Vi abbiamo sempre detto che questo oltre ad essere il personale blog mio e dell’avvocato, voleva essere uno spazio di condivisione, di letture unite e per lettori tutti. Infatti ospitiamo oggi, per questo breve ma intenso racconto di lettura, la nostra Maria Chiara, che adora Zero (più di noi). È la prima volta che parliamo (in questo caso non lo facciamo neanche direttamente) in modo approfondito di un’opera del fumettista romano, quindi bando alle ciance, vi lasciamo alle parole di Maria Chiara! Buona lettura.

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Zerocalcare è un autore che ormai sembra non avere bisogno di presentazioni: nato ad Arezzo, per metà francese, vive a Rebibbia da tutta la sua vita; locandine, centri sociali, un blog, un armadillo e ormai nove pubblicazioni per la Bao Publishing, il tutto accompagnato da serie tv e plumcake.
Ma è davvero così? Dopo tutti questi anni possiamo dire con assoluta convinzione chi sia Zerocalcare?
È questa la domanda con cui Macerie Prime ti costringe a fare i conti e non è assolutamente facile rispondere.
Il libro, uscito il 14 novembre e già in procinto di andare in ristampa, ci catapulta per la prima volta nel mondo in cui Zero per vivere fa “solo i fumetti”, dove la vita è scandita dai firmacopie e non più dalle ripetizioni, dove i cosiddetti “accolli” sono numerosi e se fai parte della specie di quelli che non riescono a dire mai di no non ne riuscirai ad uscire.
È anche un esperimento di coralità, abbastanza ben riuscito: ritroviamo in queste pagine Secco e l’amico Cinghiale, Sarah di Un polpo alla gola e Katja di Dodici; vecchie conoscenze sì, ma tutti con la loro voce e la loro storia. Perché in questi anni sono cambiati anche loro; chi alla ricerca di un lavoro, chi di uno migliore, la voglia di indipendenza, di essere finalmente adulti e non solo diventarlo per il procedere dell’età.
Le confidenze e i sogni che ognuno di loro ha dentro di sé porta ad eliminare un velo di illusione in quei personaggi, che ormai eravamo abituati a immaginare come macchiette, e ci costringe a vederli nella loro realtà più intima.
Assistiamo così, come inconsueti voyeuristi, alle loro gioie condivise fino ad arrivare al momento più basso (e paradossalmente più alto) della storia; quello delle verità, in cui tutti dicono basta e lasciano sfogare una parte più animalesca e irrazionale, che appartiene ad ognuno di noi.
Una sfera colma di demoni e divinità, non più semplici descrizioni di febbroni infiniti o di sensi di colpa “minimi” sul ritardo per le consegne: Zero qui presenta e costruisce una mitologia complessa, che sembra fare capo a qualcosa di più grande. Lo humour che lo contraddistingue, unito ai soliti elementi di cultura pop, è ancora presente ma è un filo sottile, sempre efficace nel dare respiro a temi così importanti.
Un libro diverso in cui è percepibile la voglia di maturare e di aprirsi dell’autore, in cui tuttavia universale e individuale si fondono ancora una volta, dando voce agli interrogativi di quest’epoca, colma di macerie e di persone che, nonostante tutto, devono capire come viverci.
La non chiusura lascia, ovviamente insoddisfatti, ma fa aumentare la curiosità per quello che leggeremo a maggio 2018, sperando che in questi sei mesi le cose possano cambiare e in meglio.

Maria Chiara Paone

Noi lo leggeremo fra qualche giorno, saprete tutto su facebook o instagram ma siamo abbastanza sicuri che, come sempre sarà una lettura piacevolissima. Mentre aspettate nostre nuove, noi aspettiamo le vostre!