancanza di quelle di Ed, lui rifiuterà un incarico prestigioso per rimanere nella sua università, con i suoi studenti, e sarà lei, con il suo impiego da capoinfermiera, a mettere da parte quel denaro per andare a vivere in un quartiere più ricco, in una dimora più sontuosa.

copertinatralerigheMa la tragedia, come è preannunciata dalla citazione shakespeariana (“…non siamo più noi stessi, allorché la natura, oppressa, impone all’animo di soffrire col corpo”), incombe.
E qui c’è la ferocia della vita vera, quella che ti piomba addosso mentre tu progetti, sogni, c’è il caos in cui si precipita quando arriva ciò a cui non avevi mai pensato, che non avevi programmato. Ed si ammala, precocemente, di Alzheimer. Ma Ed è stato, nonostante i contrasti, un buon marito e un ottimo padre, e così Eileen ha un nuovo progetto, che non è più l’ascesa sociale, ma l’aiutare suo marito, l’essergli vicina, il sostenerlo in un viaggio così faticoso, così disperato, così annientante. Raramente una vita matrimoniale è stata così ben rappresentata, raramente la letteratura ha visto un padre degno di Edmund Leary, da cui molti padri (ma anche molte madri), possono trovare un esempio. All’interno del caos, i punti fermi restano, l’eredità, quella buona, dei genitori consente di galleggiare nelle tempeste,  è questo quello che riceve Connell, che gli consentirà di percorrere la sua strada. Un romanzo bellissimo, ben scritto, profondo, commovente. Non possiamo che aspettare ormai con una certa impazienza il prossimo, Matthew Thomas.

Un libro che ha al centro un cambiamento, che però non porterà a nulla di buono è Gilgi, una di noi, libro in cui la protagonista rimarrà praticamente fulminata da un incontro e da allora cambieranno non solo la sua vita, ma anche le sue aspettative, is uoi sogni e bisogni. Noi ci rivediamo con un nuovo episodio a fine mese! (Per recuperare gli episodi precedenti, cliccate qui.)  Buone letture.


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