Parlare di guerre, violazioni dei diritti, situazioni di enorme complessità non è mai facile e parlare del Kurdistan in questi anni è quantomai delicato. Le notizie che giungono fino a noi sono scarne, molto spesso pilotate, quindi per conoscere davvero la situazione bisognerebbe andare lì ad indagare.

È quello che fa Claudio Calia con il suo ultimo fumetto Kurdistan: dispacci dal fronte iracheno, per Beccogiallo, in cui ci parla tra l’altro di un’area del Kurdistan di cui sentiamo parlare meno del solito, quella irachena. Complice un viaggio di due settimane per realizzare workshop di fumetti insieme all’associazione Un Ponte Per… l’autore ci riporta una realtà molto articolata, grazie al suo documentario a fumetti, in cui racchiude le più variegate testimonianze.

kurdistan-dispacci-dal-fronte-iracheno-e1517945727453.jpgAd affascinarci di più, come forse immaginate, è l’aspetto religioso. In questa zona dove tutto sembra essere scaturito da elementi di contrasto tra confessioni diverse, ma che, come la Storia insegna nascondono motivi economici e politici, questo fumetto dimostra come una convivenza tra culture diverse sia possibile. Nell’intervista che ho avuto il piacere di fare a Claudio Calia, su radiosonar.net e che potete riascoltare qui ci raccontava come nei suoi workshop si mescolavano persone di culture, lingue e religioni diverse, che ovviamente hanno problemi di comunicabilità e anche di creare una visione culturale compatta e comune (mancano ad esempio sceneggiatori, visto che è molto difficile pensare ad un immaginario condiviso), ma che comunque riescono a convivere.

Durante il suo viaggio, ci descrive l’incontro con il Peshinam Ezida, una minoranza religiosa martoriata da sempre. Gli ezidi hanno il loro tempio proprio nel kurdistan iracheno a Lalish, sono monoteisti, ma con alcune differenze rispetto a cristiani ed islamici. Il loro tipo di confessione si basa su Khude il creatore e sui suoi angeli. L’interpretazione di uno essi in particolare, ha fatto scaturire la condanna per questa religione: Melek Tavus, l’angelo – pavone. Melek Tavus è una figura positiva nella loro religione, ma è stato comparato dagli islamici allo jinn (demone) Shaytan che ritualmente si uccide attraverso la lapidazione dopo il pellegrinaggio a Mecca. Insomma, sono sfumature che non dovrebbero far suscitare nessun genocidio e invece, sono 72 i massacri che questa popolazione ha dovuto subire ed è esplicativo l’invito del Peshinam a non diventare ezidi, perché è pericoloso.

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Assolutamente condivisibile, per quanto ci riguarda, è la posizione di padre Jacques Mourad, monaco della comunità di Mar Musa in Siria, il quale afferma che ovviamente la terra su cui viviamo non è di nessuno in particolare ed ognuno deve scegliere liberamente dove stare e in cosa credere. Nonostante il disastro a cui quest’uomo è abituato, le sue parole sono cariche di speranza ed in generale, dalle varie testimonianze che ci vengono restituite in questo fumetto si percepisce un messaggio positivo: una lotta forte e durissima, accompagnata dalla volontà di migliorare la situazione e di appianare le differenze.

Noi comunque, non vorremmo svelarvi altro, questo fumetto dà tanti spunti interessanti per approfondire una situazione di cui non sentiamo mai nulla e di cui credo dovremmo essere più informati. A livello grafico è di una leggibilità estrema, volontà dello stesso autore, per far arrivare la storia chiara ad ogni lettore, non solo a quello abituato a muoversi tra vignette e balloon.

0ae874da-1f8f-41a1-b436-4e211c19d269.jpgDetto questo noi vi aspettiamo questa sera alle 18:30 al Csoa Sans Papiers, viale Carlo Felice, 69 per la prima presentazione romana di Kurdistan: dispacci dal fronte iracheno. Interverranno insieme a Claudio Calia anche Zerocalcare, Ozlem Tanrikulu (Ufficio di Informazione del Kurdistan in Italia) e Martina Pignatti Morano Presidente Un Ponte Per. Durante la presentazione ci saranno delle proiezioni del viaggio di Claudio Calia, per chi non può essere a roma RadioSonar.net trasmetterà la diretta streaming dell’evento. A seguire ci sarà la cena a cura e a sostegno del Centro Ararat, e poi tanta musica. Il resto della serata sarà Serata Benefit per il corteo nazionale del 17 febbraio, pro Kurdistan, comunque sia qui trovate l’evento con tutte le informazioni.

 

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