Gilgi, una di noi è un romanzo scritto nel 1931, in Germania. Siamo negli anni bui dell’Europa ed infatti il libro sarà censurato dopo pochi anni. Gilgi è troppo emancipata, indipendente. L’autrice riporta, attraverso la protagonista, un mondo reale e moderno, troppo per essere raccontato. Si parla di soldi, di amore, di sesso, di aborto, della condizione lavorativa, cose di cui è difficile parlare anche oggi, figuriamoci sotto la dittatura.

12185b21482fd34e188c678e0eca77d6_w_h600_mw_mh_cs_cx_cyGilgi è imperturbabile, devota al lavoro, ma soprattutto alla sua indipendenza. Siamo a Colonia e Gilgi lavora felicemente, vuole continuamente migliorarsi. È libera, intelligente, non potrebbe mai cambiare la sua vita. Gilgi adora lavorare perché questo le permette di mantenersi, di essere indipendente, di essere utile. Come si può vivere senza fare nulla? Gilgi è autoritaria con se stessa, pretende impegno, costanza, organizzazione. Gilgi sono io, siamo noi. Può sembrare superficiale quando pensa ai suoi vestiti, alla cipria, ad essere sempre perfetta e decorosa, ma alla fine è semplicemente leggera perché non ha alcun rimpianto, non si pente di alcuna scelta, sta vivendo bene.

Gilgi la riconoscevo come un mio prolungamento, qualcosa di personalissimo che si allungava sulle pagine di quel bel libro color cipria. Questa piccola donna però, ad un certo punto straborda, non riesce più a stare nelle sue regole. È completamente in balia dell’amore, di una travolgente passione che la lega in modo inammissibile a Martin. Pochissimi incontri sono bastati a creare questo legame indissolubile e distruttivo. Gilgi perde tutto. Come malata, incapace di poter prendere una decisione da sola, si attacca a quest’uomo abituato all’ozio, a dare poco valore ai soldi, a vivere di rendita. Sia chiaro, Martin non è un personaggio negativo. Ama Gilgi con tutto sé stesso, ma non nel modo che permette ad una persona come Gilgi di vivere bene. Il personaggio che diventa negativo, perché cattivo con e per sé stesso è proprio Gilgi.

C’è un tragico evento con cui si chiude il libro, un evento che fa venire a Gilgi un senso di colpa enorme. Sembra riprendere la lucidità, capisce che deve cambiare. La lucidità è però un attimo, Gilgi è ormai spezzata, cambiata, stravolta, non sarà mai quella di prima.

Leggere di Gilgi non è leggere di una ragazza intrappolata in un tempo e in un luogo lontano dal nostro. Gilgi è una di noi, perché il suo personaggio ha un’interiorità attualissima. La scrittura della Keun rende questo romanzo, in cui c’è una profonda riflessione sull’identità, sulla società, leggero. Il lettore non si accorge della portata di quello che ha letto, né della profondità di un personaggio come quello di Gilgi se non arriva all’ultima pagina.

La pagella dell'avvocato Hautecourt

 

 

 

 

 

 

 

 


Il link rimanda alla pagina del prodotto su amazon a cui siamo affiliati, se volete comprare i libri e sostenere noi ed il nostro blog sarebbe un ottimo metodo e vi ringraziamo in anticipo!

Vi ricordiamo che siamo anche qui: Tararabundidee su facebook e su instagram c’è il nostro giveaway di Natale! Avrete la possibilità di vincere un libro bellissimo, veniteci a trovare ❤