Eccomi di Jonhatan Safran Foer è edito in Italia da Guanda al prezzo di 22 euro. Questo libro è stato osannato, definito come bellissimo, un ritorno da favola dell’autore: Jonathan Safran Foer io sul ritorno non posso dire nulla perché è la prima volta che mi avvicino a questo autore e neanche il signor George si era mai avvicinato, beh sui contemporanei non è tanto ferrato comunque:

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Romanzo familiare ambientato nei nostri giorni, pregno di religiosità ebrea. Tutto ruota intono al bar mitzvah del figlio di Julia e Jacob: Sam che ha scritto o forse non ha scritto delle parolacce a scuola e da quel momento in poi tutto è compromesso dal bar mitzvah al matrimonio di Julia e vengono scoperti tradimenti, e la vita di coppia si fa sempre più distante, più labile. Ma non c’è solo questo nel romanzo, come abbiamo detto c’è tanto ebraismo: la storia del popolo, la diversità tra ebrei “veri” ed americani, le usanze, il cibo diverso e tutto questo si lega alla personalità pesante ed invadente di questo bisnonno che s’insinua nelle conversazioni, nella vita della coppia, poi c’è Israele, il terremoto, la guerra.

Non sappiamo neanche raccontarvi la trama per bene perché la narrazione è frantumata da migliaia di dialoghi tra marito e moglie, con i figli, con i nonni, dialoghi virtuali che avvengono in un gioco: Other Life. Quasi non si capisce bene chi dialoga con chi, ci sono delle volte che abbiamo avuto un attimo di difficoltà perché la narrazione non è estremamente lineare e i dialoghi non si legano bene con tutto il resto, delle volte.

Forse né io né l’avvocato abbiamo saputo cogliere la meraviglia, la potenza, la grandezza della scrittura di Foer, ma a noi questo romanzo non è piaciuto per niente: troppo lento. Più di seicento pagine per descrivere questo bar mitzvah e questa crisi tra Julia e Jacob una cosa lentissima di una pallosità unica. Non c’è nessun personaggio davvero forte, con un bel carrattere a parte Sam il figlio grande: Perspicace, intelligente, dice sempre la sua e dà un pizzico di cattiveria ad una famiglia troppo per bene. Non ci sono colpi di scena è tutto molto lineare. Il problema, secondo noi, sono proprio i personaggi: raccontare l’insoddisfazione non è facile e Foer lo fa attraverso personaggi troppo artificiosi: Jacob non riesce a prendere una decisione, è un pappamolle, ipersensibile, quasi inverosimile; Julia poi inverosimile nell’essere troppo protettiva verso il marito, la vita di coppia non ci sembra essere proprio come la descrive Foer!

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Se vi piacciono le storie tranquille, questa fa per voi. Ma se vi piacciono le storie piene d’azione, di movimento, con grandi colpi di scena forse non è il romanzo giusto.

È una storia un po’ monotona, lineare, tranquilla ma un po’ troppo per i nostri gusti. Per carità non siamo nella posizione di criticare Foer ma a noi è la storia che non ci è piaciuta, lo stile è molto bello, anche se ci sono troppi dialoghi e delle volte sono in interpretabili. Non lo consigliamo a chi ha apprezzato libri più tosti, ma vogliamo assolutamente sapere la vostra opinione.

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