“Sarà una narrazione scivolosa, in un imperfetto continuo, assoluto, che divori via via il presente fino all’ultima immagine di una vita. Un fluire interrotto, tuttavia, da foto e sequenze di filmati che a intervalli regolari coglieranno la forma corporea e le posizioni sociali successive al suo essere, fermi – immagine della memoria e allo stesso tempo resoconti sull’evoluzione della sua esistenza […]. In quella che vede come una sorta di autobiografia impersonale non ci sarà nessun “io”, ma un “si” e un “noi”, come se anche lei a sua volta, svolgesse il racconto dei tempi andati.”

Ecco, siamo in dirittura d’arrivo a pag. 265 de Gli anni (L’Orma Editore) quando Annie Ernaux spiega nel modo migliore possibile cosa abbiamo letto. Questo libro, vincitore del Premio Strega Europeo nel 2016, è bellissimo. Le parole che seguiranno sono infatti inutili, visto che la descrizione del libro è praticamente contenuta nelle poche righe che vi abbiamo scritto, però proveremo a dirvi comunque qualcosa.

Questo libro è un cofanetto in cui sono racchiusi tanti post-it, appunti, annotazioni. Un elenco continuo e stabile di fatti, cambiamenti, morti, vite, film, canzoni. Quello che stupisce è che si tratta di un elenco universale. Ogni pagina contiene un flash, veloce, rapido ma che fotografa alla perfezione un momento preciso di una vita in relazione alla società e al mondo. Come la stessa autrice dice: non c’è un io, ma un noi. Un’intera fetta dell’umanità si rivede in queste pagine magiche dal ritmo serratissimo che fanno correre il lettore indietro negli anni. Nelle ultime pagine, quelle che fotografano gli anni ’90 e 2000 mi ci sono rivista anche io , quello che l’Ernaux fa è un quadro terribilmente perfetto di quello che siamo e che siamo stati.

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A proposito di flash, quadri, fotografie: l’elemento visivo è fondamentale, perchè gli unici momenti in cui la narrazione rallenta e prende fiato è quando l’autrice si ferma davanti ad una fotografia è allora che la narrazione abbandona per pochissimi fogli la sua collettività e parla di chi scrive, di chi si racconta: descrivendo la foto o il filmato minuziosamente, parlando della famiglia, della sua condizione.

Il fatto che la protagonista non si esprima, che rimane sempre dietro il collettivo, dietro il noi, quasi si perde tra i fatti narrati nel libro, per il lettore è straniante. Qui non si tratta di leggere fantasia, racconti verosimili, qui si tratta di leggere la storia. Il libro è una corsa ad una velocità folle dalla Prima Guerra Mondiale ai giorni nostri. In 266 pagine è raccolto il racconto più vivo di questi anni, non dal punto di vista militare, dal punto di vista dei governi, ma legato alla storia di una donna che porta dentro se stessa tutti i cambiamenti del mondo.

Questo è un libro intenso, vero, di una realtà disarmante, un libro perfetto. Proprio per questo non vediamo l’ora di leggere tutto di Annie Ernaux, anche Il posto, L’altra figlia ed il nuovissimo Memoria di ragazza, sono dei libri che vanno in là nel tempo; in cui Annie Ernaux si racconta e ci racconta il mondo. Siamo rimasti affascinati dallo stile di questa scrittrice e sicuramente ce ne sentirete parlare ancora molto spesso, mi raccomando, leggetela!

 


 

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