Dal 24 al 27 novembre a Bologna si svolge il Bilbobul festival internazionale di Fumetto, organizzato dall’associazione Hamelin. Quest’anno al Bilbobul ci sarà una mostra, aperta fino al 7 gennaio, su Chris Ware autore di cui ci parla Andrea Fanti a p. 25 de La Lettura di questa settimana. Chris Ware è un fumettista, autore di Jimmy Corrigan, Rusty Brown che nel 2012 pubblica Building Stories che uscirà in Italia per Bao Publishing. Building Stories sembra essere un volume univo, geniale, innovativo. Grande come un gioco da tavola, contiene le facciate di un palazzo dove succede tutto. Brown descrive la vita di una ragazza in varie situazioni, single, madre, e la sua storia s’intreccia con quella degli altri abitanti del palazzo, di animali, ma la storia non è lineare. Questa è la genialità: Il lettore entra dal fumetto da una porta sul retro e decide dove dirigersi, dove orientarsi nella storia intricata piena di rimandi, rimescolazioni, rimestamenti di spazio, di tempo. La memoria gioca un ruolo fondamentale in tutto questo, perché il lettore deve stare attento agli sbalzi temporali, agli stacchi.

Building Stories sono appunto storie di palazzi, storie di costruzioni, ma anche storie da costruire dove è il lettore a costruire la storia sempre diversa a seconda di come viene letta. Il lavoro di Chris Brown con questo volume raggiunge l’apice,  i rimandi non sono infatti la chiave nello stesso Building Stories, ma anche nel suo stesso tratto che riprende quello di Otto Soglow, Winson McCay, richiamandosi anche a grandi artisti come Hergè e Hopper nell’uso dei colori.

Non vedo l’ora di vedere l’edizione italiana anche perché la Bao Publishing è maestra nelle pubblicazioni ad effetto, sarà molto interessante vedere il loro lavoro su questo autore che invece fino ad ora è stato pubblicato in Italia da un’altra grande casa editrice la Coconino.

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A pag. 33 ci inoltriamo in un campo poco battuto su questo blog, ma che m’interessa: La moda, parliamo infatti del colore che sarà il must del 2017 il blu, nella sfumatura denim draft.

Il blu sì, ma qual è la vera storia di questo colore? Cosa lo rende così unico? “Il blu indica uno slancio dionisiaco e insieme apollineo. Mutevole, cela e rivela, per consegnarsi come tensione che chiede di essere iscritta dentro un’architettura” dice Vincenzo Trione autore dell’articolo. Il blu infatti ha iniziato ad avere una sua dignità solo nel XII sec. Prima non era così quotato, poi invece diventa il colore della purezza, di Dio, della Vergine si carica di valenze simboliche, di misticismo ed allora sì che diventa un colore importante. Oggi il blu è dovunque ed assume un valore di tranquillità, calma: blu sono le pareti degli ospedali, delle scatole di tranquillanti, le bandiere dell’Onu, dell’Ue tutto blu ed ora colore dell’anno. Il blu poi è stato il colore prediletto da tanti artisti: Klein, Kandiskij, Fontana, Turrell che considerano il blu un colore puro, un colore da raggiungere oltre il quale non si può andare, col blu si respira la perfezione, la sublimità e questo articolo dimostra quanta carica emotiva, quanto valore può avere un colore, un qualcosa che vediamo tutti i giorni, a cui siamo talmente abituati da non fare caso.

Preparate gli armadi signori, blu a gogo.

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