Salve, la Fiera della piccola e media editoria di Roma Più libri più liberi finisce domani e per me è diventata più lunga del previsto: dovevo essere presente solo l’8 e il 9, ma poi ho conosciuto bellissime persone, si sono aggiunti nuovi incontri a quelli che volevo seguire e poi in fondo tutti quei libri, tutto quel parlare di libri è il mio mondo, perchè non sfruttare queste manifestazioni che amo all’ennesima potenza? Quindi ci sono andata sempre e ci andrò anche domani per chiudere in bellezza.

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Visto che nel post PLPL 2016 e dove trovarmi alcuni di voi hanno chiesto degli articoli su quello che avrei ascoltato, è arrivato il momento. Il tema dei non lettori e della problematica relazione che l’Italia ha con la lettura è stato uno degli elementi portanti degli incontri a cui ho partecipato. L’essere non lettori investe il 60% della popolazione italiana e questo è un bel problema, anche se come ha affermato Maria Teresa Carbone i non lettori non sono da vedere come altri, come qualcosa che è diversa dai lettori. Anche noi, noi lettori possiamo essere non lettori e comunque sia si può vivere senza libri perchè nella vita c’è altro da far; sì a tutto l’uditorio questa dichiarazione è parsa strana e al limite dell’inaccettabile ma è così, è un dato di fatto.

Anche se il non lettore è qualcuno che fa altro e nessuno è obbligato a leggere per forza, come si può fare avvicinare una persona alla lettura? Perchè parliamoci chiaro la lettura è un mondo meraviglioso, che ti fa entrare in altri mondi, ti fa conoscere quello che altrimenti mai ti saresti immaginato, provare sensazioni, incontrare personaggi, la lettura è tutto questo e tanto altro che neanche sono in grado di descrivere e allora in fondo noi lettori ammaliati e catturati da tutto questo un po’ ci dispiaciamo della sorte dei non lettori che non hanno presente cosa questo possa dire, quindi si è parlato molto negli incontri di come catturarli i non lettori e Marco Zapparoli di Marcos y Marcos (casa editrice meravigliosa) ha detto che bisogna dare loro un personaggio, una storia a cui aggrapparsi, a cui tenere, tutti possono diventare lettori, la lettura non è una passione, non è qualcosa di facile da fare anzi, è di una difficoltà infinita e se non c’è qualcosa che ti tiene incollato, aggrappato a quella storia a quel personaggio non riusciresti mai a diventare un lettore. Tutti noi abbiamo avuto una storia o un personaggio che ci ha fatti innamorare e che ci ha spinto a proseguire con nuove storie, è quello che bisogna fare con i non lettori semplicemente fargli amare ciò che amerebbero se lo conoscessero.

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I lettori invece, questa sorta di specie misteriosa a cui spesso si guarda con ammirazione sprezzante: quanto tempo hanno per leggere? Quanta voglia? Non hanno cose più importanti da fare? Più divertenti? No, i lettori sono lettori e vogliono solo leggere, vogliono inventarsi nuovi modi per farlo e allora ecco che nonostante l’Italia sia un paese in cui il numero di lettori rimane invariato così come le vendite dei libri, aumentano di giorno in giorno le case editrici, aumentano i saloni, le fiere, le manifestazioni dedicate ai libri. Sempre le stesse persone girano e rigirano tra Più libri più liberi, il Salone del libro e i Portici di Carta di Torino, Pordenone Legge, Festivaletteratura a Mantova e così via, ma queste manifestazioni continuano ad esserci, s’ingrandiscono, si moltiplicano e così nasce Tempo di Libri manifestazione che si terrà ad aprile a Milano, diretta dall’esuberante e meravigliosa Chiara Valerio che si propone un unico obbiettivo: unire, unire tutto attraverso tematiche, e porre ogni modo di leggere al centro. La lettura ora è varia, movimentata, ma anche immediata e soprattutto inconsapevole, quello che Chiara Valerio vorrebbe è che tutti gli scrittori che hanno bisogno di scrivere in continuazione sui social e tutti i lettori che a loro volta inconsapevolmente si trovano ad avere questa marea di informatori diventano consapevoli di quello che sono realmente. Tempo di Libri a Milano è stata vista come una blasfemia, un andare contro al Salone del Libro di Torino, ma i due direttori Chiara Valerio e Nicola Lagioia hanno dimostrato nell’incontro a Più Libri che non è così: loro sono amici, si confrontano sui passi avanti, sulle strategie da utilizzare, per far sì che entrambe le cose funzionino, non diversamente, non opponendosi, ma insieme. Perchè qualsiasi cosa abbia a centro il libro e la letteratura deve crescere, espandersi, deve essere appoggiata e a proposito di crescita Nicola Lagioia ci tiene a precisare che l’editoria è in crescita, ma deve avere una crescita sana. L’unica differenza grande che Lagioia ammette tra gli editori è che ci sono editori prettamente di mercato, che vogliono solo ed esclusivamente aumentare le vendite in modo anche facile, eliminando quello che è il cuore dell’editoria cioè una fucina di idee, di novità, un luogo in cui sperimentare, rischiare e quest’editoria di mercato nasce già suicida perchè il lettore recepisce la casa in cui si sperimenta, in cui c’è voglia di creare e di fornire qualcosa di nuovo e di sorprendente.

Ho fatto una sintesi, compatta per gli incontri perchè le tematiche erano molto simili, spero di non avervi annoiato con questa lunga cronaca.  Voi che ne pensate? Lettori, non lettori, siete d’accordo con tutto questo? (Se proprio ci tenete, su ig metto in diretta tutte le foto degli editori, di libri e degli incontri, se vi va mi trovate qui https://www.instagram.com/__carlag/)

Vi lascio con una bellissima frase di Lidia Ravera: “Si deve leggere per interagire con le intelligenze degli altri.”

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