Io parto sempre molto prevenuta quando mi devo approcciare ad un libro che è piaciuto a tutti, non ho molta fiducia nella maggioranza quando si tratta di letteratura, ma stiamo parlando de L’amica geniale di Elena Ferrante (primo libro della quadrilogia de L’amica geniale composto anche da: Storia del nuovo cognomeStoria di chi fugge e di chi restaStoria della bambina perduta  editi tutti da edizioni E/O al prezzo di 19,50) un caso editoriale enorme, un libro che ha fatto scalpore, che ha scalato tutte le classifiche e che anche se con ampio ritardo ho provato a leggere e a sottoporre all’attenzione dell’avvocato.

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Per ora abbiamo letto solo L’amica geniale e solo ora possiamo capire il coinvolgente entusiasmo con cui questo libro è stato accolto. La scrittura della Ferrante è fantastica: attraverso un linguaggio molto semplice e pulito, attraverso il racconto in prima persona di Elena Greco fa entrare il lettore nella vicenda che è stupefacente, nel senso vero del termine. La Ferrante lascia tutto ad Elena, lei ha in mano il lettore, attraverso il suo punto di vista prima di bambina e poi di adolescente il lettore viene catapultato nella Napoli degli anni ’50 si ritrova tra i banchi, si ritrova poi nelle insicurezze, nell’inadeguatezza di Elena, vorrebbe consolarla, aiutarla, poi si diventa grandi, si sente il peso dello studio, si ente tutto. Il lettore vive con Elena perché attraverso la scrittura della Ferrante, Elena vive. Nonostante si parli di una storia di bambine e poi di adolescenti, l’autrice non descrive la storia da donna adulta che racconta cose per bambini e ragazzi, lei racconta la storia esattamente come la racconterebbe una bambina e poi una ragazza. Prima ci approcciamo ad un linguaggio semplificato, con qualche accenno al dialetto, delle volte imperfetto assolutamente proprio dei bambini; poi si raffina, cresce l’istruzione ed il linguaggio è modellato su questa crescita, tutto è graduale, tutto è perfetto, ma estremamente semplice, non siamo in una famiglia ricca e altolocata, siamo tra gente comune, in mezzo alla quotidianità più normale, ma è la capacità di far sembrare tutto straordinario, nuovo, rimanendo però sempre nella genuinità ad essere il pregio della Ferrante. Non ci sono virtuosismi, preziosità, non c’è nulla di superfluo, di magico, è tutto tremendamente reale e la scrittura è così travolgente che non ci si può fermare di leggere. I personaggi sono caratterizzati così bene che è impossibile sfuggire alla compagnia: ti ritrovi ad odiare i Solara, a temere don Achille, a patteggiare per Antonio, a non sopportare Stefano, ad invidiare tremendamente Lila ed il suo rapporto con Elena, a schifare Donato Sarratore, a compatire Melina; ogni personaggio trova posto nella tua mente e nel tuo cuore, non è facile staccarsi e dimenticare la vicenda di Elena e Lila e fortunatamente la Ferrante ci ha regalato altri tre volumi che parlano di loro e che non vediamo l’ora di leggere.

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Se non l’avete letto ancora speriamo vogliate ascoltare il nostro caloroso invito a farlo, non vi abbiamo parlato della trama, non vi abbiamo descritto i personaggi perché noi lo abbiamo letto senza sapere nulla di tutto ciò e lo abbiamo assaporato e gustato davvero tanto (divorato più che altro in pochissime ore, ve lo avevamo anticipato sulla nostra pagina infatti), non vogliamo rovinarvi la sorpresa che la Ferrante è in grado di regalarvi. Se lo avete letto diteci cosa ne pensate e se anche su di voi la scrittura di questa affascinante autrice ha avuto l’effetto calamita che ha colpito noi!

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