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"Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito. Perché la lettura è un'immortalità all'indietro."

Mese

aprile 2017

Prima di scomparire, X. Molia

Prima di scomparire di Xabi Molia è il primo libro della collana Kreuzville edita da L’orma editore, questa collana raccoglie produzioni letterarie contemporanee di Francia e Germania.

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In Prima di scomparire siamo infatti in Francia coinvolti nella scomparsa della sceneggiatrice Helene, moglie di Antoine Kaplan protagonista del romanzo. Anche se la perdita della donna è il fulcro del romanzo, possiamo dividerlo in due parti: nella prima Antoine cerca di ritrovare Helene e di capire cosa le sia capitato, una volta fatta chiarezza sulle sue sorti, senza darsi per vinto la ricerca si sposta verso un altro individuo: François Murillo. Detto così sembrerebbe un normale giallo, ma se è vero che la storia è quella di una scomparsa “qualsiasi” con tutta la preoccupazione, la malinconia, i colpi di scena del caso l’ambientazione non è per niente normale. Siamo in un presente distopico: la Francia è divorata da una strana epidemia che cambia completamente le persone. Gli infetti sono esseri completamente mutati, deformi, estremamente violenti e sono così tanti che si sono uniti per distruggere le città, per formare un nuovo governo, spinti da un libro che ha predetto che gli infetti devono distruggere tutti gli altri uomini ed avere il controllo del mondo.

“L’uomo ha fatto ciò che doveva fare. Nato potente, ha preso il potere.”

In questo clima di guerra civile, Antoine che è un medico individuatore degli infetti cerca disperatamente la moglie anche se il loro rapporto si era già logorato: non si parlavano da un po’ di tempo, l’affetto stava venendo meno, ma con la sua scomparsa Antoine sembra rivivere tutti i momenti migliori, tutto l’amore. La ricerca di Helene diventa quindi una priorità, ma ad un certo punto si renderà conto che in realtà non la cerca per salvarla, ma per salvare se stesso. Con la scomparsa della moglie infatti cambieranno tantissime cose: Antoine dovrà perfino abbandonare la casa e a seguito di ciò dovrà riversarsi nel crudele mondo, nella pericolosissima realtà minacciata dagli infetti e da allora la sua esistenza non sarà più la stessa.

Già immaginarsi la scomparsa di una persona cara è difficile e straniante, figuriamoci se nel frattempo si devono fronteggiare anche malati fanatici e violentissimi che distruggono intere città, militanti che cercano di proteggersi nei sotterranei e via dicendo.

È un romanzo davvero stranissimo, la storia è molto particolare ma anche la scrittura di Molia lo è. Il lettore si sente straniato perchè in alcuni casi la storia, la narrazione non è lineare, ha come dei buchi che poi vengono riempiti capitoli dopo. Questo espediente narrativo è soprattutto utilizzato nella seconda parte del romanzo, quando Antoine si trova nei sotterranei, in situazioni disparate: c’è come un’aria fumosa, una nebbia che penetra nella mente del lettore e che circonda il povero Antoine.

Nella sua particolarità è un libro molto bello, i gialli che si mescolano a questa realtà distopica creano un ambiente narrativo del tutto originale, che spero possa incuriosirvi!


 

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Napoli Comicon: gli eventi imperdibili e dove trovarmi.

Ciao carissimi, come sapete dal 28 aprile al 1° maggio nella splendida città di Napoli alla Mostra d’Oltremare ci sarà il Comicon. Il mese di maggio inizierà così alla grande: tra Comicon, Salone ed Arf a fine mese sarò in banca rotta, ma con tantissimi libri bellissimi da leggere.

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Per quanto riguarda il Comicon ci sarò tutti i giorni dall’apertura alla chiusura e con mia grandissima gioia vivrò un’esperienza nuova e sicuramente fantastica (di cui vi parlerò dopo il Comicon, a meno che non venite a trovarmi voi), detto questo il programma è molto denso e ci sono eventi per tutti i gusti, vorrei però segnalarvi le cose a cui spero di partecipare e che secondo me sono imperdibili:

28 APRILE

  • Paolo Mottura vs Giulio Rincione (disegni dal vivo con la sceneggiatura in diretta di Tito Faraci) – RING dalle 13 alle 14.
  • Filippo Scozzari e Ratigher presenteranno la nuova edizione di “Prima pagare poi ricordare” nella Sala Lorenzo Bartoli dalle 15 alle 16.

29 APRILE

  • David Lopez vs Mirka Andolfo – RING dalle 12 alle 13.
  •  Presentazione di TIMED nuova collana di Shockdom nella Sala Fumetto 2.0 dalle 12 alle 13.
  • Boulet, Zerocalcare con l’editore Michele Foschini parlano del web e della loro esperienza nella Sala Fumetto 2.0 dalle 14 alle 15.
  • Sul RING dalle 15 alle 16 si sfideranno Sio e Davide La Rosa.
  • Riccardo Torti e Sara Spano presentano “Un libro scomodo” e “Nine Stories” nella Sala Fumetto 2.0 dalle 15 alle 16.
  • “Come essere un po’ meno poveri lavorando sul web” incontro con Giacomo Bevilacqua, Roberto Recchioni e Zerocalcare nella Sala Italia dalle 15 alle 16.
  • Presentazione delle novità estive della Disney con Valentina De Poli, Stefano Turconi, Teresa Radice e Andrea Freccero nella Sala Fumetto 2.0 dalle 17 alle 18.
  • Sakka, Ginevra e D’Uva presentano la biografia a fumetti di Stradivari nella Sala Lorenzo Bartoli dalle 17 alle 18.

30 APRILE

  • Conferenza con Tito Faraci e Sio nella Sala Italia dalle 11 alle 12 “L’importanza di Ridi Topolino per il mondo (del fumetto)”.
  • Sul RING si battono Giacomo Bevilacqua e Sara Spano dalle 12 alle 13.
  • “Fumetto e Net” i festival del fumetto indipendente s’incontrano nella Sala Fumetto 2.0 dalle 14 alle 15.
  • Incontro Best Movie con Giacomo Bevilacqua, Roberto Recchioni e Zerocalcare nella Sala Italia dalle 14 alle 15.
  • Andrea Freccero e Davide Celoni si sfidano sul RING dalle 15 alle 16.
  • Michele Masiero e Roberto Recchioni parleranno di Dylan Dog e dell’ultima stagione di Orfani nella Sala Fumetto 2.0 dalle 15 alle 16.

1° MAGGIO

  • Daniel PEnnac e Florence Cestac all’Auditorium Cartoona dalle 11 alle 12.
  • Bruno Enna e Fabio Celoni raccontano la Trilogia della Paura per Topolino dalle 11 alle 12 in Sala Fumetto 2.0.
  • La Tunuè racconta i suoi progetti per il futuro nella Sala Lorenzo Bartoli dalle 11 alle 12.
  • “Giorni di un futuro presente” incontro con Sio, Zerocalcare, Lucio Staiano, Ratigher, Giacomo Bevilacqua e Roberto Recchioni dalle 13 alle 14 nella Sala Fumetto 2.0.
  • Incontro con Rachel Keller (protagonista di Legion) nell’Auditorium Cartoona dalle 15 alle 16.

Come avete notato tutti gli eventi strafighi sono fatti alla stessa ora, non so se fino ad allora riesco ad avere una valida giratempo, lo spero. Nel caso in cui non dovesse arrivarmi in tempo sceglierò l’evento meno affollato. Vorrei inoltre lasciarvi l’elenco degli ospiti e i candidati al premio Micheluzzi che verranno assegnati il 30 aprile alle 19:30.

(Giusto per dirlo, per la nostra poco professionale opinione i premi dovrebbero essere:

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  • Miglior Fumetto: Da quassù la Terra è bellissima, Toni Bruno.
  • Miglior Disegnatore: Gigi Cavenago
  • Miglior Sceneggiatore: indecisione tra Alessandro Bilotta e Bruno Enna
  • Miglior Serie dal tratto realistico: boh.
  • Miglior Serie dal tratto non realistico: indecisione tra Fantomius e Slum Duck.
  • Miglior Fumetto Estero: La casa, Paco Roca
  • Miglior Serie Straniera: siamo impreparati su questo punto
  • Miglior Webcomics: Aqualung, J. Paliaga – F. Carlomagno
  • Miglior Edizione di un Classico: Una gru infreddolita, Kazuo Kamimura
  • Miglior Storia breve: anche qui siamo impreparati

Questi i preferiti tra i candidati, secondo noi sono tanti gli autori e i fumetti che non sono stati presi in considerazione, ma questo è un nostro modestissimo parere, vedremo poi come andrà a finire!)

Bene, speriamo di vederci e di divertirci! Buon Comicon a tutti ❤ vi terrò aggiornati sia su instagram che sulla pagina FB, sarete un po’ bombardati!

Sulla letteratura e altri saggi

Sulla letteratura è una raccolta di saggi e articoli di Umberto Eco, edita da Bompiani.

Sono tantissimi gli spunti che abbiamo trovato in questo libro, tante le cose che hanno suscitato la nostra curiosità. Innanzitutto siamo rimasti colpiti dal primo capitolo dove Eco parla della funzione della letteratura, dell’educazione che riesce a dare, di come apra le menti e alleni il pensiero:

“Gli sciagurati che, riunendosi in bande senza scopo, uccidono lanciando pietre dal cavalcavia o danno fuoco a una bambina, chiunque poi essi siano, non diventeranno tali perché sono stati corrotti dal Newspeak del computer ma perché restano esclusi dall’universo libro e da quei luoghi dove, attraverso l’educazione e la discussione, arriverebbero a loro riverberi di un mondo di valori che arriva da e rinvia a libri.” 

La lettura non è solo un passatempo , ma anche un esercizio mentale, mette in moto il pensiero, lo istruisce, fa conoscere nuovi sentimenti. È espressione dell’umanità. E per questo dovrebbe essere promossa, sempre.

167BFA1C-EF01-4EDB-88FC-4FEA3C1EEDE5Partendo da questa superba riflessione, Eco parla di tanti autori e di tanti libri: dalla Divina Commedia, all’Ulisse di Joyce, da Borges a Cervantes, fino ad arrivare alla sua carriera di narratore. Tra excursus letterari, analisi testuali, dissertazioni sullo stile e sugli autori ora abbiamo una wishlist un po’ più grande.

In questa raccolta si parla soprattutto di classici, ma pur già conoscendo questi libri, queste nuove letture critiche danno nuove visioni, nuovi squarci su cose che già sappiamo ed incuriosiscono. Siamo rimasti affascinati ad esempio dall’analisi fatta sul Manifesto comunista che spiega la sua struttura ed il suo valore letterario, oppure dell’importanza e delle possibili letture sul Paradiso dantesco. Insomma uno stesso testo racchiude infiniti insegnamenti, segni, indizi ed infinite storie che non possiamo captare ad una prima lettura, neanche ad una seconda o ad una terza, perché tanto fa l’occhio di chi legge, per questo adoriamo questo tipo di saggi: presentano uno stesso libro in modo sempre diverso e di uno stesso testo si scoprono infiniti meccanismi. Fanno sì che il lettore arrivi a nuove riflessioni ed abbia una diversa consapevolezza del testo a cui si è approcciato.

In particolare siamo rimasti affascinati da Sylvie di Nerval, secondo Eco il miglior racconto breve mai scritto per la sua fumosità, per le descrizioni degli ambienti insomma sarà il nostro prossimo acquisto. Poi ci siamo appuntati due saggi: La cultura e l’esplosione di J. Lotman che analizza gli sviluppi e i cambiamenti della cultura e Il sugo della vita di Camporesi. Camporesi è un antropologo letterario che attraverso lo studio delle opere ricostruisce le vite degli uomini che ne facevano parte. Eco descrive la scrittura di Camporesi come atroce e spietata e per questo le sue opere devono essere centellinate, le sue produzioni sono così reali da poter essere letali per il lettore.

Vi faremo sapere di questi nuovi saggi che recupereremo presto, nel frattempo se come noi, avete voglia di saziare la vostra sete di curiosità letterarie vi rimandiamo alla nostra wishlist saggi dove troverete alcuni titoli che secondo noi sono molto interessanti, noi siamo apertissimi anche ai vostri consigli!


 

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L’invenzione della madre, M. Peano.

Il rapporto tra madre e figlio può essere di tanti tipi: tranquillo, burrascoso, può esserci, non esserci ma mai mi sono confrontata con un rapporto così intenso come quello che Marco Peano descrive nel suo romanzo “L’invenzione della madre” edito da Minimum Fax. Il legame tra Matteo e sua madre, dal nome che tutti pronunciano male mettendo una O dove dovrebbe esserci una A, è mistico. Il figlio si annulla quasi completamente per dedicarsi a curare la madre: la malattia prende un po’ di lei ogni giorno, ma non si dà per vinto. La lotta alla sopravvivenza è estenuante, ma descritta con delicatezza.

linvenzionedellamadre.jpgAbbiamo già parlato di un libro che descrive la malattia, la degenerazione di corpi e legami con Patrimonio, Una storia vera di P. Roth. Qui c’è una delicatezza diversa e più che la descrizione della sofferenza e della malattia c’è una fiera descrizione dell’amore filiale. Il centro di questo romanzo è infatti il ruolo della madre e quello del figlio, i loro ruoli insieme, la convivenza con il cancro. È un romanzo estremamente commovente che parla di un amore incondizionato senza però risultare stucchevole. Non c’è solo amore e malattia però: c’è anche un’ottima descrizione del presente, dell’italianità, del nostro modo di vivere, nel modo di organizzare il funerale ad esempio, di relazionarsi, c’è una grande testimonianza della nostra società.

Peano è stato bravo a collocare una storia d’amore che poteva essere estemporanea nel qui ed ora, rendendo tutto terribilmente reale. La costruzione del romanzo è molto particolare, non siamo di fronte ad una narrazione lineare, ma ad una serie di pillole che Peano ci fornisce. Il libro è diviso in tanti piccoli paragrafi titolati che fanno muovere il lettore lungo tutta la vita della madre. Matteo sembra inerte, fannullone, disinteressato a tutto quello che riguarda la sua vita, ma per sua madre, quella madre che di volta in volta perde la sua materialità e diventa tutto fino a diventare madre – bara, farà di tutto, si prodigherà, si annullerà. Non può, non riesce ad immaginare la sua vita senza la madre, perchè è come se la madre lo avesse assorbito, Matteo vive in sua funzione e la vita della madre è per lui la cosa più importante.

“La parola vivere ora gli sembra più preziosa che mai, desidera mettersela in bocca e impastarla di saliva, sminuzzarla con i denti per poi deglutirla, farla sua, ingoiarla e assorbirla. Non restituirla più al mondo.”

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Il tema è delicatissimo, ma è trattato in modo sapiente senza risultare pesante, noioso o troppo impegnativo. La scrittura è semplice, ma d’impatto e riesce a tenere ancorata l’attenzione del lettore. Non siamo di fronte ad una storia d’amore convenzionale, ma all’amore più puro che ci sia: merita davvero di essere letta.


 

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Indie BBB Cafè| Artico Nero, M. Meschiari

COP_Artico_nero.jpegCos’è Artico nero? È difficile da spiegare. È un saggio forse, una raccolta di racconti, anche una denuncia, sicuramente collocabile nella letteratura di viaggio, ma è anche un lavoro etnografico, è certamente verità, ma non manca la finzione.

Artico Nero parla delle popolazioni dei ghiacci. Vi starà venendo in mente il freddo, il bianco, la purezza, l’algidità, ma no. Artico Nero parla del marcio. Di come il punto più bianco del pianeta sia inquinato, non solo effetto serra, scioglimento dei ghiacci; ma anche da un inquinamento “invisibile” quello provocato dai governi occidentali, che vogliono insinuare (anzi ormai l’hanno già fatto) il loro modo di vivere, di pensare, di lavorare. Ed Artico Nero racconta proprio questo attraverso storie di singoli, attraverso storie di gruppi. Quello che più mi ha shockato è “Dr. Freezlove” che tratta della condizione della Groenlandia. La Groenlandia politicamente è dipendente dalla Danimarca che dal 1970 ha imposto il suo sistema di vita, strutturando le città, un nuovo sistema di assistenza su una popolazione dinamica, che ha imparato e si è adattata al clima e al suo ambiente e che non ha di certo bisogno di cambiamenti imposti dall’esterno.

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Che cosa possiamo dire quindi? Che il mondo non ha imparato nulla dai propri errori (e questo lo abbiamo visto anche dagli ultimi fatti successi in Siria) e che in fondo il colonialismo non è ancora finito. Queste imposizioni, questa voglia di dover schiacciare il diverso e omogeneizzarlo a cosa porta? Meschiari lo chiarisce bene: i cambiamenti repentini, gli equilibri totalmente sballati, una nuova cultura non scelti, senza alcuna “preparazione” porta gli abitanti ad indebolirsi, alla depressione, ovviamente aumentano l’uso di alcool e droghe, così come i suicidi, è una spinta all’autodistruzione.

Artico Nero è un contenitore di verità, un esplosivo. Ti siedi, lo leggi e ti sbatte in faccia cose che noi teneri ed ingenui lettori non ci saremmo aspettati. I racconti sono 9, inventati totalmente, in parte, per niente, ma che rendono chiara una situazione articonero1.jpgcompletamente nascosta. Lo stile è pungente, serrato, veloce. Mareschi ci indica e sa che non sappiamo niente. Si sente l’indignazione, la passione, e il lettore rimane attonito.

La letteratura di viaggio è evasione, svago, riesci a sognare ed andartene in giro per il mondo, con Artico Nero sei talmente ancorato alla nostra realtà da rimanerne soffocato. Forse sono io ad essere fuori dal mondo e a non essere informata sulla situazione delle popolazioni artiche, per questo sono rimasta così attonita, ma penso che nessuno conosca a fondo i meccanismi che stanno dietro allo spopolamento dell’Artico.

È una lettura necessaria, fatta di storie che si attaccano a noi, che fanno pensare anche a distanza di tempo, a quanto ci sia ancora da fare per diventare civili davvero.

 

 

 

Schopenhauer e il delitto londinese

Ringraziamo l’autore, Andrea Malabaila che ci ha fatto conoscere il suo Green Park Serenade edito da Pendragon.

greenparkserenade.jpgLa narrazione di questo romanzo si snoda tra Torino e Londra ed i protagonisti sono tre trentenni-adolescenti, che vogliono a tutti i costi risolvere un mistero che ruota intorno a Schopenhauer un loro amico, che nell’adolescenza ci è rimasto. Ho letto questo libro molto velocemente: è scorrevole, ma non non troppo leggero. Cerca di descrivere la società odierna caratterizzata da noi giovani fluttuanti e mutaforma, in un mondo che sembra non accorgersi della nostra esistenza.

Nel libro tutto parte da una cena di classe: abominevole usanza. Di solito queste iniziative sono promosse da chi ha un piacevole presente e vuole vedere come se la passano gli altri sfigati. Alla cena di classe del protagonista tutti mettono le proprie carte in tavola tirando poi le somme, chi fa l’avvocato, chi fa la moglie, chi è cambiato , chi no, ma tra quelle persone una cosa accomuna tutti: si bypassa amabilmente sulla questione relativa a Schopenhauer, non si nomina neanche e questo farà scattare una voglia di rivalsa nei suoi confronti. I suoi amici di sempre, i suoi compagni di viaggio si rendono conto che anche loro hanno cercato di dimenticare, di allontanare il ricordo del loro amico e del loro viaggio a Londra ed ora a 30 anni guardandosi indietro capiscono che Schopenhauer merita la giustizia che non ha mai avuto.

Abbiamo molto apprezzato la descrizione di Londra, le tappe dei ragazzi come Hamleys ed Abbey Road, ma soprattutto ci è piaciuto il continuo riferimento all’adolesceza eterna che viviamo e al fatto che siamo la prima generazione a stare peggio di chi ci ha preceduti, insomma siamo persi, spacciati. Tutto questo discorso però non è fatto in modo eccessivamente malinconico, si tratta di riflessioni sparse fatte dai personaggi di tanto in tanto, che però fanno pensare.

Nonostante queste note malinconiche è un libro molto ironico, il finale è commovente inoltre è particolare la voce narrante. È esterna e si rivolge solo al protagonista che tra l’altro non ha un nome. Ora non sappiamo se la nostra interpretazione possa essere quella giusta, ma secondo noi il narratore potrebbe essere Schopenhauer che si rivolge al suo migliore amico, questo perchè abbiamo avuto l’impressione che tra il protagonista e il narratore ci sia un legame molto forte.

Se non l’avete ancora letto diteci se lo avete interpretato allo stesso modo, altrimenti leggetelo e ditecelo lo stesso.

 


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