Come prima recensione del 2018, vi ammorberemo con qualcosa che rimanda al nostro mitico Umberto Eco, una graphic novel che è entrata nel best of 2017: Stupor mundi di Nejib edita da Coconino Press.

20180101_171807 (1).jpgStupor Mundi è uno degli epiteti di Federico II, sovrano illuminato, grande personaggio storico, sempre contornato da un’aura di positività. Nella storia di Nejib, pur essendo poco presente, quando entra in scena cambia l’ambiente, tutti si prostrano al grande re con rispetto e timore reverenziale. Nejib sottolinea l’amore di Federico II per la cultura, mostrando come si circondi di artisti, scrittori, inventori, tenendo alla loro libertà di espressione, ma di fatto imprigionandoli a corte.

In questo scenario appare Hannibal, uno straniero (arabo) che chiama barbari i cortigiani imperiali: loro non sanno, non capiscono. Hannibal si porta dietro invenzioni e formule ed un bagaglio scientifico che nell’Occidente non era tenuto in grande considerazione. Il suo personaggio è tremendo: cupo e ambizioso, quasi una macchina che lavora giorno e notte per stupire Stupor Mundi. Il problema è che Hannibal non è un uomo solitario al servizio dell’imperatore; arriva a Castel del Monte con la figlia Houde ed un hashishin. La piccola Houde è un personaggio incantevole, grazie alla sua poderosa memoria aiuta il padre nella sua missione, ma proprio là dove Houde sembra imbattibile si apre una falla: la bambina non ricorda un importante elemento della sua vita e il padre non sembra interessato a raccontarglielo, forse perché raccontare equivarrebbe a ricordare, a calare la maschera di superbia e diventare uomo. I personaggi di Nejib, che si ritrovano ad agire tra finzione letteraria e realtà storica, hanno tutti un passato importante. Tra cavalieri, assassini, rifugiati, ogni uomo si porta dietro un fardello che a tempo debito verrà messo nero su bianco.

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All’inizio avevamo nominato Eco, questo fumetto è stato infatti presentato come un omaggio a Il nome della rosa. Se è vero che i richiami al più famoso romanzo di Eco ci sono: c’è la biblioteca labirintica, monaci fanatici, intrighi, morti; c’è anche un importante richiamo a Baudolino. Anche se siamo all’epoca di Federico Barbarossa (il nonno di Stupor Mundi) c’è un inventore che costruisce in un edificio apposito, un macchinario particolare, suscitando grande curiosità e stupore nel sovrano. Anche in Baudolino viene sottolineata la grandezza della scienza araba, proprio per questo credo che il personaggio di Hannibal sia ripreso dal genio di Eco, anche se non posso rivelarvi altre cose relative a questo personaggio, perché ci troviamo in un punto delicatissimo del romanzo.

20171127_203429La storia personale di Houde e Hannibal si mescola al bisogno di Federico II di ergersi quanto più possibile sopra agli altri, di essere sempre lo stupore del mondo, attraverso non solo la narrazione, ma con disegni strabilianti. Costruendo e tipizzando i personaggi, Nejib crea delle maschere, comunicative anche con pochi balloon, che per altro sono morbidi e sinuosi e s’installano dolcemente tra un personaggio e l’altro, pur avendo dialoghi taglienti. Blocchi di colore senza alcuna sfumatura accompagnano il tratto particolarissimo dell’autore.

Questo fumetto è una chicca, non solo per i medievisti sfegatati come noi, ma per tutti i lettori. Un’ottima trama tra fiction e non fiction corredata da un tratto unico: non indugiate oltre, lasciatevi stupire.


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