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"Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito. Perché la lettura è un'immortalità all'indietro."

Mese

novembre 2017

Macerie Prime, Zerocalcare

Vi abbiamo sempre detto che questo oltre ad essere il personale blog mio e dell’avvocato, voleva essere uno spazio di condivisione, di letture unite e per lettori tutti. Infatti ospitiamo oggi, per questo breve ma intenso racconto di lettura, la nostra Maria Chiara, che adora Zero (più di noi). È la prima volta che parliamo (in questo caso non lo facciamo neanche direttamente) in modo approfondito di un’opera del fumettista romano, quindi bando alle ciance, vi lasciamo alle parole di Maria Chiara! Buona lettura.

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Zerocalcare è un autore che ormai sembra non avere bisogno di presentazioni: nato ad Arezzo, per metà francese, vive a Rebibbia da tutta la sua vita; locandine, centri sociali, un blog, un armadillo e ormai nove pubblicazioni per la Bao Publishing, il tutto accompagnato da serie tv e plumcake.
Ma è davvero così? Dopo tutti questi anni possiamo dire con assoluta convinzione chi sia Zerocalcare?
È questa la domanda con cui Macerie Prime ti costringe a fare i conti e non è assolutamente facile rispondere.
Il libro, uscito il 14 novembre e già in procinto di andare in ristampa, ci catapulta per la prima volta nel mondo in cui Zero per vivere fa “solo i fumetti”, dove la vita è scandita dai firmacopie e non più dalle ripetizioni, dove i cosiddetti “accolli” sono numerosi e se fai parte della specie di quelli che non riescono a dire mai di no non ne riuscirai ad uscire.
È anche un esperimento di coralità, abbastanza ben riuscito: ritroviamo in queste pagine Secco e l’amico Cinghiale, Sarah di Un polpo alla gola e Katja di Dodici; vecchie conoscenze sì, ma tutti con la loro voce e la loro storia. Perché in questi anni sono cambiati anche loro; chi alla ricerca di un lavoro, chi di uno migliore, la voglia di indipendenza, di essere finalmente adulti e non solo diventarlo per il procedere dell’età.
Le confidenze e i sogni che ognuno di loro ha dentro di sé porta ad eliminare un velo di illusione in quei personaggi, che ormai eravamo abituati a immaginare come macchiette, e ci costringe a vederli nella loro realtà più intima.
Assistiamo così, come inconsueti voyeuristi, alle loro gioie condivise fino ad arrivare al momento più basso (e paradossalmente più alto) della storia; quello delle verità, in cui tutti dicono basta e lasciano sfogare una parte più animalesca e irrazionale, che appartiene ad ognuno di noi.
Una sfera colma di demoni e divinità, non più semplici descrizioni di febbroni infiniti o di sensi di colpa “minimi” sul ritardo per le consegne: Zero qui presenta e costruisce una mitologia complessa, che sembra fare capo a qualcosa di più grande. Lo humour che lo contraddistingue, unito ai soliti elementi di cultura pop, è ancora presente ma è un filo sottile, sempre efficace nel dare respiro a temi così importanti.
Un libro diverso in cui è percepibile la voglia di maturare e di aprirsi dell’autore, in cui tuttavia universale e individuale si fondono ancora una volta, dando voce agli interrogativi di quest’epoca, colma di macerie e di persone che, nonostante tutto, devono capire come viverci.
La non chiusura lascia, ovviamente insoddisfatti, ma fa aumentare la curiosità per quello che leggeremo a maggio 2018, sperando che in questi sei mesi le cose possano cambiare e in meglio.

Maria Chiara Paone

Noi lo leggeremo fra qualche giorno, saprete tutto su facebook o instagram ma siamo abbastanza sicuri che, come sempre sarà una lettura piacevolissima. Mentre aspettate nostre nuove, noi aspettiamo le vostre!

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Tararabundidee feat. Tra le righe ep. 1: L’ATTESA.

Salve cari, eccoci ritornati con un nuovo articolo che riguarda la nostra proficua collaborazione con le libraie della Libreria Tra le Righe di Roma. Vi ricordo che potete recuperare il primo episodio di questo feat. qui, funziona in modo molto semplice: ogni mese diamo alle libraie un tema e loro con santa pazienza, scelgono un libro da recensire.

Novembre è un mese lunghissimo, tende a qualcos’altro, dopo questo mese è già Natale, ormai si è già con la testa a pensare al nuovo anno. Novembre è un mese transitorio e proprio per questo abbiamo scelto come tema da dare alle nostre libraie preferite “l’attesa”, il libro che la libraia Paola ha scelto per questo tema non lo conoscevamo e ne siamo profondamente affascinati.

Si parla dell’attesa per eccellenza e si lega almeno geograficamente alla lettura che stiamo facendo ora, ma vi lasciamo alle parole di Paola Mastrobuoni, noi ci risentiamo a fine recensione.

Audur Ava Ólafsdóttir, “Rosa candida” (trad. it. Stefano Rosatti), Einaudi 2014.

9200000034136516Non lasciatevi ingannare dall’immagine di un neonato avvolto in una coperta fucsia, o dal titolo del libro: dietro le apparenze non c’è nessuna storia sdolcinata, né un romanzo rosa, e neppure un manuale su come far crescere forti e sani i vostri bambini. Certo, i bambini ci sono (anzi, ce n’è una), ma questa è soprattutto la storia di un ragazzo confuso, e del viaggio che intraprende per riflettere su se stesso e sui propri desideri, in attesa e nella speranza che prima o poi tutto diventi chiaro e limpido.

Una storia semplice, delicata come può esserlo una rosa rara. Tutto ha inizio in Islanda, luogo remoto e fascinoso, quasi esotico, alla vigilia di una partenza. A partire (o a fuggire?) è il giovane Lotti, da poco padre “per caso” e appassionato di piante: la meta è un minuscolo paese nel cuore dell’Europa, dove potrà dedicarsi alla cura del giardino, malandato ma prezioso, di un monastero arroccato in mezzo al nulla. Per arrivare la strada è lunga, il ragazzo macina molti chilometri: gli capita di conoscere tante persone, con le quali ha incontri fugaci ma significativi. Si ritrova così a ricordare cosa gli è successo negli ultimi mesi, e a raccontare l’attesa inaspettata, e la nascita, di una figlia. Della piccola ha quasi perso le tracce, prima di decidere di partire e lasciarsi tutto alle spalle. Il suo è un viaggio di iniziazione, di riflessioni sulla propria fisicità e incorporeità, sulla morte e la nascita, su ricordi di dolori familiari, quanto mai vividi eppure narrati con estrema naturalezza. È un affacciarsi sulle grandi questioni ma è, soprattutto, un viaggio di cambiamento. Quando giunge a destinazione è già un’altra persona. Bisogna però ancora attendere perché la trasformazione si compia, nel giardino di rose come nella sua vita, con nuovi incontri di monaci e di gente del posto, e con una visita che lo coglie di sorpresa.

Con una scrittura fluida, chiara, essenziale, l’autrice ci fa scivolare accanto a pensieri e gesti del giovane protagonista, ce li mostra con tocco lieve mentre germogliano, riuscendo a renderli vivi e naturali, come se fossero i nostri.

Come al solito, anche noi stessi ci misuriamo con il tema dato alle nostre libraie. La scelta di Rosa candida ci ha sorpresi perché non avevamo inteso quel tipo di attesa nella nostra mente.

I nostri due consigli vertono sul significato stesso dell’attesa e sono: L’arte dell’attesa di Andrea Kholer e ve lo facciamo conoscere grazie alle parole di Federica de Il lunedì dei libri, che ha scritto questa splendida recensione e Storie di un’attesa di Sergio Algozzino che avevamo letto tempo fa e che non smettiamo mai di consigliare: una graphic novel bellissima che contiene varie storie su come viene interpretata l’attesa nella vita quotidiana e anche attraverso i secoli.

Bene, con questi tre consigli sull’attesa, attendiamo il prossimo mese e il nuovo episodio di questo glorioso featuring letterario. Il tema lo scoprirete come al solito solo… leggendo!


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Il corpo che vuoi, A. Kleeman.

Prendiamo A, B e C e facciamoli recitare nel mondo perverso in cui viviamo. Carichiamoli di problemi, di angosce, di male di vivere. Richiudiamoli in un piccolo spazio, facciamoli muovere in un ambiente abitudinario, fisso, sempre uguale. Ora iniziamo a smussare i contorni dei protagonisti, rendiamoli inconsistenti, sfumati, iniziamo a confondere A e B, non le riconosciamo e dopo un po’ anche C inizia a sfuggirci.

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Non sappiamo cosa avete capito, ma questi sono solo alcuni degli ingredienti de Il corpo che vuoi, edito da Edizioni Black Coffee, romanzo d’esordio di Alexanda Kleeman. Un romanzo spietato, che parla all’anima dei lettori attraverso la corporeità, la fisicità dei protagonisti. Il corpo che vuoi mette in primo piano l’apparire. A e B hanno un rapporto malsano con il cibo e con i loro corpi. A vuole essere unica, diversa, riconoscibile per le sue peculiarità, per il suo fisico, ma si confonde in un mondo che vede gli esseri umani come tutti uguali. La televisione ha completamente appiattito le personalità. Le pubblicità fanno sì che tutti desiderino e comprino le stesse cose, in centri commerciali, supermercati che sono luoghi non luoghi, uguali ognuno all’altro. Si può cambiare zona, paese, ma il risultato è lo stesso, non si ha più una volontà propria, si è smarriti, persi.

tumblr_nlyrzl2dJh1u5vzw4o1_500Chi siamo? C’è davvero differenza tra noi e la nostra coinquilina? Non facciamo le stesse cose? Non viviamo la stessa vita?

Entrare nel corpo di A è facile. Puoi essere lei perché lo sei già, non c’è bisogno che il lettore cerchi chissà che cosa per immedesimarsi. Vogliamo tutti essere speciali ed unici, vogliamo essere amati, vogliamo essere. Quello che lascerà il lettore a bocca aperta non sarà solo essere A, diventare in pratica il protagonista del romanzo, ma sarà entrare nella luce.

“Sto parlando di te. Di chi ti sta rovinando. Sei tu stessa o qualcuno vicino a te, una persona che ti assomiglia così tanto che nemmeno tu riesci a distinguerla dal tuo riflesso? Dimmi, ti capita mai di guardarti allo specchio e scambiare il volto che vedi per il suo? Io ti guardo e vedo che hai i contorni sfocati. Non sai dove finisci. Sei avvolta da un senso di vaghezza. E non mi riferisco a una sorta di aurea. Questa vaghezza è indice della disgregazione in atto nel tuo organismo, sottoposto a eccessiva pressione. Dimmi, condividi intimamente la vita con qualcuno? Un’amica o un ragazzo? Qualcuno che ti sottrae tempo e non ti dà niente in cambio? Ti sei assicurata che non ti stia rubando la luce? Che il buio che emana dal suo corpo non sia penetrato nel tuo per mezzo dell’aria che respiri, dell’acqua che bevi, delle cose che tocchi, eccetera eccetera?”

Strizzando l’occhio a The Handmaid’s Tale, la Kleeman, crea una società nuova in cui c’è una Chiesa in cui al centro c’è il cibo. Cibo ombra e cibo luce che nutre e aiuta il fantasma luminoso che c’è in noi a eliminare ogni ricordo della corporeità, dell’essere fisico, per entrare nella luce, per essere pura incorporeità e nello stesso tempo eliminare ogni individualità. Attraverso regole ferree, grazie al lenzuolo bianco che copre gli adepti, sono appianate tutte le differenze. La paura di A di non essere riconosciuta, di non essere qualcuno diventa ora lo scopo da perseguire, l’obbiettivo a cui tendere.

Il corpo che vuoi è un romanzo potente e disturbante. Non è da leggere tutto d’un fiato, al lettore serve tempo. Deve riflettere, capire, riprendersi dai turbamenti che la Kleeman provoca. Deve digerire con calma le riflessioni di A, la critica che l’autrice fa del mondo in cui viviamo. Attraverso una scrittura descrittiva, esatta, la Kleeman con una mano ti rovista nello stomaco (l’organo che ha il posto d’onore in questo romanzo) facendoti provare sensazioni fisiche, non solamente suggestionandoti mentalmente.

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Mettetevi comodi e fate un respiro profondo, quello che leggerete sarà delizioso e distruttivo come una Kandy Kake.


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Vorremmo inoltre ricordarvi che L’indie BBB Cafè, si sta preparando ad un nuovo anno insieme alle nostre case editrici indipendenti e cerca nuovi blogger! Potete trovare tutte le informazioni sulla pagina facebook o scrivendoci!

2ª Tappa Blogtour “La sfolgorante luce di due stelle rosse” di Davide Morosinotto: i protagonisti.

Dopo la prima tappa a cura di Emozioni di una musa, vi parlo de La sfolgorante luce di due stelle rosse di Davide Morosinotto, è un romanzo sotto forma di diario. Non un diario normale, ma un racconto particolare, senza date in alcuni casi, scritto su quadernini rossi a cadenza irregolare, è scritto da due tredicenni, ma non in una situazione normale.

Viktor e Nadia sono i due protagonisti di questo romanzo. Gemelli, che si trovano a dover lasciare la loro amata Leningrado. Partono per non si sa dove, le truppe tedesche avanzano, Hitler è una minaccia troppo grande, Leningrado è in pericolo ed anche loro. Proprio per questo iniziano a riportare la loro storia su dei quadernini, per non dimenticare nulla, da quando devono lasciare i genitori, alla loro separazione, al lavoro che sono costretti a fare per aiutare l’Armata Rossa.

Viktor Nikolayevich Danilov è il protagonista maschile: intelligente, ma soprattutto devotissimo al partito comunista. Lui incarna, rispecchia e cerca di diffondere i principi dell’essere comunista, un giovane comunista modello, che però si troverà a dover fare delle scelte: rimanere fedele ai suoi ideali o tradirli per ricongiungersi alla famiglia? Viktor è molto più maturo dei suoi 13 anni, rigido, tenace, rispettoso. Anche dal punto di vista stilistico quando è Viktor che scrive sul diario con il suo lapis rosso, ha uno stile asciutto, preciso, che designa una certa maturità, non si perde in chiacchiere, non divaga, è esatto.

Nadya Nikolayevna Danilova è la protagonista femminile, gemella di Viktor, che sembra dai suoi comportamenti e in relazione al carattere del fratello, la più piccola. Molto più sensibile, dolce, ma anche meno rigida del fratello nelle sue scelte rispetto al comunismo. Lei critica di più i principi del partito, le sue leggi, il suo obbiettivo non è essere una ottima comunista, vuole ritrovare il fratello, ricongiungersi alla sua famiglia. Ovviamente vuole che l’Armata vinca la guerra, ma non capisce alcune leggi restrittive, opprimenti, le definisce stupide. Dal punto di vista stilistico Nadya si dilunga molto di più in dettagli, particolari, descrive molto di più i suoi sentimenti, è molto più dettagliata, ma anche meno precisa! Si perde infatti fra storie e piccoli avvenimenti perdendo in alcuni casi il punto della situazione.

Anche se sono i gemelli le due stelle rosse, in realtà i protagonisti sono tre. Vari personaggi minori si muovono nelle vicende di Victor e Nadya, compagni, adulti, soldati, ma c’è una presenza che aleggia lungo tutti i quaderni: il partito. I quadernini dei due gemelli finiscono infatti in mano al partito, che li analizzano, sottolineando tutti i punti in cui i due gemelli o altri personaggi hanno violato le leggi vigenti durante l’analisi o anche abolite. Il partito è una presenza costante, le sue note separano i vari quaderni, ricordando di volta in volta gli sbagli dei personaggi e rendendo Victor e Nadya soprattutto, ma anche gli altri personaggi, nemici del partito.

La storia di questi due gemelli è singolare, ma è anche esplicativa del periodo storico della Seconda Guerra Mondiale nella grande Russia. Attraverso gli occhi dei protagonisti adolescenti, in modo semplice e fresco, l’autore racconta la guerra in modo nuovo, descrivendo allo stesso tempo il punto di vista di chi rimane vittima dell’evento e di chi la combatte, ma di questo vi parleranno meglio i miei colleghi blogger nelle prossime tappe del blogtour, su:

La Fenice Book

Everpop

Walks with Gio

Mi raccomando, seguite questo blogtour per scoprire questo fantastico libro, uscito il 31 ottobre per Mondadori!

Viaggiare con i libri, Book Tag!

Nuovo mese, nuovo book tag, stavolta preso fresco fresco dal canale youtube di Ilenia Zodiaco, come sempre invitiamo tutti a rispondere a queste domande che non sono proprio facilissime. Speriamo di portarvi in viaggio tra pagine e luoghi nuovi o almeno di divertirvi per due minuti! Bando alle ciance, iniziamo:

Un libro ambientato in un luogo che non hai ancora visitato ma che ti piacerebbe visitare.

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tumblr_ox2hnklb6u1s3xy1oo1_540Vi serviamo subito una banalità, ma scusate c’è davvero qualcuno che non vorrebbe visitare l’Islanda? E che non la vorrebbe visitare dopo aver letto Atlante leggendario delle strade d’Islanda? Noi siamo estremamente affascinati dalla Scandinavia a livello storico, naturalistico e infatti vorremmo recuperare tanti, tanti Iperborea per leggere di più di queste terre splendide.
Altro luogo che ci piacerebbe visitare è la Cina, scoperta a livello letterario grazie ai romanzi di Lisa See, che anche se ambientati in epoche lontane dalla nostra (ad esempio Fiore di Neve e il ventaglio segreto nella Cina imperiale, Le perle del drago verde nella Cina di Mao), raccontano una Cina estremamente reale ed autentica e pur non parlandone bene, il paese che la See rappresenta è tutto meno che idilliaco, è un posto che ci piacerebbe molto scoprire!

Un libro ambientato in un luogo che non hai visitato e dove non ti piacerebbe andare.

Proprio non ci piacerebbe andare nella provincia americana in cui sono ambientati i racconti di Mary Miller in Happy Hour, lo scenario è scarno, degradante, diciamo che la nostra provincia ci va più che bene. Un’altra zona che non ci piacerebbe proprio visitare è la Colombia, l’abbiamo letta nei libri di Gabriel Garcia Marquez, in particolare in Dell’amore e di altri demoni e abbiamo avuto durante la lettura la sensazione di sporco, appiccicoso, umido e non abbiamo avuto proprio il desiderio di salpare nel sudiciume!

Una meta che hai visitato e di cui vorresti leggere qualcosa.

Abbiamo sempre visitato posti a cui la letteratura ha fatto onore in realtà, ma se ci piacerebbe leggere qualcosa su un posto che è stato tralasciato dagli scrittori, sarebbe casa. Non proprio l’edificio rosso in cui abitiamo, ma ci piacerebbe leggere qualcosa ambientato nell’entroterra Campano o nell’entroterra dell’Italia Meridionale in generale. Sì c’è Cristo si è fermato a Eboli , ma le cose sono leggermente cambiate da quando Carlo Levi ha scritto il suo libro, pochino eh, non v’immaginate chissà quali rivoluzioni!

Un posto che hai visitato perché ti eri lasciata affascinare da un libro che avevi letto, ambientato in quel luogo, ma ne sei rimasta delusa.

Nessuno dei posti che abbiamo visitato ci ha deluso, anzi, siamo sempre tornati soddisfatti dai nostri viaggi, quindi non c’è nessun libro che ha reso le nostre aspettative altissime. Chissà se quando andremo in Russia, tutte le aspettative dei libri di cui vi abbiamo parlato qui verranno soddisfatte!

Vai al mare che libro ti porti? E in montagna? E in città?

tumblr_ox399n8Iah1s4oj39o1_540Allora, non abbiamo un genere fisso, in questo caso contano più… le dimensioni! Al mare non ci andiamo poi così spesso, però prediligiamo libri brevi, piccoli, forse più fumetti (da edicola) che così li compriamo direttamente lì e neanche li dobbiamo portare in valigia, si leggono in poco tempo, sono leggeri, funzionali per il mare!
In montagna ci viviamo le vacanze e prediligiamo i mattonazzi, per dirvi, l’ultima volta che ci siamo stati per un po’ di tempo abbiamo letto: Blankets (Craig Thompson), Eccomi (Safran Foer) e Il labirinto degli spiriti (Zafon); chissà magari quest’anno leggeremo Anna Karenina.
In città invece non ci portiamo libri dietro, quando viaggiamo per visitare una città mettiamo da parte la lettura e cerchiamo di immergerci nelle novità di quello che vediamo, ci prepariamo però al viaggio leggendo libri ambientati in quel posto. Quando siamo andati a Madrid per esempio, abbiamo recuperato un po’ di libri di Marìas che sono ambientati proprio nella capitale spagnola (leggete assolutamente Domani nella battaglia pensa a me)!

Il libro più “straniero” che tu abbia mai letto, quello che hai sentito più distante dalle tue abitudini culturali.

Ve l’avevamo già descritto come un libro particolare, interessante, ma che racconta una realtà a cui siamo poco abituati ed è Gli insetti preferiscono le ortiche di J. Tanizaki, siamo in Giappone, nella quotidianità di un matrimonio giapponese, in cui però sono davvero poche le cose che ci sono familiari. In generale la cultura dell’estremo Oriente è molto diversa dalla nostra ed è normale che questo si rispecchi anche nella letteratura, ma questa essenza straniera di questi libri c’incuriosiscono molto, infatti vorremmo recuperare un po’ di scrittori orientali, aspettiamo i vostri consigli.

Viaggiare nel passato. Un libro ambientato in un’epoca storica e in un luogo che visiteresti subito!

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Ovviamente, chi ci legge sempre, sa benissimo verso quale periodo storico, verso quali luoghi e anche verso quale autore ci porterà questa domanda. Potevamo tranquillamente non rispondere, perché sicuramente avreste azzeccato il titolo, ma può darsi anche che passi di qui qualche nuovo lettore, che non conosce i nostri gusti e quindi…
Andremo nel Medioevo ovviamente, che domanda! E in particolare andremo nel regno del Prete Giovanni insieme a Baudolino, facendo anche tappa a Costantinopoli. Ovviamente nel tempo noi viaggiamo solo con Umberto Eco e Baudolino è il nostro libro preferito.

Book Tag breve, ma intenso! Aspettiamo le vostre risposte, così potete farci conoscere posti nuovi, libri nuovi, tutto nuovo!


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