La donna in bianco di Wilkie Collins è pubblicato da Fazi Editore.
Il volume è una specie di diario, una serie di racconti in cui i vari personaggi si lanciano la palla a vicenda, anche se tutto ruota intorno ad un indicibile segreto. La bellezza della scrittura di Collins è che riesce a far sì che il lettore sia potentemente attratto da quel mistero, si riesce a sorvolare infatti sulla scrittura estremamente descrittiva, minuziosa, si passa sulle frivolezze delle benestanti signorine di Limmeridge House, il lettore sorvola su questi ricami e nonostante essi rimane attaccato alle pagine. Soprattutto mi ha sorpresa il fatto che nonostante Collins sia uno 16465478_881160455320833_2152405165125140480_nscrittore dell’800 e nonostante sia un uomo ha uno stile di scrittura particolarmente… femminile, (non in senso negativo!)  è delicato, preciso, ma anche sentimentale, romantico, struggente e nonostante questo (che non è una caratteristica che amo) devo dire che la lettura è molto piacevole e molto scorrevole. Il fatto di tenere perennemente il lettore sulle spine aiuta sicuramente a non perdersi d’animo tra le varie descrizioni e le dolcissime battute delle sorelle protagoniste. Il lettore diventa spettatore nel libro di Wilkie Collins: l’empatia è difficile in quanto il lettore sa che tutta la storia è basata su testimonianze posteriori, sa che quello che c’è scritto è un racconto nel racconto, ma è bello il modo in cui l’autore ci prende per mano, ci fa accomodare e ci fa ascoltare la versione dei fatti dei suoi personaggi per poi raggiungere, pian piano, con le dovute deduzioni, con i dovuti accorgimenti alla risoluzione del mistero.

Il mistero poi, io non c’ero arrivata a quale potesse essere il grande Segreto a cui tanto s’allude lungo tutta la trama, nonostante i vari indizi è ben nascosto. Inoltre è vero che la scrittura di Collins come ho detto è molto delicata, romantica e sentimentale, ma stiamo sempre parlando di un giallo/thriller. L’autore dissemina indizi, testimonianze, per poi far fare al caro Walter il punto della situazione, ogni volta si scopre qualcosa, si fa un piccolo passo avanti, ma solo alla fine si comprende davvero il motivo di tutto. C’è un grande equilibrio tra il romanzo ottocentesco, con una storia d’amore tormentata, sentimentalismi e vanitosaggini e il giallo, il mistero, le ombre che si aggirano nel romanzo  e che sono tantissime insieme ai personaggi loschi che si mischiano alle nuvolette rosa sparse per il romanzo.

Insomma stiamo parlando di un thriller atipico ma di un bellissimo thriller, anche se la mole del romanzo vi potrebbe spaventare, vi ribadiamo che la lettura scorre molto veloce. Collins è un maestro della leggerezza, della semplicità e con il suo linguaggio pulito, ma raffinato e preciso, rende meno pesanti anche le minuzie che parrebbero orpelli narrativi e che di certo ai fini della risoluzione della trama e della narrazione non hanno valore.

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I personaggi sono moltissimi, e i nostri preferiti sono senza dubbio la donna in bianco, sensibile e tormentata donna (di cui non vi diremo altro) e la spettacolare Marian decisa, ironica, sempre pronta, una donna forte, una donna vera, che non si lascia incantare da stupidaggini, coraggiosa, insomma un personaggio estremamente affascinante che ci ha incantati.

Dunque che fare, non vi resta che leggerlo!


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