L’una e l’BIGSUR11_Smith_LUnaELAltra_cover.pngaltra di Ali Smith, edito da Edizioni Sur è finalista al Premio Strega Europeo 2017, giustamente: è un libro spettacolare.

Attraverso la creazione di due forti personaggi, caratterizzati benissimo: George e Francesco, Ali Smith ci parla dell’arte, trasmettendoci non solo la sua passione per essa, ma anche l’emozione che suscita in chi la vede, i sentimenti che riesce a produrre. Il linguaggio che la Smith usa è preciso, esatto, estremamente evocativo, ma che riesce a tenersi sempre sulla semplicità che rende la lettura scorrevolissima.
Il romanzo è strutturato in due parti: le protagoniste sono George che vive nel presente un lutto importante, ed attraverso l’arte riesce a ricreare un legame con la persona che ha perso; e Francesco che invece ha vissuto nel XV sec. e racconta la sua particolarissima storia in cui l’arte è il suo tutto. Le due parti sono completamente autonome, infatti i libri non iniziano tutti allo stesso modo. Una parte avrà l’inizio nel passato, facendo prima la conoscenza di Francesco, l’altra invece vedrà prima il presente di George ed è quest’ultima che è capitata anche a noi!

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George e Francesco pur avendo dei contatti molto ravvicinati non si incontreranno mai fisicamente. George però andrà a “casa” di Francesco, nella sua Ferrara al palazzo Schifanoia. Qui riconoscerà che dietro i dipinti meravigliosi, particolari di alcuni mesi tra tutti gli affreschi del Salone dei Mesi, c’è una mano diversa dalle altre, una mano che si distacca dal coro: potrebbe essere la mano di una donna? Se George è una persona “normale”, Francesco non lo è. La Smith ha infatti creato una storia meravigliosa che ruota intorno all’artista ‘400 Francesco del Cossa, che ha dato vita insieme a Cosmè Tura ed Ercole De’ Roberti alla scuola ferrarese. La vita di Francesco del Cossa non è conosciuta, non si sa neanche l’anno preciso di nascita, tutta la conoscenza di questo artista è dovuta oltre che alle sue opere, alla lettera che scrisse a Borso D’Este, ritenendosi un’artista di un più alto livello rispetto agli altri, che quindi aveva bisogno di un pagamento maggiore.

s.lucia

George è un personaggio molto forte, caratterizzato in modo magistrale. Quando i personaggi sono ben fatti, il lettore riesce a provare dei sentimenti verso di essi, riesce ad amarli, ad odiarli, ad immaginarli. Noi non siamo riusciti ad entrare in empatia con George, abbiamo provato per questa ragazzina un po’ di antipatia, non sappiamo neanche perchè, così a pelle. Questo però fa capire quanto il personaggio sia ben costruito, tutt’altro discorso per Francesco. Noi abbiamo amato questo personaggio, il modo in cui la Smith lo costruisce, il suo modo di parlare molto ironico, la sua storia particolarissima ed il suo modo di raccontarla, veramente spettacolare. La locuzione presente nel titolo “l’una e l’altra” è molto presente nel testo, quasi ad indicare continuamente una differenza netta tra due cose o due persone, ma nello stesso tempo un’unione. Non è “l’una o l’altra”, non è una contrapposizione, ma una congiunzione, un legame che sussiste tra due persone distinte e definite: l’una e l’altra, George e Francesco.

Noi abbiamo un metro molto semplice per giudicare e per capire quanto un libro mi piaccia o meno: il tempo che impieghiamo a leggerlo. Ecco questo libro lo abbiamo finito in poche ore, perchè la scrittura della Smith cattura e la storia di questo romanzo è veramente accattivante. È finalista del premio Strega europeo con grandissimo merito, leggetelo!

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