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"Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito. Perché la lettura è un'immortalità all'indietro."

Mese

maggio 2017

L’una e l’altra, A. Smith

L’una e l’BIGSUR11_Smith_LUnaELAltra_cover.pngaltra di Ali Smith, edito da Edizioni Sur è finalista al Premio Strega Europeo 2017, giustamente: è un libro spettacolare.

Attraverso la creazione di due forti personaggi, caratterizzati benissimo: George e Francesco, Ali Smith ci parla dell’arte, trasmettendoci non solo la sua passione per essa, ma anche l’emozione che suscita in chi la vede, i sentimenti che riesce a produrre. Il linguaggio che la Smith usa è preciso, esatto, estremamente evocativo, ma che riesce a tenersi sempre sulla semplicità che rende la lettura scorrevolissima.
Il romanzo è strutturato in due parti: le protagoniste sono George che vive nel presente un lutto importante, ed attraverso l’arte riesce a ricreare un legame con la persona che ha perso; e Francesco che invece ha vissuto nel XV sec. e racconta la sua particolarissima storia in cui l’arte è il suo tutto. Le due parti sono completamente autonome, infatti i libri non iniziano tutti allo stesso modo. Una parte avrà l’inizio nel passato, facendo prima la conoscenza di Francesco, l’altra invece vedrà prima il presente di George ed è quest’ultima che è capitata anche a noi!

marzo

George e Francesco pur avendo dei contatti molto ravvicinati non si incontreranno mai fisicamente. George però andrà a “casa” di Francesco, nella sua Ferrara al palazzo Schifanoia. Qui riconoscerà che dietro i dipinti meravigliosi, particolari di alcuni mesi tra tutti gli affreschi del Salone dei Mesi, c’è una mano diversa dalle altre, una mano che si distacca dal coro: potrebbe essere la mano di una donna? Se George è una persona “normale”, Francesco non lo è. La Smith ha infatti creato una storia meravigliosa che ruota intorno all’artista ‘400 Francesco del Cossa, che ha dato vita insieme a Cosmè Tura ed Ercole De’ Roberti alla scuola ferrarese. La vita di Francesco del Cossa non è conosciuta, non si sa neanche l’anno preciso di nascita, tutta la conoscenza di questo artista è dovuta oltre che alle sue opere, alla lettera che scrisse a Borso D’Este, ritenendosi un’artista di un più alto livello rispetto agli altri, che quindi aveva bisogno di un pagamento maggiore.

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George è un personaggio molto forte, caratterizzato in modo magistrale. Quando i personaggi sono ben fatti, il lettore riesce a provare dei sentimenti verso di essi, riesce ad amarli, ad odiarli, ad immaginarli. Noi non siamo riusciti ad entrare in empatia con George, abbiamo provato per questa ragazzina un po’ di antipatia, non sappiamo neanche perchè, così a pelle. Questo però fa capire quanto il personaggio sia ben costruito, tutt’altro discorso per Francesco. Noi abbiamo amato questo personaggio, il modo in cui la Smith lo costruisce, il suo modo di parlare molto ironico, la sua storia particolarissima ed il suo modo di raccontarla, veramente spettacolare. La locuzione presente nel titolo “l’una e l’altra” è molto presente nel testo, quasi ad indicare continuamente una differenza netta tra due cose o due persone, ma nello stesso tempo un’unione. Non è “l’una o l’altra”, non è una contrapposizione, ma una congiunzione, un legame che sussiste tra due persone distinte e definite: l’una e l’altra, George e Francesco.

Noi abbiamo un metro molto semplice per giudicare e per capire quanto un libro mi piaccia o meno: il tempo che impieghiamo a leggerlo. Ecco questo libro lo abbiamo finito in poche ore, perchè la scrittura della Smith cattura e la storia di questo romanzo è veramente accattivante. È finalista del premio Strega europeo con grandissimo merito, leggetelo!

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Silverwood Lake, Simona Binni.

Avete mai pensato di abbandonare tutto e tutto e correre via? Lasciare la famiglia, gli amici, la casa e rintanarsi in un luogo dove poter stare soli con sé stessi?

silverwood.jpgSulle rive del Silverwood Lake in California, c’è una comunità dove le persone sole si stabiliscono, forse per ritrovare l’equilibrio perso, per trovare la pace o per motivi ancora più grandi: tutti a Silverwood Lake hanno una storia da raccontare, tranne il protagonista, Diego. Diego va a Silverwood Lake per trovare spiegazioni, ma ha una tale rabbia dentro di lui che lo rende cieco. Accanto a sé non vede persone fragili, vite spezzate, ma solo inetti, codardi, gente incapace di affrontare la vita che scappa dal mondo, dal lavoro e dalle responsabilità e si rifugia lì dove non c’è niente da fare. Ben presto però si renderà conto però che non ci sono inetti solo persone con difficoltà, persone per cui staccarsi da tutto è stata una costrizione ed una sofferenza, non una scelta, persone che cercano risposte, che cercano altre persone. Allora gli sarà tutto più chiaro, perché attraverso la conoscenza con queste persone e le loro storie, capisce e comprende il loro bisogno di solitudine ed inizia a farsi spazio dentro di lui un briciolo di comprensione per la scelta del padre, che ha abbandonato tutto e ricompare dopo 17 anni di assenza.

“Chi arriva qui fugge da qualcosa e non importa se a crollare sia stato il mondo fuori o quello che ha dentro.”

silverwood1.jpgSimona Binni ha un tratto particolarissimo, a cui abbina una scrittura di grande impatto. Le sue parole sono spettacolari e riusciamo ad entrare nella mente e nell’interiorità di Diego perchè l’autrice ci fa sbirciare nel suo diario. Le sue parole pesano, sono come macigni, sono i pensieri di un uomo arrabbiato, deluso, la cui vita è stata messa sottosopra, ma che poi alla fine si trasformano in pensieri di consapevolezza. Dopo aver toccato con mano la sofferenza altrui, dopo aver ascoltato altre storie la sua rabbia si affievolisce e si fa spazio una forza nuova, quella del perdono.

Attraverso disegni dai colori cupi e opachi e con una grande potenza narrativa, Simona Binni ci regala una storia meravigliosa che se non l’avete fatto, è ora di leggere.

Silverwood lake di Simona Binni è edito da Tunuè nella collana Prospero’s Books.


 

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Risposta multipla, Alejandro Zambra.

 

Pinochet diventa capo del Cile con il golpe del 1973 fino al 1990 quando ritorna la democrazia con Patrizio Aldein. La politica di Pinochet era anti-comunista e liberista ed eliminò completamente la rappresentanza del precedente capo di stato marxista: Salvador Allende. Il regime dittatoriale di Pinochet comporterà la cancellazione di tutti i rivali politici e più in generale un’eliminazione della sinistra, mentre a livello economico si ebbe un taglio delle spese pubbliche che causò gravi danni alle classi più povere, riducendo così il Cile ad un paese fortemente problematico e arretrato.

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È in questo clima, ed è questo clima che Alejandro Zambra, autore cileno di Risposta multipla edito da Sur, racconta in un modo del tutto innovativo. Parlare della dittatura non è sicuramente cosa facile, infatti Zambra parla di questo libro come un’esperienza che è nata per gioco, ma poi ha prodotto un risultato triste e doloroso.

Voi vi starete chiedendo come si possa parlare di gioco se c’è di mezzo la dittatura; è proprio questo l’originalissimo metodo che Zambra sceglie per parlare del più buio periodo della storia cilena.

SUR45_Zambra_Rispostamultipla_coverDal 1966 al 2002 per l’iscrizione all’Università cilena c’era bisogno di fare un test d’ingresso che in base al punteggio avrebbe smistato gli studenti nelle varie università. Attraverso questo metodo da domande a risposte multipla si sceglieva il futuro dello studente. Zambra ha svolto questa selezione nel 1993 e dalle sue domande, parodiandole è venuto fuori Risposta Multipla. Il lettore deve giostrarsi tra le varie prove, scelte multiple, completamento di frasi, comprensione del testo e Zambra mette il lettore alle strette, dandogli in alcuni casi dei quesiti senza via d’uscita in cui il lettore si trova costretto a rispondere solo in un determinato modo. E sono proprio queste costrizioni a dare l’idea del regime, della dittatura a livello pratico.

C’è un clima di ansia in quanto comunque il lettore viene messo alla prova, ma si respira anche tristezza perché i quesiti sono di tipo personale, etico e morale e vanno a colpire il lettore nel profondo. La prima parte del libro si compone di queste domande e si viene a creare una narrazione frammentata, scomposta, volubile che riesce a rendere il clima di oppressione che si poteva respirare.  Con le sezioni dedicate alla comprensione del testo siamo invece di fronte ad un tipo di narrazione che per poche pagine diventa più lineare, a cui viene affidato il racconto del Cile e della sua storia in quegli anni: attraverso la legge sul divorzio, il racconto di rapporti umani, il racconto dei gemelli e così via.

Stavo leggendo questo libro in autobus e la sua forma, la sua narrazione destrutturata ha incuriosito il mio “vicino”. Quando ho provato a spiegargli come si struttura il libro, lui mi ha chiesto “come fai a sapere in ultimo qual è la risposta giusta?” allora ho capito come Zambra ha costituito un volume unico per ognuno di noi, i quesiti che non hanno risposte giuste o sbagliate, ma interpretazione fanno sì che leggiamo il libro in modo diverso da come lo leggerebbero gli altri. È quindi un libro che ogni lettore legge e vive a suo modo, ha in alcuni casi la libertà di scelta, in altri no e questo dà l’idea dell’obbligo e rende la lettura un’esperienza che vi consigliamo di fare.

 


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Questo articolo fa parte dell’Indie Book Blogger Blabbering Cafè, il Cafè virtuale in cui varie bookblogger vi danno consigli (bellissimi) sulla lettura indipendente!

Gli Anni, A. Ernaux.

“Sarà una narrazione scivolosa, in un imperfetto continuo, assoluto, che divori via via il presente fino all’ultima immagine di una vita. Un fluire interrotto, tuttavia, da foto e sequenze di filmati che a intervalli regolari coglieranno la forma corporea e le posizioni sociali successive al suo essere, fermi – immagine della memoria e allo stesso tempo resoconti sull’evoluzione della sua esistenza […]. In quella che vede come una sorta di autobiografia impersonale non ci sarà nessun “io”, ma un “si” e un “noi”, come se anche lei a sua volta, svolgesse il racconto dei tempi andati.”

Ecco, siamo in dirittura d’arrivo a pag. 265 de Gli anni (L’Orma Editore) quando Annie Ernaux spiega nel modo migliore possibile cosa abbiamo letto. Questo libro, vincitore del Premio Strega Europeo nel 2016, è bellissimo. Le parole che seguiranno sono infatti inutili, visto che la descrizione del libro è praticamente contenuta nelle poche righe che vi abbiamo scritto, però proveremo a dirvi comunque qualcosa.

Questo libro è un cofanetto in cui sono racchiusi tanti post-it, appunti, annotazioni. Un elenco continuo e stabile di fatti, cambiamenti, morti, vite, film, canzoni. Quello che stupisce è che si tratta di un elenco universale. Ogni pagina contiene un flash, veloce, rapido ma che fotografa alla perfezione un momento preciso di una vita in relazione alla società e al mondo. Come la stessa autrice dice: non c’è un io, ma un noi. Un’intera fetta dell’umanità si rivede in queste pagine magiche dal ritmo serratissimo che fanno correre il lettore indietro negli anni. Nelle ultime pagine, quelle che fotografano gli anni ’90 e 2000 mi ci sono rivista anche io , quello che l’Ernaux fa è un quadro terribilmente perfetto di quello che siamo e che siamo stati.

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A proposito di flash, quadri, fotografie: l’elemento visivo è fondamentale, perchè gli unici momenti in cui la narrazione rallenta e prende fiato è quando l’autrice si ferma davanti ad una fotografia è allora che la narrazione abbandona per pochissimi fogli la sua collettività e parla di chi scrive, di chi si racconta: descrivendo la foto o il filmato minuziosamente, parlando della famiglia, della sua condizione.

Il fatto che la protagonista non si esprima, che rimane sempre dietro il collettivo, dietro il noi, quasi si perde tra i fatti narrati nel libro, per il lettore è straniante. Qui non si tratta di leggere fantasia, racconti verosimili, qui si tratta di leggere la storia. Il libro è una corsa ad una velocità folle dalla Prima Guerra Mondiale ai giorni nostri. In 266 pagine è raccolto il racconto più vivo di questi anni, non dal punto di vista militare, dal punto di vista dei governi, ma legato alla storia di una donna che porta dentro se stessa tutti i cambiamenti del mondo.

Questo è un libro intenso, vero, di una realtà disarmante, un libro perfetto. Proprio per questo non vediamo l’ora di leggere tutto di Annie Ernaux, anche Il posto, L’altra figlia ed il nuovissimo Memoria di ragazza, sono dei libri che vanno in là nel tempo; in cui Annie Ernaux si racconta e ci racconta il mondo. Siamo rimasti affascinati dallo stile di questa scrittrice e sicuramente ce ne sentirete parlare ancora molto spesso, mi raccomando, leggetela!

 


 

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Gli eventi imperdibili del Salone di Torino 2017.

Ciao cari, ci stiamo preparando psicologicamente al Salone, ci saremo da venerdì 19 a lunedì 22 perdendoci solo il giorno d’apertura. È il terzo anno consecutivo che approdiamo a Torino per assistere a questa manifestazione, speriamo di incontrarci e di passare insieme qualche ora nel regno dei libri! Per chi invece non potrà esserci, promettiamo (come abbiamo fatto già l’anno scorso) di raccontarvi tutto per filo e per segno per rendervi partecipi!
La seguente lista di eventi è in aggiornamento, perchè ogni volta che dò uno sguardo al programma scorgo qualcosa di nuovo, dunque siete pronti?
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(Metto gli eventi a cui spero di partecipare, quindi non troverete niente di giovedì 18, anche perchè non mi sembra ci sia qualcosa di imprescindibile! Ecco qui il link al programma completo.)
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VENERDÌ 19 MAGGIO
MERCURIO LOI. IL NUOVO PERSONAGGIO BONELLI NELLA ROMA DEL 1825

Il mondo a figure, presentazione della nuova testata in uscita il 23 maggio, alle ore 15:30, allo Spazio Autori.

LEGGERE: ISTRUZIONI PER L’USO
alle ore 16:30 nella Sala Editoria con Daniela Bonanni (autrice), Romeo Filippi, Flavia Gentili (direttrice produttiva Emons), Cristina Giussani (titolare libreria Mare di Carta Venezia), Paola Mastrocola (autrice), Stefano Parise (presidente AIB), Deborah Soria (ideatrice progetto Biblioteca Lampedusa), Marco Zapparoli (editore, Marcos y Marcos).
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IGORT PRESENTA LA SUA NUOVA CASA EDITRICE: OBLOMOV
alle ore 18:30, Spazio Incontri
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SABATO 20 MAGGIO
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L’ARTE DEL COINVOLGIMENTO. LIBRERIE DI OGGI E DI DOMANI
alle ore 10:30 nella Sala Professionali, a cura di Scuola Librai Italiani dell’ALI, Associazione Librai Italiani, Associazione editori amici del Salone del libro
partecipanti e con: Davide Ferraris (libraio), Camilla Orr, David Sandberg, Fabio Viola (autore).

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INCONTRI SULL’AUTORE 

Ore 10:30, Sala Blu: Il grande successo di Elena Ferrante: editori internazionali a confronto con Giorgio Zanchini, Anne Assous, Folio – Gallimard, Sandro Ferri, Edizioni E/O, Jonathan Landgrebe, Suhrkamp, Michael Reynolds, Europa Editions.

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BAO PRIDE
Zerocalcare, Leo Ortolani, Giacomo Bevilacqua e Daniel Cuello incontrano i lettori alle ore 12:30 nella Sala Gialla.
PAOLO NORI LEGGE DAI RACCONTI DI BULGAKOV
Grande amante della letteratura Russa, Nori dà voce all’autore de Il maestro e Margherita alle ore 13:00, nella Sala Filadelfia.
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PREMIO STREGA EUROPEO: I FINALISTI
 alle ore 13:00 nella Sala Editoria.
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IL PIÙ GRANDE SCRITTORE AMERICANO, SECONDO ME
Philip Roth, secondo Francesco Piccolo incontra David Foster Wallace, secondo Sandro Veronesi alle ore 14:30 in Sala 500.
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DARIA BIGNARDI DIALOGA CON ANNIE ERNAUX
Autrice del romanzo “Memoria di ragazza” alle ore 14:30 nella Sala Azzurra.
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INCONTRO CON MANUELE FIOR E RATIGHER
In occasione della presentazione del volume “I graphic novel da leggere a vent’anni” alle ore 14:30 nello Spazio Eventi.
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READING SULLE MIGLIORI VS PEGGIORI PAGINE LETTERARIE SU BAMBINI E/O SESSO IN LETTERATURA
alle ore 16:00 in Sala Filadelfia
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LO SCRITTORE E IL SUO DOPPIO
Annie Ernaux conversa con il suo traduttore Lorenzo Flabbi alle ore 17:00 in Sala Professionali.
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LÀ DOVE ANDARONO I NOSTRI PADRI: SHAUN TAN E L’IMMIGRAZIONE
alle ore 18:30 nello Spazio Stock con Christian Raimo e Giorgio Vasta.
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DOMENICA 21 MAGGIO
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IL MONDO ATTRAVERSO I LORO OCCHI
Incontro con Matteo Bussola (“Notti in bianco, baci a colazione”) e Simona Sparaco (“Sono cose da grandi”) alle ore 10:30 nello Spazio Incontri.
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INCONTRO CON CHIARA MARCHELLI
Autrice de “Le notti blu”, candidato al Premio Strega 2017 alle ore 11:30 nello Spazio Eventi con Chiara Marchelli, Petunia Ollister e Nadia Terranova.
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L’ARTE DI DARE LA CACCIA A UNO SQUALO GIGANTESCO IN UN MARE IMMENSO
Incontro con Morten Strøksnes autore de “Il libro del mare” alle ore 12:00 in
Sala Blu con l’autore e Vanni Santoni.
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LA STANZA PROFONDA
Incontro con Vanni Santoni, candidato al Premio Strega 2017, in occasione della pubblicazione del suo libro, alle ore 13:30 nello Spazio Autori.
NON VI LIBERERETE MAI DEI LIBRI… E DEI FUMETTI!
Un’edizione speciale del settimanale Topolino per celebrare 10 anni di collaborazione alle ore 14:30 nello Spazio Stock.
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DYLAN DOG – I CUSTODI DELL’INCUBO
Incontro con Roberto Recchioni e Gigi Cavenago alle 15:30 nell’Arena Bookstock.
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LUNEDÌ 22 MAGGIO
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LALLA ROMANO IN 140 CARATTERI
Leggere i classici della letteratura al tempo di Twitter alle ore 13:00 nel Caffè letterario con Diana D’Ambrosio, Rossella Lo Faro, Antonio Ria, Lalla Romano, Giovanni Tesio.
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Dunque gli eventi sono tanti, molti alla stessa ora quindi come al solito cercherò il posto meno affollato. Per tutto il resto del tempo girerò il Salone in lungo e in largo, carica di acquisti, mi raccomando per chi c’è: VEDIAMOCI!
Buon Salone a tutt*.
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Allora, molto probabilmente vi riempirò di foto, post etc etc quindi se volete essere aggiornati in diretta seguitemi su  facebook e instagram ❤ 

Paperi, Marco e Giulio Rincione.

Noi abbiamo un problema: non sappiamo davvero da dove cominciare. Questo fumetto ci ha sconvolti. Paperi (edito da Shockdom) di Marco e Giulio Rincione è un capovolgimento delle felici e spensierate storie dei paperi disneyani è un capovolgimento disturbante, che ti spacca lo stomaco, ti lacera.

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È crudele. Dalla prima parola il lettore viene preso a schiaffi e messo di fronte alle sofferenze, alle manie, ai problemi. I paperi li conosciamo già, grosso modo, cambiano nome ma sono estremamente riconoscibili, dunque Ciccio diventa PaperFranco, Paperoga PaperUgo, Paperino Paperpaolo e Zio Paperone è One$. A parte il richiamo ai felici e divertenti paperi della Disney non c’è niente.

Qui abbiamo personaggi distrutti, tormentati, schiavi delle loro manie, depressi, in un mondo che per loro non ha nulla. Tutto è controllato dai topi: esseri arroganti, prepotenti, perfidi, viscidi e bramosi di potere che hanno conquistato il mondo calpestando una loro parte, i paperi appunto. Questi ultimi sono infatti costretti a muoversi come marionette, controllati, in spettacoli ridicoli orchestrati dai topi. I paperi sono tutti attori, mettendo in scena i loro corpi diversi e la loro inferiorità assicurano il divertimento ai topi.

I paperi diventano l’ultima ruota del carro e una volta allontanatisi dal set devono far fronte alle loro vite: insulse, inutili, terribilmente brutte che li spingono ad allontanarsi dalla tremenda esistenza, a ripararsi nei vizi. Ecco che c’è allora chi non trovando più la giusta motivazione per cambiare, spinto da una madre protettiva fino all’eccesso ha fatto della sua poltrona la sua casa diventando un tutt’uno con essa senza più cercare di essere indipendente e dando solo retta alla pancia; c’è chi pur essendo consapevole della sua condizione, pur avendo dentro una rabbia immensa non riesce a far altro che cercare di darsi piacere: in una vita tremenda quel momento brevissimo di eccitazione diventa necessario, diventa dipendenza. C’è anche chi per cercare di sfuggire a questa vita di sottomissione tradisce la sua gente, per cercare di elevarsi capendo però troppo tardi che la vera libertà non l’ha mai assaporata. E poi c’è lui: PaperUgo il nostro preferito, il più sensibile, il più delicato, colui che si prende le colpe di tutto quello che succede. Calpestato dal sistema, dal padre, dal fratello, incapace di reagire, con l’unica volontà di eliminarsi per far sì che gli altri non debbano sopportare la sua bruttezza.

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Le storie di questi paperi sono intrecciate tra loro, ognuno cerca di sopravvivere. La vita li ha resi nullità, li ha uccisi prima ancora che potessero vivere davvero. La crudeltà di queste brevi storie si fa spazio nella nostra quotidianità e ci lacera attraverso disegni cupi, crudeli come le storie, paesaggi piovosi, case malandate, c’è una corrispondenza perfetta tra la storia e il disegno. Paperi è una delle nostre letture più significative, se non leggete questo fumetto fate solo un torto a voi stessi.


 

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