9788817043731.pngBlankets
 (24, 65) è una graphic novel di Craig Thompson edita da Rizzoli Lizard.
Quando l’ho preso in mano ero un po’ spaventata dalla mole. Sì, i fumetti si leggono un po’ più in fretta ma sono sempre 500 pagine, sapevo di trovarmi davanti ad una pietra miliare della graphic novel moderna, sapevo si parlasse di fede, di religione, ma è tutto inutile, praticamente ogni cosa detta su Blankets anche ciò che troverete scritto in seguito non vi farà mai capire cosa avete davvero di fronte, cosa state per leggere.

Blankets ti risucchia, ti divora. È una storia struggente, un racconto di formazione, ma non una formazione qualsiasi. È un racconto travagliato, tormentato, pieno di terrore, soprusi, violenza, privazioni, autocommiserazione, insicurezza, inadeguatezza. Ed il protagonista di tutto ciò è Craig un bambino, poi ragazzo, poi uomo che deve affrontare prima un’infanzia terribile con un padre severo, un rivoltante baby sitter, con la sensazione di non essere mai abbastanza e di non poter difendere suo fratello, poi cresce e si sente inadeguato: la società non lo vuole, è bullizzato, troppo mite, troppo delicato, troppo timorato di Dio per tutto, fino a che non incontra Raina primo amore della sua vita che lo aiuta a distendersi, ad aprirsi e poi a cambiare strada a diventare quello che vuole lui, quello che ama lui, non quello che i suoi genitori, il suo pastore volevano. Raina è la chiave di volta per capire cosa è peccare e cosa non lo è, per capire che l’amore non è solo lussuria, fornicazione, ma è un sentimento puro, bello.

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La loro storia d’amore è struggente e silenziosa: l’amore non può essere descritto per questo Thompson usa solo silenzi, siamo noi a dover percepire l’intensità dei sentimenti solo attraverso i tratti. I disegni sono molto belli: i tratti sono spessi, ma nello stesso tempo delicati. Non c’è una pagina costruita con una griglia uguale all’altra, la grande varietà nella costruzione enfatizza particolari situazioni specie quelle in cui viene presentato l’amore tra Raina e Craig.

Il personaggio di Craig è molto sensibile, fin troppo. Non si sente parte del mondo, della società e quindi cerca un posto in cui potersi sentire bene e lo trova nella religione. Il problema però è che la fede lo chiude ancora di più, lo allontana dal mondo che non è come quello della Bibbia e le persone che ne fanno parte cercano di allontanarlo a loro volta. Craig è come una foglia nel vento, trasportata dalle situazioni, vittima inerme degli eventi, che non riesce mai a reagire, statico, passivo. Raina invece l’ho adorata. È perfetta, dolce, sensibile, gentile, ma anche forte, tenace. Non la spaventa nulla, perché è cresciuta in una famiglia in cui non basta nascondersi dietro la fede ma c’è bisogno di lavorare, di crescere, di prendersi le proprie responsabilità. Se Craig non ha idea del suo posto nel mondo, Raina ha le idee chiare perché per forza di cose ha dovuto trovate il suo posto. La drastica decisione finale mi ha fatto pensare a Raina come alla Eveline di Joice, incline al cambiamento a tentare di inseguire un’avvenire gioioso, ma che alla fine preferisce rimanere ancorata alla routine e alle responsabilità verso la famiglia.

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Credo che Blankets dia un messaggio ad ogni pagina e deve essere letto da tutti. Lo farei leggere ai genitori oppressivi ed “estremisti” per capire quanto un ambiente teso,
eccessivo, severo possa far male ai bambini, lo farei leggere a chi si sente inadeguato perché fa capire che basta poco per non esserlo, lo farei leggere a chi si butta a capofitto in qualcosa senza prima valutare tutti i fattori e a chi è in cerca di una storia reale e bellissima, sincera e malinconica.

 

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