In the pines è un fumetto di Erik Kriek edito da Eris Edizioni nel 2016. Erik Kriek è un fumettista olandese, conosciuto per Gutmans, ma anche per H.P. Lovecraft. Da altrove e altri racconti uscito sempre per Eris Edizioni nel 2014. Già con un fumetto dedicato a Lovecraft possiamo immaginare la propensione di Kriek verso l’oscuro, il mistero, il macabro, tutte caratteristiche che ritroviamo in In the pines che è un insieme di murder ballads.

Le murder ballads, come viene egregiamente spiegato alla fine del libro da Jan Denkens, sono delle ballate folk incentrate su un omicidio che assumono di volta in volta un punto di vista differente. L’autore olandese ne presenta 5 che raccontano l’America selvaggia: pistole, impiccagioni, lotte tra bianchi e neri, amori impossibili. Ogni omicidio ha una sua diversa causa, diversi personaggi ed è tratta da una diversa ballata folk, ma lo scenario rimane quasi sempre immutato: le ambientazioni sono spoglie, fredde, crudeli e fanno percepire subito che accadrà qualcosa di poco piacevole.

A livello grafico il tratto molto spesso e la presenza del nero aiuta a rendere l’aria più cupa e tetra. La palette dei colori varia da storia a storia, ad una prevalenza di nero si aggiungono toni opachi e spenti: verde bambi, grigio rosso, avocado, grigio – azzurro e grigio vinaccia (sì ho cercato i colori sul pantone, non potevo dirvi verde e voi immaginavate verde evidenziatore tipo). Mi è piaciuta molto la scelta bicromatica, non essendoci definizioni, ma tavole colorate in in modo volontariamente sfumato ed approssimativo si crea un’ulteriore fumosità ed ombra all’interno delle storie già dense di mistero.

Le murder ballads sono tutte intense ed ansiogene allo stesso modo, ma abbiamo le nostre preferite: Pretty Polly and the Ship’s Carpenter per la trama, che secondo noi è la più avvincente e forse anche la più macabra dove tutto ruota intorno al fantasma di una fanciulla; poi ci è piaciuta molto Caleb Meyer dove incontriamo la figura di Nellie, una donna forte e tenace, diversa dalle figure femminili più frivole raccontate invece nelle prime tre storie.

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Nonostante la brevità delle ballate (si tratta di 20 pagine per ogni storia) Kriek ci catapulta nella vicenda a bell’e buono e il lettore si trova spaesato, portato nella narrazione all’improvviso: colpi di pistola, turpitudini varie; viene commesso il delitto e poi via, si corre verso la prossima uccisione. Sono delle brevi pillole di concentrato adrenalinico e nonostante la loro brevità non manca un approfondimento mirato sui personaggi che sono caratterizzati in modo che il lettore abbia un quadro sintetico, ma esaustivo di chi ha davanti.

È stata una lettura piacevolissima che consigliamo specialmente a chi ama il thriller: le ballate di Kriek sono fulmini a ciel sereno che sconvolgono i lettori.


 

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