Crocevia di Mario Vargas Llosa è edito da Einaudi al prezzo di 19 euro.

Se dovessimo descrivere cosa è Crocevia di Mario Vargas Llosa faremmo prima a dire cosa non è. Un romanzo in cui c’è qualsiasi cosa si passa dall’erotico, al politico, al giallo, scritto in modo giornalistico quasi chirurgico: con un’esattezza nelle descrizioni, nella narrazione che appena si legge ci si ritrova immediatamente a Lima negli anni ’90. Non è quel tipo di scrittura meravigliosa, con frasi ad effetto che ti rimangono dentro, con epifanie stilistiche, è una scrittura pulita, realistica, distaccata. Le storylines sono 4 che potrebbero essere dei racconti a se stanti, ma che poi s’intersecano per la risoluzione finale pur potendo rimanere indipendenti.

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Il romanzo inizia con Marisa e Chabela che scoprono il piacere proibito e segreto di stare insieme, la loro storia è raccontata con delicatezza e tenerezza, loro rappresentano l’elemento erotico del libro ma non c’è mai volgarità nella scrittura di Vargas Llosa, traspare solo il piacere, la gioia delle due donne, non la lussuria, la foga. Poi viene presentato Quique che viene incastrato in uno scandalo terribile; mi è piaciuta particolarmente la sua vicenda perché è quella di un uomo che sprofonda in un baratro, perde tutto, le sue malefatte sono alla mercè di tutto il Perù ma non si arrende, è infatti anche la storia di un uomo che ha la forza di rialzarsi, che attraverso le amicizie, la famiglia, riesce a superare la vergogna, l’umiliazione. È un’altra storia d’amore, ma stavolta anche verso se stessi, è la storia di chi non si arrende, di chi lotta e di chi pur portandosi addosso un enorme peso riesce a scavalcare tutto. Inutile dire invece che il preferito di George è Luciano: avvocato tutto d’un pezzo che non si scompone mai, ha sempre la situazione sotto controllo, lucido, attento, anche se lo scandalo coinvolge il suo migliore amico non si lascia influenzare dalla situazione. Retto, integerrimo e puritano; alla fine vi sorprenderà.  L’altra storyline è quella di Rolando Garro, della Retaquita e della loro rivista scandalistica Destapes, una vita votata alla professione che nel loro caso non è solo il giornalismo, ma è rovinare la vita altrui. Si nutrono degli scandali, dei peccati di personaggi famosi che sbattono sulle prime pagine, si nutrono della loro umiliazione, della vergogna, ma non hanno saputo fermarsi, l’ambizione era troppa e hanno fallito, ha fallito, lui il direttore Rolando Garro.  Poi c’è la storyline meno avvincente e più malinconica, quella di Juan Peineta che deve affrontare una vita di stenti dopo essersi prima umiliato da solo, tradendo l’arte e il suo amore verso di esso e poi è umiliato dal viscido Garro.

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Crocevia è il titolo perfetto. Tutti questi personaggi, queste storie separate s’incontrano, s’intrecciano uno diventa coprotagonista dell’altro, tutti attori principali in storie diverse. La varietà di questo romanzo inizialmente mi spaventava, ma è tutto così ben costruito che nonostante la diversità di generi non si fa confusione, non si perde il filo principale. L’ho letto in poco tempo perché la storia è avvincente: ad ogni pagina succede qualcosa di particolare, ad ogni capitolo si cambia storia, ma c’è una cosa che lega tutto: la città. Lima è sullo sfondo, ma si sente l’oppressione e la paura dei personaggi che la abitano. Il terrorismo, il coprifuoco, i politici corrotti, persone che spariscono, rapimenti. Si respira l’ansia e la preoccupazione di vivere in un posto non tranquillo, in un posto in cui potrebbe succedere qualcosa da un momento all’altro. Pur essendo ambientato negli anni ’90 a Lima l’aria sembra essere la stessa di oggi: panico, terrore attanagliano le vite di tutti che oltre a combattere nel loro piccolo, nelle loro vite devono combattere contro un nemico oscuro e nascosto che può colpire in qualsiasi momento.


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