Il rapporto tra madre e figlio può essere di tanti tipi: tranquillo, burrascoso, può esserci, non esserci ma mai mi sono confrontata con un rapporto così intenso come quello che Marco Peano descrive nel suo romanzo “L’invenzione della madre” edito da Minimum Fax. Il legame tra Matteo e sua madre, dal nome che tutti pronunciano male mettendo una O dove dovrebbe esserci una A, è mistico. Il figlio si annulla quasi completamente per dedicarsi a curare la madre: la malattia prende un po’ di lei ogni giorno, ma non si dà per vinto. La lotta alla sopravvivenza è estenuante, ma descritta con delicatezza.

linvenzionedellamadre.jpgAbbiamo già parlato di un libro che descrive la malattia, la degenerazione di corpi e legami con Patrimonio, Una storia vera di P. Roth. Qui c’è una delicatezza diversa e più che la descrizione della sofferenza e della malattia c’è una fiera descrizione dell’amore filiale. Il centro di questo romanzo è infatti il ruolo della madre e quello del figlio, i loro ruoli insieme, la convivenza con il cancro. È un romanzo estremamente commovente che parla di un amore incondizionato senza però risultare stucchevole. Non c’è solo amore e malattia però: c’è anche un’ottima descrizione del presente, dell’italianità, del nostro modo di vivere, nel modo di organizzare il funerale ad esempio, di relazionarsi, c’è una grande testimonianza della nostra società.

Peano è stato bravo a collocare una storia d’amore che poteva essere estemporanea nel qui ed ora, rendendo tutto terribilmente reale. La costruzione del romanzo è molto particolare, non siamo di fronte ad una narrazione lineare, ma ad una serie di pillole che Peano ci fornisce. Il libro è diviso in tanti piccoli paragrafi titolati che fanno muovere il lettore lungo tutta la vita della madre. Matteo sembra inerte, fannullone, disinteressato a tutto quello che riguarda la sua vita, ma per sua madre, quella madre che di volta in volta perde la sua materialità e diventa tutto fino a diventare madre – bara, farà di tutto, si prodigherà, si annullerà. Non può, non riesce ad immaginare la sua vita senza la madre, perchè è come se la madre lo avesse assorbito, Matteo vive in sua funzione e la vita della madre è per lui la cosa più importante.

“La parola vivere ora gli sembra più preziosa che mai, desidera mettersela in bocca e impastarla di saliva, sminuzzarla con i denti per poi deglutirla, farla sua, ingoiarla e assorbirla. Non restituirla più al mondo.”

L'invenzione della madre (1).png

Il tema è delicatissimo, ma è trattato in modo sapiente senza risultare pesante, noioso o troppo impegnativo. La scrittura è semplice, ma d’impatto e riesce a tenere ancorata l’attenzione del lettore. Non siamo di fronte ad una storia d’amore convenzionale, ma all’amore più puro che ci sia: merita davvero di essere letta.


 

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