332.529 abitanti popolano la ghiacciata terra islandese e questo piccolo volume, corredato da una mappa del Paese, ci presenta quasi altrettante storielle: come se ogni famiglia avesse il suo troll o elfo di fiducia.

29cfa40b100f4f25e24eac37a32242dbAtlante leggendario delle strade d’Islanda è curato da Jón R. Hjálmarsson, esperto in storia e cultura islandese e fa specie la quantità di aneddoti, tradizioni e storie che ha questa piccola isoletta ai confini del Nord. Aprendo questo libro, nelle magnifiche ed originali edizioni Iperboreasubito ci scuote il freddo. I singoli racconti sono brevissimi, ognuno corredato dalla sua posizione sulla cartina, che ci mostra fiordi, vulcani, geyser e da una piccola introduzione, in cui ci viene riportata la storia del luogo da che se ne ha memoria storica ad oggi. Piccoli nuclei sparsi, a macchia di leopardo (come si dice in gergo) si basano su una forte tradizione di folklore e magia. Il libro è quasi un itinerarium: ad ogni località, ci si ferma e si legge una storia che in molti casi rappresenta il mito di fondazione dei luoghi che percorre la Statale 1 o dei particolari fenomeni che avvengono in Islanda, come l’aurora boreale.

Tante figure popolano la mitologia islandese: troll ed elfi su tutti, ma anche giganti e selkie, la cosa però che più ci ha colpiti di queste storie è il cristianesimo magico ampiamente diffuso. Forse cercavate un motivo diverso per prendere questo libro, ma più che raccontarvi delle singole storie e svelarvi troppo, abbiamo voluto soffermarci su questo aspetto marginale, ma secondo noi molto interessante. L’Islanda è un paese che aderisce al cristianesimo luterano, una forma di cristianesimo abbastanza rigido, basato sulla fede totale delle Scritture, prese come guida a ogni livello e il fatto che siano presenti preti/pastori con qualità magiche è molto strano. Insieme ai personaggi cardine della mitologia nordica non manca mai la figura di una figura religiosa cristiano che grazie ai suoi magici poteri sconfigge o scaccia esseri provenienti dal male. Siamo già nel pieno cristianesimo, anzi la maggior parte delle storie sono ambientate nell’età moderna. Mentre la mitologia mediterranea si esaurisce già nell’a.C. qui è prolifica anche dopo l’avvento della nuova religione, in realtà si sa molto poco sulla storia islandese, ma pare che i primi colonizzatori siano stati proprio dei monaci provenienti dall’Irlanda, nel IV d.C. A quel tempo era pratica comune tra i monaci, mettere alla prova la propria fede intraprendendo viaggi pericolosi o creando monasteri e luoghi di preghiera sulle isole, che per la loro conformazione fisica, circondate dalle acque erano luoghi puri, lontani dai peccati delle città. Queste prime comunità hanno sicuramente diffuso la religione cristiana, ma tra IX e X s. le ondate norvegesi, hanno riportato il paganesimo, scacciando i monaci ed instaurando un tipo di amministrazione legata a figure di capi religiosi e politici insieme: i góðar. Vi risparmiamo tutti i successivi avvenimenti, con il ritorno del cattolicesimo e poi con la diffusione del luteranesimo, è chiaro però che una realtà così lontana dal centro della chiesa (Roma) e così isolata, ma che ha comunque avuto molteplici influenze culturali e religiose, abbia sviluppato un tipo di professione molto particolare. Molti dei santi, degli arcivescovi citati non sono in realtà riconosciuti dalla Chiesa, forse proprio perché i miracoli e le storie che li riguardavano sono intrise di magia e superstizione, cosa che si è cercato di rifuggire fin dal primo cristianesimo. Una curiosità interessante è che ancora oggi, una piccola percentuale della popolazione professi la religione dell’Ásatrúarfélagið, ovvero degli dei Asi. Questo fa pensare al fatto che ci sono ancora degli stralci di paganesimo ed essendo l’Islanda una nazione poco urbanizzata, ma ricca di agglomerati rurali, alcune tradizioni siano rimaste praticamente immutate e neanche l’avvento di un cristianesimo, nella sua variante meno tollerante come appunto il luteranesimo, abbia potuto qualcosa.

20170916_125658Come dicevamo prima, i racconti sono ambientati nell’età moderna, alcuni praticamente a l’altro ieri (XVIII sec.). Questo tipo di storie seppure molto diverse per protagonisti e soprattutto per l’ambientazione, mi ha fatto ricordare le storie che mio nonno mi raccontava. Dove abito io quando non sono a Roma, siamo nella ruralità più assoluta, altro che Islanda! E infatti, le persone più anziane ancora hanno (oggi, proprio ora, nell’immediata continradicate dentro credenze particolari: lupi mannari, janare (specie di streghe dalle particolari doti), l’ombra (forza oscura e malvagia che faceva perdere l’orientamento) e tantissimi altri personaggi malefici o anche benevoli. Ogni mondo è paese dunque.

Non vi resta che accoccolarvi in una morbida coperta e godere delle bellissime ambientazioni fredde e aguzze di questo volume, ma popolate da figure accoglienti e magiche che sapranno farvi sentire a casa.


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