Ringraziamo l’autore, Andrea Malabaila che ci ha fatto conoscere il suo Green Park Serenade edito da Pendragon.

greenparkserenade.jpgLa narrazione di questo romanzo si snoda tra Torino e Londra ed i protagonisti sono tre trentenni-adolescenti, che vogliono a tutti i costi risolvere un mistero che ruota intorno a Schopenhauer un loro amico, che nell’adolescenza ci è rimasto. Ho letto questo libro molto velocemente: è scorrevole, ma non non troppo leggero. Cerca di descrivere la società odierna caratterizzata da noi giovani fluttuanti e mutaforma, in un mondo che sembra non accorgersi della nostra esistenza.

Nel libro tutto parte da una cena di classe: abominevole usanza. Di solito queste iniziative sono promosse da chi ha un piacevole presente e vuole vedere come se la passano gli altri sfigati. Alla cena di classe del protagonista tutti mettono le proprie carte in tavola tirando poi le somme, chi fa l’avvocato, chi fa la moglie, chi è cambiato , chi no, ma tra quelle persone una cosa accomuna tutti: si bypassa amabilmente sulla questione relativa a Schopenhauer, non si nomina neanche e questo farà scattare una voglia di rivalsa nei suoi confronti. I suoi amici di sempre, i suoi compagni di viaggio si rendono conto che anche loro hanno cercato di dimenticare, di allontanare il ricordo del loro amico e del loro viaggio a Londra ed ora a 30 anni guardandosi indietro capiscono che Schopenhauer merita la giustizia che non ha mai avuto.

Abbiamo molto apprezzato la descrizione di Londra, le tappe dei ragazzi come Hamleys ed Abbey Road, ma soprattutto ci è piaciuto il continuo riferimento all’adolesceza eterna che viviamo e al fatto che siamo la prima generazione a stare peggio di chi ci ha preceduti, insomma siamo persi, spacciati. Tutto questo discorso però non è fatto in modo eccessivamente malinconico, si tratta di riflessioni sparse fatte dai personaggi di tanto in tanto, che però fanno pensare.

Nonostante queste note malinconiche è un libro molto ironico, il finale è commovente inoltre è particolare la voce narrante. È esterna e si rivolge solo al protagonista che tra l’altro non ha un nome. Ora non sappiamo se la nostra interpretazione possa essere quella giusta, ma secondo noi il narratore potrebbe essere Schopenhauer che si rivolge al suo migliore amico, questo perchè abbiamo avuto l’impressione che tra il protagonista e il narratore ci sia un legame molto forte.

Se non l’avete ancora letto diteci se lo avete interpretato allo stesso modo, altrimenti leggetelo e ditecelo lo stesso.

 


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