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"Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito. Perché la lettura è un'immortalità all'indietro."

Mese

febbraio 2018

Tararabundidee feat. Tra le Righe ep. 4: PROVE.

Febbraio è un mese molto duro per gli studenti: secondo mese dell’anno, il più breve, ma forse il più ostico “febbraro curto e amaro” si dice dalle mie parti a tal proposito. È il mese in cui noi giovani anime ci chiudiamo nelle nostre camerette e tentiamo di inglobare quantità enormi di conoscenze, per arrivare pronti ai tanto temutissimi ESAMI. La sessione invernale secondo me è la più difficile da vivere, viene dopo il relax delle vacanze di Natale, in un’atmosfera di gelo che rende tutto più difficile. Proprio pensando agli esami mi è venuto in mente il tema di questo mese, parlare nello specifico di esami universitari mi sembrava un po’ troppo stringente, ma ho scelto come tema la PROVA. Tutti noi nella vita dobbiamo superare delle prove, per raggiungere i nostri obbiettivi, per affrontare i nostri problemi, purtroppo non è cosa che riguarda solo gli studenti.

EP. 4 PROVE

Mi aspettavo un libro a cui sicuramente non avrei pensato, perché nelle prime tre puntate (Tararabundidee feat. Tra le righe ep. 3: NATALETararabundidee feat. Tra le righe ep. 2: L’ATTESATararabundidee feat. Tra le righe, ep. 1: LA LIBRERIA) le mie libraie mi avevano sempre sorpreso, ma a questo libro non ci sarei mai arrivata partendo dal pensiero madre che ha poi generato il tema di febbraio. Quindi io mi faccio da parte e vi lascio alla recensione di Paola.

almericanahChimamanda Ngozi Adichie, AmericanahEinaudi, 2014 (trad. Andrea Sirotti)

Siamo negli anni novanta e in Nigeria anche i figli di persone “normali” o benestanti si trovano costretti a tentare la strada dell’università all’estero, in un Occidente idealizzato e sognato: per non rischiare di cadere vittime dell’incertezza e dell’instabilità di un governo in mano ai militari, per non ritrovarsi in un pantano senza futuro e senza diritti. E così la giovane Ifemelu inizia la sua vita da emigrata in America con tutto il carico di sofferenze e prove da superare ben più difficili di una sessione di esami.

Dalla ricerca affannosa di un lavoro per pagarsi gli studi, alle umiliazioni subite, anche sessuali, fino alla lenta risalita verso una dignità riconquistata, seguiamo sempre più partecipi le sue vicende: e scopriamo una ragazza bella, sensuale, vitale e intelligente che cammina lungo il percorso tortuoso dell’integrazione in una società fortemente contraddittoria e intimamente razzista, eppure libera e piena di possibilità. Una società dove il colore della pelle acquista mille sfumature di significati, e che Ifemelu, esasperata, decide di raccontare in un blog (!) sprizzante ironia, “Razzabuglio: o varie osservazioni sui Neri Americani (un tempo noti come negri) da parte di una Nera Non Americana”. Il suo modo caustico e acuto, mai banale, di osservare il mondo dal punto di vista della razza richiama l’attenzione di un pubblico sempre più ampio e le dà l’opportunità di trovare finalmente una sua dimensione professionale.

Eppure, sente mancarle qualcosa, e dopo tredici anni dal suo primo viaggio si avvia verso la prova forse più difficile per lei: seguire l’istinto, rimettersi in cammino e ripercorrere la strada verso casa, la sua Nigeria…

In parallelo, come in un gioco di specchi, si snoda l’esperienza di migrazione in Gran Bretagna del suo compagno di classe e primo amore, Obinze, che dovrà affrontare situazioni ancora più umilianti in un paese non meno complesso ed estraniante. Tanti altri personaggi affollano questo romanzo multiforme, in cui ogni pagina apre ad altri mondi, pensieri e riflessioni “politiche” in un continuo cambio di prospettiva su razzismo, femminismo, migrazione, realizzazione personale.

Ed ecco come la nostra realtà e le nostre difficoltà che possono sembrarci insormontabili vengono ridimensionate, se paragonate a prove ben più difficili delle nostre. Prove che non sono prestabilite, per cui studiare non basta, prove quotidiane che non sempre si superano.

Per rientrare in parte in qualcosa di più vicino alle nostre più piccole prove da superare, io ho pensato invece a Il mondo di Sofia di Jostein Gaarder, libro veramente bellissimo che ho letto un po’ di tempo fa, in cui la protagonista Sofia deve superare alcune prove molto particolari legate alla conoscenza della filosofia. Si tratta di un libro con una trama meravigliosa, in cui la fiction legata a Sofia e al suo maestro si mescolano ad un’esposizione saggistica che propone al lettore il pensiero dei principali filosofi occidentali.

Alla fine del prossimo mese, ci sarà la libraia Tiziana a farci compagnia, con una tematica più incline alla primavera. Al prossimo episodio!


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Non siamo che alberi, F. Ferrantini

Essendo esseri viventi, anche gli alberi hanno il loro bel caratterino. Ce ne sono di lavoratori, di vanitosi, di antipatici, ma forse noi siamo troppo impegnati per accorgercene ed allora in nostro aiuto arrivano Elisa Bresciani ricercatrice e fotografa, e Filippo Ferrantini che si occupa di analisi ambientale, pianificazione sostenibile e valorizzazione del territorio con Non siamo che alberi. Saggio alla scoperta del bosco degli uomini.

alberiQuesto libro è un saggio, perché è un libro con le note, ma oltre questa caratteristica è molto difficile definirlo così. Non si potrebbe neanche parlare di non fiction, perché di fiction ne abbiamo e come! Il linguaggio poi, particolarmente costruito, un po’ cantilenante e infantile (assomiglia a una filastrocca, è semplice, ma incisivo) rende la classificazione di questo testo molto complicata.

Come fa un saggio ad essere anche fiction? In questo caso, spiegando tutte le caratteristiche di particolari tipologie di albero, rendendo però questi ultimi dei personaggi di una trama. Attraverso le famose note, il lettore conosce la specie, areale di distribuzione, origini e tutto ciò che c’è di scientifico sugli alberi presi in esame, mentre il suo primo approccio sarà con una descrizione dell’albero come essere vivente. L’albero respira, parla, cresce e allora deve farsi spazio tra i suoi compagni per emergere, deve adattarsi a luoghi e a temperature, insomma deve mostrare il suo carattere. E allora c’è il pioppo che ti fa venire voglia di ridere, allegro e accogliente, la farnia nobile e vanitosa, l’olmo bello, elegante, ma che purtroppo è soverchiato dalla macchia, quest’ultima poi nel suo disordinato divenire, non va giù a nessuno.

Approcciandoci a questo libro pensavamo che si parlasse di uomini, del nostro legame con gli alberi, invece no. L’uomo qui dentro non esiste, ci sono solo gli alberi, personificati in una specie di campionario di vizi e virtù in cui però possiamo immedesimarci. Attraverso le caratteristiche presentate nei protagonisti di questo testo, ogni lettore può trovare il suo corrispondente, come in un qualsiasi romanzo. Questo in particolare lo definiremmo un romanzo di formazione, perché di ogni albero è tracciata l’evoluzione nel difficile mondo che è il bosco.

 

 

Noi personalmente ci siamo ritrovati nel salice. Piccolo e nodoso, che cerca di coprire i suoi inestetismi caricandosi di rami sinuosi e leggeri. Timido, impacciato, né carne né pesce, che però con caparbietà e determinatezza trova il suo spazio per emergere. Molto melisandreaffascinante è anche la storia della robinia, un albero bello, utile, ma che poi inizia a non controllarsi più e a diventare terribilmente invadente e decadente, albero che abbiamo associato a Melisandre di GOT.

La costruzione, il linguaggio del libro e anche il progetto iniziale fatto con delle scuole, lo rende un saggio adatto a tutti. È un libro famigliare, adatto a lettori non esperti in materia e anche a lettori più piccoli ovviamente alcuni tecnicismi e le note non lo rendono di immediata lettura, ma se ci si attiene alla prima parte, può essere molto molto piacevole anche per i piccoli appassionati della natura.


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La società pornografica, Baronciani.

Pornografia: trattazione o rappresentazione di soggetti o immagini ritenuti osceni, fatta con lo scopo di stimolare eroticamente il lettore o lo spettatore.

Oggi per la maggior parte del nostro tempo siamo degli spettatori. Ogni mattina appena svegli il nostro primo pensiero è allungare la mano, arraffare lo smartphone e aprire facebook, twitter e instagram, scorrendo le home. È così che iniziano e che si concludono le nostre giornate da spettatori, guardando una valanga di contenuti scritti da persone assolutamente comuni e creando spettacolo per gli altri a nostra volta. Siamo ormai così abituati a postare, condividere che neanche ci rendiamo conto di quello che stiamo facendo davvero. Il fine non è vedere, fare o sentire qualcosa, ma fotografarla o trasformarla in qualcosa che possa riempire le nostre bacheche. Ora starete pensando che questo allontanamento forzato dai social e dai blog ci abbia fatto diventare dei noiosi moralisti e forse non vi spiegate quale sia il collegamento tra tutta questa tiritera e la pornografia. È presto detto.

5-237x300Da dicembre abbiamo smesso di leggere libri di piacere per dedicarci ai libri del dovere. Qualche giorno fa abbiamo però preso in mano questo saggio illuminante di Rossano Baronciani, La società pornografica ed è stata una lettura veramente preziosa. È un piccolo scrigno di verità scomodissime, di riflessioni organizzate a mo’ di tesi: tante note, tanti riferimenti, tanta bibliografia, tanta esattezza.

In questo libro si parla di noi come animali sociali si parla prima delle immagini, della nostra percezione e quindi della fotografia: quello strumento che illude l’uomo di possedere un pezzo di eterno, fermandolo in un’immagine immobile. Ma se come diceva il buon Eraclito “panta rei”, questo fermo immagine che ci rimane altro non è che l’illusione dell’illusione di aver fermato il tempo. Inutile provarci, non è una cosa da umani.

Gli spunti in meno di 200 pagine sono talmente tanti che risulta davvero molto difficile parlarvene, vi possiamo dire che Baronciani mescola cinema, filosofia, letteratura per restituire al lettore una visione quanto più organica e ampia possibile su quella che è la realtà in cui viviamo. Così si inizia con Platone e il suo mito della caverna, fa dei giri immensi passando per la Prima Guerra Mondiale, la letteratura giapponese, Pasolini poi ritorna a Platone con il Simposio, scomodando però anche Ovidio che descrive “quanto sia facile cadere nell’illusione di amare, prima di tutto, l’immagine che ognuno di noi costruisce degli altri, un’immagine senza vita, come una statua d’avorio.” Tutto ruota intorno alle illusioni, che provocano in noi eccitazione e a proposito di eccitazioni si parla anche del food porn. La cucina che diventa erotismo, ma una cucina che non si mangia, che si compone, si fotografa e si condivide con tanto di hashtag #foodporn e solo a guardarla provoca piacere, uguale ad un film porno no?

Quante cose riescono a solleticare la mente umana? Davvero si può chiamare pornografia solo la rappresentazione di oggetti e soggetti osceni? No perché il cibo non è osceno! Allora cos’è che ci eccita? La bellezza o ciò che è proibito? E soprattutto chi decida cosa sia o non sia osceno? La mente umana è strana ed è sempre vittima della mente di altri umani che regolano lo spazio e il modo in cui viviamo.

La pagella dell'avvocato Hautecourt (4).jpg

Questo saggio è una chiave importante per capire un po’ noi stessi e cosa siamo diventati. La scrittura cattura e l’argomento è veramente interessante, volevamo impegnarci davvero a parlarvene più profusamente, ma non avremo saputo illustrare così bene i problemi che l’autore solleva. Armatevi di tanta autocritica e immergetevi nella società pornografica!


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Kurdistan: dispacci dal fronte iracheno, Claudio Calia.

Parlare di guerre, violazioni dei diritti, situazioni di enorme complessità non è mai facile e parlare del Kurdistan in questi anni è quantomai delicato. Le notizie che giungono fino a noi sono scarne, molto spesso pilotate, quindi per conoscere davvero la situazione bisognerebbe andare lì ad indagare.

È quello che fa Claudio Calia con il suo ultimo fumetto Kurdistan: dispacci dal fronte iracheno, per Beccogiallo, in cui ci parla tra l’altro di un’area del Kurdistan di cui sentiamo parlare meno del solito, quella irachena. Complice un viaggio di due settimane per realizzare workshop di fumetti insieme all’associazione Un Ponte Per… l’autore ci riporta una realtà molto articolata, grazie al suo documentario a fumetti, in cui racchiude le più variegate testimonianze.

kurdistan-dispacci-dal-fronte-iracheno-e1517945727453.jpgAd affascinarci di più, come forse immaginate, è l’aspetto religioso. In questa zona dove tutto sembra essere scaturito da elementi di contrasto tra confessioni diverse, ma che, come la Storia insegna nascondono motivi economici e politici, questo fumetto dimostra come una convivenza tra culture diverse sia possibile. Nell’intervista che ho avuto il piacere di fare a Claudio Calia, su radiosonar.net e che potete riascoltare qui ci raccontava come nei suoi workshop si mescolavano persone di culture, lingue e religioni diverse, che ovviamente hanno problemi di comunicabilità e anche di creare una visione culturale compatta e comune (mancano ad esempio sceneggiatori, visto che è molto difficile pensare ad un immaginario condiviso), ma che comunque riescono a convivere.

Durante il suo viaggio, ci descrive l’incontro con il Peshinam Ezida, una minoranza religiosa martoriata da sempre. Gli ezidi hanno il loro tempio proprio nel kurdistan iracheno a Lalish, sono monoteisti, ma con alcune differenze rispetto a cristiani ed islamici. Il loro tipo di confessione si basa su Khude il creatore e sui suoi angeli. L’interpretazione di uno essi in particolare, ha fatto scaturire la condanna per questa religione: Melek Tavus, l’angelo – pavone. Melek Tavus è una figura positiva nella loro religione, ma è stato comparato dagli islamici allo jinn (demone) Shaytan che ritualmente si uccide attraverso la lapidazione dopo il pellegrinaggio a Mecca. Insomma, sono sfumature che non dovrebbero far suscitare nessun genocidio e invece, sono 72 i massacri che questa popolazione ha dovuto subire ed è esplicativo l’invito del Peshinam a non diventare ezidi, perché è pericoloso.

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Assolutamente condivisibile, per quanto ci riguarda, è la posizione di padre Jacques Mourad, monaco della comunità di Mar Musa in Siria, il quale afferma che ovviamente la terra su cui viviamo non è di nessuno in particolare ed ognuno deve scegliere liberamente dove stare e in cosa credere. Nonostante il disastro a cui quest’uomo è abituato, le sue parole sono cariche di speranza ed in generale, dalle varie testimonianze che ci vengono restituite in questo fumetto si percepisce un messaggio positivo: una lotta forte e durissima, accompagnata dalla volontà di migliorare la situazione e di appianare le differenze.

Noi comunque, non vorremmo svelarvi altro, questo fumetto dà tanti spunti interessanti per approfondire una situazione di cui non sentiamo mai nulla e di cui credo dovremmo essere più informati. A livello grafico è di una leggibilità estrema, volontà dello stesso autore, per far arrivare la storia chiara ad ogni lettore, non solo a quello abituato a muoversi tra vignette e balloon.

0ae874da-1f8f-41a1-b436-4e211c19d269.jpgDetto questo noi vi aspettiamo questa sera alle 18:30 al Csoa Sans Papiers, viale Carlo Felice, 69 per la prima presentazione romana di Kurdistan: dispacci dal fronte iracheno. Interverranno insieme a Claudio Calia anche Zerocalcare, Ozlem Tanrikulu (Ufficio di Informazione del Kurdistan in Italia) e Martina Pignatti Morano Presidente Un Ponte Per. Durante la presentazione ci saranno delle proiezioni del viaggio di Claudio Calia, per chi non può essere a roma RadioSonar.net trasmetterà la diretta streaming dell’evento. A seguire ci sarà la cena a cura e a sostegno del Centro Ararat, e poi tanta musica. Il resto della serata sarà Serata Benefit per il corteo nazionale del 17 febbraio, pro Kurdistan, comunque sia qui trovate l’evento con tutte le informazioni.

 

NETFLIX BOOK TAG!

Book Tag Febbraio

Ciao carissimi e carissime! Dopo una caterva di studio per degli esami terribili speriamo di aver smesso di trascurare questo nostro bellissimo spazio! In questi giorni ci avete scritto per sostenerci e per dirci quanto vi piace leggerci e noi siamo super contenti! In effetti ci è dispiaciuto molto aver tralasciato sia le letture sia voi lettori, però ora siamo qui e ci facciamo perdonare con un book tag che mette insieme i libri e le serie tv, cioè le nostre droghe. Come sempre noi non vediamo l’ora di conoscere le vostre risposte, quindi ci sentiamo nei commenti!

20170916_1256581. Recently watched: il libro che hai appena finito di leggere: L’ultimo libro che abbiamo letto è Atlante leggendario delle strade d’Islanda, ormai ere fa. Stiamo invece leggendo a piccolissimi passi Gargantua e Pantagruele e ci sta divertendo tantissimo! La nuova edizione è edita da Gorilla Sapiens Edizioni, l’avete ascoltata la nostra intervista a questa splendida casa editrice vero? Se non l’avete fatto la trovate qui.

2. Top picks: un libro che ti è stato consigliato in base ai tuoi gusti letterari: Un libro che ci è stato consigliato è La sposa normanna di Carla Maria Russo, complice ovviamente la nostra immensa passione per i romanzi storici. Il libro ce l’abbiamo e giace insieme ad una marea di altri colleghi sullo scaffale dei libri di prossima lettura.

16715.jpg3. Recently addedd: il tuo acquisto libresco più recente: non possiamo parlarne al singolare, perché in realtà… sarebbero tre! Umberto Eco e il Pci. Arte, cultura di massa e strutturalismo in un saggio dimenticato del 1963 di Claudio e Giandomenico Crapris per rimanere nella leggerezza, Men and Cartoons di Leethem che mi incuriosisce tantissimo, perché parla di supereroi in modo un po’ diverso dal solito. L’ultimo libro è un altro di non fiction, un saggio che ho voluto appena l’ho visto sul profilo ig della mia libraia, è Questo è il mio sangue. Manifesto contro il tabú delle mestruazioni della Thiebaut che non vediamo l’ora di leggere.

4. Popular on Netflix: due libri che tutti conoscono. Uno che hai letto, uno che non hai letto: ehm popolari… in genere non leggiamo cose troppo mainstream, vale zerocalcare? Abbiamo letto recentemente Macerie Prime, poi altri libri popolari potrebbero essere quelli della Ferrante, di cui abbiamo letto la quadrilogia dell’amica geniale, di cui vi abbiamo parlato qui e qui. Per quanto riguarda i popolar che invece non abbiamo letto, ora sta andando tantissimo 4321 di Paul Aster che non abbiamo neanche comprato e in generale siamo un po’ lontani dalla letteratura americana, abbiamo letto pochissimo anche di Philip Roth, ma questo voi lo sapete già.

5. Comedies: un libro divertente: per i libri divertenti vi devo rimandare di nuovo a Gorilla Sapiens Edizioni, in particolare il loro ultimo libro ironico e irriverente è L’interpretazione dei sogni di Freud Astaire di A. Zabaglio o A. Coffami! Che vi consigliamo assolutamente.

6: Dramas: il/la drama king/queen di un libro che hai letto: allora, ora scomodiamo un grande libro, un bel classico che abbiamo letto tempo fa. Si tratta di Villette di Charlotte Bronte e della sua protagonista, Lucy che veramente ne passa di cotte e di crude ed è un po’ una drama queen. Un personaggio di enorme mestizia e tristezza, ecco. Le ragioni per essere così malinconica ce le ha, però dai Lucy, ritrova la speranza, siamo con te!

7: Animation: un libro con dei cartoni in copertina: pesco ancora qualche titolo dallo scaffale delle prossime letture e vi dico Non siamo che alberi. Saggio alla scoperta del bosco degli uomini altro libro di non fiction che analizza il rapporto tra uomini e natura, corredato da fotografie alla fine del volume. Come avete capito ci stiamo dando dentro con la non fiction, quindi le prossime recensioni saranno principalmente su questi massimi sistemi.

75d3990b8ee975a10169fede97a122f4.jpg8. Watch it again: un libro o una serie che desideri rileggere: ritorniamo alla cara Charlotte, perché non molto tempo fa presi da non so che cosa, volevamo rileggere Jane Eyre, poi volevamo rileggere Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, ma non abbiamo riletto proprio niente. Questo è il grande problema di avere librerie dislocate a 274 km di distanza, non possiamo accarezzare e rileggere i nostri libri preferiti, quindi inevitabilmente ne accumuliamo di nuovi.

9. Documentaries: Un libro non-fiction che consiglieresti a chiunque: vi abbiamo già nominato tanti libri di non fiction, ma uno che ci piace tanto tanto tanto, è Sei passeggiate nei boschi narrativi, un bellissimo saggio sulla letteratura di Umberto Eco. Non ci dite che siete sorpresi! Siamo arrivati al 9 quesito senza consigliarvi nulla di suo.

10. Action and adventure: un libro pieno di avventura: un libro abbastanza avventuroso, con vari colpi di scena e peripezie è sicuramente Un lungo cammino di Daveti , Palloni, Rossi. Un fumetto che ci è piaciuto veramente tantissimo e che vi consigliamo. I disegni sono stupendi e la storia è una distopia che sembra fin troppo vicina.

11. New releases: un libro appena uscito (o che uscirà a breve!) che non vedi l’ora di leggere: a marzo uscirà Kids with guns di Capitan Artiglio, per Bao Publishing. Noi adoriamo il suo stile e poi ci sono dinosauri, colori sgargianti e… ci aspettiamo tantissimo da questo fumetto! Non vediamo l’ora di metterlo sullo scaffale delle prossime letture.


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