The fiction è una graphic novel di Curt Pires e David Rubìn edita da Tunuè per la collana Prospero’s Book per 16,90 euro.

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Su questa graphic novel avevo un’aspettativa enorme, al Salone del Libro di Torino mi era stato regalato il poster con la copertina e conoscevo già il disegnatore che è lo stesso di Beowul, che io ho amato. Le aspettative non sono state deluse da Rubin che ha sfornato un altro capolavoro a livello disegnativo, le ambientazioni sono fantastiche, i colori spettacolari: opachi quasi ovattati quando si è nel presente e sgargianti ma con tonalità molto fredde quando ci troviamo nei mondi differenti. Per i disegni siamo quindi al livello a cui Rubin ha abituato i suoi lettori, nulla da dire, anzi, chi ha letto la recensione su Beowulf sa quanto ho amato il modo di Rubin di creare le tavole facendo “zoom” sui particolari, costruendo le pagine in modo molto originale e soprattutto Rubin crea delle creature mostruose meravigliose.

I disegni quindi sono stupendi, ma la storia no. Il problema di questa graphic novel non è il soggetto, perchè il nucleo della storia è bellissimo, un’idea particolare, che poteva essere sviluppata molto meglio di così.

La storia parla di quattro bambini che attraverso dei libri riescono a catapultarsi in mondi diversi, mondi che creano loro a seconda dei loro desideri, uno di loro però scompare in uno di questi fantastici viaggi e gli altri tre cercano di allontanarsi da questo universo e dal suo ricordo, ma dopo molto tempo c’è un’altra strana sparizione che li riporterà in quei mondi fantastici e li farà ricongiungere. Come vi ho detto il soggetto a me piaceva molto, il problema è che è praticamente così come ve l’ho raccontato, non c’è una grande caratterizzazione dei personaggi, delle loro avventure in questi nuovi mondi, della loro vita e la stessa creazione di questi universi paralleli e la loro organizzazione non è neanche accennata. Io credo che quando si scriva qualcosa di fantastico, quando si dà vita a qualcosa di completamente nuovo non si possono dare per scontato delle cose, anzi ci deve essere più descrizione, più narrazione che permetta al lettore di entrare in un mondo diverso, che permetta di entrare nella mente dello scrittore, ma con questo fumetto questo non è avvenuto. Non si entra in empatia con nessuno dei personaggi, e quando questo mondo fantastico viene minacciato da un’altra presenza non si spiega neanche il perchè della minaccia, il perchè dei rapimenti, ad un certo punto entra in scena un altro personaggio che sembra buono, ma non ne sono convinta fino in fondo e non ci capisce bene cosa questo voglia. Secondo me è una narrazione estremamente lacunosa, ha proprio dei buchi narrativi che non permettono al lettore di godersi appieno la storia e purtroppo per quanto i disegni possano aiutare il soggetto è comunque complicato, quindi senza i giusti dialoghi perdono anche quelli.

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Forse sono io che non sono riuscita ad entrare in empatia, a capire l’intento dello sceneggiatore, ma per me questa non è una valida graphic novel, sa di incompletezza e di non finito e devo ammettere che mi ha delusa molto perchè mi aspettavo uno sviluppo della trama completamente diverso, non so se qualcuno di voi l’ha comprata, l’ha sfogliata, letta, fatemi sapere cosa ne pensate.


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