In Pensiero madre, edito da Neo Edizioni, sono raccolti racconti di autrici italiane e non, da Veronica Raimo a Chiara Valerio, da Carla D’Alessio a Silvia Cossu. Sono racconti che non solo si soffermano sulla maternità e sull’essere madri oggi, ma anche sull’essere donna. Pensiero Madre attraverso i suoi racconti più o meno autobiografici, presenta un quadro con voci di donne diverse, cercando innanzitutto di abbattere lo stereotipo n° 1: la donna tipo non esiste.

Pensiero-madre.jpgAlcuni racconti parlano di una maternità desiderata molto, di una lotta contro il tempo, contro la biologia, ma anche contro la società che ancora bolla le donne che non vedono nella maternità il fine ultimo della vita, come persone quasi non del tutto formate, come se il non voler mettere al mondo un figlio possa essere un handicap. Alcune donne si sentono messe alle strette, vedendo allora la maternità non come un desiderio, ma come un obbligo. Il racconto di Taiye Selasi parla proprio di quanto la società insista sulla condizione della donna madre/moglie attraverso programmi, articoli, riviste che pressano le donne single e non madri. Un figlio e prima una gravidanza cambiano tutto: i rapporti, il tempo, le abitudini e non tutte le donne sono pronte a questo stravolgimento, non tutte lo vogliono e questo non implica essere meno donna delle altre.

In Pensiero Madre si fa leva anche sull’essere figlie, Chiara Valerio nel suo racconto, dopo uno spauracchio, è e rimane figlia e si trova a riflettere sulle madri partendo dalla sua. “Tutte le ore sono delle madri. Essere madre è come avere tutto il tempo.” Essere madre è preoccuparsi sempre, fare e dare il meglio, avere tempo da dedicare. Passare da figlia a madre non è facile e lo dice anche Camilla Costanzo nella sua lettera ad una madre presente, che fa sempre la cosa giusta e di cui ha bisogno, da quando sente il desiderio di creare un’altra vita.

È ovvio che si parli anche di gravidanze inaspettate, prese bene o anche male. Uno dei racconti che ho trovato più fresco e completo è quello di Cinzia Bonnol che in pochissime pagine riesce a parlare di aborto, maternità, religione, etica, differenze razziali e anche di quanto l’atac possa essere una piaga. Una delle protagoniste di questo racconto non ha detto a nessuno di voler abortire, perchè pur sapendo di non andare contro nessuna legge ha paura del giudizio degli altri. Questa paura del giudizio non fa altro che sottolineare quanto sia difficile essere donna anche nella società moderna, che sembrerebbe pronta ad eliminare pregiudizi, stereotipi e malelingue, ma è ancora lontanissima dal farlo. Pensiero Madre è una lettura che le donne dovrebbero fare: aiuta a riflettere e testimonia le storie di chi, fregandosene del giudizio degli altri, ha imposto il suo modo di essere donna ed è magnificamente in piedi.

Né la maternità, né l’aborto, né la sterilità dovrebbe essere un metro di giudizio per farsi un’opinione. La società non può e non deve entrare nelle scelte personali. Essere donna può significare essere realizzata, madre, single, figlia, essere una donna significa quello che una donna vuole essere e grazie a Pensiero Madre, ogni donna potrebbe prendere più consapevolezza di questo.


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