Gli insetti preferiscono le ortiche è un romanzo di Jun’ichiro Tanizaki edito da Elliot Edizioni casa editrice romana, nata nel 2007, nella collana Raggi che si occupa di portare alla luce opere di autori del passato ancora inediti in Italia.

insettiJun’ichiro Tanizaki è uno scrittore giapponese del primo ‘900. L’opera che abbiamo letto è infatti stata scritta nel 1928, siamo stati attratti da questo libro per la copertina (lo ammettiamo, ogni tanto cadiamo nella trappola) molto pulita, minimale, non sapevamo nulla di quello che saremmo andati a leggere e ne siamo rimasti piacevolmente sorpresi.

Questo romanzo è leggero, delicatissimo. Parla di una coppia di coniugi: Kanamè e la moglie Misako, che si trovano a dover fronteggiare una crisi matrimoniale, che in realtà non è una crisi. Nel senso che la compostezza, l’educazione, la delicatezza giapponese fanno sì che neanche i momenti di crisi siano trattati e descritti come tali, la difficoltà matrimoniale, il fatto che i due protagonisti non provino più niente l’uno per l’altra non viene affrontata in modo tumultuoso o litigioso, ma in modo calmo e ragionevole, tranquillissimo. La differenza di culture, dei modi di fare dei personaggi di Tanizaki rispetto a quello a cui noi siamo abituati a leggere, ma anche a vivere è la cosa più sorprendente di questo libro. In genere, ormai dovreste saperlo, noi siamo fan dell’azione, dell’avventura, dei colpi di scena, della teatralità, cose che mancano del tutto in questo romanzo e che nonostante questo ci è piaciuto tantissimo. È una storia linearissima, con tantissime descrizioni, con molte divagazioni anche lunghe sulla storia del teatro delle marionette, sulle differenze dei dialetti, ma che non disturbano o annoiano, anzi immergono il lettore in un mondo praticamente nuovo.

La descrizione delle sensazioni di Kanamè sono realissime, la costruzione di questa storia coniugale nella sua linearità, nella sua introspezione risulta non essere mai piatta, le parole di Tanizaki sono movimentate, catturano e a questo proposito c’è una frase, verso la fine del libro, che descrive perfettamente cosa abbiamo pensato nel leggere quest’opera:

“Non sembrava necessario curarsi dell’intreccio, era sufficiente lasciarsi guidare dai movimenti delle marionette…”

Le marionette stanno per la scrittura perfetta di Tanizaki che accompagna il lettore in un viaggio non solo tra i sentimenti e le riflessioni di Kanamè, ma anche nel Giappone dell’epoca, nelle sue tradizioni, attraverso la particolare coppia del vecchio di Kyoto e O-hisa. Quello che troverete in questo romanzo non è solo la storia di una coppia, ma è la descrizione di tanta arte giapponese: è un meraviglioso viaggio che riporta il lettore in un’atmosfera particolarissima e lontana da lui, attraverso un linguaggio anticato, ma spettacolare.

gliinsetti.jpg

Siamo stati ripetitivi e brevi, ma non sappiamo cosa dirvi di più, la sorpresa nel leggere un libro così distante dai nostri standard, ma così bello è troppa per comunicarvela beh:

Rilassatevi e godetevi questo magnifico viaggio.


Il link rimanda alla pagina del prodotto su amazon a cui sono affiliata, se volete comprare il libro e sostenere noi ed il nostro blog sarebbe un ottimo metodo e vi ringraziamo in anticipo!

Vi ricordiamo che siamo anche qui: Tararabundidee su facebook ❤

Annunci